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Sfogo libertario contro la Domenica a piedi

Eccola, un'altra giornata senz'auto per le fregole eco-chic della giunta Pisapia. Un danno considerevole ai commerci, e una lesione della libertà di movimento dei cittadini

autoEccola di nuovo: la DomenicaAspasso a Milano. Tutti a piedi nella capitale lombarda anche in questa domenica 12 maggio. E qualcuno inizia a ribellarsi. E’ la Festa della Mamma. E i commercianti, che si sentono (giustamente) penalizzati dall’assenza di chi va in auto, iniziano a protestare visibilmente. Ristoranti, fioristi, profumerie, pasticcerie avranno meno clienti. Proprio in un periodo di crisi dove, se volessimo proprio rilanciare l’economia, ci sarebbe bisogno del massimo della circolazione possibile invece che dell’ennesimo blocco del traffico. Secondo Anna Lucia Carbognin, presidente dell’associazione milanese dei fioristi, la DomenicAspasso potrebbe far perdere fino al 50% degli affari. «Diventa un problema anche il gesto di portare un fiore alla propria madre che non abita vicino», dice la Carbognin. Ma poi non c’è solo la Festa della Mamma. E’ anche giorno di Comunione. Intere famiglie che potrebbero e vorrebbero spostarsi in auto, non lo potranno fare dalle 10 alle 18. E allora i centralini di Palazzo Marino pare si siano intasati di chiamate di genitori dei comunicandi, che chiedono come possano fare a muoversi con tutti i parenti al seguito. Ma l’assessore al Tempo Libero, Chiara Bisconti, risponde con una statistica rassicurante (per la giunta): il 63% dei milanesi vuole che si continui con le edizioni della DomenicAspasso. Il restante 37% (ma non è detto che non siano anche di più) dei milanesi si attacchi al tram. O alla bicicletta, a cui è dedicata la giornata di domani. Paradossalmente si scopre che la DomenicAspasso, lanciata da una giunta di sinistra, penalizza il popolo. Soprattutto quello delle periferie. Chi abita in centro può ben andare a piedi o in bicicletta. Sono proprio i quartieri che si trovano al di là della circonvallazione esterna, quelli più popolari, ad essere tagliati fuori. Si crea una lotta di classe al contrario: i ricchi di sinistra vogliono escludere i poveri di una “destra puzzona” che chiede il diritto di inquinare per muoversi. Non vale nemmeno il discorso dell’area C, che dovrebbe addirittura piacere a qualche libertario (se vuoi spostarti in macchina, paga il diritto di inquinamento). Qui c’è proprio un blocco, un divieto, i cui limiti sono dati dall’orario. E dal fatto di abitare a Milano.

I commenti dei lettori del Corriere Milano parlano da soli: «Protesto per questo divieto che, oltre ad essere notoriamente inutile ai fini ‘ecologici’, ha un sapore paternalistico molto fastidioso. Dobbiamo farci dire dal sindaco se dobbiamo fare una passeggiata a piedi o in bicicletta? Siamo noi Milanesi così immaturi? Cosa vi impedisce di andare a piedi o in bici normalmente? La domenica la città, soprattutto in primavera estate, è vuota! Menti vaporose al potere, pensate anche a chi magari deve visitare il marito gravissimo all’Ospedale di San Donato ed abita in zona piazza Firenze…». spasso

«Per invogliare la gente a non usare l’auto non è il caso di proibirglielo. È davvero disgustoso che qualcuno imponga ad altri un qualcosa se non in caso di necessità e francamente con 25 giorni di pioggia in un mese credo questa necessità non ci sia. Di questi eventi inutili collaterali alla domenica a piedi possiamo farne a meno. Domani è prevista pioggia, chi se ne frega dei burattini x bambini e altre boiate simili». «Trovandomi in Italia avevo pensato di passare domenica da Milano, città nella quale ho vissuto quarant’anni e da cui me ne sono andato per lavorare all’estero, dove si occupano di favorire il lavoro, non di fare sceneggiate pseudoecologiste mentre il Paese sprofonda; domenica, perché negli altri giorni c’è l’area C, e io non intendo pagare un centesimo per entrare nella ‘mia’ città; adesso non potrò passare a salutare gli amici di un tempo neanche domenica, nonostante un’automobile euro 5 con targa tedesca; bravi, continuate così; prima che gli ecologisti da salotto si scatenino, ricordo che in Germania se hai un’automobile meno di euro 4, nei centri delle città non entri e basta, né gratis né a pagamento né se ci abiti, non si usa la scusa dell’ecologia per cavar soldi; e peraltro, constatata la sostanziale inutilità di questa misura, le città tedesche stanno seriamente considerando di eliminarla; auguroni».

«Chi non è autosufficiente e solo e creare disagio a tutti coloro che la domenica lavorano o fanno ciò che non possono fare durante la settimana perché lavorano (come la spesa!)… Già perché Milano è fatta anche da gente che la domenica non l’ha libera». Il 99% dei commenti sono di questo tenore. Forse non rappresentano in pieno quel “63%” di milanesi che vogliono ancora altre domeniche senza auto, ma dimostrano che esistono persone che non le gradiscono o ne sono direttamente danneggiate. E soprattutto dimostrano che il Comune sbaglia quando pensa che, alla domenica, prendere l’auto sia uno sfizio. C’è chi ne ha bisogno. Se la DomenicAspasso ha uno scopo educativo, più ancora che ecologico, ebbene la lezione che se ne trae è una sola: un Comune non può sostituirsi alle scelte dei suoi cittadini. Non sa mai, né potrà mai sapere quali siano le loro esigenze personali. Non potrà mai capire che cosa sia uno “sfizio” e cosa una reale necessità. Può però cercare di imporre un’ideologia a tutti, che si riassume bene nella scritta di un anonimo graffittaro su un muro di un palazzo vicino a Sant’Ambrogio: “Il capitalismo è circolazione. Fermiamoci!”. Potrebbe averla scritta questa giunta: è l’ABC della decrescita “felice”.

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di on 12 maggio 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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