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Pressing Zaia/ Il governatore temporeggia. Pure troppo

zaia17 settembre 2013, + 7. C’è modo e modo di far passare 7 giorni, anche in politica. In modo attivo, guardando verso l’obiettivo, mettendo in campo energie e risorse, cercando rinforzi tra le fila del proprio partito per circuire la prima commissione Affari istituzionali affinché prenda in esame velocemente il progetto di legge 342 per il referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto. E poi c’è un modo passivo, quello per cui ci si limita a parlare al pubblico di referendum, pensare a soluzioni per remoti esiti negativi della consultazione popolare evitando di alzare il telefono per sincerarsi del decorso burocratico del testo rinviato dal Consiglio lo scorso martedì.

toniolo

Costantino Toniolo

Per carità, fare il governatore del Veneto è certamente un impegno a tempo pieno, ma stando alle parole di Costantino Toniolo, consigliere pidiellino e presidente della ormai nota prima commissione, il desaparecido Luca Zaia non ha ancora nemmeno provato a imboccare la strada maestra. Conclusione, la commissione si è riunita oggi in Regione (mattino e sera) e di questo famigerato referendum neanche l’ombra. Ma non solo: «Capiamo le aspettative di molte persone – dice Toniolo – ma temo sia difficile che il testo venga discusso prima di una settimana. Forse tra 15 giorni. Come commissione, una tra le più nevralgiche tra quelle istituite, ci sono in programma da tempo progetti di legge pronti per essere evasi, come il documento economico finanziario o il rendiconto di bilancio». «Impossibile ignorare questi impegni» dice ancora Toniolo.

Quindi non tre giorni, non sette, ma se va bene tre settimane. Solo per arrivare in commissione. Poi deve essere discusso, votato e approvato. Solo allora sarà pronto per il Consiglio: «Il problema è politico – dice il pidiellino – è necessario trovare un accordo di maggioranza». Che, come sappiamo, non passa per l’indipendenza. Ma per federalismo, autonomia o sconticino tasse – se guardiamo alla sola alleanza Lega-PdL. Che, con il dovuto sostegno del Partito Democratico Veneto, potrebbe trasformarsi in richieste di riforme costituzionali del titolo V della Carta (è probabile), rimandando così il possibile voto in Consiglio non di tre settimane, e neanche di tre mesi. Se va bene di tre anni, con quindi un’altra giunta e un altro Consiglio.

Ma se pensate che sia finita qui, vi sbagliate. Perché prima della Commissione, prima del voto, prima dell’approvazione e prima ancora del ritorno in Consiglio c’é l’ancor più famoso “epilogo” della commissione dei giuristi. Quella istituita da Zaia per individuare possibili e percorribili strade verso il referendum (di cui fa parte anche l’avvocato Cantarutti, presidente di Indipendenza Veneta). Commissione che ha già reso singoli pareri da diversi mesi ma su cui grava l’impegno di sintesi del governatore, come ricorda Toniolo: «L’ufficio di presidenza della commissione lo scorso venerdì ha inoltrato al governatore un lettera per richiedere un parere unico e univoco, come da precedenti impegni assunti da IndipendenzaZaia, da parte della commissione di giuristi». Una richiesta che non ha trovato ancora risposta dal presidente della Giunta: «Comprensibile – giustifica Toniolo – oggi è solo martedì». Ma nel contempo ammette: «Avevamo avanzato la stessa richiesta a luglio..stiamo ancora aspettando». Zaia, dal canto suo, aveva già commentato la questione sostenendo che «l’argomento fosse già stato abbondantemente discusso» e che già lui in Consiglio avesse provveduto a sintetizzare il necessario.

E ha ragione. Come ha ragione Toniolo. Il fatto è che il problema è politico, non costituzionale. Perché se fosse costituzionale della decina di giuristi messi in campo per sciogliere la “mattassa forense”, almeno uno di questi sarebbe specializzato in diritto internazionale. Perché se fosse costituzionale qualcuno – almeno uno – in consiglio, avrebbe sollevato la questione di legittima sovranità: «Se l’espressione referendaria non è fattibile per difendere la Costituzione, la sovranità a chi appartiene? Al popolo o alla Costituzione?». Ma se il problema è politico e non costituzionale qualcuno, cortesemente, si prenda la briga di aggiornare la data sul calendario di Zaia. Perché se è lo stesso Zaia a fare dell’indipendenza il suo progetto politico («tornerà in Consiglio entro tre giorni, massimo una settimana»), noi tutto questo temporeggiare proprio non lo capiamo.

 

 

 

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di on 25 settembre 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Pressing Zaia/ Il governatore temporeggia. Pure troppo

  1. Elisabetta Rispondi

    25 settembre 2013 at 15:05

    Ammainare gli ideali PER I QUALI è nato il movimento di cui fa parte Zaia, e per i quali gli ricordo che è stato votato, unicamente per interessi di partito e di potere è una cosa secondo me VERGOGNOSA.
    Poi si renda conto Zaia che un NO al referendum, del quale a lui sembra non interessare nulla, vorrebbe dire mettere una pietra tombale su ogni speranza di autonomia per il Veneto.
    Io sicuramente non voterò mai più la Lega, anche perchè non credo assolutamente nella macroregione (italiana) del nord.

  2. Sante Rispondi

    25 settembre 2013 at 15:42

    splendida anatomia della cadaverica iniziativa politica.
    ZaHia latita menando il can per l’aia.
    Solo eventi esterni ed inattesi potranno piegare la melina di
    FI-PDL

  3. ferdinando Rispondi

    25 settembre 2013 at 15:58

    chissà perchè non riesco ad essere coinvolto emotivamente da Zaia quando parla dell’Indipendenza del Veneto. Certamente disquisisce molto bene sull’argomento, ma non vedo in lui la fiamma che dovrebbe partire direttamente dal cuore…..

  4. Marco Gasparini Rispondi

    28 settembre 2013 at 19:46

    Nell’attesa e con la viva speranza che il referendum venga prima o poi approvato penso che tutte le forze indipendentiste nel frattempo potrebbero chiedere a gran voce che vengano finalmente dopo tanti anni realmente attuate le Leggi art.2 L.Cost.n.340/1971(“L’AUTOGOVERNO DEL POPOLO VENETO SI ATTUA IN FORME RISPONDENTI ALLE CARATTERISTICHE E TRADIZIONI DELLA SUA STORIA.”) e L.n.881/1977(“TUTTI I POPOLI HANNO IL DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE. IN VIRTU’ DI QUESTO DIRITTO, ESSI DECIDONO LIBERAMENTE DEL LORO STATUTO POLITICO E PERSEGUONO LIBERAMENTE IL LORO SVILUPPO ECONOMICO, SOCIALE E CULTURALE.”)CHE GIA’ FAREBBERO VIVERE I VENETI MEGLIO DI ADESSO E FAREBBE CAPIRE LORO QUANTO MEGLIO ANCORA SI VIVREBBE SE FOSSIMO INDIPENDENTI DEL TUTTO.

    VIVA SAN MARCO !!!

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