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Tipi da “Fare”/2 – Max Buonocore, il liberale con un chiodo fisso: privatizzare

«Privatizzare, privatizzare, privatizzare!» questa è la soluzione. Ne è convinto Massimiliano Buonocore, imprenditore milanese, uno dei candidati più atipici alla presidenza dimax buonocore Fare, al prossimo Congresso. Atipico, perché sul giornale online di cui è direttore, La Critica, non ha risparmiato legnate al movimento lanciato da Oscar Giannino. E il suo background politico nel centro-destra lo rende molto diverso da un partito che, stando alle parole dello stesso Giannino, avrebbe “almeno” avuto il “merito” di aver fatto perdere Berlusconi.

«In una prima fase ho assunto un atteggiamento, più che critico, sospettoso, nei confronti di Fare. Come sempre, quando nasce un nuovo movimento così velocemente. Dopo è subentrata la fase critica, ma nei confronti del metodo di comunicare all’interno del partito stesso e sulla sua organizzazione. Io, però, ho scritto anche articoli a sostegno di Giannino, esortandolo a non mollare e andare avanti sulla sua strada». Perché si candida dopo l’uscita di scena di Giannino? «Perché si è entrati in una fase congressuale. E dunque la possibilità di mettersi in gioco e di cambiare le cose, mentre prima non era assolutamente possibile. Ho dunque deciso di portare le mie idee e la mia esperienza in Fare e mi sono candidato ai primi di marzo». E cosa vorrebbe cambiare? «Io credo che Fare sia e resti uno degli esperimenti politici più interessanti, dopo quello di Forza Italia nel 1994. Tematiche quali: la trasparenza, la meritocrazia, la concorrenza, il libero mercato sono fondamentalmente di centro-destra. Si rivolgono a quell’elettorato, fatto da elettori delusi del Pdl e da tutti coloro che non hanno più votato. Quel che si dovrebbe fare è andare da quell’elettorato e convincerlo che Fare è la loro vera alternativa. Sono d’accordo con quello che ha detto Matteo Renzi, dal Pd: non si deve continuare a fare la guerra al Cavaliere, volerlo sbattere in galera e scivolare nei soliti personalismi. Sono atteggiamenti che danneggiano, perché il nostro elettorato è soprattutto fatto da persone che hanno sempre votato Berlusconi».

gianninoE l’area renziana del Pd? «Faremmo fantascienza politica, perché Renzi ha un elettorato che dà un voto sicuro al Pd». Ma come compattare l’area liberale, finora sparsa in mille partiti e movimenti? «E’ inutile andare a cercare un’identità liberale. E’ una forzatura ideologica. Ho assistito a migliaia di discussioni fra chi si riteneva più liberale degli altri, fra fans della Scuola Austriaca contro quelli del monetarismo americano…già il tentativo di cercare un’identità è un esercizio futile. Quello che ci deve unire, piuttosto, è il nemico». E chi è il nemico? «Lo statalismo. Lo statalismo deve essere ridimensionato, in qualsiasi settore dell’economia e della società. Il mostro da abbattere è fatto di dirigismo, clientelismo, assistenzialismo, burocrazia. Nel momento in cui si conduce una battaglia contro questi nemici, ci si scontra per forza con la sinistra, che è naturalmente molto più statalista».

In un manifesto-shock, pubblicato ieri, l’economista liberale Enrico Colombatto ritiene che l’Italia sia già fallita nel 2011 e tutto quel che dobbiamo e possiamo fare è dichiarar bancarotta ufficialmente. Lei pensa che sia ancora possibile “Fermare il declino?”. «Assolutamente , se riusciamo a fermare lo Stato. Se noi eliminassimo, per ipotesi, lo Stato, questo Paese sarebbe ancora ricchissimo. E ciò non riguarda solo lo Stato, ma anche gli enti locali. A Milano, ad esempio, la Sogemi, Milano Sport, la Aler, sono tutte società municipalizzate. E sono tutte in perdita di milioni. Sono un peso per i contribuenti e la loro stessa presenza droga il mercato: come fai a competere con un’azienda che non può fallire, perché le sue perdite sono ripianate a spese del cittadino? Quel che si deve fare è: privatizzare, privatizzare, privatizzare!».

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di on 19 aprile 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Tipi da “Fare”/2 – Max Buonocore, il liberale con un chiodo fisso: privatizzare

  1. peter46 Rispondi

    16 maggio 2013 at 15:43

    Lo Statalismo.Non Le sembra di esagerare?Ma c’è veramente questo “Statalismo”?E dov’è il Liberismo o cosa bisogna intendere per “Liberismo” e quale dunque Liberismo.
    E’ Liberismo il fatto che ci siano decine di compagnie per la vendita di carburante che per accordi tra loro,abbassano a turno,qualche centesimo onde far pensare che esiste concorrenza?
    E non sarebbe più Liberismo se la compagnia di bandiera abbassasse di brutto(non da perderci indubbiamente) il prezzo onde essere calmieratrice,Calmieratrice, del mercato?
    Senza un “calmieratore”c’è solo “cartello”,altro che liberismo.E lo stato calmieratore non è “Statalismo”,perchè….prendiamo una qualsiasi municipalizzata che offre servizi e non “fumo”.Se invece del politico “trombato” e incapace,ci metto tramite “concorso”il Manager esperto,con lo stipendio rapportato ai risultati e il personale non da “stipendificio”…insomma come tutte le aziende sul mercato e col di più di un eventuale ritorno a fine anno per il cliente finale,tolte le spese (e quant’altro pre-definito)di gestione….Realismo,Signori…di parole e teorie in 2013 anni anni se ne son sentite,eccome,ma…..

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