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Storia di Life, degli imprenditori senza più nulla da perdere

San-donà-012Fino a quando la protesta degli imprenditori, schiacciati da tasse, burocrazia e controlli fiscali, si limiterà a urla di disperazione sulle televisioni nazionali, a voti di protesta o a manifestazioni silenziose nelle piazze, lo Stato lo sa, la situazione è ancora governabile, domabile, sotto controllo. Ma è quando a quegli imprenditori togli quello che hanno di più caro, il loro lavoro, il loro capannone, la loro conoscenza tramandata da padre a figlio, la loro famiglia. È quando non avranno più niente da perdere, che lo Stato dovrà preoccuparsi. Perché se non c’è nulla più da difendere, loro saranno pronti a tutto. E quel momento, in Veneto, è arrivato. E scandito chiaramente da quando la LIFE, Liberi imprenditori federalisti europei, è tornata. Più determinata che mai, aperta a tutti, non solo al “popolo dei capannoni”, ma anche ai dipendenti, agli operai e alla gente comune. Bastano poche parole scambiate al telefono con Lucio Chiavegato per capire che il tempo dei giochi è finito: il gioco della politica, delle riforme e delle mani tese. Basta chiedergli che cosa sono disposti a fare, per fugare ogni dubbio: «C’è da spettarsi di tutto, abbiamo ormai raggiunto la vetta della sopportazione. Le strade percorse dai partiti portano sempre al nulla, perché indipendentemente da tutto sei sempre chiuso nelle regole della politica. Abbiamo deciso ora di alzarci in piedi e di dire basta: basta a questo sistema, basta a questo Stato che ci sta distruggendo, basta a queste regole. E basta che a dettare queste regole siano i primi che non le rispettano». Lui, presidente dimissionario del partito indipendentista Veneto Stato, persosi tra le frammentazioni pre e post elezioni politiche, torna alla carica più convinto che mai. Dal 19 maggio riconfermato presidente di questa associazione nata negli anni ’90 dall’intuizione di Fabio Padovan, che molto fece parlare di sé, al tempo. Il braccio operativo di quel tentativo di difesa dallo Stato che già prendeva corpo nello stesso periodo in cui Bossi accorpava sotto il simbolo unico della Padania la Liga Veneta e la Liga Lombarda. Stampavano manuali che in venti punti spiegavano come comportarsi davanti ai finanzieri che bussavano alla porta della tua azienda. Vademecum pratici che anticipavano – per destino e non per modus operandi – i GIR, i Gruppi di Intervento Rapido, in cordone davanti al braccio armato dello Stato in tenuta antisommossa, che di tutto faceva per tentare di «portare a casa il bottino»: il pignoramento di un bene, o degli uffici, o della casa. Partite Iva iscritte sulla fronte, perché gli imprenditori non sono persone, sono numeri. Foto di foulard gialli con la scritta inglese “vita”, legati al collo, che dopo una nuova protesta tornavano a casa sempre più venati di rosso.

Ora i GIR non ci sono più, ma ci sono i GRA, Gruppi di Intervento Attivo, che su base volontaria continuano la missione di difesa del lavoro, perché a stare fermi si rischia il pari: «Stanno chiudendo imprese e aziende in tutto il Veneto. Aziende che muoiono in silenzio, persone anche non iscritte alla LIFE, che in tutti questi anni sono stati in disparte, cercando di fare quello che potevano per salvarsi. E alla fine non ci sono riusciti – dice Chiavegato, che aggiunge – Noi vogliamo rispetto, noi lavoriamo. Vogliamo che lo Stato smetta di trattarci come delinquenti. Quelli sono Roma, persone che rubano milioni e milioni di soldi alla gente e poi vanno in televisione a parlare e a spiegare. Gli stessi che ti mandano in azienda i controllori. Uno Stato che tollera il suicidio degli imprenditori, ma anche della gente, non può essere considerato uno stato legale. Lui è il responsabile». Parole dure, come duri e determinati sono gli obbiettivi: «Noi ci batteremo sui pignoramenti, ci batteremo per difendere il lavoro qui a casa nostra, perché io non ho nessuna intenzione di andarmene» dice ancora il presidente. E il tempo delle prime battaglie sembra essere scandito dai fogli strappati sul calendario verso quella data di giugno, quando le imprese saranno chiamate a pagare l’Imu: «Noi non diremo loro cosa fare, ma rendiamoci conto che per un imprenditore è più conveniente chiedere la rateizzazione della tassa che non un mutuo in banca. Mutuo che la banca non ti da per pagare i lavoratori, ma che vedrai che per pagare le tasse te lo concede eccome». «Capitano Lucio’s», come lo chiamano gli iscritti all’associazione, è uno che il Veneto non è abituato a vederlo per strada a chiedere elemosina, ne piatti caldi alla Caritas. Questa è gente che tutto da per salvare il salvabile, anche se la moria di aziende sembra essere inarrestabile. E guardando alla sua azienda lui decide di non voler «morire» nell’indifferenza: «Se devo farlo, lo farò con dignità».

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di on 3 giugno 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Storia di Life, degli imprenditori senza più nulla da perdere

  1. Luca Rispondi

    3 giugno 2013 at 18:42

    Bravo Lucio’s, avanti tutta…..Sono mesi che Giorgio Squinzi dice che siamo alla fine, siamo nel baratro, non è più possibile andare avanti cosi, la politica deve muoversi….. e poi cosa fa???? Nulla.

    Probabilmente anche confindustria è collusa con i grandi poteri e noi piccoli, ci stanno massacrando con un’infinità di tasse, tassine, tributi, leggine, tares, IMU, pec…….cosi’ mangiano tutti.

    Lo stato non ha capito che, se loro aumentano le tasse, noi non possiamo aumentare i listini.

    Avanti Lucio’s…. sono con te. Ma ti prego, facciamo in fretta, molta fretta.

    Luca

  2. Cesare Rispondi

    4 giugno 2013 at 16:35

    Quando ero un piccolo imprenditore in quel di Milano anche io ero uno della “LIFE” (Liberi Imprenditori Federalisti Europei) e non life all’inglese, per favore non mandiamo tutto all’inglese. Io ero proprio il capo del dell’allora GIR e abbiamo salvato molte piccole aziende dall’intrusione della finanza. Era appunto gli anni ’90 e facevamo delle manifestazioni, sempre a Milano, anche davanti alla sede della Finanza col rischio di andare davanti a qualche giudice per manifestazione sediziosa. Ora sono in pensione però sono molto contento che la LIFE sia tornata.

  3. antonio Rispondi

    11 giugno 2013 at 11:43

    io non sono del Veneto ma per il lavoro che svolgevo prima di chiudere purtroppo l’attività l’ho girato per lungo e per largo facevo il trasportatore e ho sempre guardato il popolo Veneto con grande ammirazione un popolo che ha sempre prodotto con grande sacrificio e non si è pianto addosso nei momenti di difficoltà e ho grande ammirazione per il presidente Lucio Chiavegato che ho sentito parlare ultimamente a quinta colonna. i problemi dei piccoli imprenditori li conoscono solo loro quando ti trovi che l’azienda commmittente tarda mesi a pagarti o nel peggiore dei casi come il mio ti chiude e sei costretto a chiudere anche tu dopo trenta anni di duri sacrifici e chi fa o ha fatto il mio mestiere ne sa qualcosa e poi ti vedi arrivare l’ufficiale giudiziario che non è che si domanda come mai sei in quella situazione no non gliene importa niente e tu sei impotente a tutto quallo che ti stanno facendo perchè sei rimasto senza lavoro e senza un centesimo
    sarei onorato di far parte di questa associazione ma so che non è possibile e sarei anorato se Lucio Chiavegato potesse rispondermi saluti e continuate questa battaglia Antonio da Rieti

  4. Pingback: Storia di Life, degli imprenditori senza pi&ugr...

  5. TESTINA Rispondi

    25 febbraio 2014 at 22:13

    Noi veneti siamo i pecoroni d’Italia per antonomasia, Tasi e lavora! Paga e tasi. Mi no vao combatar sono i nostri slogan.
    Classe politica inesistene (e quella che esiste è collusa e sempre stata controllata dal potere centrale) Gente che brontola e che si spacca la schiena per 12 ore al giorno mentre lo stato li addita come evasori. Ma dove voemo ‘ndare????

  6. Il Nemico è lo Statalismo Rispondi

    14 giugno 2015 at 11:57

    (DITTATURA STATALISTA)
    Il paese dominato dalla cinica cultura statalista non è in grado di garantire lavoro per tutti, anzi, come i Proci con Telemaco, pretendono di dilapidare la proprietà altrui, per il loro mantenimento.

    L’edilizia privata è morta.
    Una delle cause è la tassa IMU di MONTI in amplificazione continua.
    L’IMU deve essere eliminata perchè odiosa e ingiusta, annulla i risparmi di una vita.

    Il sistema statalista non è piu’ sostenibile.
    Imploderà come il comunismo quando le partite iva saranno sparite.

    (DITTATURA EUROPEISTA)
    L’Europa Unita non esiste.

    Dobbiamo prenderne atto e agire di conseguenza.
    Si parla di 100MLN di persone, le partenze dall’Africa, pertanto l’accoglienza risulterà a breve ingestibile, ma avrà riempite le tsche della Mafia delle Coop & Delinquenti.
    Continuano, nonostante tutto, a parlare di fascio-leghismo e a sparare menzogne.

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