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Da pendolare vi racconto il boicottaggio statalista di Italo

Stazione di Torino Porta Susa, ore 13,30. I passeggeri attendono il treno Italo per Salerno, che deve partire alle 13,40. Primo momento di disorientamento: sullo stesso binarioitalo+frecciarossa arriva il Freccia Rossa, con la stessa rotta e le stesse fermate. Qualcuno sale, si guarda attorno, si accorge dell’errore e scende. È troppo presto per Italo, prima deve passare il Freccia Rossa. Ok, ci si dice fra passeggeri: il prossimo sarà il nostro. No. Arriva il Tgv, dalla Francia. E sono già arrivate le fatidiche 13,40. Arriva Italo? No. Prima deve passare il treno regionale per Ivrea, che ha accumulato 5 minuti di ritardo: doveva partire alle 13,37 ma arriva alle 13,42. A questo punto, già che ci siamo, ci aspettiamo che passi anche un treno merci, unica tipologia di trasporto che mancava su quel binario (da tutti gli altri, invece, non stava passando proprio nessuno). Finalmente, invece, arriva Italo: alle 13,50. Torino Porta Nuova è la sua prima stazione della tratta che arriva fino a Salerno, ma ha già accumulato 10 minuti di ritardo. Nel corso della sua tratta, c’è da scommettere, ne accumulerà altri, se ogni stazione decide di far attendere il treno ad alta velocità come è successo a Torino.

E così ci possiamo solo immaginare gli insulti e gli sbuffi dei passeggeri che hanno pagato un’alta velocità, ma si ritrovano con ritardi da treno dei dannati. Daranno certamente la colpa a Italo. Essi non sanno che servizio stanno fornendo le stazioni. Sembrerebbe un “dispetto” della Rfi, la Rete Ferroviaria Italiana, società del gruppo Ferrovie dello Stato. Non abbiamo prove per affermarlo. Vogliamo pensare che sia solo un disguido. Ma torna alla mente quel che è successo a Roma Ostiense nel 2012, in piena estate, dunque in un periodo critico per i viaggiatori di tutta Italia. Quando la stazione romana aveva aperto a Italo, aveva però recintato il binario del nuovo treno, impedendo ai passeggeri di accedervi direttamente. Si doveva fare un lungo giro nei sottopassaggi per arrivarci. Allora il “dispetto” era talmente evidente da suscitare la protesta aperta dell’amministratore delegato di Ntv (il gruppo di Italo) Giuseppe Sciarrone: «Dopo 40 anni di onorato lavoro non mi aspettavo di finire in gabbia – aveva detto – per ragioni di sicurezza non precisate e incomprensibili non si può accedere al treno direttamente, ma bisogna fare un lungo giro nel sottopassaggio». Il caso era stato risolto solo due mesi dopo, a metà agosto. Con disagi che, d’estate, si possono solo immaginare.

arenawaysItalo, unico vero competitor privato alle Ferrovie dello Stato, sta entrando in crisi per tanti di questi piccoli motivi, oltre che per una politica di prezzi al ribasso praticata dalle Ferrovie dello Stato. Ntv ha chiuso il bilancio con una perdita di 77 milioni di euro, il doppio rispetto all’anno precedente. Il patrimonio netto è calato a 107 milioni, il debito verso le banche arriva a quota 220. Rischia di fare la stessa fine di un’altra compagnia privata: Arenaways, aperta dall’imprenditore piemontese Giuseppe Arena. Fallì dopo un solo anno di servizio, nel 2011. Anche perché l’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari (Ursf) del Ministero dei Trasporti aveva imposto delle regole impossibili: la rotta Milano-Torino non doveva includere una serie di fermate intermedie che erano, invece, il piatto forte di un servizio progettato per coprire città e province del Nord Ovest. Inoltre, la Rfi aveva imposto degli orari scomodi. Le Fs erano poi state multate per abuso di posizione dominante dall’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, ma era troppo tardi: Arenaways aveva già chiuso i battenti.

Con condizioni così vincolanti, fare concorrenza allo Stato è troppo difficile. E anche società dalle spalle larghe come Ntv, in cui partecipano la ferrovia francese (Sncf), Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo, inizia a perdere i colpi sotto il peso del trasporto statale italiano, che è arbitro e concorrente, vigile e viaggiatore allo stesso tempo. Il think tank liberale Istituto Bruno Leoni lo sottolinea da anni: se non si separano le reti, oltre che i servizi, una vera concorrenza è e resterà impossibile. Finché binari e stazioni saranno statali, i privati avranno una vita durissima, fino alla morte. Con buona pace per i passeggeri in attesa.

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di on 20 settembre 2013. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

45 commenti a Da pendolare vi racconto il boicottaggio statalista di Italo

  1. Francesco Rispondi

    18 settembre 2013 at 22:14

    Ma qualcuno di questi ha davvero pensato che i burocrati statali li avrebbero fatti ” campare” ?Nulla che abbia anche fare con lo Stato può competere sul mercato e reggere concorrenza,ne determinerà la fine .E’ come sempre la lotta per la sopravvivenza di stipendiati con poca speranza.Quanto bene farebbe a tutti loro fare un giro su mondi ed organizzazioni di altri competitori europei ed anche su Italo.Pensate capirebbero la differenza?L’ottimo Istituto Bruno Leoni ,ha pienamente ragione,competere su reti di proprietà statale e’ escludente.Auguri ad Italo ed a chi ci ha provato.

    • Olivier Bessire Rispondi

      19 settembre 2013 at 18:16

      Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle sono dei finti liberisti … si fanno rappresentare dai comunisti in politica e nella magistratura !

      Hanno quello che si meritano quelli che tradiscono gli interessi di libertà dei moderati.

      Riprendo il consiglio di viola vale:

      “Montezemolo faccia come Ryanair,abbassi i prezzi e si metta aggressivo sul mercato.
      Logica banale.
      Poi: Componga i treni con qualche fermata intermedia minore.
      Litighi pubblicamente con trenitalia se lo boicottano in cio’.
      Smetta di minacciare di entrare in politica.
      Insomma:faccia qualcosa da Manager.”

      • Juan Rispondi

        20 settembre 2013 at 08:25

        Purtroppo per chi come me spesso ha provato la tratta Milano Roma per poi proseguire verso latina e’ costretto ad usare solo freccia rossa su termini anziché tiburtina, altro modo ancora per fare concorrenza sleale.

  2. Anonimo Rispondi

    19 settembre 2013 at 13:49

    Veramente era Porta Susa…

  3. Alberto Rispondi

    19 settembre 2013 at 14:04

    Ennesima dimostrazione di un “mondo statale” stupido quanto arrogante che invece di accettare l’eventuale “sfida” nell’interesse del pubblico non esita a danneggiare i cittadini ed un’impresa pur di mantenere la propria posizione di privilegio. Auspico si arrivi ad un bel giorno in cui la stupidità e l’arroganza statale vengano spazzate via e chi vive di queste piccole grandi cattiverie vada a guadagnarsi il pane quotidiano con un lavoropiù adatto alla sua pochezza mentale!

  4. Luciano Rispondi

    19 settembre 2013 at 14:25

    Ma che I signori Della Valle, Montezemolo e Punzo si comprino una rete di binary private.

  5. marforio Rispondi

    19 settembre 2013 at 15:08

    Con un nome del genere e chiaro che da fastidio.Cambiassero il nome in italarabia , vedra come dara´ del filo da torcere.

  6. Alfredo Rispondi

    19 settembre 2013 at 15:11

    Che sia fallita Arenaways mi dispiace. Se fallisce Italo sono contento: nonostante il nome la proprietà e’ mezza francese, il treno è francese, Montezemolo mi sta antipatico e non stravedo per DellaValle.

    • Gaetano Chirico Rispondi

      19 settembre 2013 at 15:36

      Poverino! Come vivi male

    • Pierandrea Rispondi

      19 settembre 2013 at 17:18

      Effettivamente mi sembrano criteri molto giusti………

    • roberto Rispondi

      19 settembre 2013 at 18:06

      CARO ALFREDO IO SPERO CHE ANCHE LA TUA DITTA CHIUDA,PENSA AI LAVORATORI DI ITALO CHE SONO QUASI TUTTI GIOVANI.POI DIRE CHE ITALO CHIUDA PER LE TUE ANTIPATIE NON E MOLTO DEMOCRATICO.

      • Ciccio Rispondi

        19 settembre 2013 at 21:50

        Fallirà’ Italo e sarà’ venduto allo stato….e l’affare lo avra’ fatto Luchino. Mica stupido.

      • Alfredo Rispondi

        20 settembre 2013 at 11:06

        Caro Roberto, la mia ditta (la banca dove lavoravo, ora sono in pensione) fa ora parte di un gruppo bancario francese. I francesi (e solo loro: gli investimenti in Italia da altre nazioni non hanno questa caratteritica) considerano ormai l’Italia come un territorio da colonizzare, e se qualche volta falliscono in questo tentativo di certo non mi dispero.

        • Chanel Rispondi

          20 settembre 2013 at 15:10

          Alfredo,
          i suoi discorsi mi schifano e mi fanno vergognare di abitare in questo paese.
          Mi fa tanta pena la gente come lei…

          • Alfredo

            20 settembre 2013 at 22:54

            Grazie per i suoi sentimenti di pena, Chanel…..e capisco il suo stato di frustrazione per essere costretta a vivere in un paese come l’Italia. Le auguro di poter tornare in Francia al più presto.

  7. marco Rispondi

    19 settembre 2013 at 15:18

    può darsi che rfi boicotti il concorrente, (tutto da dimostrare), ma diamo per scontato che sia così, non mi pare che gli italiani abbiano trovato giovamento dalle varie privatizzazioni che si sono succedute nel tempo e si veda tanto per dirne una telecom, e spacciate come il rimedio di tutti i mali, l’unico risultato tangibile almeno per quanto mi riguarda è che quando telecom era sip nessuno si sarebbe sognato di lasciare un palo della linea telefonica caduto a terra perchè marcio lì come se nulla fosse nonostante varie segnalazioni e richieste che si susseguono da 3 anni.
    cordialmente saluto

    • Alberto Rispondi

      19 settembre 2013 at 19:17

      A parte il palo rimasto a terra oggi nel bene o nel male ci sono una moltitudine di offerte Voce + ADSL tutto incluso, con Telecom – SIP ce li saremmo sognate. Io personalmente cambio gestore ogni due anni circa e non sono più schiavo di un monopolista.

      • peter46 Rispondi

        20 settembre 2013 at 11:28

        Complimenti per aver pensato che senza le “ruberie”della vendita di telecom ecc…saremmo ancora rimasti,’telefonicamente’,all’età della pietra….e con la telecom che era,da allora,in tutto il mondo(Serbia compresa…).Auguri per la pensione di ‘banchier’..bancario,scusi.

        • peter46 Rispondi

          20 settembre 2013 at 11:29

          Scusi,non era Lei il bancario.Come non detto.Il resto però rimane.

  8. Alberto Rispondi

    19 settembre 2013 at 15:32

    Egregio MARCO, a parte la sua disponibilità a salvare il Colosseo (che lo stato lascia andare in rovina) io non nutro particolare simpatia per Della Valle e di certo ancor meno ne nutro per Montezemolo però ho viaggiato e viaggio con Italo e ne sono estremamente soddisfatto. Al contrario non sono per nulla soddisfatto delle Frecce, a cominciare dal modo di pagare online che è più che farraginoso al contrario di quello di Italo. Poi vogliamo parlare della diversità di servizio? E la comodità delle carrozze dove la mettiamo? Eh no, egregio commentatore, o lei non ha viaggia in treno o lei parla per partito preso! Aggiungo che in ogni caso la possibilità di scegliere è una cosa che per me è impagabile. Oppure vogliamo il monopolio dello stato anche sulla carta igeinica? Certo che a questo stato di incartapecoriti incapaci piacerebbe molto. Saluti.

  9. Antonio Rispondi

    19 settembre 2013 at 15:38

    Viaggio molto soprattutto sul FrecciaRossa. Oggi ho preso Italo ed è evidente che è boicottato. Stamattina alle 08.25 non si sapeva ancora su che binatrio sarebbe passato ITALO delle 08.34. Questo vuol dire che una qualsiasi persona con handicap motorio non avrebbe fatto in tempo ad arrivare al binario. E comunque che tutti i passeggeri che si accalcavano in stazione si sono poi messi a correre per arrivare in tempo.

  10. Giacomo Rispondi

    19 settembre 2013 at 15:56

    Adesso capisco perchè mio nonno è fuggito da questo paese.
    E si trattava dell’anno 1892.
    La situazione italiana al posto di migliorare è…….precipitata.
    Saluti.

  11. vittorio Rispondi

    19 settembre 2013 at 16:11

    prendo Italo sin dai suoi esordi alla stazione di Bologna. Mi ricordo che il personale fs faceva praticamente finta di non conoscerlo e il boicottaggio si palpava nell’aria. Ma bisogna sostenere tutte le iniziative di chi cerca di rompere i monopoli. E dopo Italo spero subentrino nuove compagnie e così anche per tutti i servici c.d. “pubblici”…la concorrenza, la libertà di scelta, la ricerca della qualità ed il miglioramento rispetto agli altri operatori sono il sale dell’economia, e sinora in Italia si è preferito mangiare insipido…..W l’Istituto Bruno Leoni!

  12. mario Rispondi

    19 settembre 2013 at 17:10

    ma che devono fare ? favorire Italo e mettere in cassa integrazione i nostri ferrovieri ?

    • zeffirino Rispondi

      19 settembre 2013 at 19:25

      No licenziarli perché han rubato anche troppo fino ad ora. LICENZIARE QUEI FANULLONI

    • maumi Rispondi

      19 settembre 2013 at 22:10

      Ci sono innumerevoli di ferrovieri mantenuti dal socialismo itagliano..
      BASTA

  13. Ste61 Rispondi

    19 settembre 2013 at 17:30

    Pensi che io e altri 500 idioti, pendolari su Milano, da quando a P.ta Garibaldi ci hanno messo Italo, ci pippiamo dai 5 ai 10 minuti di ritardo tutti i giorni, perche’ finche’ non e’ uscito Italo non possiamo entrare. Noi da chi siamo boicottati?

  14. viola vale Rispondi

    19 settembre 2013 at 18:00

    Consiglio: Montezemolo faccia come Ryanair,abbassi i prezzi e si metta aggressivo sul mercato.

    Logica banale.

    Poi: Componga i treni con qualche fermata intermedia minore.
    Litighi pubblicamente con trenitalia se lo boicottano in cio’.
    Smetta di minacciare di entrare in politica.

    Insomma:faccia qualcosa da Manager.

  15. Alessandro Rispondi

    19 settembre 2013 at 18:29

    Io viaggio spesso sulla tratta Bologna-Torino e Bologna-Roma
    Da quando c’è Italo, anche per una questione di offerte migliori, scelgo sempre questa compagnia. Devo dire che disservizi grossi non ne ho mai avuti, un paio di volte siamo stati rallentati da guasti su “treno di altra compagnia ferroviaria” (citava il messaggio sonoro del capotreno). Solo una volta al ritorno da Roma il treno Italo si è guastato ed in mezzora ne è arrivato un altro a prendere i passeggeri.

    Riguardo le stazioni, a Torino saliamo e scendiamo sempre a Porta Susa e sinceramente quello evidenziato nell’articolo non l’ho mai verificato, anzi in partenza sempre puntuale.

    Quindi alla fine sono io passeggero che “boicotto” in partenza Trenitalia per costo biglietti, pulizia treni, comodità stazioni

  16. sergio picini Rispondi

    19 settembre 2013 at 18:35

    per me quello di introdurre Italo è una gran cazzata. Se c’è già un treno FS che risponde ai requisiti perché ficcarne là un altro e fare così concorrenza sleale? perché le FS forse non sono mantenute tutte da noi con le nostre tasse?

  17. Giuseppe Rispondi

    19 settembre 2013 at 19:22

    Anche questa volta è colpa nostra proviamo ad usare solamente ITALO per un anno e vedrete che le ferrovie statali cambieranno politica.

  18. Alberto R. Rispondi

    19 settembre 2013 at 21:16

    Mah…
    Io aspetto l’hyperloop di Elon Musk. Meglio

  19. mimmo di staiti Rispondi

    19 settembre 2013 at 21:46

    Sono impegnato in prima persona per far viaggiare sia Italo che Freccia Rossa. Invito tutti a evitare di fare dietrologia arrogante e ignorante. Ignorare non è peccato, non informarsi prima di emettere sentenze si. Sia Italo quanto Freccia Rossa ricevono lo stesso “trattamento”,uguale, identico. Non esistono figli e figliastri ma, semplicemente, momenti e circostanze che “consigliano” in quel determinato frangente assumere una decisione anzichè un’altra. E mai, dico mai con l’intento di penalizzare alcuno. Credetemi.

  20. Lorenzo Rispondi

    19 settembre 2013 at 23:36

    Ehe, io sono stato testimone di una sorta di “boicottaggio” verso Italo.

    Monto su Italo a Firenze per Torino, assieme a me, unico passeggero della carrozza, un ragazzo straniero.

    Si parte, arriva poco dopo il controllore che chiede i biglietti, avvicinandosi poi al ragazzo, ecco la scena:

    Controllore:

    Ragazzo:

    C:

    R:

    C:

    R:

    morale della favola? Questo poveraccio è stato preso e portato via per un controllo dei documenti, con avvertimento della polizia, e tutto perché quegli idioti di Trenitalia hanno giocato uno “scherzetto”

  21. arturo silvestrini Rispondi

    20 settembre 2013 at 08:00

    ma scusate, mi sembra di capire che in questo articolo si auspichi che ogni compagnia ferroviaria abbia i propri binari! un ottima idea, in un paese come l’Italia dove il consumo di suolo è a livelli stellari!! ma dove diavolo pensate di farli passare questi nuovi binari?!! buttiamo giù qualche palazzo? sventriamo qualche altra montagna o distruggiamo l’ennesimo campo coltivato? ma si, chi se ne frega! completiamo l’opera e distruggiamo completamente quel che resta dell’Italia!

  22. fabrizio Rispondi

    20 settembre 2013 at 15:17

    quanto descritto nell’articolo e’ simile a quanto accaduto a me.
    in febbraio mi ero lamentato con Italo riguardo i continui ritardi nell’annuncio del binario di partenza da Milano; loro mi hanno risposto:
    In riferimento alla Sua segnalazione inoltrata tramite portale web, ci scusiamo per il disagio da Lei subito, in riferimento al viaggio del 18 febbraio c.a..In merito a quanto da Lei lamentato, La informiamo, però che le indicazioni presenti sui tabelloni menzionati sono di competenza RFI.

    io ho risposto:
    gentilissimi, lo so che le indicazioni sono competenza di RFI.
    mi sono male espresso: voi DOVETE fare pressioni su RFI per avere informazioni tempestive. e’ chiaro che RFI privilegia spudoratamente Trenitalia.
    il problema e’ che con la situazione attuale ci andate di mezzo voi, perche’ la gente compra un biglietto NTV e vede voi come responsabili del disservizio.
    se mandate a un’altra persona, che non conosce la situazione, la stessa risposta che avete mandato a me sicuro che perdete un cliente.
    cosa avete fatto contro RFI? avete gia’ informato l’authority dei trasporti e quella della concorrenza? andateci giu’ pesante!

    poi avevo ancora scritto:
    gentilissimi,il disagio si e’ ripetuto oggi 11 marzo, con il treno 9915 sempre da milano p.g.. disagio ulteriormente aggravato dall’intenso traffico pendolare (ci si doveva far largo a gomitate in controcorrente, per non parlare della scala di accesso al marciapiede e del marciapiede stesso).
    erano le 08:28, orario previsto di partenza, ed il binario non era ancora stato annunciato: non credo che RFI decide l’instradamento cosi’ all’ultimo secondo.

    poi non ho avuto piu’ occasione di viaggiare in treno, ma riprendero’ a breve e quasi sicuramente trovero’ ancora la stessa situazione; ma continuero’ ad usare Italo, che tra l’altro e’ strutturalmente intrinsecamente piu’ sicuro dei Frecciarossa.

  23. alberto villa Rispondi

    20 settembre 2013 at 17:01

    Sono tornato dalla Ucraina, nazione che molti considerano arretrato, ma li hanno brillantemente risolto il problema dei NON paganti il biglietto sui treni. Prima di salire in carrozza il biglietto viene vistato da un nerboruto controllore. Fine della storia, da noi sono solo scorribande e guerre fra marocchini e terzomondisti e poveri controllori minacciati e in pericolo sui treni. Imparate una buona volta.

  24. Massimo R Rispondi

    24 febbraio 2014 at 08:22

    Un vero peccato che Italo sia in difficoltà. Si loro treni non capita mai di vedere passeggeri senza posto assegnato viaggiare accampati negli spazi di salita. Tanto mica possono farli scendere. Così il Fraccia Rossa sembra un treno qualsiasi

  25. Massimo R Rispondi

    24 febbraio 2014 at 08:23

    Un vero peccato che Italo sia in difficoltà. Sui loro treni non capita mai di vedere passeggeri senza posto assegnato viaggiare accampati negli spazi di salita. Tanto mica possono farli scendere. Così il Fraccia Rossa sembra un treno qualsiasi

  26. Massimo R Rispondi

    24 febbraio 2014 at 08:26

    Se è vero che sono le tariffe basse applicate da Trenitalia a mettere in crisi Italo c’é da considerare che poi i buchi di bilancio di Trenitalia li paga lo Stato e quindi noi.

  27. Massimo R Rispondi

    24 febbraio 2014 at 08:30

    Lo stato anzichè dare protezione a burocrati super pagati che non rispondono mai degli errori xchè coperti dai politici, dovrebbe aprire di + ai concorrenti così ci guadagnerebbe il viaggiatore con +offerta. Dare ai concorrenti le stesse stazioni senza penallizzarli.

  28. giu se ppe Rispondi

    1 maggio 2014 at 16:48

    Salve per questo l Italia non va avanti si augura sempre il male di persone che fanno tanto per questo paese.

  29. marco Rispondi

    11 dicembre 2014 at 16:07

    Se chi decide gli affitti di rete è una controllata Trenitalia, chi favorirà?
    Proviamo a scorporare le società (RFI da Trenitalia) e renderle finalmente liberalizzate una volta per tutte…
    A me non sono simpatici né Montezemolo, né tantomeno Della Valle, ma Italo mi piace ed il servizio per me è migliore.
    La simpatia dell’imprenditore non può essere un criterio di valutazione… e questa liberalizzazione è una bufala

  30. Davide Rispondi

    26 dicembre 2015 at 21:28

    Viaggio Italo Milano-Napoli a/r all’andata 50 min di ritardo, cambio percorso per persona sui binari e controlli durati tutto il giorno. Ora sono al viaggio di ritorno e siamo già a 40 min di ritardo mentre siamo appena fuori Roma. Motivo? Treno davanti in avaria, si attendono autorizzazioni,nel frattempo altri frecciarossa “sfrecciano” ai lati…
    Un mese fa, sempre viaggio Milano-Napoli, altro ritardo sempre per treno davanti on avaria…
    Difficile rimanere in italo, ritardi importanti e frequenti…peccato.

  31. Vitaliano Rispondi

    9 settembre 2016 at 10:19

    SOno un figlio, nipote e pronipote di ferrovieri. Mi vergogno!

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