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Il Veneto va alla guerra dello sciopero fiscale. Aiutiamolo

La rivolta l'ha lanciata il Tea Party, hanno aderito già mille partite Iva, l'obiettivo è arrivare a 60 milioni di mancati incassi da parte dello Stato. Ecco come fare, e soprattutto, di fronte alla rapina in corso, ecco perché è una battaglia sacrosanta

“Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo”. Questa frase pronunciata da Gandhi è diventata il motto della campagna di disobbedienza fiscale organizzata e promossa dai ragazzi del Tea Party Veneto. L’obiettivo dell’iniziativa, come ha spiegato il coordinatore locale Carlo Sandrin, è quello di colpire lo Stato direttamente al cuore svuotando le sue casse. La tesi di fondo è chiara: inutile bloccare strade, costringere i negozianti ad abbassare le serrande, o attuare proteste di tipo violento. In questi casi, e la storia è lì a dimostrarlo, è molto più efficace giocare la carta dello sciopero fiscale. Provocare cioè nelle finanze pubbliche uno shock talmente importante da costringere i nostri governanti a fare ciò che non hanno mai fatto: tagliare le spese. Come? Semplice, non pagando gli F24 e facendo ricorso al ravvedimento operoso. In pratica, procedere con un anno di ritardo al pagamento delle imposte a fronte di un interesse del 3,5%. E con i tassi con cui oggi le banche prestano denaro, alla fine l’operazione potrebbe addirittura rivelarsi vantaggiosa.

Sciopero fiscaleOra, qualcuno potrebbe storcere il naso giudicando questa soluzione troppo rischiosa, irrealizzabile o utopica nel fine. Ebbene, si potrebbe condividere l’obiezione se non si stesse parlando del Veneto, quella regione che lo stesso Sandrin ha definito «il Texas d’Italia». In Veneto, infatti, è possibile ciò che in altre regioni italiane appare irrealizzabile, dalla disobbedienza fiscale all’indipendentismo, perché – come scrisse Renato Farina sul Giornale – “qui anche chi non è leghista parla come un leghista”. A questo proposito è forse utile riproporre un significativo virgolettato che letto a tanti anni di distanza apre più di uno spunto di riflessione: «Questo voto, premiando sia il federalismo ancora populista e demagogico della Lega sia quello più costruttivo e concreto dell’Ulivo, dimostra che l’orientamento nel Nordest, è davvero plebiscitario. Sta a Roma capire e interpretare questa realtà. Se non dovesse interpretarla i rischi di una “insurrezione”, ci sono. Rischi di una rivolta violenta non ne vedo. Ma se la Lega dovesse cavalcare in modo più radicale la protesta e lanciasse l’idea di uno sciopero fiscale…». Queste furono le riflessioni a caldo di Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, subito dopo le elezioni del 1996. Non esattamente un militante dei Tea Party, dunque.

E ancora: «Non riesco a far pagare le tasse alla gente. Sto già provando sulla mia pelle i sintomi di quella che può essere una vera e propria rivolta. Qua non pagano più. […] E come finisce? Che se la prendono con chi hanno sotto mano e scaricano tutto sull’amministrazione locale. La quale a quel punto diventa feroce nei confronti di Roma. Ed ecco che si innesca un meccanismo che alla fine potrebbe vedere il popolo con i suoi amministratori in marcia su Roma. Non possono scaricare questa situazione su di noi. O il Governo Prodi dimostra di aver capito cosa sta succedendo o qui fra un anno balliamo». Vent’anni fa venti, Cacciari, da veneto ma anche da uomo di sinistra e delle istituzioni, capì perfettamente qual era il rischio a cui si andava incontro nella sua terra. E descrisse molto bene gli scenari che potrebbero scaturire da un’azione di disobbedienza fiscale ben coordinata e ad alta partecipazione. Esattamente ciò che stanno cercando di realizzare i ragazzi del Tea Party Veneto. E «ad oggi – rivela Sandrin – sono già più di mille le partite Iva che, non solo idealmente ma proprio per necessità, hanno aderito all’iniziativa». Per un ammanco nelle casse del Fisco che supererebbe gli otto milioni di euro. «L’obiettivo – spiega – è arrivare ad un importo totale di 60milioni di euro di mancati incassi nel solo Veneto». Per i sostenitori del Tea Party, insomma, di fronte ad uno Stato che deruba i propri cittadini, anche il concetto di legalità diventa relativo. Per dirla con il filosofo americano Henry David Thoreau, “se quest’anno mille uomini non pagassero le tasse, ciò non sarebbe una misura tanto violenta quanto lo sarebbe pagarle”.

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di on 28 dicembre 2013. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

28 commenti a Il Veneto va alla guerra dello sciopero fiscale. Aiutiamolo

  1. GG Rispondi

    28 dicembre 2013 at 09:18

    Evviva, era ora! Lo predico ormai da tempo, magari senza scomodare Gandhi, politici e filosofi vari, ma semplicemente applicando il vecchio adagio, frutto di saggezza millenaria popolare, secondo il quale toccando il borsellino si stimolerebbero reazioni altrimenti insperate.
    Il principio della rivolta fiscale è efficace, però, solamente con una moltitudine di partecipanti, altrimenti è destinato al fallimento. Deve pertanto essere condotto previo accordo di un gran numero di contribuenti affidabili, decisi e concreti, seppur magari di modesta capacità contributiva, perché anche la quantità dei disobbedienti riveste un’importanza non trascurabile, soprattutto in tema di voti di cui tenere conto.
    Le mie origini lombardo-venete mi fanno ben sperare in questa iniziativa, alla quale non potrebbero certamente non aderire i movimenti “9 Dicembre”. Comunque: IO CI SONO!

  2. Francesco Rispondi

    28 dicembre 2013 at 11:50

    Dovremmo aver tutti la forza di non pagare , ma vedremmo subito un decreto ,un quid che ci manderebbe tutti in galera……questi campano con i nostri soldi o meglio con quelli presi alle partite iva del nord e trasferiti all’enorme corpo parassitario ben organizzato da sedicente Stato unitario del menga.Fin quando non ci faranno chiudere tutti non saranno contenti.

    • sergio Rispondi

      30 dicembre 2013 at 11:31

      Francesco,ma hai mai pensato,come possono fare, a metterci tutti in galera? Questa è solo una paura, che risulta essere assolutamente infondata. E lo sai perchè? Perchè per uno che è sempre stato corretto con i pagamenti,agire in determinati modi,è come bestemmiare in chiesa!!!

  3. adriano Rispondi

    28 dicembre 2013 at 13:49

    “E descrisse molto bene gli scenari che potrebbero scaturire da un’azione di disobbedienza fiscale ben coordinata e ad alta partecipazione.”Tutto dipende da quanto si ha da perdere e quindi dal livello di disperazione.Se alla fine tutto si rivela esagerato perchè il brodo è ancora grasso,addio rivolta del pane.In caso contrario può funzionare,con rischi personali però imprevedibili.Quando la fame ci sarà davvero l’opzione comunque ci sarà,insieme ad altre.Il requisito comune del successo della protesta risiede nella partecipazione e nel tempo.Solo una motivazione forte può supportarla ed in quel caso va bene qualunque iniziativa.Personalmente preferisco forme di contestazione con meno rischi.Un sit in oceanico e non violento attorno ai palazzi del potere.Oggi,domani,dopodomani,fino al risultato o presunto tale.Forconi per sempre ma in silenzio e senza bandiere.

  4. Francesco_P Rispondi

    28 dicembre 2013 at 16:16

    Noi siamo qui a parlare di rivolta fiscale, mentre a Siena ci hanno preparato un nuovo “trappolone fiscale”. Notizia di poco fa, l’assemblea dei soci di MPS, in pratica la Fondazione rossa, rinvia l’aumento del capitale a giugno ( http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-12-27/mps-scontro-fondazione-e-banca-continua-profumo-e-viola-l-addio-195428.shtml?uuid=ABjtUQm ). Questo significa che lo Stato dovrà quasi certamente trovare i miliardi aggiuntivi per far sì che i privati non possano acquisire la maggioranza nella più rossa delle banche rosse. Facile dire dove troverà i soldi: un ulteriore prelievo fiscale che si abbatterà all’improvviso sulle tasche dei cittadini e delle piccole e medie imprese.

    Formalmente questo prelievo si abbatterà anche su banche, assicurazioni, utilities, ecc., ma i big del mercato scaricheranno gli aumenti sulle nostre tasche. Così alla beffa fiscale si aggiungerà la beffa degli aumenti per compensare le uscite fiscali delle imprese che hanno “pricing power” sul mercato interno.

    La rivolta fiscale del nord est può essere l’avvio di un processo più ampio di separazione del Paese, soluzione indispensabile per spezzare il groviglio di interessi perversi che si è creato attorno allo stato unitario e centralista. Guardando sotto questa luce la rivolta fiscale veneta, essa assume un’importanza ben maggiore del puro grido di dolore lanciato da diverse migliaia di artigiani, partite IVA e piccole imprese strozzati dalla voracità del parassita pubblico.

    • Francesco_P Rispondi

      29 dicembre 2013 at 11:39

      Rispondo a me stesso solo per aggiungere un motivo in più a vantaggio della più radicale protesta fiscale. La questione è MPS. Non c’è solo l’imbroglio a vantaggio del “volto telegenica di Prodi”, ovvero Renzi, ma anche l’evidente disparità di trattamento fra le colonie del nord e le regioni che fanno parte a pieno titolo dell’Italia.

      Su Il Giornale oggi è apparso un ottimo articolo che spiega per bene il “buco” di bilancio pubblico che saremo chiamati a sanare noi contribuenti per permettere alla fondazione Motepaschi di mantenere il controllo della banca ( http://www.ilgiornale.it/news/interni/ora-pd-vuole-far-pagare-buco-mps-agli-italiani-979075.html ). Ieri ne aveva tempestivamente parlato anche Oscar Giannino ( http://www.leoniblog.it/2013/12/28/mps-oggi-4-motivi-per-restare-senza-parole/ ) sul leoni Blog, mettendo in luce la mostruosità dell’operazione da un punto di vista finanziario e delle regole europee.

      Il risultato è uno solo: IL NORD DOVRA’ METTERE MANO AL PORTAFOGLIO PER RIPIANARE I BUCHI DI BILANCIO DOVUTI ALLE OPERAZIONI DISSENNATE DEI COMPAGNI.

  5. GG Rispondi

    28 dicembre 2013 at 17:02

    Serve un minimo di buonsenso, non di codardia, per tentare d’ottenere qualcosa, con un po’ di collaborazione e senso d’appartenenza al gruppo del quale si condividano le idee.
    Non vorrei ripetermi, ma nell’86, al momento di pagare l’ICIAP, imposta antesignana dell’IRAP, sostenevo il parere appena annunciato dall’ordine dei notai, che consigliava di non pagare, stante il dilagante dubbio d’incostituzionalità dell’imposta stessa. Gli astanti erano 23 miei compaesani che, riuniti in municipio per chiedere delucidazioni su eventuali rinvii o abolizioni, si lamentavano del nuovo balzello e dei dubbi di cui si trattava. Tutti, alle mie parole, sembravano d’accordo di non pagare. Seppi in seguito d’esser stato l’unico a non aver effettuato il versamento e di essere stato premiato con la sentenza che sanciva l’illegittimità costituzionale dell’imposta.
    La massa di pecoroni, malgrado le dichiarazioni avverse, s’era poi intimorita ed aveva abbassato il capo, preferendo pagare. Non credo che alcuno d’essi sia mai stato rimborsato dei versamenti effettuati dall’86 all’89, anno nel quale la sentenza di cui sopra fu decisa e depositata.
    La morale, se una morale volessimo trovare, è sempre la stessa: l’unione fa la forza e non credo che anche un governo così scellerato potrebbe pensare di sanzionare una moltitudine di cittadini disobbedienti, perché altrimenti dovrebbe davvero prevedere le mitragliatrici in strada, per fronteggiare i facinorosi d’ogni manifestazione.
    Proporrei comunque una prioritaria pre-adesione da raccogliersi online, per non ritrovarci, come sempre, in quattro gatti. Conterei sulla massiccia adesione del movimento “9 Dicembre”.
    In ogni caso l’esempio è stimolo per l’emulazione.

  6. luigi Rispondi

    28 dicembre 2013 at 19:28

    I 22 prefetti appena nominati, che portano a raddoppiarne il loro numero rispetto al numero delle prefetture, cosa vorrebbe significare ?
    Che di fronte a questi fatti, lo stato centrale si prepara. Proprio come nel ventennio………..

  7. cristiano Rispondi

    28 dicembre 2013 at 20:35

    io so solo una cosa….sono stanco di fare sacrifici per pagare tasse-inps-inail-conai-camera di commercio-accise sui carburanti etc etc..io sono lumbàrd e se in lombardia si farà una cosa del genere sarò il primo ad aderire.Organizziamoci e togliamo il sangue al Grande Parassita!!.

  8. dina Rispondi

    28 dicembre 2013 at 22:37

    Mi sembra l unica cosa sensata ed efficace, basta dar da mangiare a questi lupi ladri

  9. roberto Rispondi

    29 dicembre 2013 at 00:21

    A parte il fatto che io ho iniziato da solo e ormai da anni x bisogno, il mio sciopero fiscale, sono assolutamente e totalmente d’accordo.
    Sono un cittadino Davide e questa e’ la mia fionda!!!

