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Dietro la guerra degli indipendentisti c’è la guerra Tosi-Zaia

La nuova partita dei due big della Lega veneta si chiama Plebiscito 2013. E in gioco, oltre all'autonomia, c'è il potere (non solo in casa Carroccio). Preparatevi alla battaglia, perché è una di quelle in cui no, non si fanno prigionieri

A costruire ci vuole tempo e fatica, a distruggere, invece, sembra poterci volere meno di un giorno. O forse meno del tempo di una votazione, magari proprio quella del congresso del movimento Indipendenza Veneta che si è tenuto lo scorso 30 giugno, che – con 136 voti contrari, 44 favorevoli e 36 astenuti – ha bocciato la mozioneplebiscito 2013 presentata dal segretario Lodovico Pizzati che chiedeva di attribuire alla sua figura (e presumibilmente ai posteri) pieni e ampi poteri d’azione.

Una votazione che pare non abbia raggiunto il quorum necessario per esser considerata valida, ma che certamente ha espresso a larga maggioranza la fiducia-non-fiducia nei confronti del segretario. Che forse, per tutta reazione, ha deciso di dare seguito al progetto Plebiscito 2013: una piattaforma non politica che promuove il diritto dei Veneti ad essere consultati sulla volontà che la regione possa diventare indipendente dall’Italia. Portando con sé, però, anche chiacchiere, brusii e malumori all’interno del movimento indipendentista, che troverà il suo progetto di legge pronto alla votazione sul tavolo del consiglio straordinario della regione Veneto il prossimo 30 luglio. Una versione di quanto accaduto smentita da Gianluca Busato, fondatore e portavoce di Indipendenza Veneta, oggi al fianco di Pizzati.

Per lui Plebiscito 2013 è un progetto in cantiere da diversi mesi, congegnato poco prima della partenza dei lavori della commissione giuridica in regione: quindi a febbraio, quando due esponenti del movimento decisero per uno sciopero della fame volto a sensibilizzare la regione sulla causa veneta. Un progetto di cui, secondo fonti interne al movimento, sarebbero stati a conoscenza anche gli altri due membri del direttivo: Alessio Morosin e Luca Azzano Cantarutti. Quest’ultimo oggi vede Plebiscito 2013 come una sorta di “cavallo di troia” per il movimento. La motivazione non è solo il modo in cui la piattaforma è stata congegnata, ma è anche legata ai rapporti non chiari con Indipendenza Veneta e soprattutto per i testimonial che vi aderiscono. Per ultimo il sindaco di Verona Flavio Tosi che il 4 luglio scorso ha fatto protocollare una mozione (votata in consiglio il 18 luglio) di sostegno al referendum. Il riferimento di Cantarutti, presidente di Indipendenza Veneta, non è esplicito. Ma la sua posizione appare chiara quando sul sito di Plebiscito 2013 viene pubblicato il post con la notizia. Il titolo è il seguente: «Tosi supera Zaia e accelera verso l’indipendenza: Verona approva sostegno al Plebiscito 2013».

lodovico-pizzati-1

Lodovico Pizzati

Non si parla dell’adesione di Tosi a Plebiscito (che sarà annunciata il giorno seguente, quindi il 19) ma solo del voto favorevole in consiglio comunale a sostegno del progetto di legge regionale. I contenuti del post appaiono però particolari, soprattutto quando nell’articolo si legge la dichiarazione di Pizzati che dice: «Se Tosi fosse al posto di Zaia avremo già l’indizione del referendum per l’indipendenza del Veneto». Ma come? Siamo di fronte a una piattaforma apolitica – Plebiscito 2013 – che, di fatto, lancia Tosi ai danni del governatore Zaia: questo nonostante quest’ultimo abbia votato favorevolmente, insieme ai suoi assessori e consiglieri, l’indizione del referendum. E soprattutto, nonostante quest’ultimo abbia sempre sostenuto la causa del movimento Indipendenza Veneta. «Luca Zaia non ha ostacolato ma anzi ha dato notevole impulso all’iter della legge referendaria, gliene dobbiamo dare atto – dice Luca Azzano Cantarutti, già membro della commissione giuridica –. Da un punto di vista politico dobbiamo dare atto che il Governatore ha abbandonato ogni pregiudizio ideologico per favorire quello che, in tutta evidenza, è un cardine della nostra democrazia: il referendum».

