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Se la moda a Venezia si salva è solo grazie a George Clooney

«Allora, in pratica ci sono un medico e un astronauta che dopo un incidente finiscono nello spazio e devono collaborare per salvarsi. Bellissimo». «Bello, bello. Passando ad argomenti seri; com’era vestita la Riccobono?». Non so quando sia successo ma è successo. Solo le persone serie e noiose il giorno dopo la prima di un film parlano del film. Gli altri parlano di vestiti. Alta moda da tappeto rosso.

redcarpet venezia

Sandra Bullock interpreterà anche un medico in Gravity, la pellicola che apre la 70esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, ma quello di cui tutti parlano è l’abito rosso di J.Mendel che indossava sul tappeto rosso. Dal taglio asimmetrico e dal profondo spacco, abbinato ad accessori neri firmati Roger Vivier (perché in ogni look degno di nota il “made in italy” di mette sempre lo zampino). E al suo fianco, il miglior accessorio che una donna potrebbe desiderare: George Clooney in un completo di Giorgio Armani.

redcarpet venezia 2Sceglie Armani anche la madrina del Festival, Eva Riccobono. L’abito della collezione Privè è in pizzo rosa cipria con delle spalline quasi invisibili. Per molti troppo simile all’altro look Armani Privè indossato al photocall il giorno precedente. Tanto per trovare un difetto a una che oltre ad essere bella è anche intelligente. Ad affidarsi a stilisti italiani sono anche l’attrice iraniana Golshifteh Farahani in un Valentino senza spalline e dall’ambia gonna e la (principessa) francese Clotilde Courau, in un abito nero e panna di Alberta Ferretti.

Per mantenersi al passo con la moda sul web a calcare il tappeto rosso c’era anche “l’insalata bionda” Chiara Ferragni. La blogger indossava anche quest’anno un abito di Alberta Ferretti e, neanche farlo apposta, ha dato una lezione di stile alla ex wasp (moglie di un calciatore, ndr) Liliana Matthaeus, che con le trasparenze aveva un po’ esagerato. Tra star e starlette a calcare il redcarpet c’era anche Carrie Fischer. La famosa “Leila” di Star Wars era in un sobrio abito nero, con il capelli sciolti e senza quell’acconciatura che tanto detestava. A far parlare di quello che portava in testa ci ha pensato Marina Ripa di Meana che si è presentata “in gabbia” con tanto di uccellini colorati e boa rosso. Da far invidia all’acconciatura del matrimonio di Carrie Bradshaw.

Il Festival sarà anche giunto alla sua 70esima edizione in splendida forma ma la moda sembra accusare la vecchiaia. Abiti belli certo, ma facilmente dimenticabili. Per fortuna che c’è George.

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di on 29 agosto 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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