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Il sistema-Sesto avvantaggia la coop rossa che non paga i dipendenti

Ci risiamo. I 14 dipendenti della Attima Service, cooperativa rossa di Modena che gestisce i cimiteri cittadini di Sesto San Giovanni dal 2003 (con una piccola interruzione nelcoop stipendi 2008) non hanno ricevuto lo stipendio di luglio e rischiano di non ricevere più una lira perché la coop si dichiara in procedura di concordato preventivo. Già lo scorso marzo i lavoratori si erano trovati nelle stesse condizioni e solo grazie ai sindacati e alla mediazione del Comune di Sesto erano riusciti ad ottenere tre stipendi arretrati. Ma adesso la situazione è precipitata. In questi giorni i lavoratori sestesi (in tutta Italia la Attima ne conta oltre 150) si sono rivolti all’Ispettorato del lavoro per cercare di ottenere una procedura esecutiva d’urgenza e avere l’arretrato, mentre Ivan Notarnicola della Cisl si sta attivando con il sindacato per una nuova trattativa con il Comune di Sesto. «Quello che chiediamo prima di tutto – ha detto il sindacalista – è che venga riconosciuto lo stipendio di luglio, vogliamo anche capire quale sarà il futuro dei lavoratori. Pretendiamo che l’amministrazione, che ha nuovamente bandito la gara per la gestione dei cimiteri, si faccia garante della situazione».

Il punto, però, ancora una volta non è “puramente” una questione di lavoro, ma anche di altro. Sono stati proprio i dipendenti a venire a sapere che la Attima, che si dichiara in concordato preventivo davanti al tribunale, ha ceduto un ramo d’azienda ad una nuova società costituita lo scorso 11 luglio, la Nuova Attima Service s.r.l. con sede a Favullo nel Frignano, a pochi chilometri da Modena. Un’azienda tutt’altro che in sofferenza, con al suo interno soci di grande calibro e capitali sicuri. Il sospetto, a questo punto, è che la gara d’appalto andata (prevedibilmente) deserta per la gestione dei cimiteri di Sesto lo scorso luglio, venga adesso ribandita “su misura” a beneficio degli amici storici dell’ex Stalingrado d’Italia. «In questo Comune si è sempre agito in modo strano quando c’erano queste gare d’appalto – ha detto Antonella Salpietro, dipendente Attima e delegata Rsu –. Prima eravamo dipendenti del Comune e le cose andavano bene, ma da quando è subentrata la coop sono stata costretta a lavorare per meno soldi e in condizioni peggiori. Non solo: con gli altri colleghi ho dovuto versare una quota sociale che forse non rivedremo più…il Comune dovrebbe aiutarci, invece sembra favorisca solo loro e di noi non si sa adesso cosa accadrà».

coop sei tuLa storia dell’appalto è quantomai significativa e rimanda ai periodi del noto Sistema Sesto. Solo a febbraio scorso il bando per l’esecuzione di tutte le opere e servizi occorrenti per la gestione dei due cimiteri comunali era andato deserto: dopo quasi un anno di attesa era arrivata una sola offerta ritenuta non idonea, perché non raggiungeva il punteggio minimo per la parte tecnica. In pieno agosto gli uffici hanno così lanciato una nuova gara, che chiuderà l’8 ottobre e che ha in oggetto la gestione dei camposanti cittadini, il servizio di custodia e pulizia e la manutenzione ordinaria. Il tutto per un anno e con una base d’asta — soggetta a eventuale ribasso — di 647.850 euro. Il periodo dell’appalto si accorcia da trent’anni a dodici mesi escludendo progettazione del restyling ed esecuzione dei lavori e “spacchettando” vari servizi in più gare.

Tra i requisiti che insospettiscono c’è quello «dell’esecuzione con buon esito, negli ultimi tre anni, di servizi analoghi a quello oggetto della presente gara per un importo complessivo non inferiore a 653.600 euro». Ecco fatto. Chi se non la Nuova Attima o una coop dalle stesse caratteristiche potrebbe vincerlo? La Attima sta fallendo e quindi cede ad una srl il ramo d’azienda che parteciperà a quel bando. «L’obiettivo è garantire che i due cimiteri siano dotati delle infrastrutture necessarie e siano luoghi accoglienti e ben tenuti», è il commento dell’assessore ai Lavori Pubblici Felice Cagliani. Un obiettivo legittimo ovviamente. In questa fase l’amministrazione comunale pensa al nuovo bando e si dichiara sempre attivo nell’aiutare i lavoratori oggi della Attima. E i lavoratori sperano che sia vero. Ma i dubbi rimangono e gli stessi sindacati si dichiarano pronti a chiedere di esaminare tutte le gare d’appalto passate. Una cosa è certa: da dieci anni l’appalto per la gestione dei cimiteri a Sesto è sempre stato appannaggio delle coop rosse legate in un modo nell’altro sotto l’egida di Attima. La società costituita lo scorso 11 luglio (in corrispondenza al nuovo bando sestese) ha un capitale sociale di 300 mila euro e soci come la Codiser, nota coop rossa, e la Sofinco spa una società che conta tra gli azionisti le più grosse coop di muratori e costruttori, il Monte dei Paschi di Siena, la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il Banco Popolare delle società cooperative e altri nomi di grosso calibro nel mondo del cooperativismo rosso. Insomma spalle grosse e coperte. Adesso che nella Nuova Attima si leggono questi nomi. come è possibile che non si riescano a garantire i lavoratori? 

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di on 23 agosto 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Il sistema-Sesto avvantaggia la coop rossa che non paga i dipendenti

  1. nino47 Rispondi

    23 agosto 2013 at 16:52

    una coop rossa in concordato preventivo???? Non c’è più mondo!

  2. Mario Rispondi

    24 agosto 2013 at 14:34

    Sapete il profitto e le procedure per occultare problemi e conduzioni sbagliate piacciono anche alle cooperative ,intangibili ed intoccabili,….li ci sono i lavoratori ..nelle aziende normali invece giocano.Ma troveremo il modo di produrre gare e concorsi precisi..ma proprio precisi per escludere dal mercato il mercato ,quello vero,ed affidare ancora alle coop i lavori .Certo quando eravamo comunali si stava meglio,dice il lavoratore,eh si chieda chi pagava e paga per le inefficenze che poi hanno portato a cedere queste pseudo aziende che lavorano solo col pubblico alla prima ,seconda o terza cooperativa e far parte comunque di quell’enorme numero di dipendenti che vivono di bilanci comunali o regionali.

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