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Caro Visco, le vere “anomalie” italiche sono tasse e sprechi

Per il governatore della Banca d'Italia il male del Paese è l'evasione. Dimentica pressione fiscale folle, spesa pubblica fuori controllo, burocrazia asfissiante e malagiustizia. Le vere cause della mancata ripresa

ignazio-viscoSondaggio per il lettore Intraprendente. Qual è – secondo voi – l’anomalia italiana che ci rende una delle economie più in decrescita in tutta Europa? Le tasse al 68,3% per le imprese (dato Confartigianato) e la spesa pubblica superiore al 50% del Pil? La burocrazia asfissiante e la malagiustizia nelle controversie commerciali (per cui il rapporto Doing business 2013 della Banca Mondiale ci posiziona al 160° posto per la durata dei processi, dietro a Iraq, Togo e Gabon)? Quei mali italiani così ben descritti, qualche giorno fa, dall’amico Marco Bassani.

Qualsiasi sia la vostra opinione questa divergerà radicalmente da quella del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che non più tardi di ieri ha detto che è l’evasione fiscale la più grande anomalia italiana che «che ancora oggi continua e contribuisce a spiegare le gravi difficoltà nelle quali oggi versa la nostra economia». Già perché secondo Visco il problema italiano degli ultimi tempi è stato il «forte deficit di concorrenza e nella bassa dinamica della produttività nei servizi rispetto all’industria l’anomalia italiana nei confronti dei nostri partner, un’anomalia resa ancora più forte dalla maggiore evasione fiscale (tollerata dallo Stato), che contribuiva a far sopravvivere imprese marginali inefficienti».

tasseEh no, caro Visco. Il problema non è l’eccessiva tolleranza dell’evasione fiscale ma semmai l’opposto: sono le tasse troppo alte hanno reso impossibile fare impresa in questo Paese in modo onesto, pagando le tasse dal primo all’ultimo euro. Ne sono la prova le migliaia di aziende che, ogni anno, scelgono di emigrare in Svizzera o in altri Paesi specie dell’Est europeo che tengono le imposte il più basso possibile: del resto loro, avendo provato sulla loro pelle le conseguenze del socialismo e dello statalismo, sono ben decisi a non ripeterne l’esperienza.

Certo – si dirà – ma se tutti pagassero le tasse, le tasse si ridurrebbero per tutti. Niente di più falso. Una dimostrazione pratica? Nel 2012 Equitalia, attraverso i metodi polizieschi che ben conosciamo, ha recuperato oltre 12 miliardi di euro di evasione fiscale. Nel 2008 – quando già si gridava al successo – i miliardi recuperati erano appena 6,9. Forse che negli ultimi 5 anni voi contribuenti avete notato una riduzione della pressione fiscale?

Certo immaginiamo che uno come Visco che può godere di uno stipendio di 495mila euro lordi pagati dal contribuente abbia le sue buone ragioni per odiare gli evasori. Certo – va detto e gli fa onore – Visco è stato uno dei pochi a decidere per una consistente autoriduzione (il suo stipendio originario era addirittura di 757mila euro), ma nonostante ciò uno dei burocrati più pagati al mondo: più di Mario Draghi con 374mila euro l’anno e il triplo del governatore della Fed Ben Bernanke con appena 180mila dollari (150mila euro).

Detto ciò noi – che produciamo e che, fra continui oneri fiscali e burocratici, facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese – troviamo più aderente alla realtà una frase pronunciata dal grande economista Milton Friedman (premio Nobel nel 1976) che, giunto nel nostro Paese, ebbe a dire: «Se l’Italia si regge ancora è grazie al mercato nero e all’evasione fiscale che sono in grado di sottrarre ricchezze alla macchina parassitaria ed improduttiva dello Stato per indirizarle verso attività produttive».

