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I grandi del made in Nord/4: Gianni Versace, mutò il sesso in moda

Quattro giorni fa è stato il sedicesimo anniversario della sua morte, ma il mondo della moda sembra non essersi ancora ripreso dalla sua tragica scomparsa. Forse perché a togliere la vita a questo personaggio è stato un pazzo o semplicemente perché Gianni Versace è stato uno dei grandi fautori del made in italy. Lo stilista che alle linee classiche tanto amate in quel periodo ha aggiunto un po’ di sex appeal.

gianni versaceNon nasce al nord ma in Calabria. La madre è una sarta e lui ne eredita subito la passione. In molte interviste ripete che essendo nato in mezzo a così tanta bellezza “non poteva non esserne influenzato”. Arriva a Milano negli anni 70, dopo aver imparato il mestiere nell’atelier di famiglia. Dopo sei anni di collaborazioni (prende il posto di Walter Albini da Girombelli e crea una linea che resterà nella storia, utilizzando pelle e pizzo) chiama i suoi due fratelli Santo e Donatella e nel 1978 nasce Versace. Il simbolo che sceglie per l’azienda è la testa di Medusa perché “quando ti innamori di lei non puoi più andartene”.

Gianni Versace non a caso sceglie un mito greco. Lo stilista che dice che vede il passato “solo come una strada verso il futuro” è innamorato della storia perché anche se guarda avanti “non dimentica mai ciò che è successo prima”. Dalla Magna Grecia, all’impero Romano, alla famiglia Medici di Firenze. A quest’ultima verrà comparata la sua stessa famiglia. Una giornalista di Women Wear Daily scriverà che la sua casa di Milano era sempre piena di bambini che correvano suoi pavimenti di marmo e di modelle che vagavano per i corridoi con delle minigonne che la sorella Donatella insisteva sempre per accorciare (fino a sembrare delle cinture).

La forza del brand Versace sta proprio nella componente sexy. Se Giorgio Armani veste le mogli del tempo, Gianni Versace veste le amanti. I colori accesi e i tagli che seguivano le forme del corpo femminile erano create per mostrare non per nascondere. E i vestiti erano sempre di perfetta fattura (il vero segreto per cui non scadevano mai nel volgare). “Ha liberato la moda dal conformismo” dirà l’amico Zeffirelli dopo l’annuncio della sua morte.

Amante delle arti, specialmente del teatro, ne aprirà uno a Londra. Disegnerà molti costumi per performance sul palcoscenico, tra cui i vestiti indossati da David Bowie in uno dei suoi tour mondiali e gli abiti del film di Pedro Amodovar, Kika. Un artista a tutto tondo, che Woody Allen avrebbe voluto anche in uno dei suoi film. Il 15 luglio del 1997 viene ucciso fuori dalla sua villa di Miami. Muore “l’imperatore dei sogni”. E nonostante la sorella Donatella sia riuscita a portare avanti con successo l’azienda, la moda italiana è ancora in lutto.

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di on 19 luglio 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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