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Tempo scaduto/5- Bersani, non è indecente chi dice “fate presto”. Lo è chi lascia morire le imprese

Dalla surreale manifestazione Pd contro la povertà, il segretario manda un ancor più surreale invito alla calma. Si fosse fatto un giro a Torino, ad ascoltare gli industriali...

bersani«È inaccettabile si dica ancora che non bisogna perdere tempo. C’è già abbastanza populismo». Pier Luigi Bersani, 13.04.2013. Il Pd oggi manifesta a Roma. Noi suggeriamo al Pd di protestare contro se stesso. Noi suggeriamo al segretario dei democratici di nascondersi da qualche parte, magari nella sua Bettola anche se par non lo sopportino più neanche lì (vedi nostra trasferta), o di ritirare quanto appena detto. Noi puntiamo il dito con violenza e rabbia contro buona parte della politica italiana, che si chiami “anti” o che sia costituita da seri rappresentanti del popolo o che le manchi solo il naso rosso per ultimare uno show irrispettoso e clownesco. Lo facciamo da Torino, una manciata di minuti dopo la chiusura della due giorni di lavori firmata Confindustria. Lo facciamo a ridosso di un convegno dallo slogan “tempo scaduto“. Lo facciamo perché abbiamo masticato la frustrazione disperata e l’ira e la dignità infinita degli imprenditori italiani e ribadiamo che dopo essersi miscelati a loro non puoi non fare tua una battaglia che è già tua, visto che è quella per la sopravvivenza del Paese. L’assenza più grande è infatti stata quella politica, lo è da anni. Di mancate riforme, di mancata capacità di peso e mediazione in Europa, di mancata sburocratizzazione, di troppe tasse, di interessi personali e futuro castrato stiamo morendo. In quella sala, in un angolo di quel mondo preziosissimo, doveva venire Bersani, per ascoltare e raccogliere un programma concreto, reale e costellato di numeri che potrebbe farci uscire dalla crisi, non senza sforzi, in dodici mesi. Quella dei confindustriali è una proposta che taglia una fetta ragionata di sviluppo possibile. Ancora possibile, per poco. industria

Bersani doveva avere il coraggio di dirlo a loro, di venire in una Torino carica di quelle storie e quei volti che attraverso le fabbriche suppliscono alle mancanze di uno Stato non solo inadeguato ma dannoso. Una due giorni in cui sono state snocciolate urgenze, calcolate le perdite anche figlie di uno stallo politico intollerabile: accesso al credito, diminuzione del costo del lavoro, potenziamento e nascita di infrastrutture, flessibilità, valorizzazione delle impareggiabili capacità manifatturiere, dimezzamento della macchina statale inefficiente e costosa, riforma della giustizia, saldo dei debiti che il Pubblico ha contratto con le imprese. Quest’ultimo non è un favore ma un dovere. Quei soldi sono loro e non è un Paese civile un Paese che uccide, non pagando i propri conti, svalutando il lavoro, le aziende. E ancora: defiscalizzazione degli investimenti, ricerca, incentivi per le nuove tecnologie, miglioramento dell’istruzione e della formazione. Questo hanno urlato le imprese, questo vogliono. Non sono chiacchiere, come farlo, dove reperire i fondi, lo hanno scritto in un documento: Il progetto Confindustria per l’Italia: crescere si può, si deve. Se lo legga Bersani e ascolti quel grido: “Non c’è più tempo” e davvero non ce n’è più. Come si possa dire il 13.04.2013 che è «indecente si dica che non bisogna perdere tempo» non ci riesce di capirlo. Ci rifiutiamo di capirlo. Qui si parla di lacrime e sangue, quelle degli imprenditori che a Nord Est si suicidano letteralmente tutti i giorni. Quelle morti a qualcuno devono restare sulla coscienza, perché hanno dei padri. Non c’è più tempo, glielo ribadiamo noi, Bersani. E le chiediamo pure un atto di lucidità: ritiri quest’ultima bestialità offensiva o vada a nascondersi. Doveva venire qui, a Torino, doveva guardare in faccia loro. Di rabbia e sdegno le avrebbero risposto, più o meno: se ne vada, mascherina.

 

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di on 13 aprile 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Tempo scaduto/5- Bersani, non è indecente chi dice “fate presto”. Lo è chi lascia morire le imprese

  1. vincenzo Rispondi

    13 aprile 2013 at 20:25

    Quello che rende ridicolo il discordo di Bersani è che solo lui ha il vero significato di povertà Tutti le definizioni degli altri di povertà sono altre cose e non povertà. Capite!?. ça sua definizione di povertà è la sola, l’autentica.

  2. Franco.C Rispondi

    13 aprile 2013 at 22:39

    Questa volta il bersani ha manifestatio contro la povertà. E poi lui ha già in programma una manifestazione contro la malattia e la morte. Ma visto che è così facile risolvere i problemi, perchè non ci abbiamo pensato prima noi ?

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