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Una settimana tipo di giunta Pisapia, tra Gay Pride e regali ai palestinesi

Riavvolgendo il nastro degli ultimi giorni, si va dalla retorica omosessuale al sostegno indiscriminato per i dipendenti pubblici, fino ai doni spediti in Palestina. Delle vere priorità milanesi, manco l'ombra

Una settimana da giunta Pisapia, caratterizzata da due pesi e due libertà: si sceglie di vietare le pubblicità che “offendono lepisapia-258 donne”, proprio mentre sfila il gay pride. Una bella contraddizione, che però non viene colta da molti e che fa da coronamento a una settimana ricca di decisioni che ci fanno sterzare nel surreale.

Sono state installate altre “Case dell’acqua”, che svolgono esattamente lo stesso compito delle tradizionali fontane “vedovelle” (leggasi: erogare acqua naturale), ma costano 38mila euro l’una, perché sono congegni ad alta tecnologia che ti permettono di scegliere la temperatura dell’acqua, la quantità e fra naturale e frizzante. Ebbene il 25 giugno ne sono state inaugurate due nuove fatte installare negli uffici del Comune dal presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo dopo una decisione dell’Aula: entrambe a Palazzo Marino ad uso di chi lavora in Comune. Ora: le “Case dell’Acqua” sono state ideate per permettere ai meno abbienti di bere acqua, anche gassata, a costo zero. Già sono un costo incredibile, considerando che viene affrontato per fornire un servizio che già c’è da sempre (ripeto: abbeverare la gente è già compito delle vedovelle), ma almeno era parzialmente giustificato da una funzione sociale. Ma i dipendenti e i consiglieri comunali, non possono permettersi l’acqua minerale in bottiglia? Secondo Basilio Rizzo, promotore dell’iniziativa: «Le due nuove Case dell’Acqua rappresentano un ulteriore gesto di sensibilità del Comune verso i temi ambientali, in particolare riguardo all’utilizzo di una risorsa fondamentale come l’acqua pubblica. Questo nuovo servizio consentirà anche un risparmio economico importante in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo». Questo discorso consta di due parti: rieducazione (a consumi consapevoli) ed esempio (risparmio da parte di cariche pubbliche). Peccato che le “Case dell’Acqua” costino care e che siano pagate coi soldi dei contribuenti far dimenticare che l’acqua, anche se “pubblica”, non è mai gratuita).

pisapia manifesto comunistaNon è gratuito nemmeno il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Ma Comune e A2A hanno deciso di donare un autocompattatore all’Unrwa (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati palestinesi), che in Italia è presieduta da Tana De Zulueta. L’autocompattatore è destinato ai rifugiati nei campi del Libano. L’Unrwa ringrazia: «La gestione sostenibile delle attività di cooperazione, soprattutto in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo – ha dichiarato la De Zulueta durante la cerimonia di consegna, a cui presenziava anche il sindaco Pisapia – passa anche attraverso una razionalizzazione delle risorse e la creazione di una rete di aiuto che stimoli partenariati pubblico/privato che si facciano portatori delle istanze della società civile. Voglio citare quello di oggi come un valido esempio di risposta rapida, efficace e replicabile alle esigenze di una popolazione provata da decenni di violenza». Nel bel mezzo di un’escalation di guerra civile fra Hezbollah e le milizie sunnite, con decine di morti solo questa settimana, sapranno sicuramente come utilizzarlo al meglio. Quello dei rifiuti è un problema prioritario in un Paese in cui la vicina guerra civile siriana, con i suoi 100mila morti, bussa alle porte.

Lo stesso giorno, il 25 giugno, due aziende nate nelle carceri milanesi, Bee4 e Cartotecnica San Vittore (la prima è una ditta di telemarketing, la seconda di legatoria), esibiranno i loro prodotti nelle fiere milanesi, grazie a un accordo fra Comune di Milano e Fondazione Fiera. Tutto benissimo, a prima vista. Ma già che si parla di esempi, che lezione ne traiamo. «La qualità e il progetto imprenditoriale proposto delle start-up carcerarie – ha spiegato l’assessore al Lavoro, Università e Ricerca Cristina Tajani – per prodotti e servizi offerti, ha l’obiettivo di agevolare l’avvicinamento con il sistema fieristico milanese per aprirsi, oltre che al mercato cittadino, anche a quello nazionale e internazionale. Le risorse per la realizzazione di questa iniziativa rientrano nei 100mila euro già messi a disposizione da Fondazione Fiera, mentre il Comune promuoverà l’iniziativa nell’ambito della propria rete di incubatori e acceleratori». In un periodo in cui le aziende chiudono a centinaia o migliaia ogni settimana ed è sempre più difficile trovare un posto di lavoro, perché agevolare le uniche realtà, le carceri, dove sei privo di libertà, mantenuto dal contribuente e incoraggiato a lavorare? «Questa collaborazione – ha dichiarato il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Aldo Fabozzi – consente di creare nuove sinergie e possibilità di reinserimento per i soggetti in esecuzione penale. Questo è un progetto che, con grande evidenza, trasmette la passione di una città fortemente solidale con le fasce più deboli, nella maniera che da sempre la caratterizza: il fare e l’insegnare a fare». Questo è il senso. In Cina, un modello simile lo chiamano “rieducazione attraverso il lavoro” (Laogai). Anche lì i prigionieri producono merci aperte al mercato nazionale e internazionale. Ma il regime di Pechino lo tiene nascosto. Gli Usa, avendo una lista parziale di quei prodotti hanno vietato la loro importazione. Da noi la rieducazione attraverso il lavoro è invece un fiore all’occhiello del sistema carcerario. Laenrico-letta differenza, molto forte, è solo nei metodi di esecuzione, più umanitari da noi (nonostante il sovraffollamento nelle carceri, da terzo mondo) e più brutali in Cina. Ma a livello concettuale l’idea è la stessa.

In tempi di crisi nera saremmo anche spinti a invidiare i carcerati/lavoratori/rieducandi. Ma anche questo è un bell’esempio? Considerando le nuove agevolazioni sul lavoro promosse dal governo Letta e questo accordo con la Fiera promosso dalla giunta Pisapia, per trovare lavoro ed essere promosso devi: a) avere meno di 29 anni b) non avere nemmeno la maturità c) avere una persona a carico d) possibilmente, se vuoi esporre i tuoi prodotti in Fiera con la benedizione del Comune, devi aver commesso almeno un reato ed essere finito in galera. Onore alla meritocrazia.

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di on 2 luglio 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a Una settimana tipo di giunta Pisapia, tra Gay Pride e regali ai palestinesi

  1. marforio Rispondi

    1 luglio 2013 at 17:06

    Quello che manca a Milano sono anarchici per spazzare questi ruecci del casso.Ma oramai Stiamo diventando dopo un secolo e mezzo di unita una cosa astratta.Aveva in fondo ragione Radetzky.

  2. roberto sarzi Rispondi

    1 luglio 2013 at 18:30

    Certo caro sig. Marforio,
    Radetzky eraun vecchio soldato,fedelissimo al suo Imperatore ma amava e aveva sentimenti di stima per gli Italiani e segnatamente per i Milanesi tanto che decise di rimanere a Monza anche dopo era andato in pensione. Non era affatto un sanguinario e i “cisiddetti” Martiri di Belfiore furono condannati per gravi crimini come organizzazione di attentati, acquisto clandestino di armi, corruzione di soldati austriaci per impossessarsi di mappe e documenti militari, ecc, ecc
    Quello che è venuto dopo di lui non è stato certo meglio. Se il Lombardo-Veneto fosse diventato com l’Ungheria uno stato federato dell’Austria ci saremmo risparmiato almeno 2 guerre mondiali e la burocrazia sarebbe ancora quelle esemplarmente ben funzionante come allora! Chissa caro sig. Marforio che i Milanesi comincino a ragionare con la loro testa! Speriamo! Roberto Sarzi

  3. franco Rispondi

    1 luglio 2013 at 18:47

    Ma lui sta’ li a fare pastrocchi mica perche’ è stato il preferito dai milanesi,era semplicemente il meno antipatico;speriamo che la lezione sia servita la prossima volta che candidano qualcuno.

  4. Cesare Rispondi

    1 luglio 2013 at 19:37

    Il problema che gli elettori di sinistra anche se candidassero un asino (senza offesa per gli asini) lo voterebbero comunque. quelli di centro destra invece si fanno venire la puzza sotto il naso se per caso non è di loro gradimento e così non votano o votano scheda bianca. Così imparano a candidare persone simpatiche. Dopodiché abbiamo un pisapippa che fa tutte queste stron…. e così sono tutti contenti e felici. Tutto questo succede in campo nazionale, non solo a Milano. Gli elettori DI CENTRODESTRA sono come quel marito che si taglia le palle per far dispetto alla moglie. .AMEN!!!

  5. remo balestra Rispondi

    1 luglio 2013 at 21:36

    terribilmente penosa la situazione del compagno PISAPIPPA….ma che volete ognuno è artifice del propio destino, avete votato il PISAPIppAA che tuto si porta via..tenetevelo, anzi godetevelo e non rompete le palle amen
    .

  6. marforio Rispondi

    2 luglio 2013 at 02:41

    Signor Sarsi , mi scusi tengo a precisare che mi sono riferito a Radetsky non perche fosse un sanguinario.M bensi a quello che disse, che L’ italia era solo un espressione geografica. E purtroppo aveva ragione a tutt’oggi.Certamente al momento , vedendo come siano andate le cose avrei preferito l Italia prima del 1848.Cordiali saluti ,Rodolfo Perucca.

  7. Gianca59 Rispondi

    2 luglio 2013 at 09:11

    Mi auguro che la realtà milanese sia ben diversa da quella che scrivete per mettere in cattiva luce Pisapia e la sua giunta, altrimenti è proprio una città low profile che ha preso la china della decadenza.

  8. Mara Candiani Rispondi

    2 luglio 2013 at 15:51

    La realtà milanese è molto molto molto peggio!!!! Ormai è una città alla fame, depressa, piena di delinquenza e vuota di contenuti e cittadini (che se stanno tappati in casa sperando che passi…..). Purtoppo non è un problema di colore politico ma bensì di persone che messi assieme in giunta fanno al massimo 15 neuroni in tutto e neanche ben collegati…….

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