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di on 30 settembre 2013. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

7 commenti a Caro Visco, le vere “anomalie” italiche sono tasse e sprechi

  1. Francesco Rispondi

    28 settembre 2013 at 12:10

    Questo Visco deve esser uno che è sempre stato dietro scrivania e poltrona in pelle con il riscaldamento pagato e tanti benefit.Il soggetto non deve mai esser stato dietro un tornio o dietro un bancone per tante ..troppe ore al giorno per sopravvivere e continuare a pagare qualche collaboratore.Il soggetto non sa cosa voglia dire pagare il 70% di tasse che scompaiono appena sottratte al lavoratore sia esso dipendente ,commerciante,o modestoimprenditore.Il soggetto nella sua condizione di privilegio non può capire e se capisse non direbbe fesserie di questa portata.Anche Maria Antonietta incitava a mangiar biscotti perché il popolo non aveva pane.Il soggetto Visco guardi alla grande fuga dall’Italia verso Chiasso o verso la Carinzia e se ci riesce si chieda almeno una volta perché ..ovviamente senza mai alzarsi dalla sua calda poltrona in pelle.

  2. adriano Rispondi

    28 settembre 2013 at 15:01

    Le tasse,che non si possono diminuire con i vincoli dell’euro.Anche i problemi del debito con una moneta nostra sarebbero gestibili più facilmente ma tutti sono di opinione diversa tranne l’antipatico Luttwak,il simpatico Bagnai e qualche altro dissidente revisionista.

  3. MBB Rispondi

    28 settembre 2013 at 23:18

    L’enormità delle differenze delle retribuzioni dei nostri superburocrati( e giù fino alle migliaia di funzionari centrali e epriferici)così come quelle dei politici e magistrati rispetto a quelle di paesi più ricchi ed efficienti del nostro spiega da sola perchè l’Italia come stato non ha futuro. Tutti questi, che hanno in mano tutte le leve del potere, non vogliono cambiare una virgola dello status quo. Meglio di così no staranno mai, qualunque cambiamento, anche piccolo, per loro significherà un peggioramento e quindi per mantenere il loro potere (e denaro) continueranno a dividere la popolazione con la storia dell’evasione, cercando di farci guardare il dito invece che la luna. Purtroppo la probabilità che continuino a riuscirci è alta. Quindi andremo a fondo.

  4. marialuisa Rispondi

    29 settembre 2013 at 01:44

    è logico che un imprenditore cerchi di lavorare in posti che offrono più facilità di lavori con meno oneri fiscali, l’imprenditore non è un beNefattore dell’umanità ma una persona che forse cerca anche un minimo di guadagno. Nella nostra bella Italia si vedono spremuti come limone e perf di più tacciati di evasione. E così se ne v anno dA UN’ALTRE PARET.

  5. ASNAGHI Fedele Rispondi

    29 settembre 2013 at 10:40

    A volte leggo qualche giornale non italiano.
    Una notizia mi ha colpito
    “BERNA – Dal primo di ottobre i parlamentari federali non potranno più viaggiare in business class per voli in Europa che durano meno di 4 ore. I dipendenti della Confederazione sono già sottoposti a questo regime. Finora l’obbligo di viaggiare in classe economica riguardava soli i voli di meno di tre ore in Europa. Saranno sempre possibili eccezioni per i presidenti del Consiglio degli Stati e del Consiglio nazionale.

    “I parlamentari sono stati informati venerdì”, ha precisato all’ats Stéphane Rossini (PS/VS), vice-presidente del Consiglio nazionale e esponente della Conferenza di coordinamento, dopo una notizia pubblicata oggi dal “Blick”. Questo organo, che raggruppa l’Ufficio del Consiglio nazionale e della Camera dei cantoni, ha adottato la decisione durante l’ultima sessione del Parlamento federale.”
    Sarà mai capace un Governo Italiano di fare altrettanto, solo per dare un piccolo esempio.
    NE DUBITIAMO TUTTI.-

  6. Roberto Rispondi

    1 ottobre 2013 at 12:39

    Dovete dire chiaramente che se non si esce dall’euro, non c’è soluzione!!! Questi sono li di proposito per farci chiudere!!!

    Il resto sono chiacchiere che Vi rendono complici a questi ladri!!!

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