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L’ambasciatore d’Israele ci parla di vecchi e nuovi antisemitismi

naorgilon291112_280xFree«Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente “antisionista“. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei…» diceva un promotore  dei diritti civili e dell’integrazione come Martin Luther King. Una frase molto simile a quella pronunciata, domenica scorsa, dall’ambasciatore israeliano in Italia Naor Gilon, intervenuto a Milano in occasione del 65° anniversario dello Yom Haazmaut (fondazione dello Stato ebraico). Un’occasione di festa, organizzata dall’associazione Amici di Israele, che ha coinvolto anche non ebrei.

foto israele3

Un indipendentista veneto regala a Naor Gilon una bussola color oro col leone di San Marco, in segno d’amicizia

«L’antisemitismo – ha detto – purtroppo c’è ancora anche quando travestito da antisionismo: si dice di avercela solo con lo Stato di Israele ma si colpiscono, in realtà, gli ebrei come popolo». Un riferimento indiretto – l’ambasciatore con grande correttezza istituzionale non l’ha nominato – anche a Beppe Grillo che, tra le altre cose, in un’occasione dichiarò: «Tutto quel che in Europa sappiamo su Israele e Palestina, è filtrato da un’agenzia internazionale che si chiama Memri. E dietro Memri c’è un ex agente del Mossad (il servizio segreto israeliano ndr)». Una frase che descrive alla perfezione tutta quella serie di pregiudizi che l’estrema sinistra populista – di cui Grillo condivide la mentalità – a favore della Palestina, in chiave anti-israeliana. È inutile negarlo: si chiami antisemitismo (quello tradizionale di estrema destra) o antisionismo (tipico della sinistra dei centri sociali e dei grillini) l’odio – o quantomeno la diffidenza – immotivato nei confronti degli ebrei in Italia c’è. Lo ha confermato Gilon che ha detto: «per ora non ci sono stati atti di violenza contro ebrei e speriamo non ce ne siano in futuro, le autorità per fortuna sono molto attente».

Quello fra Italia e Israele è, infatti, un rapporto istituzionale solido cementificato, oltre che dal «rispetto reciproco», anche dagli scambi commerciali: «i due Paesi – ha precisato l’ambasciatore – scambiano, annualmente, 4,5 miliardi di euro fra beni e servizi e hanno chiuso, l’anno scorso, un accordo militare del valore di 2 miliardi e mezzo che prevede l’acquisto di velivoli addestratori dell’italiana Alenia Aermacchi (controllata da Finmeccanica) da parte del governo di Israele» per 850 milioni di dollari. L’Italia, per essere forte dal punto di vista internazionale, «ha bisogno di un governo che le dia stabilità. Motivo per cui non posso che congratularmi per l’elezione di Giorgiofoto Napolitano».

Con la comunità israeliana nel nostro Paese c’è convivenza pacifica ma non bisogna abbassare la guardia. «Anche in Italia – ha ricordato Gilon dal palco dell’evento – assistiamo a continui tentativi di Bds (movimento pro-Palestina che invoca boicottaggi e sanzioni contro Israele ndr) nei nostri confronti». Tentativi di discredito come quelli subiti dalla “Brigata ebraica” (protagonista il 27 marzo 1945 dello sfondamento della linea gotica nella vallata del Senio) nel corso del corteo del 25 Aprile da parte dei centri sociali. Brutti segnali per chi – come noi – pensa che Israele non sia solo un Paese amico ma anche un presidio di libertà e democrazia nel Medioriente.

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di on 24 aprile 2013. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a L’ambasciatore d’Israele ci parla di vecchi e nuovi antisemitismi

  1. yona Rispondi

    26 aprile 2013 at 11:36

    la violenza è continua e apparentemente invisibile..se sei ebreo non puoi manifestare la tua fierezza di esserlo se non tra le tue mura domestiche. non puoi parlare ebraico per strada ed esser tranquillo che non ti accada nulla. negli ultimi 10 anni la comunita’ ebraica di milano si è quasi dimezzata

    • GeertWilders4president Rispondi

      27 maggio 2013 at 20:38

      La colpa principale per tuttoi questo va all’omino coi baffi. Senza l’avvento del nazismo sarebbe andato tutto bene ancora oggi (crisi a parte)

  2. GeertWilders4president Rispondi

    27 maggio 2013 at 20:37

    Qualcosa del memri seguivo ma era più per sapere cosa succede in paesi come l’Egitto, la Tunisia, l’Arabia ecc… Non sapevo che era antisemita.

    Comunque sono una sostenitrice di Israele, quindi nessuna parua per quanto riguarda me.

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