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Marina Bellezza. Manifesto per quei giovani più forti della Crisi

Acciaio, romanzo d’esordio di Silvia Avallone (2010), era ed è un grandissimo romanzo italiano, seguito purtroppo da una trasposizione cinematografica non all’altezza. Marina Bellezza, il secondo romanzo della Avallone, uscito a settembre per Rizzoli (pagg. 530, euro 18,50), è un capolavoro, di molto superiore allo stesso Acciaio. E la Avallone, classe 1984, è probabilmente la più grande scrittrice italiana della nuova generazione. Marina Bellezza è il Romanzo italiano del 2013, affresco letterario dei ventenni e trentenni italiani che devono inventarsi al tempo della Crisi. Un capolavoro che, incredibilmente, non sta ricevendo il tributo – direi le ovazioni da stadio – che meriterebbe sia dal punto di vista della critica sia dal punto di vista delle vendite.

AvalloneMARINA300dpi - coverIl libro è ambientato in provincia di Biella, e ha tre grandi protagonisti: Marina, Andrea e Elsa. Marina, ventunenne di famiglia povera con madre alcolizzata e padre picaresco e assente, sogna di fare la cantante e di diventare una star televisiva. Il fidanzato di Marina, Andrea, ventisettenne secondogenito di padre avvocato e sindaco, in rapporti umanamente disastrosi con i genitori e con il fratello maggiore, che fa il ricercatore per la Nasa e vive negli Stati Uniti, vuole tornare a fare il margaro, l’allevatore di mucche con tanto di transumanza, come faceva suo nonno. Elsa, ventisettenne dottoranda in filosofia, sogna di ritornare alla terra, alle montagne della provincia di Biella, e di conquistare Andrea, che ama fin dai tempi del liceo.

Tre personaggi tra loro molto diversi, accomunati dai piccoli e grandi dolori della vita, ma soprattutto da due forze inestinguibili: l’amore e il sogno di realizzare le proprie passioni. C’è una scena d’amore memorabile nel romanzo, quando Andrea e Marina sono in viaggio negli Stati Uniti verso la casa del fratello di Andrea, a Tucson. A un certo punto accostano la macchina lungo la 186 Highway, deserta, e Andrea si siede in mezzo alla strada, mentre Marina sale sul cofano e si mette a cantare e a ballare. «Andrea la guardava dalla strada. Lui era tutto il suo pubblico ormai. Erano loro due e basta, in Arizona. (…) Lei non aveva più bisogno di chiedergli se aveva cantato bene, e lui non aveva più bisogno d’inseguirla da nessuna parte. Perché erano più forti loro. Lei in mutande in cima al pickup e lui seduto in mezzo alla strada. Più forti dell’Italia che colava a picco, più forti dei loro genitori che non erano stati capaci di renderli felici né adulti. Più forti di Biella, della loro storia, di tutto quello che li aveva traditi. Erano sopravvissuti. Erano capaci di stare in piedi anche in un mondo diroccato, abbandonato, depredato. Erano due eroi».

Silvia AvalloneOltre all’amore, e accanto all’amore, c’è la forza, la tenacia incrollabile nell’inseguire le proprie passioni, i propri sogni, poco importa se da soubrette televisiva o da margaro. Infine c’è l’amore per l’Italia, per la terra d’origine, e il coraggio di affrontare la sfida e di farcela, senza scappare, restando qui a costruire contro vento, nel cuore della bufera. Come quando Andrea capisce definitivamente che il suo posto non è e non potrà mai essere altrove, perché «lui ce l’aveva già la sua frontiera (…): sopra Riabella, nelle Alpi Biellesi». Marina, più irrequieta (una «Emma Bovary al tempo di X Factor» l’ha definita D’Orrico) non conosce il domani, ma di una cosa è certa: «che alla fine sarebbe sempre tornata».

 

 

 

 

 

 

 

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di on 12 novembre 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Marina Bellezza. Manifesto per quei giovani più forti della Crisi

  1. lucia Rispondi

    7 febbraio 2014 at 13:21

    Un libro davvero speciale, una lettura appassionante, persone e luoghi divinamente descritti, un’autrice bravissima.
    I nostri giovani figli in un momento difficile soffrono quanto noi genitori per incomprensioni ed errori di entrambe le generazioni, per il vuoto assoluto creato da un’incomunicabilità troppo pesante ed a tratti inaffrontabile.
    Un grande romanzo, profondo e psicologicamente ben strutturato, un’epoca complessa, vista attraverso gli occhi di una scrittrice di valore che nulla lascia al caso e tratteggia con maestria sentimenti e sofferenze, insoddisfazioni e dolori, dando però alla fine la speranza di una scelta libera e meditata a chi sembra non avere un futuro.

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