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Milano ha un buco di 55 milioni. Ma la priorità è la «moschea»

Probabilmente su Marte sembrerebbero persone che sanno quello che stanno facendo. A Milano, invece, ci si inizia a domandare dove viva certa gente. Questa “gente” è un gruppetto ben assortito composto niente di meno che dai consiglieri della maggioranza a Palazzo Marino la cui priorità, ad oggi, è avere una moschea a Milano. Una richiesta legittima, se si pensa che il buon sindaco Giuliano Pisapia ne aveva fatto un baluardo della campagna elettorale, ma che diventa al limite dell’assurdo se si pensa alla situazione attuale della città. Tasse aumentate, servizi tagliati, un Bilancio preventivo dell’anno corrente approvato a 30 giorni dalla fine dello stesso anno, e un nuovo buco di 55 milioni creato dall’assenza di quella tanto sperata copertura attesa dal Governo per quanto riguarda l’Imu. Insomma, periodo di vacche magre e sicuramente il meno adatto per mettersi a sognare di creare una mosche da far invidia al Duomo proprio a Milano. Ad aprire la discussione, ieri, è stato Sel. Sinistra ecologia e libertà, nella voce della capogruppo Patrizia Quartieri, ha sottolineato l’esigenza di avere un luogo di culto per il popolo islamico in tempo per Expo e, indispettita dall’attesa e dall’assenza di risposte, chiede al Comune di «darsi una mossa». «Quello di garantire la libertà di culto è un tema della campagna Moschea a Milanoelettorale. È ora di darsi una mossa» ha affermato Patrizia Quartieri «su questo siamo molto indietro e bisogna correre, e anche molto. Expo è dietro l’angolo e un’accelerata ci vuole, ormai è un’esigenza largamente sentita nella nostra città».

La bacchettata sulle mani dell’assessore all’Istruzione, Francesco Cappelli, è arrivata anche dal Pd. Alessandro Giungi ha infatti sottolineato come «il fatto che l’Expo del 2020 sia stato assegnato a Dubai ci deve fare riflettere. A Milano cosa accadrà? Ci sarà una moschea a disposizione dei cittadini islamici e dei visitatori?». Contraria, l’opposizione. Giulio Gallera, consigliere di Forza Italia a Palazzo Marino traccia un bilancio dei due anni di giunta arancione e di rapporti con la religione islamica: «secondo l’assessore all’Educazione Francesco Cappelli, la Giunta sta “maturando una risposta” sulla moschea a Milano. Qualunque essa sia non può che apparire già superata e scaduta. La Giunta arancione si era presentata ai leader delle organizzazioni islamiche in città come la chiave di volta di una presunta svolta culturale. A metà mandato il bilancio è magro: qualche comparsata velo in testa dell’indimenticabile vicesindaco Guida, un Albo inter-religioso cui manca l’iscrizione di cattolici ed ebrei (le due maggiori confessioni cittadine), un ramadam all’Arena con Cappelli che accoglie a braccia aperte un noto predicatore pro-jihad, mettendo in imbarazzo i musulmani moderati. Insomma, un pugno di mosche. Purtroppo le rappresentanze islamiche non hanno davanti a loro interlocutori credibili, efficaci ed autorevoli, ma un manipolo di pasticcioni. Oltrettuto la stessa maggioranza incalza la Giunta in un patetico gioco delle parti. Ma siamo noi a sfidare la Giunta: vogliono la grande moschea? Vogliono una rete di piccole moschee? Presentino un piano serio, credibile, efficace. Un piano che non comporti un euro di contributo pubblico e che non crei problemi di sicurezza alla città. Noi – stiano certi – vigileremo su qualsiasi pasticcio e concessione indebita, quartiere per quartiere. Perché un piano di moschee ideato da questa accolita di pressapochisti mette i brividi ai milanesi ancor prima di averlo letto. Sì alla libertà di culto ma zero spese e zero disagi per i milanesi».

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di on 30 novembre 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Milano ha un buco di 55 milioni. Ma la priorità è la «moschea»

  1. franco Rispondi

    30 novembre 2013 at 14:28

    Pisapia è uomo molto dedito allo studio delle credenze e come vuol togliere ai ricchi per dare ai poveri perché tutti siano poveri uguale pensa all’uguaglianza dei siti per credenze… quindi tante chiese e chiesette tante moschee e tanti minareti….poi arriveranno i buddisti, gli animisti, i quaccheri, lo zio Pino predicatore…un bel da fare per il bravo sindaco Pisapia. Buona fortuna ai milanesi che se lo son votato.

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