Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

E se tassare la Cultura non ti basta, fallo in modo iniquo

Partiamo da un dato: le tasse in Italia, per chi è onesto e le paga (siamo i fessi di cui parlava Prezzolini), sono arrivate a un livello da rapina fiscale. E ogni volta che aumentano (ancora!) delle tasse per evitare di tagliare sulla spesa pubblica, al punto a cui siamo arrivati, i politici italiani sono da ricovero coatto o da arresto. Al massimo si limitano a giochi di prestigio di bassa lega, togliendo da una parte per aggiungere – di più – dall’altra. Rinviano l’Iva a ottobre perdendo 2 miliardi, ma intanto compensano con altri incrementi, tra cui Irpef, Ires e Irap, per un totale di 2,6 miliardi di entrate in più. Ma allora le tasse sono aumentate di 600 milioni!

strand1

Ciò detto non riesco a scandalizzarmi per l’aumento dell’Iva dal 4 al 21% – a partire dal primo gennaio 2014 – sulle «opere culturali in abbinamento alle pubblicazioni librarie e periodiche». Un aumento che serve a compensare – qui si compensa più del recordman mondiale di apnea – gli ecobonus per ristrutturazioni edilizie e efficienza energetica, estesi alla rottamazione di elettrodomestici, condizionatori, caldaie e pompe di calore.

Non riesco a scandalizzarmi perché questa storia delle opere culturali con Iva al 4% (musica, audiovisivi, contenuti digitali, giochi, gadget) in abbinamento a libri e giornali è una grandissima cretinata. Che funziona così: un certo prodotto è venduto normalmente con l’Iva al 21%; ma se io sono un editore e a quel prodotto aggiungo il giornale o un microlibro pago l’Iva al 4%, cioè pago meno un quinto delle tasse che gli altri pagano vendendo lo stesso prodotto o un prodotto molto simile. È una cosa ingiusta e ingiustificabile: o si paga sempre, su questi prodotti, il 4%, oppure si paga sempre il 21%, tertium non datur per rispetto al buon senso e alla logica aristotelica.

Alcuni esempi: un dvd (che so: “Habemus papam” di Moretti) esce come normale dvd (Rai Cinema) e viene venduto nei negozi di cd e dvd con Iva al 21%, ma intanto esce anche come libro+dvd per Feltrinelli e ha l’Iva al 4% (ed è – non prendiamoci in giro – un dvd con allegato un libricino con il testo della sceneggiatura, non un libro con allegato un dvd!); un dvd (che so: “Cloud Atlas“) esce come normale dvd nei negozi con Iva al 21%, e intanto esce con Panorama con Iva al 4%; gli album di Vasco Rossi sono in vendita nei negozi di dischi con Iva al 21%, ma ultimamente il Corriere della Sera li fa uscire in allegato con Iva al 4%, mentre con Repubblica e l’Espresso abbiamo ora i cd di Paul McCartney con Iva al 4%, e così via all’infinito, ogni giornale, perennemente, per tutto l’anno, con sempre nuove iniziative (poi ci si chiede: «ma come mai i cd e i dvd, quando escono in allegato ai giornali, costano meno del solito?»; per forza, pagano meno di un quinto delle tasse che pagano di solito!); se sono un editore posso prendere un peluche, abbinarci un microlibro (l’hanno fatto!) e vendere il tutto con Iva al 4%, mentre un negozio di giocattoli deve vendere i peluche con Iva al 21%; se apro un sito che vende ebook (il libro elettronico non mi piace, ma questo è un altro discorso…) pago l’Iva al 21%, ma se faccio un libro cartaceo con allegato un ebook (con codice o con cd per poter scaricare l’ebook) pago l’Iva al 4% anche sull’ebook.

orson wellesTutto questo è assurdo. E aggiungo, in conclusione: è anche assurdo che tutti i libri, in quanto prodotti culturali, abbiano l’Iva al 4%, mentre i cd e i dvd ( a meno che siano abbinati a un libro) hanno l’Iva al 21%. Un libro di Moccia è opera culturale mentre un cd di Beethoven o di Mozart e un dvd con un film di Orson Welles o di Truffaut non sono opere culturali? Non scherziamo. O va tutto (libri cartacei, ebook, cd, vinili, dvd, blu-ray) al 4%, o va tutto al 21%. Naturalmente non sto neanche a dire, in un Paese già oberato di tasse, se sia meglio mettere tutto al 4 o al 21…

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 15 luglio 2013. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *