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Amare il caffè. Senza burocrazia, grazie

amare il cafféAmare il caffè. Lungo, corto, all’americana, macchiato caldo o freddo, in tazza grande o piccola, con zucchero di canna, normale, miele o dolcificante. Amo il caffè, noi amiamo il caffè, tutti in Italia amano il caffè, e poi pare aiuti la prostata, aiuta le arterie, risveglia, aiuta la digestione, aiuta chi lo vende… Noi amiamo il caffè. Impossibile rinunciare a quei 20 minuti di olio di caffè infilato nelle papille gustative fino a diventarne dipendenti. Mi chiedevo se il barista che ci serve ami anche lui il caffè, anzi i tanti caffè in ordine come anzidetto. Dovrebbe sì. Vuol dire essere vicini al cliente e dargli ciò che egli si aspetta e, pensavo, divagando nel niente, che bello sarebbe se quest’atteggiamento che fa la differenza e fidelizza i clienti fosse rapportata agli uffici pubblici, dove qualcuno fa fatica a dirti buongiorno. Per una sorta di “transfert dell’immaginario” mi è venuto in mente che se al posto del barista che soddisfa le nostre libertà di scelta per far profitto all’azienda che lo paga ci fosse un burocrate, un dirigente comunale o statale, un impiegato, al dire “vorrei una tazzina di… scatterebbero i meccanismi di attenzione: “Devo guardare bene il regolamento sulle tazzine bianche e colorate, mi porti la domandina in 4 copie a firma di un responsabile, due marche da bollo da € 34 che non si sa mai, ne parlerò al dirigente d’area che discuterà la cosa con il nuovo assessore al caffè che vuole controllare i flussi. Lei mi capisce, sono nuovi eletti e un po’ ideologizzati. Ripassi tra 20 giorni, un mesetto che vediamo cosa si può fare”. Eh, ma così il caffè diventa freddo, mentre il cittadino invecchia chiedendosi perché e cos’abbia fatto per meritarsi questo supplizio. E aggiungo, il caffè così servito perderebbe l’amore che si porta dietro modificandosi in mortificante sensazione di sgradevolezza e rifiuto. “Posso offrire un caffè?” “Per carità tutto fuorché il caffè. Grazie lo stesso, non mi dia questo dispiacere”.

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di on 8 aprile 2013. Filed under Mimmo's version. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Amare il caffè. Senza burocrazia, grazie

  1. giuseppe Rispondi

    14 aprile 2013 at 02:41

    Mi chiedevo da “terrùn” se questa sana e simpatica riflessione si riferisca ad un ipotetico barista meridionale. Infatti qualora non fosse così mi inorgoglirebbe pensare che la fase di preoccupante stallo del nostro Paese dipenda anche dalla lentezza della macchina burocratica dove operano taluni impiegati e funzionari che farebbero bene ad imparare a servirè caffè piuttosto che sedere dietro una scrivania…sonnecchianti ed annoiati.

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