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L’ideologia domenicale di Pisapia ci costa un milione di euro

Dicono Milano guardi al sociale ma i sussidi ad anziani e disabili sono stati ridotti, mentre per le Domeniche a spasso e i distributori d'acqua radical chic viene spesa una fortuna. Chiamali, se vuoi, sprechi arancioni

Spreco denaroÈ brutto ricevere una lettera del Comune di Milano, quando sei uno dei 3300 anziani, disabili, nuovi e vecchi poveri che vivono di una pensione sociale di 459 euro al mese (in una delle città più care d’Europa, dove vivi appena se hai uno stipendio da 1200 euro mensili) e leggi che nel bimestre maggio-giugno «verrà comunque corrisposto, a chi, come Lei, attraversa una fase di particolare difficoltà, la liquidazione di un importo pari al 50% del contributo sin qui ricevuto». I sussidi integrativi della pensione sociale, che ammontavano, in media a 249 euro, ora sono ridotti a 125. È brutto sentirsi dire dal bancario allo sportello: «Signora, non ha ricevuto la comunicazione? Il suo sussidio è dimezzato. Il Comune ha finito i soldi».

La buona notizia, per chi ha subito questo shock, è che dal prossimo bimestre il sussidio tornerà ad essere corrisposto per intero. Ma è un sollievo provvisorio, causato da un rifinanziamento di 44 milioni di euro, che coprono le spese sociali essenziali (sussidi compresi) sino al 30 settembre. Poi si vedrà. La lettera del Comune auspica: «Ci auguriamo nei prossimi mesi, a conclusione del processo di ridefinizione dei criteri di erogazione dei contributi, di poter rivedere l’attuale importo e, se possibile, riconoscerLe la differenza rispetto agli importi ricevuti sin qui». Per ora, a partire dal prossimo agosto, sarà ripristinato l’importo precedente. Del rimborso del restante 50% non si parla ancora. Se non arriveranno aiuti da Regione e Stato, saranno, probabilmente, nuovi dolori e nuove lettere da panico. Da quando Francesca Balzani, assessore al Bilancio, ha lanciato l’allarme sul rosso (dei conti milanesi), è iniziata la paura per i tagli ai servizi e gli aumenti delle tariffe. Una terapia greca per quella che era nota come la città più ricca d’Italia. La riduzione delle spese, in sé, non è affatto una cattiva idea: anche un liberista, firmatario del pledge (promessa) del Tea Party Italia potrebbe tirare un sospiro di sollievo, per principio. Il problema è che la riduzione delle spese, in questo caso, non libera energie private e non lascia più soldi in tasca ai cittadini. L’aumento delle tariffe, promette la Balzani, non avverrà prima del 2014. Ma appare ormai inevitabile. Non è escluso un rincaro degli abbonamenti Atm (in una città che scoraggia sempre di più l’uso dell’auto…). Infine potrebbe essere mossa anche la leva delle tasse locali, con aumenti dell’Imu, dell’addizionale Irpef e delle tasse comunali. Sul fronte della spesa, la riduzione delle spese comunali ammonta a 108 milioni di euro. Se per ora si salva il Welfare (assessore Pierfrancesco Majorino) è previsto che la scure tagli maggiormente la Cultura e il Tempo Libero. A proposito di Tempo Libero, l’assessore di competenza, Chiara Bisconti, constatando che non è previsto alcuno stanziamento per le prossime edizioni della DomenicAspasso, dichiara: «che non ci siano ancora fondi per le domeniche a spasso non vuole dire che non si faranno più. Decideremo nei prossimi giorni». Fermi un attimo. Fondi per le DomenicAspasso? Il disagio di dover rimanere fermi ogni maledetto fine settimana, ci costava pure? Sì: 250mila euro ogni domenica a piedi. Straordinari dei vigili, potenziamento dei mezzi dell’Atm e spettacolazioni varie: tutto a spese del contribuente. Si diceva che domenica scorsa fosse l’ultima. Ma forse non la era. Dall’inizio del 2013 ne abbiamo già subite 4, per la modica cifra di 1 milione di euro. Con 1 milione di euro, quanti sussidi da 249 euro avremmo potuto dare ad anziani, disabili e poveri? Sono 4016. Se la matematica non mi inganna, avremmo potuto pagare, abbondantemente, una mensilità di sussidio a tutti i 3300 beneficiari milanesi, e avremmo avanzato ancora soldi per pagare i sussidi ad altre 716 persone.

