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Quella torretta che poteva salvare il capitano La Rosa

Afghanistan, torrette LinceI dettagli tecnici in guerra contano. La morte del capitano La Rosa a causa di una bomba a mano lanciata dentro la botola di un veicolo Lince, dipende da un dettaglio tecnico di cui si discute da un po’: la vulnerabilità della postazione del mitragliere, la cosiddetta “ralla”. Già dal 2008 il ferimento di numerosi mitraglieri aveva indotto l’Esercito a optare per due soluzioni.

In tempi rapidi vennero approntate ralle blindate che offrivano maggiore protezione all’operatore d’arma. Non risolvevano però il problema del possibile lancio di ordigni all’interno della botola. E aggiungevano un nuovo problema. L’aumento di peso nella zona apicale del mezzo (oltre 300 kg), creava problemi di stabilità al Lince. Soprattuto sui terreni scoscesi tipici della zona operativa afghana. Più a lungo termine venne fatto alla Oto Melara un ordinativo per 81 torrette con mitragliatrice e gestibili con un joystick dall’interno del mezzo. Il tutto per una cifra considerevole: 20 milioni di euro. Ma certo la cifra non deve fare impressione visto quello che ci apprestiamo a spendere per degli F-35 che servono poco e nulla. Queste torrette salvano vite. Ma se non è questione di soldi potrebbe essere questioni di tempi. Le torrette denominate Hitrole di Oto Melara, che dovevano essere consegnate nel 2010, sono state sottoposte dalla Difesa a lunghi test prima di entrare in servizio. A oggi pare che solo 41 siano state installate sui Lince, collaudate e consegnate. E di queste, solo 10 sono impiegate Afghanistan dal luglio 2012 e 10 sono in trasferimento verso Herat. Altre 20 torrette sono installate sui veicoli ma ancora in fase di collaudo. E infine 20 torrette sono in fase di installazione a fronte dell’ultima rata contrattuale.

Insomma non proprio un dispiegamento rapido. E ora si cerca di correre ai ripari e accelerare per arrivare entro l’estate ad avere sul teatro afghano sessanta veicoli di questo tipo. E sulla questione è caduta come una tegola un’inchiesta di Repubblica che ha rivelato che la Fabbrica d’armi di Terni aveva indetto nel 2010 una gara per acquisire una torretta a controllo remoto vinta, per la componente elettronica, da un progetto della Telemetrik. Si trattava di un prodotto meno sofisticato ma molto più economico: 40 mila euro contro 250 mila. In pratica con i 20 milioni di euro spesi nel contratto con Oto Melara per dotare 81 veicoli si sarebbero potuti equipaggiare 500 Lince, cioè la metà dei mezzi in servizio nell’Esercito. La torretta non è mai stata ordinata. Si sarebbe fatto anche più in fretta? Dalla difesa spiegano che il prodotto Telemetrik – Terni avrebbe avuto molti più limiti come non consentire un tiro molto preciso in movimento (che non è consentito nemmeno dal tiratore umano) e minori capacità operative ognitempo. Non è facile dibattere il tema così nel dettaglio. Troppe le variabili operative. Certo però che date tre opzioni: una torretta perfetta, una torretta accettabile, e nessuna torretta perché la torretta perfetta non arriva mai ognuno di noi saprebbe fare una graduatoria. Ora speriamo che arrivino in fretta le torrette perfette. Ma per il capitano La Rosa sarà comunque sempre in ritardo.

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di on 20 giugno 2013. Filed under Miles gloriosus. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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