Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

A Brescia approvano l’indipendenza della Lombardia

Un referendum per una Lombardia indipendente, sul modello di quello veneto. È questa la proposta – presentata dal Comitato lombardo per la Risoluzione 44 (Color44)color che il consiglio provinciale di Brescia ha deciso di approvare a larga maggioranza confermandosi come “leonessa” dei diritti dei lombardi vessati dallo Stato centralista.

Proposta congiuntamente dal capogruppo leghista Paolo Formentini e da Giulio Arrighini (Lega Padana Lombardia) e votata da tutta la maggioranza – PdL e Fratelli d’Italia inclusi – la mozione chiede una cosa semplice e chiara: «la facoltà del popolo lombardo di invocare e rivendicare il diritto alla verifica referendaria, in modi e forme legali e democratiche, dell’atto di annessione della Lombardia all’ordinamento statutale italiano a seguito delle guerre risorgimentali». Un principio secondo il quale si impegna il presidente provinciale e la sua giunta a «sostenere con ogni mezzo a disposizione del Consiglio provinciale e della Giunta provinciale, quell’insieme di iniziative spontanee che mirano ad ottenere l’indizione della consultazione referendaria al fine di accertare la volontà del popolo lombardo in ordine alla propria autodeterminazione». Ciò che dovrebbe avvenire in un qualsiasi stato di diritto che prevede la centralità del popolo sovrano.

color44Una richiesta di fronte alla quale lo stesso Partito democratico (che ha votato contro) si è, infatti, trovato in notevole difficoltà. «La nostra posizione è molto chiara (già quando uno si sente in dovere di sottolineare qualcosa vuol dire che c’è qualcosa sotto ndr) – ha detto il capogruppo Diego Peli -. Non faremmo nulla per ostacolare un diritto dei lombardi. La mozione in Provincia è una pura mossa politica che tra l’altro cozza con tutte le scelte fatte fino ad oggi dalla Lega, che ha condotto la campagna elettorale parlando di macroregione del nord, per anni ha parlato di Padania e di secessione, oggi chiede un referendum per l’autodeterminazione della Lombardia. Ogni 15 giorni cambiano idea». Già, peccato che Color44 non sia un braccio armato della Lega Nord bensì un’associazione indipendente e indipendentista che – attraverso il gruppo Diritto di voto – guarda a tutte le realtà che puntano all’autoderminazione, dal Veneto alla Scozia, fino alla Catalogna. Ed ecco che, rendendosene conto, i democrat hanno tirato fuori il loro dogma costituzionale, come spiegazione aggiuntiva del voto contrario: «siamo contro chi pensa che la soluzione passi dall’autodeterminazione e quindi dalla separazione dall’Italia. Noi difendiamo la Costituzione fino in fondo».

Più coerente, dal suo punto di vista, è stato Diego Invernici (FdI) che ha dichiarato di essere contrario a qualsiasicolor 44 nord separazione della Lombardia dall’Italia («al referendum voterò contro») ma di essere favorevole alla possibilità di voto dei lombardi. Non solo: a suo giudizio il referendum è un’occasione per chiedere a Roma più libertà per gli enti locali. Una reazione che, unita al voto largamente favorevole, ha registrato le reazioni positive del portavoce di Color44 Vittorino Agazzi e di Stefano Brunelli del coordinamento di Brescia che hanno visto nel primo riconoscimento istituzionale della loro mozione «un bel passo avanti, un successo importante». Speriamo che ce ne siano altri, molto presto, magari nell’ente amministrato da tal Roberto Maroni che ha già firmato la proposta di Color

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 27 luglio 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a A Brescia approvano l’indipendenza della Lombardia

  1. SILVANO Rispondi

    27 luglio 2013 at 21:43

    Speriamo che dopo il VENETO anche la LOMBARDIA se ne vada.

  2. Vittorio Rispondi

    27 luglio 2013 at 22:16

    Il voto di Brescia è un inizio. Presto Bergamo – ne sono certo – farà lo stesso. La crisi accelererà il processo e anche la crisi definitiva della Lega, lungi da ostacolare l’indipendenza, faciliterà il successo di un nuovo indipendentismo: più maturo, più liberale, più democratico, più colto… senza corna, ridicolaggi celtiche e altre sciocchezze simili. Chi conosce Pro Lombardia Indipendenza sa che esiste, ad esempio, un indipendentismo serio: che nulla ha a che fare con Bossi e Maroni.

    La Catalogna aprirà la strada. Il Veneto e Lombardia faranno lo stesso. Basta Italia: basta volerlo.

    • GeertWilders4president Rispondi

      28 luglio 2013 at 13:36

      La lega, al di la delle cazzate che ha fatto, ha avuto il merito di parlare apertamente di una possibile secessione del Nord. Se all’inizio la cosa poteva sembrare favoleggiante (a causa di una costituzione tirannica che molti seguono come se fosse sacra e immutabile), pian piano gli ‘italiani’ si sono informati (soprattutto circa l’unità) anche grazie all’avvento di internet e hanno realizzato che forse dividerci può essere una buona cosa. D’altro canto Garibaldi unificò a forza popoli culturalmente diversi e già con una forte identità, che sotto l’italia unita si sentono delle nullità (come italiani) perchè privi di identità nazionale (per questo spesso dico ‘l’italia è un paese senza cultura, senza usi e costumi propri, che guarda con invidia gli altrui paesi che invece hanno cultura ed identità propria).
      In un paio di decenni, anche i meridionali quindi sono diventati consapevoli dei vantaggi che potrebbero esserci se potessero avere una nazione loro dove possono costruire secondo la loro cultura e i loro usi e costumi, senza le interferenze di Roma (lo stato che prima dell’unione era messo peggio, dove vi era una teocrazia al pari di quelle nei paesi arabi)
      Così adesso, anche se la lega perde potere e dovesse dissolversi, ormai gli ‘italiani’ sanno che lottando possono dividersi (anche la svezia e la Norvegia erano nella stessa situazione 100 anni fa) e riacquistare potere nelle loro VERE nazioni, quelle a cui realmente appartengono.

  3. peter46 Rispondi

    28 luglio 2013 at 14:44

    Premetto che in questo caso,a mio parere e…del buon senso,per cantare vittoria bisogna che ci sia il 51% dei ‘sì’degli aventi diritto,non dei semplici votanti(anche il non andare a votare è come se fosse il diritto all’anti-secessionismo)ma mi domando:qualora dovesse esserci una maggioranza no-secessione,sempre quel famoso 51%,seguirà per ‘onestà intellettuale’….un suicidio di massa,o no?Comunque… auguroni,anche se i tempi d’oro son passati da tempo.

  4. francesco Rispondi

    29 luglio 2013 at 18:48

    Una precisazione: La mozione è stata presentata da Giulio Arrighini di “Indipendenza Lombarda” e successivamente sottoscritta dal capogruppo della LN Paolo Formentini. La sostanza non cambia ma l’informazione si fa anche sui dettagli.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *