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Il Nord perde 1.400 posti di lavoro. Per colpa dei magistrati

Dopo il maxi-sequestro Ilva disposto dal Gip di Taranto, il gruppo Riva è costretto a chiudere le altre fabbriche sparse fra Lombardia, Veneto e Piemonte. Ma per Epifani e Landini la responsabilità è solo della proprietà, che dovrebbe garantire il lavoro anche in mancanza di soldi

«Il blocco dell’attività si è reso purtroppo necessario poiché il provvedimento di sequestro preventivo penale del Gip di Taranto, in base al quale vengono sottratti a Riva Acciaioriva acciaio i cespiti aziendali – tra cui gli stabilimenti produttivi e i saldi attivi di conto corrente e si attua di conseguenza il blocco delle attività bancarie, impedendo il normale ciclo di pagamenti aziendali – fa sì che non esistano più le condizioni operative ed economiche per la prosecuzione della normale attività».

Con queste motivazioni il gruppo Riva chiude i battenti e manda a casa 1.402 operai. Una decisione che colpisce direttamente il Nord, dove i noti imprenditori dell’acciaio possiedono sette fabbriche (una in Veneto, una in Piemonte e ben cinque in lombardia). Ora, dei Riva si può pensare ciò che si vuole. Probabilmente se volessimo elencare gli esempi più fulgidi dell’imprenditoria italiana eviteremmo il loro nome: preferiremmo quello di un Bernardo Caprotti di Esselunga, di un Leonardo Del Vecchio di Luxottica o di un Michele Ferrero dell’omonimo gruppo di Alba. Se hanno sbagliato, inquinando l’ambiente in maniera irreparabile è giusto che paghino, anche severamente. Ma non è questo il punto. Il punto è che non si può disporre il sequestro di 8,1 miliardi di euro (ripeto, miliardi) senza pensare che la scelta con comporti – inesorabilmente – la chiusura del gruppo e, quindi, delle fabbriche. Come spesso accade nel nostro Paese la giustizia non ha avuto, particolarmente a cuore, la sorte dei lavoratori.

epifaniSi tratta di una realtà evidente che, come spesso accade in Italia, è stata subito nascosta sotto un cumulo di ideologia anti-imprenditoriale che ha subito scaricato sui Riva tutta la responsabilità della chiusura. «La scelta di Riva di mettere in libertà più di 1.400 lavoratori e di non pagare loro gli stipendi – ha tuonato il segretario della Fiom Maurizio Landini – è un atto di drammatizzazione inaccettabile, perché scarica sui dipendenti responsabilità non loro». Una dichiarazione cui ha fatto subito eco quella di un’altro ex sindacalista, oggi alla testa del primo partrito italiano (da elezioni, non da sondaggi) Guglielmo Epifani, che ha detto: «Un fatto grave, il governo intervenga per richiamare l’azienda a un comportamento più attento». Con che soldi, caro Epifani?

Forse lui e Landini sarebbero d’accordo al blocco dei sequestri, in modo da consentire all’azienda di continuare a produrre e pagare gli stipendi?landini Certo che no. Nonostante ciò ci stanno dicendo che l’azienda dovrebbe lo stesso dare lavoro, perché il lavoro è un diritto costituzionale, o quantomeno a pagare gli stipendi, anche in mancanza di commesse. È questo, secondo loro, il compito dell’imprenditore: mantenere i suoi dipendenti, indipendentemente dal fatto che ciò sia possibile o meno. Pare di rileggere, nei loro commenti, alcuni stralci del romanzo Rivolta di Atlante di Ayn Rand, ambientato in un mondo in cui l’impresa – ridotta alla sola funzione sociale a scapito di quella produttiva – si chiude in se stessa fino a implodere.

È questo il mondo in cui Epifani e Landini vorrebbero vivere (e in buona parte ci vivono già)? Non lo sappiamo. Di certo, in quanto politici e sindacalisti, non avrebbero granché da temere in un sistema che incrimina i produttori di ricchezza.

