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Piove sterco su Roma (e tutti noi)

Dal cielo cadono escrementi sulla Capitale. Colpa di quattro milioni di storni, apparentemente. In realtà il Paese è nella palta per il centralismo improduttivo, la politica prona all'Europa, le imprese perseguitate e il lavoro svilito. Quella poltiglia è figlia dell'Italia incapace di rialzarsi

Roma storniLa metafora che si fa sostanza, di quelle tangibili. Piovono escrementi su Roma. Letteralmente e mica pochi. Lo strato di guano s’è fatto tale e tanto da rendere pericoloso muoversi a piedi: si scivola, finendo in quel bagno di sterco che nella vita si tenta ostinatamente di evitare. Che l’Italia tenta infruttuosamente di evitare.

Piovono escrementi a Roma, si esce con l’ombrello. Letteralmente. Il Fato sembra aver deciso di sottolineare il punto d’arrivo del Belpaese in maniera inequivocabile. E pare averci dato dentro. Se la Capitale è messa male, il Comune non sta certo meglio: il sindaco Ignazio Marino deve correre ai ripari, ché ora bisogna trovi i fondi per ripulire quanto donato da quattro milioni di storni e per quelle misure che avrebbero potuto ovviare al dramma-escrementi.

Comunque sia andata la cartolina romana è quella d’una città sprofondata nell’amarezza. Un simbolo tragicomico. Che sia colpa della mancata rivoluzione liberale promessa e mai realizzata dalla coppia B&B (Berlusconi-Bossi) o della persecuzione dei presunti ricchi (banalmente gli imprenditori) da parte di una sinistra incapace di governare e amare il Paese, il secchio di “fango” definitivo in pieno volto all’Italia lo hanno tirato le larghe intese di Enrico Letta e i tecnici tassatori capitanati da Mario Monti. Il resto è l’accompagnamento di un piatto sgradito, di un Sud mai ripreso per i capelli e del Nord rapinato. Sempre e in modo sempre più marcato. Viviamo di assistenzialismo, di una sproporzione produttiva e gestionale che vomita avanzi. Gli avanzi piovuti rovinosamente sul Parlamento. Un’immagine tanto reale da non poter esser guardata, un quadro truce di come la Nazione si affaccia a un 2014 aspro, ché ché ne dica il Premier non «c’è ripresa che non si vede e non si tocca», ad avanzare qui sono vasche di guano in cui l’inettitudine politica prona all’Europa merkeliana Storni a Romaha gettato la parte migliore di noi. Quella che se può fugge, che si tratti di cervelli, di gioventù, di aziende e progettazione. La stessa che se resta urla di un silenzio assordante, rimasta senza voce. Imprenditori suicidi o finiti in cravatta a chiedere sostegno ai passanti. In cravatta. Lavoratori cassa integrati e disoccupati appesi a sindacati capaci di uccidere ogni progresso e sì, lontani da riforme strutturali al punto da tradire il loro ruolo fondamentale.

L’Italia migliore, quella che non evade o è costretta ad evadere da imposte inique e caccia alle streghe di inaudita violenza, mangia sterco ogni mattina. A fine mese neppure quello, ché apparecchia la tavola di rabbia e vuoto. La Giustizia mai riformata, il lavoro umiliato, con buona pace di Elsa Fornero, nome che ricorderemo negli anni per una querelle irrispettosa intorno all’Articolo 18, agli esodati e a quelle migliaia di dipendenti a termine che con un decreto a trasformato nullafacenti.

Su Roma piovono escrementi e non è da ieri, inutile additare gli storni. Piovono escrementi perché siamo il paese in cui tra Montecitorio e piazza di Spagna non si riesce ad ovviare neppure al passaggio di bombardieri pennuti.

Storni a RomaSu Roma piovono letteralmente escrementi e la beffa è che qualsiasi italiano sia inciampato in questa buffa notizia ha pensato che nulla potesse essere più fedele alla realtà. Siamo inginocchiati, in quella palta e forse di questo è corresponsabile un popolo capace di tutto eppure vittimista per Dna. Ché saziarsi con le cazzate di Beppe Grillo è più facile che andare nelle università, guardare negli occhi i ragazzi più preparati, imporgli la gavetta e i Palazzi. Quelli veri. Non ripartiamo anche perché puliamo i nostri soggiorni ma gettiamo il fazzoletto dal finestrino.