    • Alex V. Rispondi

      30 dicembre 2013 at 09:56

      Allora siamo in due Roberto!
      Io per cause di forza maggiore è dal 2008 che già applico questa metodologia di sciopero forzato!
      Quando nn c’è più trippa per gatti,prima vengo io e poi se avanza verranno loro,ma per il momento non avanza niente da anni!
      Sono anni che dico che l’unica arma più potente è quella di affamare la bestia attraverso uno sciopero fiscale di massa,ma intanto ognuno partendo da se stesso,rispettando la legge e senza andare sul penale (altrimenti sarebbe inutile),cominci a metterlo in atto invece che aspettare solo quando lo faranno anche gli altri!
      State tranquilli che prima o poi il sistema attuale crollerà,il problema è quando, e quello che succederà prima che affondi!
      Chi sarà preparato e ben informato,rimarrà a galla e troverà pure una scialuppa,gli altri purtroppo ,chi più chi meno, affonderanno, perchè rimarranno aggrappati con forza al vecchio sistema che si disintegrerà su se stesso!

  10. Barbara Vr Rispondi

    29 dicembre 2013 at 10:26

    Bene!
    Preciso che da anni la LIFE spiega che la “disobbedienza fiscale” è la via più veloce per ottenere qualcosa…in realtà tanti sono impauriti di chissà cosa…basta informarsi e semmai si paga entro un anno con un po’ di più ( 3,5+ 2,7% circa annuo) che comunque costa meno dei soldi presi in banca..( se hai una banca onesta ti chiede il 6 % trimestrale che fanno 24% annuo + interessi composti…) .quindi dov’è il rischio? Tengo i soldi in tasca un anno rischiando di tirarli fuori l anno dopo…se tutti lo facessimo, in massa basterebbero 3 mesi per far saltare il sistema.
    Ben venga anche la protesta dei Tea party…magari a forza di sentirlo da tutte le parti qualcuno prende coraggio…
    Chiedo soprattutto a quelli che li hanno i soldi di NON PAGARE per principio, e quelli che non hanno i soldi di non pagare per necessità

    • Alex V. Rispondi

      30 dicembre 2013 at 09:59

      Concordo totalmente con te!
      Puoi leggere la mia risposta inerente ciò che dici,nel commento precedente al tuo di Roberto!

  11. marco giovanni Rispondi

    30 dicembre 2013 at 12:41

    signori ottimo ,dalle mie parti di piacenza ,ne conosco un centinaio che anno smesso di pagare inps inail ecc ,ed ogni giorno ne aumentano ,cerchiamo di non tornare indietro andiamo avanti fino a quando chiudono il palazzo del governo ,visto che non serve piu,
    viva il popolo .

  12. Giusto S. Rispondi

    30 dicembre 2013 at 14:09

    io sono d”accordo a non pagare perchè ormai si sono presi tutto, vogliono le nostre case che vengano. io penso che il sistema non funziona più sono tutti inciuciati, politici, banche,uomini politici, titolari di centri scommesse,ci stanno portando all’elemosina. io so come uscirne,unirci sotto una sola voce, noi siamo il popolo.e loro devono andare via.uscire dall’euro. si la Merkel hanno perso una guerra ora stanno vincendo quella globale.e i nostri politici burattini lo sanno.se ci vogliono in europa devono azzerare il nostro debito, perchè le nostre tasse servono solo a chiudere gli interessi maturati 3 giorni fa. sono come gli strozzini e i nostri politici ci mangiano.

  13. Salvatore Rispondi

    9 gennaio 2014 at 22:14

    Vi prego facciamo qualcosa per fermare chi ci deturpa chi ci costringe a pensare che dovremmo essere dei criminali per essere delle persone dignitose. SALUTO TUTTI.

  14. Giuseppe Rispondi

    15 gennaio 2014 at 17:28

    In Emilia stiamo cercando di organizzarci come possiamo tenerci in contatto

  15. maria Rispondi

    20 gennaio 2014 at 22:02

    Io vivo in sardegna anche qua la situazione e’ triste ho deciso percio’ anche da sola di attuare questa protesta!!!!!!!!!!!!!!!!

  16. MICHELE Rispondi

    24 gennaio 2014 at 21:57

    buonasera,
    Domenica 26 gennaio p.v. a Roseto degli Abruzzi l’anima commerciale di questa cittadina si incontrerà presso il Palazzo del Mare per dar vita ad un comitato permanente che oltre a promuovere azioni immediate discuterà di cosa proporre per il futuro.
    PAGARE LE TASSE E’ UN DOVERE DEL CITTADINO , AMMINISTRARLE CORRETTAMENTE LO E’ ALTRETTANTO.

