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Quella destra al palo che lascia a Salvini la battaglia anti-euro

Parafrasando il titolo di una nota canzone di Fedez (“chansonnier” milanese in voga tra gli amanti del rap) dovremmo scrivere «È tutto il contrario». Oppure, è tutto inFratelli d'Italia ritardo. A pochi mesi dalle elezioni europee la “destra” italiana, divisa nelle solite mille e inutili sigle, tra un tentativo bradipesco di ritorno al passato (An) e sigle autoreferenziali come Fratelli d’Italia, incapaci di aprirsi alle esigenze degli elettori, sta perdendo l’ennesima occasione di misurarsi con gli interessi reali del Paese. Non stupisce, dunque, osservare come in Europa Marine Le Pen e Geert Wilders, abbiano già sancito un accordo per costituire un gruppo unico anti euro, mentre alle nostre latitudini regna, come da copione, confusione e ignavia.

Se Front National e Pvv si organizzano per alzare il livello di protesta contro questa Ue ormai padrona della nostra sovranità, in Italia, e pare un paradosso, la sfida “noeuro” viene cavalcata da chi non ti aspetti: Matteo Salvini della Lega Nord. Nasce da un’intuizione del futuro segretario leghista l’organizzazione del primo “noeuro day”, che si è svolto a Milano, alla presenza dei professori Alberto Bagnai, Claudio Borghi e Antonio M. Rinaldi. Se è vero, come ha commentato in modo colorito Salvini che «non ti puoi aspettare che ad organizzare un No Euro Day si dia da fare il PdL, impegnato com’è a raccontare fesserie agli italioti, né tantomeno il Pd che, è impegnato a fare le stesse cose, cioè raccontare le stesse fesserie agli italioti» è vero, altresì, che un’operazione di questo spessore contro lo strapotere della finanza cancerogena e inquinata dai diktat tedeschi, avrebbe dovuto intesserla, con una certa facilità, la destra ufficiale. Per esempio, Fratelli d’Italia. Eppure, esponenti di primo piano, interrogati sulle reali intenzioni di consolidare maggiormente la lotta all’Euro hanno commentato con un laconico «stiamo valutando».

Ma cosa? Azioni da intraprendere con Marine Le Pen e Geert Wilders e tutta la galassia patriottica sparsa nel Vecchio Continente? Proporre un ritorno alla sovranità smarrita? Non è dato sapere. Non stanno meglio in orbita Forza Italia. Anzi, a questo scopo fa quasi sorridere l’intervista rilasciata al Corriere della Sera dalla parlamentare azzurra, Lara Comi, che auspica un ritorno all’unità di gruppo (all’interno del Ppe) come non fosse mai esistita una scissione tanto dolorosa quanto, ormai, inevitabile. Ciò che dell’intervista diverte meno, e in parte confonde, è la conferma che Fratelli d’Italia staziona ancora nel Ppe. Per dirla alla Di Pietro che c’azzeccano coi popolari europei?

europa comunistaIn attesa, dunque, che La Russa, Crosetto (peraltro il più critico e duro verso gli ex colleghi che hanno avallato Fiscal Compact e Mes) e Meloni decidano cosa cucinare per cena, Matteo Salvini occupa con decisione uno spazio di lottacomunitaria” dimostrando che la Lega, per quanto possa apparire incredibile, risulta, al momento, un partito più a destra della destra. I nordisti, come ha correttamente scritto su “Huffington Post”, Marzio Brusini, stanno costruendo «una Legapedagogica» inquadrata nell’ottica di «darsi contenuti, recuperare gli elettori delusi, i voti passati a Grillo e una sbirciatina all’elettorato di sinistra». In attesa che venga quel giorno, la miseria politica della destra “pasta e fagioli” viene sintetizzata dalle parole di Gianni Alemanno intento a lanciare una petizione sulla revisione delle regole comunitarie: «L’Italia deve uscire dall’euro – dice – se non cambiano le regole all’interno dell’Unione europea».

Dimenticavo: oggi, sempre a Milano, il futuro segretario della Lega Nord, parteciperà a una conferenza intitolata “La fine della sovranità. La dittatura del denaro che toglie potere ai popoli” cui è stato invitato l’intellettuale francese Alain De Benoist fondatore della “Nouvelle Droite”. Un noto padano. Ai “Fratelli d’Italia” non restano che le frasi di Tolkien, consapevoli, però, che né La Russa né Meloni sono Quirino Principe. Amen.