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di on 13 settembre 2013. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a Il Nord perde 1.400 posti di lavoro. Per colpa dei magistrati

  1. lucia Rispondi

    13 settembre 2013 at 16:01

    Avremmo bisogno di un’altra giornata di digiuno e invocazioni allo Spirito Santo ,reverendo Papa Francesco|,perché visiti le menti e i cuori.In fondo è riuscito ad allontanare lo spettro della guerra in Iran,Perchè non dovrebbe riuscire a mettere un pò di sale nella zucca di qualche ex sindacalista ,di qualche magistrato e soprattutto del Capo dello Stato che come capo del CSM dovrebbe intervenire ,e alla svelta, per evitare che la testardaggine di gente irresponsabile e per di più pagata dalla comunità riesca a mettere sulla strada 1400 famiglie?Senza usare armi convenzionali o armi chimiche,anche questa è guerra.

  2. peter46 Rispondi

    13 settembre 2013 at 16:01

    “””Se hanno sbagliato,inquinando l’ambiente in maniera irreparabile è giusto che paghino,anche severamente.Ma non è questo il punto.”””
    Come non è questo il punto!Il contendere è proprio questo e il resto,chiusura di stabilimenti in giro per l’Italia vuol essere una ritorsione per i preventivi sequestri degli 8 miliardi.I Riva hanno ottenuto da Prodi una fabbrica ripianata dai debiti.Che non era ‘un ferro vecchio’come dicevano ma che gli ha procurato utili dal primo giorno che è stata nelle loro mani.Quando sono state introdotte ‘restrizioni’sulle emissioni inquinanti se ne sono “strafregati” con la complicità e connivenza e “addomesticamento” di politica,clero e magistratura.E portando gli utili(tanti) nei paradisi fiscali,rientrati con lo scudo fiscale di Berlusconi e Tremonti,da cui la dimostrazione che i soldi c’erano per avviare il ‘disinquinamento’ambientale.E’ chiaro che non potendo tutta la città vivere sull’Ilva coloro che erano fuori hanno ri-ri-chiesto l’attuazione delle misure ambientali una volta per tutte:e c’è voluto il coraggio della Magistrata a mettere tutti i soggetti con le spalle al muro.I sindacati hanno la colpa della ‘corresponsabilità’per non aver scoperchiato da sempre questo andazzo…e tutti sanno il perchè.E’ stata o no l’Ilva ,e i Riva,sponsor ‘economico’ del PD,o no?La soluzione…che Taranto diventi,con la minima parte dei loro guadagni,la Duisburg d’Italia o “”NAZIONALIZZAZIONE””della fabbrica con possibilità di cogestione e “azionariato diffuso”allargato ma non ai ‘pescecani’ della finanza.Altro che ‘statalismo’,questo sarebbe ‘superLiberismo’del 3°millennio.

  3. lucia Rispondi

    13 settembre 2013 at 16:25

    Signore,metti un po’ di sale in zucca anche a Peter 46.Forse il 46 è la data di nascita e allora si spiegherebbe tutto.Deve essere un ex-sessantottino,di quelli che ragionano dei massimi sistemi e non riescono a vedere i minimi.Come glielo spieghiamo che il problema non è far pagare ai Riva la loro amicizia per Prodi,che se sequestri la liquidità di una impresa la fermi.E’ come sequestrare per una multa non pagata la macchina al tassista.Come fa a vivere e poi a pagarti la multa se non può lavorare.Si è persino deciso che anche i sequestri per morosità verso lo Stato non possono riferirsi a tutte le cose che servono per il lavoro.Anche i soldi servono per il lavoro,per acquistare materia prima.pagare servizi,pagare stipendi e tasse.Possibile che un qualunque cervello non riesca ad arrivarci?Sembra di no.Ecco perché bisogna invocare lo Spirito Santo|Solo Lui ci riesce.

  4. Francesco_P Rispondi

    13 settembre 2013 at 16:37

    Quello contro l’ILVA è una vicenda di accanimento giudiziario gravissima. Non è l’unica, ma dimostra che se imprenditore non può essere sicuro del diritto se lavora in Italia. Il problema del “non vengo in Italia” degli imprenditori esteri e del “se posso vado via dall’Italia” di quelli italiani si aggrava. Così finiremo con il perdere ulteriori posti di lavoro in modo definitivo. L’Italia il 9 settembre (sequestro dei beni) ha fatto un ulteriore passo verso il default.

    Eppure quando l’Italsider progetto l’impianto di Taranto alla fine degli anni ’50 (inaugurazione 1965), il quartiere Tamburi era uno sparuto gruppo vecchie case fuori città. All’epoca non c’erano tecnologie anti inquinamento. Attorno al nuovo stabilimento sorse un intero quartiere frutto di un speculazione edilizia tanto dissennata quanto sospetta, su cui nessuno pensò mai di indagare.

    E’ vero, l’ILVA, che subentrata a Italsider, non ha attuato se non in minima parte le costose modifiche richieste agli impianti ed ai cicli produttivi, ma non possiamo certo pensare che un’impresa vessata in Italia possa facilmente reperire i miliardi di euro necessari.

    L’atteggiamento della magistratura è vendicativo. La legge 231 del 2012 (conversione del famoso decreto Clini) è stato riconosciuta Costituzionale respingendo il ricorso dei magistrati. Da qui la vendetta che non solo colpisce il più importante gruppo siderurgico nazionale, ma anche il Parlamento, smentendone le decisioni per altra strada.

    Da questione sociale (1400 e più nuovi disoccupati + l’indotto), a questione economica nazionale fino a una questione di rovesciamento della sovranità del Parlamento.

  5. peter46 Rispondi

    13 settembre 2013 at 17:22

    Signore,metti,anche,un altro po’ di sale nella zucca di –lucia–,e raccomandagli di rileggere sempre ciò che gli altri scrivono,cioè che contro un Industriale(Riva)già dal 1995 furone emesse sentenze contro l’inquinamento atmosferico,ma Lui fece orecchie da mercante come tutti,laddove per tutti s’intende sia coloro,politica,sindacati,autorità locali e financo la stessa magistratura che aveva emesso le sentenze ‘invitata’ a soprassedere e purtroppo,Signore nostro misericordioso,anche i tuoi discepoli in quelle terre hanno voluto chiudere gli occhi.Forse non è neanche giusto ripetersi,ma a volte ‘bisogna’…il non voler capire che chiunque preferisce fregarsi i soldi senza pagare dazio(e il fatto di aver fatto rientrare i soldi illecitamente portati nei paradisi fiscali col condono lo confermano),spinge a prefigurare scenari che non possono accadere,per non parlare dei paragoni che vengono addotti:certo che per una multa non pagata non ti sequestro la macchina,signor tassista…ma la paghi o no questa c…. di multa se continui a fare il tassista’o no?Posso dilazionartela ma la paghi,o no?E se eventualmente dopo tutte le agevolazioni possibili ed immaginabili(magari ti chiamo,io stato direttamente,a “passeggiare”le persone e farti guadagnare per pagare quella multa),tu continui ad avere la ‘strafottenza’ di non voler pagare,devo dirti,Io legge e stato di tutti,…fa come vuoi o sequestrarti la macchina?Scendi veramente su di loro,Spirito Santo…anche se con queste partenze avrai un compito difficile,molto difficile.
    Nel frattempo ricordagli che forse il 46 è lo stesso del numero sulla moto di Valentino Rossi,o forse il numero civico dell’appartamento o anche di uno che ha fatto il 63,il 68,il 70……
    Ricordagli anche che l’IlVA sta andando avanti col Commissario…ed anche le aziende in chiusura(non decotte,ma in utile)dovrebbero avere un commissario…perchè non si può sottostare ad alcun ricatto.
    E a papa Francesco ricorda che può dare tutto l’alloggio possibile ed immaginabile nei suoi conventi e strutture,ma solo in quelle della sua Città del Vaticano…fuori di essa,le persone ‘perbene’…chiedono il permesso.Niente col ‘culo degli altri’…non ci allarghiamo.
    E’ sempre un piacere colloquiare egr. lucia.

  6. peter46 Rispondi

    13 settembre 2013 at 17:37

    EGR Francesco_P…Lei abita a Taranto?E’ originario di Taranto?E’emigrato da Taranto?Sicuramente non lo è…saprebbe altrimenti,ed io non sono di Taranto nè mai stato a Taranto,ma parlo con gente di Taranto.Il quartiere Tamburi,per i non architetti o Storici dell’arte,esisteva fin dall’ottocento e non formato da quattro case.Per cui non è nato a “ridosso” dell’Ilva e i “”palazzi”” che si trovano a ridosso dell’Ilva(i più vicini allo stabilimento)sono stati costruiti negli anni 50(cinquanta),ben prima del 9 luglio 1960 hanno della cerimonia della posa della prima pietra dello stabilimento.E malgrado le affermazioni di Passera,Clini e Prodi.
    Non avevano soldi?…ma li hanno beccati con le mani nella marmellata…

  7. peter46 Rispondi

    13 settembre 2013 at 17:41

    Non si sa mai:…ben prima del 9 luglio 1960 anno(senza acca)…,scusate la fretta…o l’ignoranza no altrimenti vi dirò dove andrò a scuola per ‘sopperire’.

  8. Silvano Rispondi

    13 settembre 2013 at 20:21

    E ti pareva se non era colpa della FIOM.

    • lucia Rispondi

      13 settembre 2013 at 21:47

      tranquillo.Secondo Peter46 è colpa di tutti:autorità locali.politica.sindacati.magistratura.E a questo punto è anche colpa della Chiesa e visto che c’è è anche colpa di chi all’Ilva di Taranto ci lavora.Infatti ci viene candidamemnte a dire che tutto nasce dal fatto che quelli che dall’Ilva sono rimasti fuori,hanno cominciato a rugare per l’inquinamento.E ci propone la migliore soluzione possibile:nazionalizzare.E siccome nessuno lo vuole fare perchè sarebbe ridicolo,va bene che ci pensi la magistratura con un decreto di sequestro non solo delle quote azionarie dei Riva,che starebbe perfino bene,ma addirittura dei conti correnti con cui operano le altre società del gruppo Riva,quelle che evidentemente sono in attivo,sembra non siano neanche inquinanti perché si vede che i Riva hanno una antipatia congenita verso l’Ilva di Taranto e preferiscono spendere i loro soldi,semmai a favore di altre latitudini,i cattivioni.E il nostro Peter46,che da come ragiona sembra proprio un ex sessantottino nonostante tutto,è contento perché ha raggiunto il suo obbiettivo: rinazionalizzare. e in alternaliva chiudere.A me non sembra una buona idea ma se fosse una scelta della politica non resterebbe che accettarla perché i compagni hanno sempre avuto l’idea della nazionalizzazione delle imprese strategiche o non e se avessero la maggioranza politica potrebbero farla.Ma non è accettabile che avvenga per opera di un magistrato,coraggioso per qualcuno ma assolutamente non responsabile delle sue decisioni nel senso che a lui non spetta il dovere di pensare alle conseguenze economiche dei suoi atti.Perchè la decisione di nazionalizzare qualcosa deve essere della politica e non mi sembra che attualmente queste opinioni siano proprio maggioritarie.Direi anzi che perfino i compagni si sono convertiti al libero mercato e alla iniziativa privata mettendo nel cassetto le velleità comuniste del 68 e cambiandosi il nome.Certo che i vari Epifani,Camusso e altri,che applaudono alla magistratura e accusano il gruppo di ricattare non riescono neanche a rispondere alla domanda fatta dalla Zarina per eccellenza,la direttora del tg3:se ci fossero i commissari,i soldi per proseguire le attivitàpagare i fornitori,pagare gli stipendi chi ce li mette?Mistero.Temo che la risposta sia.li dissequestriamo e in nome dello stato ce li teniamo.Cioè li rubiamo .Fantasie ?E chi diavolo verrebbe a investire in questo disgraziato paese?E soprattutto perché continuare a restare in un paese dove la magistratura ha il potere di bloccare le attività delle imprese.La ILVA è una Spa.Chi sa come è andato il valore del titolo in questi giorni?

  9. peter46 Rispondi

    14 settembre 2013 at 18:06

    Signore Iddio,capisco che in questo momento hai ben maggiori problemi da risolvere…e mondiali,ma ci avevo sperato…sarà per la prossima volta,d’accordo.Come dici?Basta l’omelia del Vescovo di Taranto di quei giorni cruciali delle manifestazioni?Cioè…””Ridiamo fiato alla speranza.Ma come?Cominciamo a disinquinare i pozzi del dibattito pubblico.Che adesso sembrano più secchi che inquinati.””…caro Vescovo,bisogna disinquinare le teste e le menti…ma era proprio questo il ricorso a Nostro Signore.Dobbiamo rifare il discorso precedente?…riparlare del tassista che magari con l’esempio e le conclusioni si capisce anche il resto?Ritentiamo….
    Già dal 1995 furono emesse sentenze contro l’inquinamento atmosferico,ma tutti fecero orecchie da mercante e ‘ripeto’per tutti s’intende la mancata vigilanza di politica locale,sindacati,Clero e la stessa magistratura che emesse le sentenze,ma non le ha seguite e tutelate.E compresa la politica Nazionale che emessa una direttiva ambientale sfavorevole all’ilva,viene “ricattata” per la chiusura di qualche occhio.E vien fuori:
    “”Di significativo rilievo appare anche la sottoscrizione da parte di Riva Emilio,della missiva inoltrata all’on.Luigi Bersani,all’epoca segretario PD,per lamentarsi del comportamento del Sen.Della Seta,esponente del medesimo partito,il quale aveva pubblicamente commentato negativamente il fatto che,con decreto legislativo approvato il 13/08/2010,il governo avesse inteso prorogare sino al 01/01/2013,l’entrata in vigore del valore-limite di concentrazione del benzo(a)-pirene nell’aria,pari a 1 ngr per metro-cubo.”””Potrei anche,per il mio sessantottismo,a suo solo insinuare,delle inchieste riguardanti Vendola e company…e magari spinto(ne vedremo delle belle col tempo) da ‘imput’ Bersaniano.Per cui,spero che abbia ‘voluto’ comprendere le colpe di “tutti” di cui parlavo precedentemente.Altrimenti è di ‘coccio’,scusi.
    Sul discorso nazionalizzazione della fabbrica,completi sempre le parole e le frasi con ciò che scrivo.,cioè “nazionalizzazione”con cogestione ed azionariato diffuso e non “finanziario”(dei pescecani della finanza e delle sole banche).Se per Lei questo è sessantottismo,marxismo,comunismo in genere…da Destro le dico benvenuto marxismo,ma sono abbastanza in compagnia di tante aziende tedesche che l’hanno messo in pratica.
    Il contrordine,sulla non divisione fra aziende ed aziende,le ricordo che è arrivato da tempo a nord:queste aziende non sono l’espressione di piccoli imprenditori che rischiano in proprio e che chiudono(o si suicidano purtroppo)a causa delle tasse…questo è capitalismo che vuol continuare a vivere alle spalle dello stato,che pensa ancora al ‘ricatto’o ‘connivenza’con la politica per,in questo caso,disinquinare a carico suo,mio,nostro e vostro:gli 8 miliardi ce li avevano?Disinquinino…indubbiamente a gradi e senza fermare gli impianti per come si era giunti alla conclusione ultimamente…..Le ricordo che dalla chiusura di questi altri stabilimenti ci sono ,come dice l’articolo 1400 ‘persone’ con problemi(anche se per i Riva,l’azienda determinante a far chiudere Taranto è Taranto Energia che utilizza i gas di scarico delle cokerie che vengono rimessi nel sistema produttivo per far andare gli altiforni.Chiedere la chiusura di quella sola az.sarebbe stato troppo sporco,per cui…allarghiamo)…avrei voluto vedere lo stesso astio che sta usando verso i miei commenti,quando si trattò di mettere le basi per la prossima chiusura di Piombino della Bresciana Lucchini:non 1400 ‘persone’…4000 “persone”in un solo colpo:la morte di quella zona.Le ricordo che è sempre un piacere….

  10. peter46 Rispondi

    14 settembre 2013 at 20:58

    Piccola aggiunta per la serata come da tg la7.I miliardi sequestrati non sono 8,1,ma un misero miliardo e dispari….altro che disinquinamento.

  11. peter46 Rispondi

    15 settembre 2013 at 09:55

    Piccola aggiunta ancora per la gentile lucia:basta leggere l’articolo di Alberto Brambilla—-“”l’Italia non è un paese per industriali.Il caso Ilva””.—-,relegato fuori dalla primissima pagina,dove ‘traspare’il ricorso alla contromossa(ricatto)con la chiusura dei 7 stabilimenti per il sequestro dell’1,8 miliardi della proprietà Riva.

  12. Laura Invernizzi Rispondi

    17 settembre 2013 at 22:03

    Ma forse è più per colpa dei dirigenti del gruppo e di cui la famiglia proprietaria si è circondata,che si è arrivati a cotanta tragedia!Se non ripartiamo dai valori etici non ci salviamo più.Se avete voglia di leggere un bel libro vi consiglio di ANTONIETTA POTENTE “Riflessioni su un bene fragile.L’etica”

  13. cgf Rispondi

    7 novembre 2013 at 22:39

    sono le ‘prove’ generali per chiedere il sequestro di Mediaset?

    Non mi meraviglierei più di nulla oramai.

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