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Dietro la Croce di San Giorgio tutta la confusione della Lega

croceLa storia non è fatta solo di grandi avvenimenti o di azioni dotate di robusta concretezza: a volte ci sono piccoli segni che sembrano marginali, secondari e di nessun valore, ma che portano effetti destinati a durare nel tempo, o – più semplicemente – che testimoniano di cambiamenti sotterranei, che non sono ancora stati compiutamente esplicitati o percepiti. La Lega propone di sostituire la cosiddetta Rosa camuna con la Croce di San Giorgio come simbolo della Regione Lombardia. In mezzo a fatti e misfatti di ben altro impatto, questa sembra una quisquiglia, una questioncella per araldisti perdigiorno, che non è capita dalla stragrande maggioranza dei cittadini cui di queste cose non importa proprio un accidente.

Così sarebbe se non fosse che il piccolo gesto viene a suggellare un cambiamento che – nei tempi della politica e della storia contemporanea delle nostre regioni – ha una sua straordinaria importanza: la Lega rinuncia al suo ruolo di movimento popolare indipendentista per accettare quello meno glorioso ma più gratificante (in cadreghe e poterucolo spiccio) e tranquillo di partitino moderato dedito alla (blanda) difesa di alcuni interessi territoriali. Da sostenitore della separazione dallo Stato italiano a favore della creazione di una nuova e libera identità padana, la Lega si autoriduce a forza di governo locale: rinuncia al sogno di una nuova patria per un piattino di lenticchie di autonomismo amministrativo declinato sul numero delle poltrone Asl e sugli stipendi nelle municipalizzate. Non tanto una Csu territorialista, quanto un nuovo Psdi blandamente nordista.

Cosa c’entra la bandiera della Regione? San Giorgio è il simbolo della Lombardia storica, quella delle Leghe, dello stato risorgimentale “sul Po”, è il segno che riunisce le varie anime della Padania, è il segno araldico di Milano, di Vercelli, di Genova, di Bologna, di Padova e di cento altri Comuni della
rosagrande valle: “è” la bandiera della Padania unita in lega o in confederazione. Rattrappirne il significato araldico a una sola delle sue parti – la Lombardia amministrativa inventata dagli italianisti Correnti e Maestri – significa rinunciare al sogno e contentarsi di una porzione del tutto. La cosa si era già evidenziata con la concentrazione di impegno per l’elezione di Maroni, cui è stato sacrificato il destino complessivo del partito. Ovvero: “trasformiamo la Lombardia in Padania, chiamiamo la Padania Nord, ci contentiamo della Lombardia e – finché dura – potremo dire di avere conquistato la Padania”: un interessante giochino di travisamenti lessicali cui si aggiunge oggi la ciliegina della prestidigitazione araldica.

La Croce di San Giorgio è il simbolo antico della Lombardia storica, e cioè della Padania. Per la Lombardia “interna” (quella del Pirellone) ci sono altri simboli: se non piace la Rosa camuna (che Miglio definiva «manopola di rubinetto») c’è il glorioso “ducale”, quello dell’aquila e della “bissa”. Ritirarlo fuori sarebbe un bel segno di vera identità (non c’è un Assessore all’identità nella giunta rosazzurra?) e si risparmierebbe il pasticcio che invece si sta perpetrando. Se la dirigenza leghista ha deciso di pensionarsi a vita più tranquilla, lo faccia, ma lasci stare simboli millenari e – soprattutto – non uccida le speranze e i sogni di tutti quei cittadini che hanno votato questi signori illudendosi che ne condividessero e rappresentassero gli ideali.

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di on 9 maggio 2013. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

7 commenti a Dietro la Croce di San Giorgio tutta la confusione della Lega

  1. KHALI Rispondi

    10 maggio 2013 at 06:50

    Sara’, ma a me sembra che qualsiasi simbolo sia migliore di quella “cosa” chiamata Rosa camuna, indipendentemente dai programmi politici.

  2. Diego Tagliabue Rispondi

    10 maggio 2013 at 10:01

    La Rosa Camuna DEVE avere l’immagine caricaturale del rubinetto perché in realtà è una RUOTA SOLARE, non molto “amata” dall’ultima guerra mondiale.

    Il Ducale sarebbe, effetivamente, la vera bandiera della Lombardia “amministrativa”.

  3. Orso Mannaro Rispondi

    10 maggio 2013 at 13:31

    Il Grande Leghista Gilberto Oneto! Sono totalmene d’accordo con lei. Questa roba 2.0 ormai di leghista non ha più niente fuor che il nome e l’rticolo n.1 dello statuto (che secondo me non tolgono per la stessa vigliaccheria per cui hanno rinunciato al separatismo, unica ragione di vita del Moviemento). Ma i leghisti veri essitono ancora, nonostante questa roba 2.0, non mollano mai e l’indipendenza della Padania non è certo esclusiva di questi della Lega MTV (Maroni-Tosi-Votino) – diritti riservati a Gilberto Oneto!
    I leghisti veri ci sono e ci sono sempre stati, quelli come lei e più modestament equelli come me e molti altri. Magari oggi siamo poco visibili perchè siamo avviliti e sfiduciati, ma il cuore batte sempre forte e basta poco per trasformare la sfiducia in energia dirompente! In qualche modo ci riprenderemo il sogno, i simboli e quanto ci è stato sottratto da quelli che credevamo fossero nostri fratelli, ma soprattutto ci riprenderemo la nostra libertà, la nostra identità, le nostre terre di Padania dal colonialismo italico!
    Padania Libera!

  4. massimo Rispondi

    11 maggio 2013 at 00:56

    sono iscritto alla lega nord dal 1995, sono stato anche iscritto alla libera compagnia padana fino al 2006, sono sostanzialmente d’accordo su quanto ho letto ma, se negli stati uniti la “stars and stripes” viene esposta a fianco della bandiera dello stato (es. bandiera USA + bandiera Illinois), perché non esporre il sole delle alpi a fianco della bandiera nazionale (drapo’ piemontese o leon veneto?)anche se il problema identitario non si esaurisce con la scelta della bandiera ma, ad esempio non abbiamo un santo protettore della Padania, una maschera carnevalizia tipica, un unico piatto tipico, ecc. ecc..ma la Padania, in fondo, è allora un mosaico solo per chi ci crede, solo a chi interessa, solo a chi fa comodo, solo per interessi di bottega o, come mi insegnarono nel lontano 1995, la componiamo tutti, con le nostre aspettative i nostri progetti, le nostre speranze? purtroppo il movimento lega nord ha forse abbandonato, ora totalmente ora solo in parte queste tematiche che ne componevano la sua stessa spina dorsale; ma allora noi “vecchi” militanti cosa dobbiamo fare, se non rimetterci al nostro mai cessato entusiasmo, forti del giuramento di Pontida?

  5. Diavoli Padani Rispondi

    7 giugno 2014 at 00:15

    Comunque quell’obrorio verde per designers deve essere tolto non rappresenta nulla e se proprio non vogliono il glorioso Ducale, perce’ troppo ignoranti per riconoscerlo storicamente come nostra bandiera, che mettano almeno la croce di San Giorgio…..

  6. Diavoli Padani Rispondi

    7 giugno 2014 at 00:16

    Comunque quell’obrorio verde per designers deve essere tolto non rappresenta nulla e se proprio non vogliono il glorioso Ducale, perche’ troppo ignoranti per riconoscerlo storicamente come nostra bandiera, che mettano almeno la croce di San Giorgio…..

  7. Pingback: Proposta per una bandiera lombarda (seconda parte) - Avanti Brescia

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