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MONARCHIA ITALIA

Napolitano, con l'applauso beota dei partiti, ha cambiato la forma costituzionale. Dal caso Cancellieri alla scissione del PdL, dalla legge di stabilità alla decadenza del Cav, è lui che dà le carte. È il paradosso di un Re che tutela tutte le derive della Repubblica italica

pd2Qui, nel bene e nel male, proviamo a coltivare idee. Tra queste, non c’è, non c’è mai stato, l’odio indifferenziato e para-grillino per la Casta, e per il suo massimo rappresentante, Giorgio Napolitano. Anzi. Nei giorni folli, quelli all’insegna di Pierluigi Bersani da Bettola, della patacca sinistra sul “governo del cambiamento”, dell’ipotesi terrificante di Romano Prodi al Quirinale, abbiamo comunque preferito (quello che sembrava) un vecchio e aristocratico comunista, realista al punto giusto e nient’affatto ideologico.

Invece. Invece ci era sfuggito un solo, fondamentale dettaglio. In quei giorni, Napolitano non sciolse le riserve su un inedito secondo mandato alla Presidenza della Repubblica. Al contrario, cambiò la forma costituzionale dell’Italietta, tra sé e sé, in una notte e con l’applauso beota dell’intero Parlamento, e passò senz’altro alla monarchia. Non che chi scrive abbia pruriti benpensanti contro questa, anzi, monarchia è l’Inghilterra, uno dei Paesi più linearmente liberali del globo. Ma, ecco, se non proprio consultati, avremmo gradito essere informati, del cambio di sistema. Invece, ci teniamo tutte le derive della Repubblica italica, corporativa, elefantiaca, iperburocratica, e in più abbiamo un monarca (sempre meno) mascherato che funge da garante contro ogni cambiamento. Perché questo, è il dramma, il cortocircuito italico. Neanche governa, comanda Napolitano. Il ministro Cancellieri s’intrattiene in conversazioni telefoniche in cui si mette “al servizio” di una famiglia privata, nota e potente, qualcosa di molto peggio del grottesco affaire-Ruby? Niente, lui, il Monarca, si mette di traverso in modo esplicito, non dissimula neanche più come ai tempi del vecchio Pci, chiama Letta, gli spiega perché la Cancellieri non va disarcionata, questo tetro esecutore che si crede il presidente del Consiglio si presenta all’assemblea Pd, un luogo di discussione, o almeno così ce lo spacciano, legge le consegne del Monarca, dà il rompete le righe, tutti a casa, anzitutto i bollenti spiriti renziani e civatiani. Ma cos’è, una parodia del fu centralismo democratico, il centralismo quirinalizio? Ma non dà le carte solo alla sua sinistra, Napolitano. Manovra anche le comparse dell’altra parte, gli Alfano, i Quagliariello, i Lupi, li riceve cinque minuti sul Colle
pd e li convince che rappresentano il centrodestra popolare ed europeo, perfino Nuovo. Via alla scissione, e al depotenzamento di Berlusconi con altri mezzi, più raffinati del giustizialismo travagliesco. Non muoverà un dito sulla decadenza, dopo aver intessuto retorica formidabile sulla “pacificazione nazionale”, è l’arbitrio puro del Monarca, il capriccio che tiene insieme tutto con il suo contrario. E insieme, il dogmatismo, il puntiglio irrealistico sui propri disegni sovrani, le Larghe Intese sempre, comunque, a prescindere. Si può sacrificare tutto, su quell’altare, è la religione laica del Monarca, del nostro Cesare, che con un pollice in su salva la Cancellieri “a disposizione” dei Ligresti, e con un pollice in giù condanna Michela Baincofiore, perché dice quello che pensa sulle coppie omosessuali, ed è un pensiero dannoso per la tenuta delle Larghe Intese. Si sacrificano, soprattutto, tasche e aspirazioni degli italiani, Napolitano parla di molte cose, non parla mai di tasse, non dice mai una parola sulla rapina di Stato. Per forza, gli serve per alimentare la Monarchia. Non c’è spirito d’impresa, nella Monarchia, c’è sudditanza feudale, non ci sono leader politici, ci sono burocrati ratificatori, rischia di non esserci nemmeno un’opposizione, certo non lo è il Cinque Stelle, che piuttosto è cagnara sui chip sotto la pelle e la santità dei kamikaze, potrebbe esserlo Forza Italia, forse è l’ultima speranza, ma è minata dalla sua stanchezza interna e dal piano del Monarca. Benvenuti nel Regno d’Italia, sotto Re Giorgio Primo. Chissà se vivremo fino a vederne un Secondo.

 

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di on 21 novembre 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a MONARCHIA ITALIA

  1. Dumbo Rispondi

    21 novembre 2013 at 14:32

    Forza Italia ???? No grazie, abbiamo già dato. Fuori l’Italia, regno o repubblica fa lo stesso, dalla nostra terra.

    • Francesco_P Rispondi

      22 novembre 2013 at 02:15

      Se avessero costituito “Taglia Italia“, probabilmente vi avrei aderito.
      La storia chiede che l’Italia si divida in più Stati indipendenti. Quando lo capiremo? Dobbiamo aspettare che l’Italia crolli come un rudere medioevale tutelato dalle Belle Arti?

  2. italo branca Rispondi

    21 novembre 2013 at 17:45

    Gramsci parlava di egemonia culturale o di cultura egemonica. Sento di affermare che questa è la realtà in cui siamo immersi; una realtà in cui i centri di potere, di opinion leader e di orientamento generale e specifico sono occupati da persone che, più o meno consapevolmente, informano le loro azioni e le loro parole con concetti valoriali che declinano all’interno dell’ortodossia ideologica comunista. I risultati sono, almeno dalla mia prospettiva, visibili e tangibili.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    21 novembre 2013 at 19:04

    “… un vecchio e aristocratico comunista…”, “…con l’applauso beota dei partiti…”, “… repubblica italiana, corporativa, elefantiaca, iperburocratica…”
    Infine leggo: “… Napolitano parla di molte cose, non parla mai di tasse, non dice mai una parola sulla rapina di Stato…”
    Poi sono andato a cercare su Google e ho trovato:
    “… democrazy: Quando Napolitano faceva la cresta sui rimborsi dei rimborsi aerei e non solo…‎”
    Se queste sono le premesse, dove pensiamo di andare?

  4. mario Rispondi

    21 novembre 2013 at 19:22

    Un re ma anche il vero capobanda della cricca catto – comunista italiana. Peggio di Scalfaro e dire che ce ne vuole…………

  5. francesco Rispondi

    21 novembre 2013 at 20:15

    effettivamente da Monti in poi non ne ha indovinata una. Passiamo da un guaio economico all’altro. La storia ci racconterà di questo monarca e forse i nostri figli e le nostre aziende all’estero potranno capire perché sono li e dove è finita l’Italia. Che Metternich sia passato dalle parti del Colle a raccontargli che “l’Italia è solo una espressione geografica” e lui ci ha creduto e si adopera.

  6. Milziade Rispondi

    21 novembre 2013 at 23:01

    Non lo sopporto più.
    Andrà a finire che butterò nel cesso anche la televisione.

  7. adriano Rispondi

    22 novembre 2013 at 13:55

    “Segui anche solo una volta il lato oscuro e sempre dominerà il tuo destino.”Questo diceva il saggio Yoda.Sono fermo a Budapest,quando i carri armati per qualcuno andavano bene.Chi ha aderito ad una ideologia totalitaria non può cambiare se non su sfumature.Per questo trovo inutile analizzarne le azioni.Trovo sbagliato averlo votato prima e dopo.Anch’io trovavo allucinante certe candidature alternative ma almeno quelle sarebbero state votate da una parte e non dovrei quindi pentirmi per aver votato per l’altra visto che alla fine fa le stesse scelte.

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