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Proviamo a scoprire le carte di Tosi

Io non ho ben capito questo Flavio Tosi, e voi? Cioè, ho intuito qualcosa dell’uomo, non sono sicuro abbia letto Machiavelli, certamente l’ha capito, ed è un merito. Mi è parso di scorgere accenni rottamatori, lampi di futuro oltre il teatrino italico (il partito del Cav versus il partito contro il Cav), ma anche movenze d’altri tempi e d’altri luoghi, rimasugli di una storia personale parecchio di destra, senz’altro rispettabile, senz’altro poco feconda, qui e ora. Ma sono sfumature dell’individuo, tratti caratteriali o al massimo preferenze, ma non categorie politiche. Non ho capito cos’è il “tosismo“, ammesso ne esista uno, e non ho trovato in giro nessuno che dia la sensazione di possederlo. Certo, qualcuno flirta con Tosi come grimaldello per un centrodestra futuribile (qualche mio amico di Libero, anzitutto), parecchi altri lo massacrano, anche in nome di un oggettivo deficit di chiarezza progettuale (Gilberto Oneto, pure su questo giornale, i miei amici de L’Indipendenza, molti leghisti, soprattutto in Lombardia). Ma il “tosismo”, quel che in fin dei conti dovrebbe risultare decisivo per prendere posizione, la visione del mondo del sindaco di Verona, le sue possibili ricadute politiche, e fin i suoi progetti partitici (oltre la Lega, perché questo ormai è ovvio), non sono oggetti riconoscibili del dibattito, sfumano, vanno dai bei rapporti col bel mondo finanziario alla cattiva stampa.

Nessuno che provi mai a dire cosa sia, il “tosismo”. Ci proviamo noi, allora. Lo facciamo anzitutto con il pezzo odierno del collega Marzio Brusini, uno dei pochi esegeti affidabili di cose tosiane, che ha una sua idea ben precisa. “Tosismo” può essere il nome del nuovo fronte dei liberali, dei moderati, dei “nordisti” come forma mentale, refrattari allo status quo, dunque non dei nordisti di sangue, chiusi nella ridotta valligiana. Brusini spiega, traccia un quadro esaustivo, e ovviamente lascia intatte delle domande, il “tosismo” è allo stadio aurorale, l’interpretazione è aperta. Motivo per cui è solo l’inizio, nei prossimi giorni ospiteremo altri pezzi, altre ipotesi di lavoro, altri frammenti d’interpretazione. Sperando di uscirne con le idee più nitide, e con una consapevolezza: è talmente alla frutta, la rappresentanza di chi si dice variamente di centrodestra, che qualcosa come il “tosismo” non può non essere indagato.

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di on 13 settembre 2013. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Proviamo a scoprire le carte di Tosi

  1. peter46 Rispondi

    13 settembre 2013 at 11:29

    Direttore Sallusti…ATREJU non meritava forse un articolo anche in virtù dell’anticipo,fra breve,del pensiero Tosiano?E lo stesso non lo meritava un articolo la video-conferenza,alla stessa ‘festa’,per i temi trattati sul prossimo futuro Europeo(i sondaggi e i risultati delle recenti votazioni per la sostituzione di due deputati decaduti la danno come FN a più del 30%)di Marine Le Pen,che ci riguardano in vista di futuribili alleanze qualora….?

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