STOP

Milano, si dice, pensa al sociale. Pensa a fornire gratis l’acqua a chiunque, fino a 6 litri a testa. La si prende, con la propria bottiglia, a tutte le “Case dell’Acqua”: dei distributori estremamente “trendy”, che ti permettono di scegliere fra acqua naturale o frizzante, 1 litro o ½ litro. Di notte sono illuminate dai Led, sono sorvegliate 24/7 da ben 4 telecamere anti-vandalismo, sono dotate di uno schermo che fa vedere all’utente le notizie sulle attività del Comune. E, in sintesi, ti danno: acqua. Acqua della falda milanese. Identica a quella delle fontanelle comunali. Per ironia della sorte, in alcuni casi, come in via Morgagni, sono montate di fianco alle tradizionali, verdi, fontanelle comunali. Non si vede l’utilità di questi doppioni, bucintori bianchi hi-tech, che ti forniscono lo stesso identico servizio. Aggiungendo solo qualche bollicina in più. Il fatto è che ognuno di questi bucintori bianchi hi-tech, chiamato “Casa dell’Acqua”, costa al contribuente 38.000 euro. Spesa totale degli impianti sin qui realizzati: 189.000 euro. Con questa cifra, quanti sussidi da 249 euro avremmo potuto dare ad anziani, disabili e poveri? Avremmo potuto darli ad altre 760 persone da dissetare e sfamare. Con quei 249 euro in tasca, avrebbero potuto comprare 691 litri d’acqua minerale al supermercato (a 0,36 euro al litro): più di 10 volte tanto i 6 litri gratuiti erogati dalla “Casa dell’Acqua”. O li avrebbero potuto spendere in altri generi alimentari… bevendo dalle fontanelle di fianco alle “Case dell’Acqua”. È una questione di priorità. Meglio far andare a spasso i milanesi (proibendo loro l’auto) piuttosto che sfamare i poveri, meglio fornire l’acqua con costose centraline, piuttosto che lasciarci più soldi in tasca per andare a comprarcela al supermercato. È la Milano di Pisapia, bellezza.

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di on 13 giugno 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

13 commenti a L’ideologia domenicale di Pisapia ci costa un milione di euro

  1. Silvio B Parodi Rispondi

    12 giugno 2013 at 17:07

    Gli amministratori comunali vogliono fare gli snob,a scapito dei bisognosi, ma non erano quelli che avrebbero aiutato la povera gente? ahhh gia’ dimenticavo loro sono radical shic.

  2. ego Rispondi

    12 giugno 2013 at 17:27

    Purtroppo è ciò che succede quando un idiota sale al potere. Col beneplacito di tutti quegli idioti che al potere ce l’hanno mandato.

  3. Silvio B Parodi Rispondi

    12 giugno 2013 at 19:29

    questo non e’ niente vedrete cosa combinera il Marino a Roma.

  4. mortimermouse Rispondi

    12 giugno 2013 at 19:31

    complimenti a pisapia. anzi… ormai dovremmo chiamarlo pisciapippa, perché ovunque vada, fa solo danni!
    io onestamente non capisco la politica di pisapia, tra i distributori di acqua e i poveri invalidi, chi tra loro meritava più attenzione? siccome i poveri invalidi non ce la fanno a vivere, togliamo i soldi a loro e li spendiamo in acqua! casso, una operazione da menti superiori! avranno consultato la nasa, la fbi, la cia, l’arpa e, perché no?, magari bersani….
    ma che buffoni comunisti!!!