Su Roma piovono escrementi e dopo questa, Italia, per Dio, rialzati. Ora o mai più. Il Colosseo sta lì a ricordarci chi siamo, cosa possiamo. Accanto ci peschi il balcone di Palazzo Venezia, da cui il Duce parlava prima di trascinarci in una delle vergogne supreme, quella della disumanità. A rammentarci che possiamo essere bassi, piccoli, vigliacchi.

Piove sui simboli dello Stato, piove merda sui suoi edifici e sui nostri più alti rappresentanti, mentre a Milano la Borsa guarda la propria grandezza essere svilita dall’imperante decrescita infelice. Se non ti sveglia questo, Italia, nulla può.

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di on 15 novembre 2013. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a Piove sterco su Roma (e tutti noi)

  1. Orso Mannaro Rispondi

    14 novembre 2013 at 13:35

    E’ un segno!
    Ma allora Dio esiste!
    E Gesú Cristo non era mediorientale, ma Padano!

    Battute a parte, Sig.ra Dato e Sigg.ri Intraprendenti, sarebbe ora che voi giornalisti Padani o che comunque avete a cuore i destini delle colonie Padane, troviate il coraggio di abbandonare ogni speranza sulla rifromabilitá dell’italia unita.
    L’unica causa per cui abbia senso dedicare le proprie energie, é quella della liberazione della Padania. L’unica speranza di evitare destini yugoslavi, sta nella divisione ocnsensuale alla cecoslovacca, tra Padania e italia per la nascita di una nuova nazione confederata, tanto per iniziare, tra Lombardia e Veneto, che per noi si chiama Padania. Una Nuova Svizzera tanto per capirci.
    L’alternativa é il presente, l’italia unita, la madre di tutti i mali, l’origine di tutte le disgrazie socio-economiche dei popoli Padani. Un sistema talmente marcio che corrode tutto e chiounque vi si avvicini anche con le migliori intenzioni.

    Padania Libera!

  2. Edoardo Rispondi

    14 novembre 2013 at 13:54

    Caro Orso mannaro, la Padania non esiste. Se ne faccia una ragione. I popoli padani non sono mai esistiti. Non c’è un ceppo diverso. Non è un’origine etnica. La Lombardia e il Veneto (e perché non il Piemonte e il Trentino e la Liguria e il Friuli e l’Emilia Romagna?) non sono mai state un’entità politica autonoma. Sono state entrambe schiave dell’Austria, ma mai libere e autonome. Quindi liberi da cosa? E’ bello rubare soldi fin dall’unità d’Italia, parcheggiare in seconda fila, non pagare le tasse, diventare più ricchi anche grazie a ruberie e abusi, godere della maggior parte delle agevolazioni all’industria da parte del governo (da un secolo a questa parte) e poi voler andarsene seguendo le farneticazioni di un uomo prima volgare e ora gravemente malato (massimo rispetto per la malattia, ma non faccia politica). Studiate, informatevi, prima di insultare l’Italia. Perché l’Italia che fa schifo l’avete creata anche voi. Anche voi altri che vi siete presentati con il cappio in Parlamento avete rubato soldi pubblici, vero Tanzania? Vero lauree in Albania? E’ anche vostra la responsabilità, non solo di Roma o dei terroni. Caro Orso mannaro, vediamo se sa rispondere senza insultare e fare rutti come molti dei suoi colleghi leghisti sapete fare. Oppure, c’è un modo per liberarvi dall’Italia: andarvene. Lasciatela, l’Italia. Portate le vostre padanissime chiappe alla larga da questa terra splendida. Voi non avete bisogno dell’Italia. L’Italia non ha bisogno di voi

    • Orso Mannaro Rispondi

      14 novembre 2013 at 18:11

      B U R P!

      Questa é la risposta che merita il tuo peto pelasgico e che ti regalo da leghista,artigiano lombardo, patriota padano e, non ultimo,.
      Ma dato che voglio essere piú generoso – sai com’é, la forza dell’abitudine a pagare per conto vostro – e dato che tu sarai sicuramente lí con la manina tesa da bravo pelasgico in attesa di qualcosa in piú, ti somministro gratuitamente una dose del grande patriota Padano Gilberto Oneto :

      ————————————————————–

      Come si è arrivati a questa patriottica unificazione? Gli strumenti sono stati essenzialmente due: il massiccio trasferimento di mafiosità al Nord e la gestione del potere politico. Non riuscendo a “convertire” le popolazioni padano-alpine alle gioie della società mafiosa pelasgica, non riuscendo a modificare le loro retrive mentalità retaggio di antichi contatti con l’Europa, non potendo guarirle dall’ottusa dipendenza dal lavoro e da tutta una serie di devastanti patologie e inclinazioni (l’onestà, la solidarietà, il senso del dovere, lo spirito di sacrificio, il valore del merito) condensate nel trogloditico e nebbioso mantra del «male non fare, paura non avere», gli operosi costruttori dell’italianità hanno risolto il problema trasferendo grosse fette di Meridione a nord. Lo hanno fatto prima mandando in avanscoperta pattuglie di malavitosi in domicilio coatto e poi ondate di migranti composte da tanta gente per bene ma anche da mascalzoni della peggior specie. Insomma non potendo cambiare il Settentrione, vi hanno trasferito grosse fette di Mezzogiorno. Qui i malavitosi hanno potuto costruire le loro patriottiche reti grazie ai legami intrecciati nei paesi di origine e grazie al mutato tessuto sociale, intriso di “paisà” resi meno reattivi verso la malavita da una secolare accettazione passiva. Il tessuto sociale indigeno, sfilacciato, spesso localmente messo in minoranza numerica, ha cominciato a cedere.

      Ma il processo aveva bisogno della connivenza del potere. Trasmigrazioni di analoga portata si sono avute ad esempio anche in Germania o in Svizzera (oltre che in America) ma in questi paesi si sono dovute scontrare con politici, strutture amministrative, organi di polizia e della magistratura che erano di fatto impermeabili alle lusinghe mafiose. Qualcuno si è magari individualmente fatto corrompere o minacciare ma in generale le strutture comunitarie hanno dimostrato di avere gli anticorpi adatti a resistere alle infiltrazioni e a combatterle come una qualsiasi altra manifestazione malavitosa. La Padania non ha potuto godere delle stesse protezioni istituzionali, non ha confini politici e giuridici dietro ai quali organizzare una difesa: si è trovata invasa nell’anagrafe ma anche e soprattutto nei palazzi del potere. Le leggi vengono confezionate, interpretate e fatte rispettare altrove o da gente che risponde a logiche che non sono quelle delle comunità o delle tradizioni locali.

      Le organizzazioni malavitose hanno contribuito all’unità d’Italia e l’Italia unita ha restituito il favore aprendo loro un enorme spazio di azione: risulta difficile distinguere i due compari come entità diverse, come dimostra anche la posizione dell’Italia nelle classifiche mondiali della corruzione.
      ——————————————————————–

      Che buon pro ti faccia.
      Padania Libera.

      • cristiano Rispondi

        14 novembre 2013 at 22:59

        complimenti a Orso Mannaro per le risposte e per il “pezzo” di Oneto.

      • Irmin Rispondi

        15 novembre 2013 at 14:42

        Orso Mannaro sei un gigante!
        PADANIA LIBERA!

    • Liutprando Rispondi

      14 novembre 2013 at 18:31

      Il problema, al di là delle infinite sciocchezze infilate nel commento come da insegnamento delle sputtanate scuole italiche, è che non che ce ne dobbiamo andare noi dalla magnifica terra che ci ha visto nascere, ma che se ne devono andare chi la insozzata venendo da ospite portando la schifosa cultura mafiosa di terre impraticabili.
      Fosse vero il contrario il sud avrebbe la stessa percentuale di presenza di nordici che sfortunatamente il Nord ha dovuto subire da parte dei meridionali.

      Quindi vedi di camminare a passi lunghi e ben distesi.

    • Free Padania Rispondi

      15 novembre 2013 at 06:53

      Sono gli stolti e gli arroganti come te che faranno finire alla yugoslava questo sporco sodalizo mafioso e truffaldino che chiamate italia.
      E’ la tua italietta coperta di sterco che non esiste nella realtá, ma solo suille carte, é un baraccone vuoto, insulso, fatiscente, corrotto fino al midollo, fatto di caste di mantenuti, una cineseria spacciata per roba buona, una congrega romano-pelasgica fondata suillo sfruttamento delle colonie Padane, un esperimento da laboratorio fallito. Ma é inutile spiegare l’esperimento ad una cavia, il concetto é fuori portata. Prendilo come un dato di fatto, tanto presto o tardi per voialtri parassiti pelasgici e per i foresti venuti ancora piú da lontano sará finita la pacchia di vivere con il quattrino dei Padani. Dovrete trovare qualcun altro da ciulare, sempre che ci riusciate.
      Noi siamo a casa nostra in Padania,che non trovi ancora sugli atlanti ma che é nel cuore dei popoli che l’hanno creata e che voi italioti sfruttate da oltre 150 stramaledetti anni. Noi siamo a casa nostra, ficcatelo in quel cervello da minus habens che probabilmente ti sei danneggiato con l’unghia del mignolo a paletta. Noi siamo a casa nostra, noi e tanti merdidionali (tu invece sei un terrone, come tu stesso giustamente ti definisci) che si sono integrati qui a casa nostra, in Padania, e si sono liberati dalla vostra sub-cultura etnica parassitaria e mafiosa.
      L’italia é una barzelletta a livello planetario. Per colpa vostra.
      La Padania, seppur ancora giuridicamente colonia italica, é una realtá di eccellenza riconosciuta a livello mondiale, ed una tra le prime a livello europeo. Grazie a noi.

      Addio cumpá.

      Padania Libera.

      • pippo Rispondi

        21 novembre 2013 at 19:57

        Non sono del tutto daccordo sulla tua analisi;
        Anche quì al nord si stà configurando un panorama (vedi municipalizzate, regione, province ect..) in cui la politica ci dà veramente sotto…
        Tu puoi anche avere l’indipendenza … ma la fame non gliela togli e poi i nostri giovani? preparati a studiare senza fare una benedetta mazza fino a trent’anni??
        Purtroppo stiamo dissipando quanto costruito dai Ns padri e credimi, non è solo un problema di latitudine, ma un problema di troppo benessere “facile” costruito su una montagna di debito!.
        Il finale … è solo questione di tempo… è il fallimento!!

  3. Colono Padano Rispondi

    14 novembre 2013 at 14:05

    Amen!

    Padania Libera.

  4. Free Padania Rispondi

    14 novembre 2013 at 17:06

    Dai diretúr, che cosa fai censuri la legittima difesa? Ci mancavano i Padani che censurano i Pdadani. Guarda che quello lí lo mantieni anche tu e sta insultando anche te. Bah,

    Padania Libera.

  5. Silvano Rispondi

    14 novembre 2013 at 18:23

    Padania libera da chi?

    • Colono Padano Rispondi

      15 novembre 2013 at 06:21

      Padania Libera daaaa……daaaa…..daaaa…..?
      Dai parassiti e mafiosi italici no!?!
      Disciulati, ci fai o ci sei?
      Non é che ta sét un terún o un giargianés?

      PADANIA LIBERA!

  6. cristiano Rispondi

    14 novembre 2013 at 22:50

    4 milioni di storni non bastano…400.000 milioni di volatili ci vogliono per seppellire di guano il simbolo del parassitismo e della corruttela morale che ha infettato tutto ciò che c’era di buono in questa repubblica delle banane. Ma ormai è tardi ,Sciopero Fiscale e togliere la linfa vitale che tiene in vita il GRANDE PARASSITA.Solo i soldi vogliono e noi dobbiamo dire BASTA al ladrocinio assistenzialista e marcio che ci ammorba. NORD INDIPENDENTE!.