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di on 2 dicembre 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Quella destra al palo che lascia a Salvini la battaglia anti-euro

  1. Roberta R. Rispondi

    2 dicembre 2013 at 11:41

    Complimenti per l’analisi, decisamente realistica e impietosa (ma è giusto così), sullo stato della destra italiana.
    Ce ne sarebbero da dire, a iosa, anche sulla sinistra.
    E su un centro che non esiste più, lasciando tanti orfani moderati e inconsolabili.

    Quanto ai contenuti, trovo che l’andazzo di “abbandonare” alcune battaglie perché potenzialmente scomode nei confronti dell’ (altrettanto potenziale) elettorato sia una moda trasversale.

    La sinistra ha abdicato alla difesa dei marò, che non è la pretesa di innocenza a priori, ma il voler rivendicare principi certi in materia di conflitto di giurisdizione nel diritto internazionale.
    (il conflitto che in questo caso ci vede soccombenti), forse ritenendo che un rigurgito di orgoglio in tema di politica estera sia troppo reazionario.

    Quindi, dicevo, non mi stupisce che la destra si allontani cautamente, o comunque rifugga la presa di posizione decisa, da una battaglia in cui giocano poteri tanto forti come quella dell’€uro.

    Tanto, a giochi fatti, il grande elettorato formato da piccole persone lo si ricompra sempre, con un pizzico di demagogia.

    Per il resto, trovo che – oltre alla rinuncia della destra a combattere battaglie da te evidenziate – un grave limite sia la totale inesistenza di qualche nome nuovo.

    Va ben che siamo sotto Natale, ma i ricicli in politica non piacciono, ai comuni cittadini, più di quanto piacciano sotto l’albero.

  2. Luigina Rispondi

    2 dicembre 2013 at 14:35

    Un articolo che racconta perfettamente la situazione di stallo in cui è la destra nel nostro paese,nonchè la politica tutta.Complimenti!
    Riflettendo sulla situazione non si puo non restare delusi dal fatto che un tema come l’euro sia fonte,per la destra italiana,di “valutazione” invece che “d’azione”.Siamo perennemente con lo sguardo rivolti all’Europa e ora che da questa Europa arriva l’invito a prendere posizione sull’euro si temporeggia.
    Qualcuno diceva “Esitare va benissimmo se poi fai quello che devi fare”.Gli elettori,poi, da troppo sono lasciati “soli”.
    Infine onore a Matteo Salvini l’unico che sembra aver capito,dimostrandolo cn i fatti,i sacrifici che questa moneta ci sta costando.Contro i “signori dell’euro” sarà difficile…ma almeno provarci? Per il PAESE.

  3. Mario Rispondi

    2 dicembre 2013 at 17:59

    Ottima analisi. Tante battaglie però sono giuste. Non di”destra o sinistra”. Non mi stupisce che Salvini della Lega copra tematiche che dovrebbero appartenere ai partiti di destra. Semplicemente perchè adesso, e da qualche anno, in Italia i partiti di destra non esistono. O per lo meno ti riempiono la casella delle lettere ad ogni elezione (vedasi LaRussa o Decorato)ma il resto dell’anno scompaiono.
    Speriamo solo che nascano proposte interessanti e soprattutto nuove.

  4. Luca Rispondi

    2 dicembre 2013 at 18:05

    Ma Borghi, Bagnai e Rinaldi sono keynesiani di sinistra. Semmai è Salvini che si è allontanato dalla destra, non il contrario.

  5. Faber Rispondi

    3 dicembre 2013 at 11:08

    AVVISO ai CONTENDENTI
    Dopo che vi siete attardati tra Federazioni ed Officine. Appena vi destate dal torpore dello sterile confronto su nomi e simboli. Quando avete deciso i vostri organigrammi. E sciolto i nodi delle antipatie e delle rivalità…
    Potreste dar vita ad un’intensa campagna mediatica che finalmente parli chiaro sull’Europa???
    http://www.spigoli.info/archives/2357

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