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Nasce Città metropolitana, l’ennesimo ente centralista

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Guido Podestà

Ieri, alla Provincia di Milano, si è celebrata la Giornata della Riconoscenza, istituita nel 1953, per decorare i milanesi di valore. 58 i premiati, alcuni alla memoria, come Enzo Tortora, vittima eclatante della malagiustizia. Persone vive e vegete, come Gerry Scotti o il centenne (100 anni appena compiuti) Cesare Torricelli, il medico che lanciò l’allarme sul farmaco Talidomide, causa di migliaia di nascite di bambini con evidenti segni di handicap. C’è il giornalista Gian Micalessin, inviato di guerra, ci sono associazioni, di tutti i tipi, dall’Ana (Associazione Nazionale Alpini) di Vaprio D’Adda, all’Asilo Mariuccia, talmente noto da diventare un luogo comune (“sembra l’asilo Mariuccia” si dice ancora per indicare un luogo di imberbi alle prime armi) e che invece è una Onlus tuttora operativa e molto efficiente. E anche associazioni dal nome più esotico, come “Maisha Marefu”, una Onlus, tutta al femminile, che soccorre donne e bambini nelle più povere aree rurali dell’Africa. Nominare tutti sarebbe impossibile: non si offendano, perciò, i non citati.

Ciò che fa quasi impressione è che a riconoscerli sia la Provincia, un ente che, stando ai piani del governo, deve scomparire a breve. Sarà sostituita, forse a partire dall’anno prossimo, dalla Città metropolitana, un altro ente che governerà Milano e i comuni limitrofi. «Spero che la Città metropolitana prosegua in ciò che di positivo è stato fatto finora» commenta, con una punta di rassegnazione, il presidente della Provincia Guido Podestà. La Giornata della Riconoscenza è espressione diretta del territorio. I nomi dei candidati premiati sono stati indicati dai singoli consigli comunali. «Una cosa che mi stupisce moltissimo è che, per l’ennesima volta, contrariamente ad altri eventi, queste decisioni (su chi premiare, ndr) sono prese senza alcuna polemica – commenta il giornalista Cesare Cadeo, presentatore dell’evento – . Mi sembra un fatto straordinario in un Paese in cui, anche l’assegnazione del più piccolo riconoscimento, suscita sempre grandi diatribe all’interno della comunità». Fra i nomi dei vincitori di questa
Milano-Metropolitanaedizione ce n’è almeno uno che avrebbe potuto “polarizzare” il pubblico: Letizia Moratti, ex sindaco di Milano. E’ stata premiata in sua assenza, visto che era in trasferta a New York. Suo merito: aver portato l’Expo 2015 a Milano. Ma se il territorio si ristrutturerà completamente, se la Provincia è destinata a scomparire, se vi sarà al suo posto un ente nuovo e non rodato come la Città metropolitana, che si farà con l’Expo 2015? «Non vi è chiarezza – ci spiega Guido Podestà – abbiamo il decreto Salva Italia che prevede la trasformazione della Provincia in Città Metropolitana il prossimo 31 dicembre. Non sono chiare le funzioni, non sono chiare le risorse, non sappiamo se le deleghe della Regione Lombardia alla Provincia verranno confermate». In questo contesto «… l’Expo inizierà fra meno di due anni. Ci si deve attrezzare per accogliere un numero di persone che può essere anche di 10 o 20 milioni. Si devono ristrutturare tutti i servizi connessi, compresi quelli della formazione del personale. Saremo chiamati ad affrontare una situazione di estremo stress e farlo con grande anticipo. Non possiamo permetterci di sprecare questa opportunità. Con il sindaco di Milano abbiamo stabilito di convocare l’assemblea dei sindaci prima della fine di luglio, per andare avanti con un progetto complesso che deve essere eseguito in una situazione, lo ripeto, di non chiarezza».

Ma perché, vien da chiedere, si sopprime un ente già funzionante e legato al territorio (la Provincia) con un altro ancora tutto da sperimentare (la Città metropolitana) in vista di unprovincia di milano grande evento mondiale (Expo 2015)? Da un punto di vista della strategia sembra follia pura: un comandante non si cambia a battaglia in corso. Qui non si vuol cambiare solo il comandante, ma anche tutto l’esercito. Non è solo un discorso di strategia, ma anche di libertà. Chi ha chiesto la Città metropolitana? Nessuno ha votato, non ci sono stati referendum locali, non è un’iniziativa che parte dalla Provincia che è destinata a scomparire. I liberali contrari all’esistenza delle Province hanno molte frecce al loro arco. Dicono che sono costose: è vero. Ma quanto costerà la prossima Città metropolitana? Dicono che sono un ente ridondante fra Comune e Regione: ma da quando i corpi intermedi sono nemici della libertà? Dicono che siano frutto di una decisione arbitraria napoleonica: certamente, ma non meno arbitraria è la decisione di creare una Città metropolitana, con un decreto governativo emesso a Roma. Il problema è di fronte ai nostri occhi, anche se non lo possiamo o vogliamo vedere: uno Stato centralista che tiene tutta la cassa, distribuisce i soldi dove vuole, ci dà e ci toglie enti locali a suo piacimento. Le Province non possono auto-finanziarsi, se non in minima parte: dipendono dallo Stato centrale. Anche la prossima Città Metropolitana dipenderà dallo Stato. L’unica differenza a cui assisteremo, nel prossimo anno, sarà un’ennesima decisione calata dall’alto, nel momento meno opportuno e senza consultarci.

La Giornata della Riconoscenza, a Palazzo Isimbardi, accompagnata dalla musica classica eseguita dalla Milano Metropolitan Orchestra (composta da teenager e 20enni diretti da Stefano Miceli), può essere il canto del cigno di un ente territoriale che non ci sarà più. Il problema è capire cosa arriverà dopo.

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di on 28 giugno 2013. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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