  7. Edoardo Rispondi

    15 novembre 2013 at 19:29

    Quello che mi aspettavo: una serie di insulti. Evidentemente, al di là dell’ingiuria gratuita, non sapete andare. Siete rimasti ancora agli stereotipi del meridionale mafioso (dimenticando tra l’altro lo stereotipo del settentrionale che ha depredato la ricchezza del Sud preunitario, molto più industrializzato e all’avanguardia degli altri regni presenti in Italia). Siete rimasti ancora a una lettura gretta e superficiale della realtà. La Storia va avanti e voi avete solo un paio di lenti, annebbiate e piccole, per leggerla. Per voi la realtà è qualcosa di facile da interpretare. Non avete bisogno di analisi: avete ogni volta un bersaglio. Il meridionale-terrone, il musulmano (che voi chiamate “islamico” ignorando la differenza di significato), l’immigrato, Roma ecc. E le risposte? Come disse Gentilini: sparare come a dei leprotti. E’ una mente bi-fase la vostra: acceso/spento, on/off, nero/bianco, Nord/Sud. Non esistono sfumature, cose incomprensibili, compromessi, vie di mezzo. Siete fatti così. Ora, dopo questa mia risposta, mi vomiterete altri quintali di insulti. Non avete altri argomenti? Basati su qualche fondamento, ovviamente. Ai “popoli padani” non crede nessuno, e già da tempo. Non è un caso che anche il partito che vi onorate di votare sprofondi nei consensi. A suon di rutti e gare a chi ce l’ha più lungo e duro, non si arriva lontano. Serve cervello, visione, ascolto, comprensione. Qualità che non si inventano. Buona vita, padani. Divertitevi

    • Peter46 Rispondi

      17 novembre 2013 at 21:56

      Perdi il tempo,sanno usare la bocca e speriamo che non la usino per come usano le mani da…sempre a quest’oggi e per il domani,ancora:”pugnette”,caro Edoardo,solo “pugnette”sanno fare.Magari in compagnia,sotto i verdi gazebo,di colui che da 25 anni gli promette…padania libera.E loro,invece di prendersela con lui,per le venticinquennali promesse..accettano il suo plagio contenti di farsi tante “pugnette”in compagnia:vuoi mettere a farli in compagnia del capo?Chissà chi tiene il piattino per non perdere i …geni.

  8. Edoardo Rispondi

    15 novembre 2013 at 19:45

    Quanto a te, Orso Mannaro, ti posso assicurare che ho pagato (e pago) molto più io per te che non tu per me. O vuoi dirmi che non hai mai chiesto al commercialista di arrotondare i conti per pagare meno tasse? Oppure, quando è venuto l’idraulico (a meno che non lo sia tu, un idraulico, visto che sei un artigiano: è possibile) a casa, non dirmi che hai implorato di pagargli anche l’Iva? Caro Orso Mannaro, come mai la maggior parte delle tasse viene evasa nel tuo Nord laborioso e produttivo? Caro Orso Mannaro che citi Oneto e la sua “società mafiosa pelasgica”, come mai ti dimentichi che i tuoi amatissimi terroni rappresentano il 60% dell’economia del Nord (il Nord “esporta” più verso il Sud che verso l’estero, lo sapevi caro mio)? Se un meridionale acquista un tuo prodotto (sei artigiano, presumo tu produca qualcosa) ed è mafioso, sarebbe come se anche tu ti metti anche tu a fare affari con la mafia. Caro Orso Mannaro, il Nord (che io amo tanto, e probabilmente potrei raccontarti delle grandezze del Nord molto più di te) è anche mio perché io lo pago, con le tasse e con i consumi (vivo al Nord, chissà forse ho comprato un tuo prodotto, e con i miei soldi hai fatto un regalo a tuo figlio). Vuoi ruttarmi ancora in faccia o preferisci usare altri argomenti?

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