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«Io, imprenditore asfaltato dalla giustizia italiana»

La kafkiana storia di Carlo Carpi: «Da quando ho denunciato un magistrato per minacce, non ho più pace: perizie psichiatriche, perquisizioni, trattamenti sanitari obbligatori... Io reggo perché ho risorse economiche, ma chi non può?»

carlo-carpiÈ il rampollo di una delle più potenti famiglie di industriali italiani, i Tassara. Il suo trisavolo Filippo Tassara aveva fondato le ferriere di Voltri, più importante industria siderurgica del Regno di Sardegna. Ma è anche un giovane imprenditore che da anni lotta contro un sistema giudiziario kafkiano. Adesso, però, Carlo Carpi, 29 anni, laureato in Scienza delle finanze e oggi agente d’affari nell’azienda siderurgica bresciana fondata dalla Famiglia materna (Metalcam s.p.a) ha deciso di rendere pubblici i retroscena di una vicenda pazzesca che, in diversi modi, coinvolge migliaia di cittadini vittime della malagiustizia. La storia nasce da una circostanza che potrebbe sembrare la più “normale” di questo mondo per un giovane di bell’aspetto e di famiglia ricca della sua età: una relazione sentimentale con una donna piacente, che in seguito scopre essere un magistrato di Genova. «La storia inizia nel 2005 quando io non sapevo che la donna era un giudice – racconta – comunque i problemi iniziano quando lei mi propone della cocaina e di partecipare a dei veri e propri festini insieme a suoi colleghi ed avvocati. Io mi rifiuto e lei minaccia di denunciarmi. Nel novembre del 2007, non sapendo come comportarmi, chiedo consiglio a un avvocato e ad un pubblico ministero genovese e decido di denunciare per minacce e per spaccio di droga lei e gli altri componenti del suo giro. Tutti personaggi noti del tribunale genovese. Ovviamente lei, ospitata da due pm genovesi, lo viene a sapere e mi denuncia per calunnia, diffamazione e minacce gravi». Inizia così un infinito iter giudiziario nel quale è Carpi in primo grado a soccombere e a finire anche condannato per stalking e procurato allarme a 2 anni e 7 mesi. Inizialmente per dimostrare a fini giuridici la sua inattendibilità si tenta in maniera sistematica la strada delle perizie psichiatriche, che riconoscono Carpi come sano, attendibile e in buona fede. Nel frattempo le denunce che lui fa a giudici e compagni finiscono a modello 45 (ovvero come atti non costituenti reato). «In pratica divento vittima di un sistema associativo perpetrato in maniera sistematica, continuativa e coordinata», continua. Accuse pesanti che Carpi sarebbe riuscito a dimostrare una per una, forte di una cultura notevole in campo anche investigativo e di intelligence e di appoggi non comuni, come l’interessamento del senatore Giulio Andreotti.

mala giustiziaMa non basta. L’imprenditore subisce una perquisizione domiciliare, viene sottoposto a un tentativo di trattamento sanitario obbligatorio. Poi, con l’entrata in vigore della legge sullo stalking, finisce addirittura al confino: «Vengo condannato per stalking senza prove, ma solo per due incontri casuali con la donna che ho dimostrato documentalmente essere stati tali, uno in pieno centro città fuori dalla banca dove la mia società ha un conto corrente e l’altra presso il centro sportivo dove ho dimostrato essere abbonato con la tessera e un assiduo frequentatore tramite la presentazione di fatture relative a 12 ingressi negli ultimi 2 mesi». Nonostante ciò il tribunale su istanza del procuratore capo Giancarlo Caselli lo obbliga a prendere dimora presso il comune di Sestri Levante, dove vive in un albergo senza lavorare. E con la Digos alle calcagna. «Come se non bastasse mi azzerano la difesa: il mio legale Mario Sossi, famoso magistrato sequestrato dalle Brigate Rosse, viene radiato dall’Ordine degli Avvocati per motivi poco chiari su istanza della mia ex compagna», aggiunge. «Adesso sto aspettando ormai da anni che mi dicano quando mi fissano l’Appello, ma inutilmente. Sono stato condannato sebbene la mia ex si sia rifiutata di sottoporsi al test antidroga, e senza uno straccio di prova concreta, malgrado in aula avessi prodotto prove inequivocabili, tra le quali le fotografie dei coca party che giudici e avvocati facevano con tanto di nomi». «Ma a me non importa di quei festini, quanto mettere in evidenza come il nostro sistema giudiziario non funziona perché non lo si vuole far funzionare. Nel mio caso e non solo nel mio si cerca di dichiarare una persona normale incapace di intendere e di volere per renderla non credibile e si montano le accuse ad arte senza fare indagini. Io posso dimostrare che alcuni magistrati in Italia fanno letteralmente quello che vogliono in base ai loro interessi personali e politici, archiviano, rinviano a giudizio, assolvono e condannano con motivazioni false».

