Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Salvini all’attacco delle larghe intese

Il segretario della Lega Lombarda racconta come il governo Letta ha fallito su tutti i fronti. E indica da dove bisognerebbe ripartire: meno tasse e spesa pubblica, più federalismo e impresa. Un programma liberal-nordista

salvini cantiere«Stabilità, stabilità, stabilitàStabilità oggi fa rima con fregatura. “Oggi pazienza vuol dire follia” scrive il Nobel Krugman. Stabilità? No, rivoluzione». Così scriveva due giorni fa su Faceook il segretario della Lega Lombarda – e probabile prossimo segretario federale della Lega Nord – Matteo Salvini. Uno sfogo contro il poco produttivo governo di larghe intese che noi dell’Intraprendente, da innamorati fissi della rivoluzione liberale, abbiamo voluto approfondire. Ne è nata un’intervista di cui riportamo, di seguito, le risposte corredate da un breve commento finale.

Salvini, qual è a suo giudizio il più grande errore commesso dal governo Letta?

Quello di non aver dato ossigeno ai Comuni e in generale alle amministrazioni locali. Hanno proseguito, come il governo precedente, a togliere fondi mettendo a rischio i servizi fondamentali per i cittadini, come scuole materne e ospedali

Questo mentre lo Stato centrale non si privava di nulla…

A Roma non hanno tagliato un solo euro di spesa pubblica. E pensare che ci sarebbe stato molto da fare: dal numero di dipendenti pubblici in esubero soprattutto al Sud, ai superstipendi dei dirigenti (quelli che Maroni vuol spuntare con una certa decisione ndr) fino all’applicazione dei costi standard nella sanità. Proposte del valore di miliardi di euro che non si sono nemmeno prese in considerazione. Per molte di queste basterebbe applicare il decreto sul federalismo che è lì già bello che pronto.

Che responsabilità politica ha il PdL – o Forza Italia che sia – nei confronti del Nord?

A me sembra che esistano ormai due PdL. Uno nelle tre regioni del Nord, in cui governiamo bene insieme, con proposte condivise in favore dell’impresa e del territorio, e uno a Roma che fa tutto l’opposto. Un PdL che che da due anni è alleato col Pd, che ha sostenuto due governi pessimi e ha votato porcate come la legge Fornero e lo svuotacarceri. Ormai non so più con che PdL ho a che fare.

Nella discussione sul voto di fiducia a Letta, il senatore Monti ha detto che chi avesso votato per affossare le larghe intese sarebbe dovuto andare in Europa in ginocchio. Cosa siTasse sente di rispondergli?

Dopo quello che ha fatto e che non ha fatto, Monti dovrebbe semplicemente aver vergogna a farsi vedere in giro.

Quali dovrebbero essere oggi le priorità di un governo che abbia davvero a cuore il bene del Paese?

Il taglio delle tasse. Partendo dall’Irap, per far ripartire le imprese, e dall’Iva, in modo da riavviare i consumi. È una grande scommessa che può permettere all’economia di ripartire e, di conseguenza, allo Stato di incassare di più.

Una considerazione, quest’ultima, che ci ha entusiasmato particolarmente. Con essa infatti Salvini ci rimanda al teorema di Arthur Laffer secondo cui – al contrarsi della pressione fiscale – le entrate tributarie possono aumentare. Ciò accade perché, con meno tasse, le imprese funzionano meglio, le famiglie spendono di più e il Pil – di conseguenza – aumenta. Se, lontana da dirigismi e keynesismi vari, questa sarà la linea della Lega Nord anche in futuro c’è da ben sperare. Noi, certamente, staremo ad osservare con attenzione.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 5 ottobre 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

12 commenti a Salvini all’attacco delle larghe intese

  1. Epulo Rispondi

    5 ottobre 2013 at 10:24

    L’Italia è irriformabile. Non possiamo riformare la scuola, la giustizia, la sanità, le pensioni, le leggi sul lavoro, il rapporto tra amministrazione pubbl. e cittadini, ecc. Non esiste nessun leader e nessun movimento politico che abbia una sola possibilità di cambiare il Paese. E, forse, nemmeno la voglia di farlo.

    Siamo destinati a diventare un Paese del quarto mondo (del terzo lo siamo già): immagino barconi pieni di italiani che si ribaltano sulle coste della Libia; ex impiegati che vendono accendini e borse taroccate per le strade di Algeri; ex professoresse che fanno le badanti in Moldavia.

    • Ettore Cimdomo Rispondi

      5 ottobre 2013 at 14:42

      Concordo in pieno. Perchè? Tutto per far piacere ad una “elite” (per denaro e non per pensiero o doti morali), supportata da: magistratura ed informazione

  2. Francesco Rispondi

    5 ottobre 2013 at 11:00

    La politica e’ ben più debole dei sindacati che hanno in forza la montagna di dipendenti pubblici votanti,quelli è solo quelli insieme ai pensionati rappresentano e da quelli prendono i voti .Quanto accade in America non è buon esempio per questi campioni di rappresentanza di stipendiati e va dimenticato.In questo campionario di sperpero di ricchezza prodotta da altri tutto si complica e battere nuove strade e’ complesso…l’Italia e’ davvero lunga.
    Auguri a Salvini.

  3. adriano Rispondi

    5 ottobre 2013 at 14:47

    Condivido i commenti.E’ quindi abbastanza inutile esprimere proposte perchè sono quasi impossibili da realizzare.Comunque prima di parlare di economia la premessa da chiarire è se si vuole restare strategicamente nell’euro.Se la risposta è sì ci si rassegna al proseguimento dell’agonia senza speranza.Se la risposta è no la discussione si sposta sul come fare ad uscirne nel modo migliore.Senza chiarire questa premessa è inutile parlare di diminuire le tasse perchè con l’euro non lo si può fare.

  4. Federico Rispondi

    5 ottobre 2013 at 16:29

    Un candidato alla segreteria della Lega che non parla di referendum per l’indipendenza del Veneto, della Lombardia ecc. è solo un bidone.

    I signori della Lega di Bossi & Belsito hanno capito o non hanno capito che l’Italia è irriformabile? Che tutte quelle sciocchezze sui costi standard sono ormai fuori dal tempo? Perché fanno i duri solo con gli immigrati che arrivano nei barconi e non hanno il coraggio – a Venezia a e Milano – di convocare un referendum per chiedere alla gente se vuola ancora stare in Italia? Perché non sfidano le istituzioni romane e tengono al Nord i soldi dei contribuenti?

    Venticinque anni di presa per i fondelli mi sembrano davvero tanti… e se parla così Salvini è davvero il degno erede di Bossi e Maroni.

    • Deciomeridio Rispondi

      6 ottobre 2013 at 08:01

      Forse non lo sai ma La Costituzione vieta esplicitamente Referendum su tali argomenti.

      Prima di fare il saputello che da consigli dovresti leggere di più.

      La Costituzione “Più bella del Mondo” come ci ha spiegato il giullare di corte Roberto Benigni,vieta ai cittadini di pronunciarsi sui trattati internazionali ( Vedi entrata nell’Euro ) e sugli argomenti fiscali.

      Gli Svizzeri invece possono farlo ma loro, poveracci, una Costituzione bella come la nostra non ce l’hanno ed è per questo che ci invidiano..

      Ma pensi che se un Referendum del genere fosse stato possibile,nessuno ci avrebbe pensato prima di te ?

    • Deciomeridio Rispondi

      6 ottobre 2013 at 08:21

      Ti informo inoltre che grazie alla Lega Nord, nel 2006 si è tenuto un Referendum per la Riforma federale dello Stato che prevedeva anche la diminuzione drastica del numero dei parlamentari.

      Bene, il Referendum è passato solo in due Regioni,benchè importanti, la Lombardia ed il Veneto.

      Che, guarda caso, sono anche quelle che pagano più tasse.

      Gli altri hanno detto di no.

      Probabilmente tu non sarai nemmeno andato a votare : ….tanto non cambia niente ! Vero ?

  5. Silvano Rispondi

    5 ottobre 2013 at 17:50

    Ma siamo 20 anni che sentiamo queste litanie.PAROLE,PAROLE,PAROLE.

  6. emilio Rispondi

    5 ottobre 2013 at 20:30

    sono del sud. mio malgrado mi sono trovato a condividere quasi tutto del programma della lega. (escluso la secessione che se venisse abolito dal programma forse farebbe avere più voti alla lega). oggi ancora di più mi auguro che resista come unico baluardo a certe assurdità e stronzate della sinistra (vdi ministro kyenge) che con questo non governo di larghe intese rischiano di concretizzarsi. perciò forza lega. forza salvini

    • Deciomeridio Rispondi

      6 ottobre 2013 at 12:09

      Anche io sono del Sud e la penso esattamente come te.

      • peter46 Rispondi

        8 ottobre 2013 at 21:59

        Anch’io sono del sud,ma sul federalismo alla Calderoli non sarei tanto d’accordo con voi del sud:se dovessi ‘vedere’che c’è stata ‘posta per voi’…esprimerò il mio pensiero.

  7. lucyrrus Rispondi

    6 ottobre 2013 at 06:50

    L’intervista a Salvini ?
    Semplice : la botte da il vino che ha !

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *