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L’Area C è una boiata pazzesca. Ecco le prove

Il libro di un biologo e di un informatico smonta il provvedimento principe dell'era-Pisapia, poggiandosi su una cosa chiamata metodo scientifico. Da quando è attiva, non ha fatto registrare alcuna riduzione delle polveri sottili. Con tanti saluti alla propaganda arancione

area cLa retorica (pseudo)ambientalista vuole che, quando si parla di inquinamento a Milano, lo si faccia sempre in termini partigiani: se lo osteggi duramente e ti inventi qualsiasi cosa pur di limitare il traffico sei un progressista sensibile alla natura, se invece sostieni la libertà di movimento sei un destrorso sensibile soltanto alle lusinghe dei ricchi individualisti e cafoni che vogliono arrogarsi il diritto usare l’auto quando gli pare e piace inquinando i “beni comuni”.

Eppure c’è un altro modo di considerare il problema: analizzare i dati, con metodo scientifico, per capirne di più.

Una strada intrapresa da Enrico Engelmann (biologo) e Andrea Trentini (ricercatore di Informatica all’Università degli studi di Milano) nel loro Arcipelago Area C che ha condotto a risultati stupefacenti. Il primo è che, dalla fine degli anni ’80 ad oggi, l’inquinamento a Milano si è progressivamente e considerevolmente ridotto. Il benzene si è ridotto di un terzo, il diossido d’azoto e il monossido di carbonio idem, e il diossido di zolfo si è praticamente azzerato. Ad aumentare sono stati solo l’ozono e una tipologia di polveri sottili (che nel complesso sono però diminuite): parliamo del famoso PM10 eretto, nella mentalità comune, a unico indicatore della salubrità dell’aria, al pari di quanto si fa con lo spread nell’economia (che ovviamente non è). Il secondo risultato è che l’aumento delle polveri sottili è solo minimamente legato al traffico veicolare privato: siamo su percentuali del 10-15%, nulla se paragonato alla mobilità pesante (camion e bus) e – soprattutto – ai riscaldamenti. Il terzo risultato inatteso è che i provvedimenti anti-inquinamento presi finora – dalle targhe alterne alle attuali aree a traffico limitato – non hanno ridotto nemmeno di una virgola le emissioni: anzi, nel caso della riduzione dei limiti di velocità e dei parcheggi disponibili, le hanno addirittura peggiorate (le auto consumano meno a 80-100 km/h e ovviamente più si deve girare per trovare un luogo di sosta più si inquina). Ed ecco che sale sul banco degli imputati, col carico peggiore, anche Area C: un provvedimento che non ha prodotto alcuna sensibile riduzione del PM10. Basti paragonare i grafici del 2011 (quando ancora non c’era) e del 2012 per vedere come essi siano assolutamente identici. A ridursi di pochissimo – spiega Engelmann – è stato semmai il black carbon, sotto-componente del PM10: sempre, però, in modo irrilevante rispetto al periodo di accensione delle caldaie. Questo, peraltro, stando all’unica relazione disponibile, quella dell’Amat, agenzia – guarda caso – di proprietà esclusiva del Comune di Milano.

Arcipelago Area C ha il merito di sfatare una serie di luoghi comuni e mode, della politica come della stampa, per cui il grande colpevole dell’inquinamento è il traffico privato. Una vera e propria «guerra alla retorica del politicamente corretto, del “giusto” contro il “non giusto”» come spiegano gli autori nell’introduzione che ti porta dalla parte dei “cattivi”. Già perché la demagogia diventa più importante della realtà. Ed ecco che al lettore più attento non sarà sfuggita l’analogia del titolo – ideato da Trentini – con Arcipelago Gulag, il capolavoro di Solženicyn: «anche in quel contesto – spiegano gli autori – la propaganda descriveva le cose in modo molto diverso da com’erano in realtà. Senza voler paragonare la Milano del 2013 all’Urss degli anni ’50, anche oggi si cerca di limitare la libertà delle persone con motivazioni “morali” pretestuose, prive di alcuna base scientifica».

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di on 14 agosto 2013. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a L’Area C è una boiata pazzesca. Ecco le prove

  1. Luigi Rispondi

    14 agosto 2013 at 14:26

    È ben più che una boriata,e’ il modo per accaparrare denaro riducendo peraltro la funzionalità di un centro unico come quello di Milano.Le vetture non inquinano più e lo sanno benissimo anche questi improvvisati messi li a fare ecologismo del niente ma nel contempo raggranellano poltrone e spazi di consenso da quattro allocchi che per fortuna a giudicare dai dati elettorali vanno a scomparire.La gente comincia capire e soprattutto ha già capito che fesseria ha fatto chi ha permesso che questi impreparati sgovernassero Milano.

  2. cesare berrini Rispondi

    15 agosto 2013 at 01:26

    E’ abbastanza scontato che venisse sconfessata l’Area C da un’analisi scientifica. La demagogia rossa, o arancione che sia, non si è ancora accorta della caduta del muro di Berlino e del tonfo dell’URSS. Loro continuano a vivere l’utopia della dialettica marxista. Parlano un linguaggio del 1800. Una lingua morta.

  3. Ste61 Rispondi

    15 agosto 2013 at 10:03

    Perche’ aspettavate la prova scientifica? Bastava andare a Milano e guardare, respirando bene. Tutto questo provvedimento infame solo per furore ideologico e per fare grana, giustamente sulle spalle degli idioti che l’hanno votato. Il futuro della citta’ piu’ importante d’Italia in mano ad un becero branco di mentecatti con cultura medioevale. Li vedrei bene con i talebani, il livello e’ lo stesso.

  4. Massimo Rispondi

    15 agosto 2013 at 14:42

    Scusate, premesso che i dati scientifici sono altrettanto manipolabili quanto l’informazione (dato che sia sulle componenti dell’inquinamento, sulla loro nocivita’, e sia sulle loro concentrazioni non c’e’ accordo tra le diverse analisi scientifiche), qualcuno ha delle proposte concrete per risolvere il problema del traffico e dell’inquinamento dell’aria?

  5. sanna Rispondi

    15 agosto 2013 at 14:47

    A parte che il puzzo che c’è in città secondo me è anche aumentato… ma vabbè, questa è una cosa soggettiva..
    La qualità della vita non la contiamo ? si può girare in bici per la zona C, i bus sono in orario ( o quasi) qualche signora porta in giro persino il bimbo.
    io spero in un’area C grossa come milano.

    sanna

    ps pisapia non mi piace

    • franco Rispondi

      16 agosto 2013 at 00:17

      E’ evidente che per lavorare non ti muovi con la macchina, altrimenti la penseresti diversamente.

  6. Simone Rispondi

    15 agosto 2013 at 16:28

    Quali e dove sono le prove?? Il metodo “scentifico”, per essere tale, deve essere replicabile. Mostrateci i dati e soprattutto i METODI di valutazione utilizzati da suddetti scienziati….. Come al solito ci si aggrappa a tutto per denigrare le scelte fatte dalla sx

    • Matteo Borghi Rispondi

      16 agosto 2013 at 11:54

      Gentile Simone,

      Capirà anche lei che in un articolo di 3.000 battute è difficile spiegare il metodo scientifico utilizzato, soprattutto se come me non si è scienziati. Se desidera approfondire il metodo usato le basta cliccare sul nome Arcipelago Area C e verrà subito reindirizzato al testo di riferimento che dedica ampie parti al metodo scientifico utilizzato. Potrà notare come il ragionamento svolto si basi su dati effettivi e sia molto rigoroso da parte di due scienziati imparziali che non vogliono farsi identificare con nessun partito politico e che non risparmiano critiche anche al centrodestra.
      Se poi vorrà restare convinto che il libro non sia altro che un complotto contro la sua amata sinistra è liberissimo di farlo,

      Cordialmente

      Matteo Borghi

    • Andrea Rispondi

      16 agosto 2013 at 17:20

      Se ti leggi il libro ( è online è gratutito ), trovi tutte le informazioni che ti servono se hai già letto il libro e hai dubbi puoi sempre contattare gli autori che saranno disponibili a fornirti tutte le informazioni del caso,

  7. Giulio Rispondi

    15 agosto 2013 at 19:24

    Una ricerca condotta in modo serio dalle autorità sanitarie di Udine ha rileveto presenza elevata di polveri sottili anche in una zona periferica del Comune, lontana dal traffico. Secondo i ricecatori le “polveri sottili” si accumulano in tutta la Valpadana, indipendentemente dalla distanza dai centri cittadini e dal traffico automobilistico. Principali responsabili sono le attività industriali, il riscaldamento degli edifici e in modo rilevante i fuochi liberi nei campi e gli incendi boschivi. Quella del traffico è una parte, forse non la più importante dopo l’avvento di motori meno inquinanti (altrimenti a cosa serviva acquistare auto Euro 3 ed Euro4?). Comunque, sempre secondo la ricerca, l’aria delle nostre città è più pulita oggi di un secolo fa (riscaldamento a gas, uso del metano anzichè gas di città, auto pulite, assenza di focolari o stufe a legna e carbone ecc. ecc.).

  8. marcopagliarino Rispondi

    15 agosto 2013 at 19:41

    aria c. come CAROGNATE che solo il pisapia sa’combinare mi chiedo e me’l’ho chiedero sempre come uno come lui sia seduto in una poltrona di “sindaco invece di un 6×6 con finrestrina ha sbarrevoi no!!!???

    • Urbano Timeucci Rispondi

      19 agosto 2013 at 11:49

      Prima di arrivare a critiche del genere impara almeno a parlare.

  9. franco Rispondi

    16 agosto 2013 at 00:21

    Sono anni che si sa che l’inquinamento e’ dato dal riscaldamento, ma per fare soldi si sono inventati l’area C, poi ci sono gli allocchi che ci credono e che sono fan delle domeniche a piedi.
    Se volete andare in bicicletta perché non andate ad abitare in campagna.

  10. Ilguastateste Rispondi

    16 agosto 2013 at 07:41

    La boiata pazzesca è ovviamente quella del Giornale, dell’articolista e degli autori dello “studio”. Infatti l’amministrazione comunale non ha mai dichiarato che la riduzione del l’inquinamento ambientale è un obiettivo primario dell’Area C. Rimane poi da capire in che consisterebbe il “metodo scientifico” applicato dagli illustri ricercatori Engelmann e Trentini. I dati relativi alla sperimentazione dell’Area C sono pubblici e scaricabili nella sezione Open Data del sito del Comune. E il solo accenno all’Arcipelago Gulag rasenta il grottesco. Ricordo i miei viaggi di lavoro di quarant’anni fa a Zurigo: non solo il centro era rigorosamente interdetto al traffico privato, ma non circolavano neanche mezzi pubblici a gasolio, ma solo tram e filobus a trazione elettrica…

  11. Enrico Maria Graco Rispondi

    16 agosto 2013 at 11:22

    Andate a leggere una lettera che, circa 5 anni fa, l’Assessorato alla Scuola della Provincia di Milano aveva inviato ai Direttori, per disincentivare il fumo tra gli alunni, ove si riporta
    uno studio scientifico dell’Istituto dei Tumori di Milano. È’ stato analizzato il PM 10 di un diesel euro3 in folle per 30 minuti in un box, confrontando il PM 10 con quello di 3 sigarette: queste ultime ne producevano 10 volte di più’, oltre una maggiore quantità’ di PM 5! Se poi andate a vedere i dati della ASL Mi, in Milano fumano 500.000 cittadini, una media di 12 sigarette a testa, pari a 6.000.000 di “bionde” al giorno…….è poi mi chiudono l’ Area C!!!!!!!!!!

  12. stefano Rispondi

    23 agosto 2013 at 18:54

    dati scientifici sì o dati scientifici no, a me meno macchine ci sono in giro più trovo milano bella e vivibile. E non capisco come possa essere così difficile ammettere questa realtà.

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