  17. Corrado Saugo Rispondi

    25 gennaio 2014 at 00:37

    Non fatevi troppe illusioni; appena lo stato vorace si accorgerà del pacco che vogliono rifilargli con la disobbedienza fiscale, farà un bel decreto ministeriale o simile dove alzerà la sanzione e/o gli interessi sugli importi che non vengono versati entro i termini previsti ( oggi al 3,5% ) e tutti per non essere cornuti e mazziati si affretteranno a pagare l’haimè dovuto.Io intanto tengo ben appuntito il forcone, non si sa mai che dai presidi si decidano finalmente ad andare Roma !

  18. Daniele Rispondi

    5 febbraio 2014 at 22:01

    Buonasera,
    per il sottoscritto la rivolta fiscale è già iniziata………….
    e come me, chissà quanti altri!!!!!!!!!!!!!!!!!
    PERCHE’ I SOLDI SONO FINITI!! SE LI SONO PRESI TUTTI!!!!
    LEGALMENTE CI STANNO RUBANDO I SOLDI DA TROPPO TEMPO…………
    ITALIANI SVEGLIATEVI SE VOLETE UN FUTURO PER I VOSTRI FIGLI

    Un Italiano

  19. Fiero Evasore Rispondi

    10 febbraio 2014 at 16:21

    Era ora…

  20. danilo Rispondi

    21 febbraio 2014 at 20:29

    E’ ora di finarla ci siamo rotti di pagare tasse per dare lavoro hai nostri ministri, deputati, parlamentari.

  21. Martino Rispondi

    22 febbraio 2014 at 17:55

    E’ già da un anno che non pago le tasse ! Pensavo di essere uno dei pochi, poi ho cominciato a sentire notizie del genere anche in TV.
    E’ totalmente illegale pagare dei soldi a evasori, strozzini e incapaci quali che sono i politici a Roma.
    Io auspico che il Veneto, il Trentino Alto-Adige e il Friuli Venezia-Giulia si uniscano in uno stato unitario e neutrale, fuori dall’Italia, fuori dall’Europa e sopratutto fuoiri dall’Euro, sul modello della Svizzera (l’unica nostra vera salvezza).
    E che le sanguisughe che parlano e basta, senza produrre alcunchè, da Roma in giù, che crepino pure di fame: benvenga !

  22. Paul Rispondi

    23 febbraio 2014 at 22:25

    Siamo un popolo civile ed umano, un popolo al quale i ns antenati hanno costruito e lasciato uno standard di qualità elevato e produttivo, un popolo che lavora, che sa lavorare , che ha sempre pagato le tasse e mantenuto il deficit dello stato, a questo punto non ci resta altro che tagliare il cordone ombelicale alla nostra mamma statale che purtroppo non è in grado di risolvere i problemi famigliari, non ci resta altro che non versare più sangue all’erario, l’unico modo per far cadere il governo è smettere di pagare tasse e versare iva, oltre a tutte quelle spese che lo stato continua a chiederci senza averne più il diritto democratico. Solo così cadranno tutti, solo così andranno a casa tutti.
    Io ci sto ! Io non pago più !

    È l’unico modo per riprendere il toro dalle corna, e l’unico sistema per riprenderci la nostra democrazia, la nostra giustizia,la nostra fraternità per il bene comune nel reciproco interesse di tutti.
    Paul

  23. Albe Rispondi

    28 febbraio 2014 at 11:33

    IDai ragazzi!!tutti insieme aderiamo alla protesta dei tea party.e arrivato il momento di ribelalarci,a mali estremi,estremi rimedi.io ci sto!non pago piu’!

  24. Paolo URICCHIO Rispondi

    6 aprile 2014 at 21:48

    Bravi ! Svegliatevi ! Lo Stato Italiano del dopoguerra, tramite i suoi amministratori e i cosiddetti politici, è il vero criminale. Leggete sul nostro sito cosa è possibile p.e. fare in Basilicata con i fondi pubblici, i.e. i vostri soldi !(rubarli, farli sparire, commettere reati, operare in maniera controproducente. Voi continuate a finanziare la Mafia Pubblica Italiana. Con i vostri soldi ci hanno rubato la vita, ammazzati, mortificati e messo in ginocchio. More info ? Visitate il sito web http://www.uricchio.de
    Grazie e saluti a tutti da Monaco di Baviera, Paolo Uricchio

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