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Cavalli da primarie leghiste/ Bernardini, l’ultrà anti-euro

Manes Bernardini, classe 1972, avvocato, è consigliere regionale in Emilia Romagna e consigliere comunale a Bologna. E’ entrato nel Carroccio nel 1991, a 19 anni,Manes-Bernardini_290x435 aprendo una sezione leghista a Casalecchio di Reno, “Casalecchio autonomista”. Anche lui è entrato nelle primarie della Lega e dovrà vedersela contro Matteo Salvini, Umberto Bossi, Giacomo Stucchi, Roberto Stefanazzi. Da oggi sta raccogliendo le firme per la sua candidatura.

Perché presentarsi con un nuovo logo della Lega, non è presuntuoso?

La domanda più ricorrente dei militanti è “dove è finita la Padania?” Il simbolo che ho proposto ricorda quello del 1991, quando ho aderito, una Lega capace di tornare ad essere la casa comune dei movimenti autonomisti e indipendentisti per aggregare tutte le energie dei territori e per tornare ad essere il motore del Nord. E le prossime elezioni europee sono la prima tappa a cui guardare in una prospettiva più ampia cercando alleanze con i movimenti antieuro come il Front National di Marine Le Pen. L’obiettivo è di contrastare efficacemente la Troika e ridare speranza ai cittadini. E se poi qualcuno vuol chiamarlo populismo pazienza. Per me è democrazia, i cittadini devono tornare ad essere proprietari del loro futuro.

Nel tuo programma parli di indipendenza, ma non è un concetto troppo inflazionato in queste primarie?

Un conto usarlo come slogan un conto è fissarlo nell’agenda politica. Se ne è parlato sempre poco e se il congresso serve a resuscitarla ben venga il congresso. Nel 1991 in Emilia eravamo in pochissimi, una ventina non di più, ora a Bologna nelle ultime elezioni amministrative sono riuscito come candidato sindaco a prendere 12mila preferenze in più rispetto alla coalizione Lega Nord e Popolo della Libertà. E si può andare oltre. Indipendenza è un principio cardine attorno al quale ruota il futuro del nord. Dobbiamo ricordare l’insegnamento di Gianfranco Miglio: questo Stato non avrà mai la forza di riformarsi da solo. I temi di 20 anni fa sono più attuali che mai.

Cosa non ha funzionato nella Lega?

Rimprovero di essersi schiacciata troppo sull’alleanza con il PdL che ci ha dato poco a livello nazionale e qualcosina in più a livello locale. Ma nel complesso siamo rimasti a bocca asciutta. È necessario rivedere il principio della coalizione per le elezioni. Ma bisogna fare attenzione al centro sinistra che bluffa quando parla di federalismo e autonomie. Poi su immigrazione non ci può essere dialogo. Meglio a quel punto andare da soli. Alla lunga le elettorato tornerà a premiarci.

Facciamo il gioco della torre: chi tra gli altri candidati butteresti giù?

Ognuno di loro ha il suo perché ma se devo scegliere quello da buttare giù è Bossi. Lui gioca troppe partite in questo momento. E non ha senso dichiarare che in caso di sconfitta potrebbe creare una nuova formazione politica. La Lega non può essere personalizzata.

Frequenti la Curva Andrea Costa di Bologna, quanto ultras sei in politica?

È da 30anni che vado in curva e anche se non mi posso definire un ultras penso che la passione e la lealtà siano valori irrinunciabili per chi fa politica. E la Lega Nord ne ha più bisogno che mai in questo momento.

 

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di on 15 novembre 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Cavalli da primarie leghiste/ Bernardini, l’ultrà anti-euro

  1. Peter46 Rispondi

    15 novembre 2013 at 19:33

    Bernardini…solidarietà anticipata.Fra poco,nei commenti,interverranno l’agricoltore, l’….aro alias…….aro,e se per lo 0, di quanto ha detto Lei contro Bossi(ma dai,proprio buttarlo dalla torre…per quanto testa dura,però questo non si pensa neanche di farlo al peggior nemico,o no?)Io sono stato costretto a …farmi leggere.Figuriamoci cosa diranno a Lei.Voteranno,comunque,per Stefanazzi,non per Lei…ma mi creda meglio perderli che trovarli simili elementi.

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