Insomma, una matassa di cronaca non facile da sbrogliare, che si divide fra tre possibili scenari: il primo che questa “apparente divisione” sia frutto della volontà di Pizzati e Busato di guidare, da colonnelli, il percorso indipendentista (una possibilità che dopo il direttivo dello scorso 30 giugno pare essere stata messa in forse). Dall’altro il fantasma dell’appoggio a due diversi correnti leghiste, quella di Tosi e quella di Zaia. E terzo la possibilità che gli obiettivi di entrambi guardino a scenari politici che possano andare oltre il voto referendario, quindi alle future elezioni regionali che si terranno nel 2015. Questo, magari, visto il lungo iter che la mozione pro referendum dovrà affrontare qualora il consiglio regionale si esprimesse a favore (secondo Stefano Valdegamberi di Futuro Popolare il progetto di legge dovrebbe essere inviato a Roma che, entro 20 giorni, potrebbe decidere di impugnare l’atto aprendo così una strada di ricorsi che non permetterebbe un decorso veloce verso la consultazione popolare).

Congetture; quel che è certo è che la piattaforma di Plebiscito 2013 è riconosciuta, nell’idea, importante da tutti. Dai testimonial, molti, che vi hanno aderito (non solo politici, mazaia-e-tosi anche storici, letterati e professionisti), ma anche dalla stessa Indipendenza Veneta che a breve – dice – presenterà un comitato “alternativo” che coinvolgerà non solo singoli testimonial, ma tutte le realtà associative storico-politiche e culturali del Veneto. Un progetto delineato già da prima di Plebiscito 2013 che forse verrà discusso proprio questa sera durante il direttivo di Indipendenza Veneta, a cui parteciperanno Cantarutti e Morosin, ma non Busato (impegnato come portavoce di IV in un congresso pubblico) ne Pizzati (che si trova all’estero) che si farà sostituire – come succede da un mese a questa parte – dal vice segretario Giulio Maria Turco. Forse domani qualche risposta, ma non cercatela per forza sul sito del movimento politico che in questi giorni sembra accusare qualche problema di indirizzo politico.

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di on 24 luglio 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Dietro la guerra degli indipendentisti c’è la guerra Tosi-Zaia

  1. bobo sartore Rispondi

    26 luglio 2013 at 00:27

    NOI DI PROGETTO VENETO SIAMO BEN FELICI DI ANDARE A REFERENDUM PER L’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO VENETO, MA PER VINCERLO!!!! PURTROPPO IL PERCORSO CHE HA AVUTO SEMBRA PIU’ FATTO PER SCUDETTARE QUALCUNO SE NON PEGGIO PER FAR PERDERE QUESTO REFERENDUM.
    IN OGNI CASO SE IL CONSIGLIO REGIONALE CONVOCHERA’ LA CONSULTAZIONE CI IMPEGNEREMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE.
    IN PARTICOLARE DAREMMO VITA AD UN COMITATO COINVOLGENDO TUTTE LE FORZE ECONOMICHE – SINDACALI E SOCIALI PERCHE’ SOLO CON LORO CI SARA’ LA POSSIBILITA’ DI VINCERLO.
    INOLTRE CHIEDEREMO NEI GIORNI CHE PRECEDERA’ LA DISCUSSIONE E VOTAZIONE DEL 30 LUGLIO CHE CI SIA ALMENO UN TEMPO DI 12 MESI PER PREPARARLO E NON POCHE SETTIMANE (6 OTTOBRE 2013) CHE VORREBBE DIRE SCONFITTA SICURA.

  2. LUIGI Rispondi

    26 luglio 2013 at 09:43

    Il referendum non si farà. Il Veneto è già sovrano ma non è il Veneto inteso come ente periferico della stato centralista italiano. C’è un altro percorso, legale e leggittimo che non viene considerato: Way4freedom. Per info vedi profilo Face Book Giacon Luigi o Loris Palmerini. Saluti.

  3. Nazione Veneto Rispondi

    12 agosto 2013 at 09:58

    Prima o poi il Veneto ritornera’ ad essere una repubblica indipendente, e’ solo questione di tempo!

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