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L’ombra della Merlin dietro la guerra di Parma-Reggio sulla prostituzione

C’è del buono nella Parma amministrata dal Movimento 5 Stelle. Mentre la vicina Reggio Emilia ha imposto un’ordinanzacampagna-contro-la-prostituzione_full severissima contro la prostituzione, a Parma si applicano semplicemente le normative nazionali, molto meno dettagliate, talvolta incomplete e dunque involontariamente più liberali. Il risultato è tipico di ogni mercato che si definisca tale: le prostitute si spostano. Lo constata l’assessore al welfare di Parma, Laura Rossi: «A Reggio fanno le ordinanze e la prostituzione, da lì, si sposta a Parma: abbiamo già registrato un aumento di ragazze sulle strade».

A Reggio si prevede una multa salata, di 400 euro, sia per la prostituta che per il suo cliente. Nella retata della scorsa notte, i carabinieri hanno appioppato l’ammenda a un 70enne pensionato, imbarazzatissimo: pregava di non essere multato perché i 400 euro sarebbero stati notificati alla moglie, proprietaria dell’auto. Multati anche due 40enni e un giovane di 26 anni. I clienti della prostituzione non sono compresi in un’unica fascia di età. «Volevo controllare se c’erano ancora prostitute in questo tratto di strada» ha detto uno dei multati, che però non è riuscito a convincere i carabinieri. Fra le prostitute sono state colpite dall’ammenda quattro rumene e due trans ecuadoriani, colti «in palese condotta d’adescamento». In queste tristi vicende si coglie tanta, tantissima arbitrarietà. Cosa vuol dire «palese condotta di adescamento»? Chi dice che l’automobilista che chiede informazioni, o “vuole controllare” la situazione, sia realmente un cliente? Si coglie anche tanta voglia di entrare nelle vite degli altri. Multando il pensionato, le autorità dimostrano di voler entrare nella sua vita, di ergersi a custodi della sua fedeltà coniugale. Tutto ciò è comunque solo il primo strato di un argomento più complesso. È giusto punire la prostituzione?

prostituzioneL’economista Walter Block, libertario, nel suo famoso “Difendere l’indifendibile” aveva definito la prostituzione per quella che realmente è: «Scambio spontaneo di servizi sessuali dietro pagamento». Block sottolinea che si tratta, appunto, di “scambio spontaneo”, legittimo quanto tutti gli altri, esattamente come un lattaio e un fornaio si scambiano latte e crostata. Le brutture solitamente ricollegate alla prostituzione, cioè le violenze subite dalle prostitute, non riguardano la prostituzione in sé: «Esistono anche infermiere e medici che vengono rapiti e costretti a curare criminali in fuga; ci sono falegnami tossicodipendenti; ci sono ragionieri aggrediti a scopo di rapina». Si condanna la violenza che subiscono, non si pensa certo di vietare le loro professioni. Cosa spinga, sia la destra che la sinistra, a intervenire a gamba tesa contro questo mercato spontaneo, lo spiega benissimo ancora Block. È: «… la vergogna che proviamo davanti alla prospettiva di comprare sesso. Non ci si può considerare “veramente un uomo”, né essere scambiata in alcun modo per una donna attraente, se si paga per avere sesso». Block invita a superare questo tabù facendo notare quel che non si vuol mai dire, anche se è sotto gli occhi di tutti: «Il sesso è sempre “mercificato“, da tutti noi, ogni volta». È sempre mercificato, anche quando: «… si tratta dell’amore romantico e del matrimonio d’amore, lo scambio è nei termini di affetto, considerazione, gentilezza. Lo scambio potrà essere felice, e i partner potranno avere gioia nel dare. Ma è pur sempre uno scambio».

Un’autorità che si intromette in uno scambio, sta compiendo un atto di forza gratuito, motivato dalla mancata comprensione di cosa siano realmente la prostituzione, uno scambio volontario, e il sesso. Sono questi gli errori fondamentali commessi dal legislatore italiano, sin dai tempi della Legge Merlin (che paradossalmente avrebbe dovuto rendere la prostituzione un mercato più libero, abolendo le case chiuse e la loro disciplina). Ben venga, dunque, che vi siano regolamenti differenti per diversi comuni. È un prototipo di federalismo: il cliente va dove c’è meno repressione. Ben venga anche una Parma grillina che decide di mantenere l’inefficiente legge nazionale. A volta l’inefficienza dello Stato si rivela l’unica difesa della libertà degli italiani.

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di on 25 luglio 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a L’ombra della Merlin dietro la guerra di Parma-Reggio sulla prostituzione

  1. maurizio casiraghi Rispondi

    26 luglio 2013 at 12:53

    Bravo Direttore grazie.

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