  5. giacomo Rispondi

    12 giugno 2013 at 20:37

    pazzia pura… pisapia marino de magistris vaiiiii

  6. lorenzovan Rispondi

    12 giugno 2013 at 21:41

    comune senza soldi?????’
    domanda facile facile…anche per mortimer bananas d’hoc
    chi c’era negli ultimi dieci anni a guidare il comune piu’ricco dItalia??????
    lololllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll

  7. cesare berrini Rispondi

    13 giugno 2013 at 00:58

    Si autoproclamano progressisti. Poi se vuoi sapere in cosa consista questo progressismo ti trovi a parlare con gente che ti infinocchia con un gergo da furfanti. Si sono inventati il “politically correct” e lo parlano per prenderti in giro. PERCHE’ IL LORO PROGRESSISMO FINISCE PROPRIO LI: NEL CIANCIARE IN POLITICALLY CORRECT. Gli invalidi, i poveri e gli anziani sono termini che non fanno parte del linguaggio della loro demagogia.

  8. Silvio B Parodi Rispondi

    13 giugno 2013 at 03:28

    ma quali progressisti??? no tav no qui, no la, no su, no giu,
    per me sono disfattisti in che mani siamo caduti poveri milanesi e poveri romani

  9. Roberto Casnati Rispondi

    13 giugno 2013 at 06:11

    E sì ci voleva un genio come Pisapia coadiuvato dai centri sociali per una simile invenzione! In buona sostanza il ragionamento è stato questo: se ci liberiamo dei poveri facendoli morire di fame ma mostrando che diamo loro l’acqua risolviamo il problema! La città sarà più pulita, non dovremo più pagare sussidi di povertà nè grandi nè piccoli ma resta un problema, dove seppelliamo i morti di fame? Vediamo che cosa ha fatto Hitler ed anche questo problema è risolto!

  10. papapeppe Rispondi

    13 giugno 2013 at 09:55

    è brutto anche non ricordare che il governo del bassotto di arcore nel 2012 taglio i fondi per i disabili. “Nel 2008 i fondi erano di 300 milioni e nel 2012 era stato deciso l’azzeramento. Il nostro governo, nell’ultima legge di stabilità ha riaperto una voce di 200 milioni per i non autosufficienti e i malati. (monti). è brutto non far capire ai vostri lettori che il comune di milano tra i tagli subiti dallo stato e il buco da ripianare (magari facendone un altro) è comunque riuscito a dare il sussidio. è brutto anche leggere del disprezzo verso l’acqua comune. spero vi si secchino le lingue. siete dei perdenti inutili rosiconi e se continuate cosi’, non arrivete sani alle prossime elezioni

  11. papapeppe Rispondi

    13 giugno 2013 at 09:56

    ma giovanni sallusti chi è? un parente del colpevole recidivo, condannato e graziato dal popolo italiano??? hahahahah bella famiglia, vi rubate le chiavi della macchina tra di voi? hahahahah

  12. Giovanni Rispondi

    19 giugno 2013 at 19:20

    Basta con sta storia del sociale,
    Milano è diventata una città x vecchi e
    disabili. Ci sono anche le famiglie i
    bambini i giovani, eccheccazzo….

  13. Vanni Rispondi

    19 giugno 2013 at 19:28

    Sono d’accordo!! Appena si parla
    di iniziative per la cittadinanza tutti
    si indignano. Ma andate a cagare!!
    viveteci voi in una città ospizio con
    finti poveri che per lo più bisogna
    anche mantenere. Andate a lavorare
    se siete poveri. Se io non lavorassi sarei
    povero anch’io. Peró se ci sono coglioni
    come voi a mantenermi quasi quasi…

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