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Il lepenista Salvini

Il (forse) futuro segretario del Carroccio dimostra piena sintonia con i partiti anti-euro. Niente di male se non fosse che questi ultimi son spesso nazionalisti e statalisti. Sarà così anche la Lega del futuro?

Ieri mattina Matteo Salvini era al Pirellone per parlare, insieme al consigliere Pietro Foroni, di una iniziativa a favore degli esodati. Quei lavoratori lasciati senza pensione dal ministro Fornero, che la Regione Lombardia si propone di aiutare tramite un accordo col ministero del lavoro per coprire allungare la cassa integrazione fino al raggiungimento della soglia della pensione (il decreto Fornero prevede, stupidamente, che non possa passare nemmeno un giorno fra la fine della cassa integrazione e l’inizio della pensione).

Un’iniziativa con cui, di fatto, Salvini ha aperto la sua campagna elettorale. Quando i giornalisti gli han chiesto di parlare del congresso ha cercato di buttarla sul meteo («brutto tempo oggi, vero?»). Ma, alla fine, non si è fatto pregare troppo. Ha risposto a Bossi dicendo che sbaglia ad attaccare altri candidati, ha parlato di indipendenza, di refendum veneto e ha lanciato addirittura l’idea di creare l’Inps del Nord. Ha criticato il PdL dei “falchetti”, e ribadito – come già ci aveva detto in un’intervista sulle larghe intese – che c’è una differenza abissale fra pidiellini locali e nazionali.

geert marine

Geert Wilders e Marine Le Pen

E poi il tema su cui ha sempre puntato di più: la critica all’Europa, all’euro, alla tecnocrazia burocratico-finanziaria. «Stiamo lavorando – ha detto Salvini – perché il congresso della Lega abbia come ospiti anche alcuni rappresentanti di movimenti enti-europeisti, come i “brutti e cattivi” Marine Le Pen (Front National), Geert Wilders (Partito per la Libertà olandese) e gli austriaci (l’Fpo e il Bzo del defunto Jörg Heider)». Partiti con cui Salvini pensa già ad un’alleanza in chiave elettorale. «Siamo un movimento indipendentista, quindi con chi condivide tematiche quali no alle banche, no alla finanza, no all’immigrazione e no all’estremisto islamico – perché no – io mi ci alleo anche domani mattina».

Una posizione coerente che non ci sentiamo di condividere a pieno. Se è vero che l’Europa attuale, subordinata agli interessi finanziari, priva il cittadino della sua libertà (vedi rapina fiscale di Cipro che ora si vuol riproporre per ridurre il debito pubblico) nemmeno le soluzioni degli anti-europeisti ci convincono: sovranità monetaria, svalutazione, debito pubblico e spesa a deficit per stimolare l’economia. Metodi che, di fatto, non fanno che privare i cittadini dei propri risparmi (se l’inflazione aumenta il denaro in banca perde rapidamente il suo valore) per dare agli Stati una maggiore capacità di spesa pubblica.

Di fatto tutti i partiti sopra nominati, specie il Front National, sono profondamente statalisti e nazionalisti. Prendiamo atto che – come Bernardini – anche Salvini si pone saldo su questa linea.

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di on 15 novembre 2013. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Il lepenista Salvini

  1. frank beauregard Rispondi

    16 novembre 2013 at 11:35

    I nazionalismi europei , se servono ad impedire la definitiva distruzione dell’europa, ben vengano. Caro Borghi, le favolette liberali ormai sono fuori tempo massimo. Bravo Salvini.

  2. Martina Rispondi

    18 novembre 2013 at 14:54

    la lega rimane secessionista, sono alleanze per scappare dall’europa, dopo a casa propria, liberi tutti

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