Accuse pesanti che Carpi sarebbe riuscito a documentare e con le quali adesso ha intenzione di portare il tema della giustizia alla ribalta mediatica, anche grazie anche al movimento Orgoglio Nazionale che ha costituito e che raccoglie i casi di malagiustizia. «La gente comune travolta da questa malagiustizia soccombe – ha aggiunto – perché non ha i mezzi e la cultura spesso: io finora ho speso 120 mila euro, ma per fortuna sono stato in grado di permettermelo. Per questo voglio andare fino in fondo e lottare fino alla fine e aiutare anche chi non può farcela. Se non si ha una cultura di tecniche imprenditoriali, politiche, di polizia e giudiziarie il sistema per come progettato annienta le persone in termini sociali e di fatto, istigando anche al suicidio». Quale speranza per lui e per le vittime di questo sistema? «Nella giustizia italiana non ho alcuna fiducia: se c’è dolo da parte di alcuni, c’è omertà da parti di altri. Sono consapevoli che in un sistema giudiziario di stampo americano non sarebbero in grado di giustificare il proprio ruolo. Purtroppo oggi vedo la fine di uno Stato, a oggi questo sistema costituzionale non garantisce più ai cittadini il controllo dello Stato. L’unica speranza è comunicare al mondo intero cosa sta succedendo in Italia e protestare in maniera attiva sugli abusi che vengono commessi quotidianamente come perizie psichiatriche, tso, confini, report di polizia giudiziaria propedeutici a compilazioni di sentenze studiate e decise a priori secondo teoremi. Chi ha una coscienza civica deve ribellarsi contro questa dittatura occulta senza indugiare».

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di on 5 aprile 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

34 commenti a «Io, imprenditore asfaltato dalla giustizia italiana»

  1. pino zarrilli Rispondi

    5 aprile 2013 at 16:27

    Bravo Carlo e Grazie alla Giornalista Laura Marinaro e ai responsabili della Redazione di “l’intrapendente”
    Pino Zarrilli

    • Luigi Iovino Rispondi

      5 aprile 2013 at 23:47

      Complimenti a Carlo per la sua denuncia e per credere ancora nella giustizia nonostante la stessa faccia l’impossibile per scoraggiare le sacrosante richieste di tutela dei cittadini… – Un giudice criminale non riuscirà mai a costringere una persona per bene a non credere nella giustizia…, ma, il silenzio dei colleghi giudici può incrinare anche il più onesto dei cittadini…, sarebbe ora che si facessero sentire…, oramai sembra che il concetto di “dignità della corporazione” non abbia più difensori, e…, se non ci credono loro…!!!

  2. SALVO Rispondi

    5 aprile 2013 at 19:11

    DIMMI COME FACCIO A PARLARTI IN PRIVATO CHE TI RACCONTO IL MIO CASO.

    • carlo carpi Rispondi

      5 aprile 2013 at 21:40

      Buonasera,

      mi contatti tranquillamente o via mail:

      carlocarpi@libero.it

      oppure mi chieda l’amicizia su facebook naturalmente cercando come nome Carlo Carpi

      A presto

  3. Daniele Rispondi

    5 aprile 2013 at 19:12

    In questi giorni sto vivendo una cosa simile. Sono socio di una ditta con venti dipendenti presa di mira da un concorrente del settore molto piu potente con cui abbiamo avuto a che fare in poche parole per una differenza tra dere e avere di prestazioni nella misura di 78000 euro a suo favore che avremmo regolarmente pagato questo mese ha ottenuto un decreto ingiuntivo esecutivo da un giudice pignorando i conti bancari della ditta per un valore di 278000 per delle prestazioni che non sono reali e adesso siamo praticamente sul punto di chiudere la ditta. Abbiamo inoltrato richiesta di opposizione con procedura di urgenza ma il giudice non si e pronunciato (probabilmente corrotta anche Lei) e probabilmente passera del tempo e dovremo chiudere.

    • carlo carpi Rispondi

      5 aprile 2013 at 21:42

      Buonasera,

      mi chieda l’amicizia su facebook, naturalmente cercando come nome Carlo Carpi.

      Pensi ai festini a base di droga partecipa un giudice della sezione fallimentare ed esecuzioni mobilari.

      Comprendo la Sua situazione, mi contatti e vedrò come posso aiutarLa.

      Cordiali Saluti

  4. Claudia Rispondi

    5 aprile 2013 at 19:30

    Salve ho letto la sua storia, simile alla nostra, ho provato a cercare “orgoglio Nazionale” ma non lo trovo, come è possibile contattarla personalmente? Cordialmente. Claudia

    • carlo carpi Rispondi

      5 aprile 2013 at 21:44

      Il movimento Orgoglio Nazionale è attivo da due anni in Liguria e conta un 100 persone che partecipano attivamente.

      Stiamo crescendo molto, Noi italiani siamo i migliori al mondo, abbiamo dei talenti fantastici e siamo nella merda per colpa di questi banditi che amministrano lo Stato in ogni sua forma.

      Mi contatti via mail o via faecebook.

      La aiuterò, cordiali saluti

  5. piero santoli Rispondi

    5 aprile 2013 at 20:29

    Come è possibile contattare “Orgoglio Nazionale”?

    • carlo carpi Rispondi

      5 aprile 2013 at 21:46

      Buonasera,

      Orgoglio Nazionale è attivo da due anni in Liguria e conta un centinaio di persone che partecipano in maniera attiva.

      Mi contatti via mail o via facebook “carlo carpi”

      Spero di sentirLa presto.

      Cordiali Saluti

    • carlo carpi Rispondi

      5 aprile 2013 at 21:47

      Buonasera,

      mi contatti via facebook cercando “carlo carpi”.

      Cordiali Saluti

  6. massone Carlo Rispondi

    5 aprile 2013 at 21:47

    Grazie Pino Zarrilli di avermi inviato ; Carlo Capri , laura Marinaro , siete !! Orgoglio Nazionale !!Finalmente lla Tasparenza !Verita’ !!! La “”Mia” Paradossale Insulsa Storia Dura da 30 anni !! Mlagiustizia !MalaPolitica !Kasta Asassina di Vittime Strada e Cantieri di Lavoro !Istigazione Suicida !! Ora Tocca a Me’altri seguiranno !! Collaudopoli Veicoli Industriali Pesanti ! Falsi Validi ! Incidenti Stragi Asassine Continue Dolose Premeditate ! Maxi Truffe ! Tangenti ! False fature di Ripristino Veicoli “” Collaudati “” False Dichiarazioni Rediti In Perdita ! Recupero Documenti da Veicoli Distrutti per quelli Rubati ! Soccorso Stradale !Recupero Pezzzi di ricambio nei Piazali Depositati per Moltissimi Anni ! Truffe di Assicurazioni Complici( non sono interessate a Collaudopoli ??))! Arti Artificiali!Ambulanze! Ospedali ! Medicine ! Funerali ! Tombe ! i Parenti delle Vittime Strade e Cantieri di Lavoro Piangono e Paganooooo !!Comprese le Donazioni alle Associzioni Vittime Strada in Nero !!Vedi Con IMPEGNO sul Motore di Ricerca (( Massone Carlo Denuncia a Napolitano Collaudopoli da 30 anni ))Tutto Insabbiatoooo !! Grave Pericolo Publico Anti Sociale !! Spregio a http://www.vittimestrada.org. Storico Nazionale !!Ribellatevi ! Collaborate ! Sostenetevi ! Divulgate ! io Solo Non sono Riuscito !! massone.carlo@libero.it. P.Iva over 60 , Rovinato da 30 ! Senza lavoro in Perdita ! Braccato da Equitalia Come Evasore di Sole Tasse ! Costretto al KamiKazzer di Korrotti Asassini di Suicidi Soli come Me’ !! Scusate il Disturbo ancora Per Poco Ormai!! Grazie Saluti “” Italia UE “”???

  7. Franco C. Rispondi

    5 aprile 2013 at 21:56

    Se tutto quanto scritto nell’ articolo sopra è vero, c’è da avere paura !

  8. Salvatore D'Ambrosio Rispondi

    5 aprile 2013 at 23:39

    Esseri
    Complimenti per l’iniziativa. Chiamiamo anche “Dignità Nazionale” l’iniziativa perché quello che questo paese ha smarrito nei rapporti tra magistratura e cittadino è la DINITÀ dell’uomo degnadato ad essere inferiore di fronte alla sacralità di una casta che è seconda soli a Dio come potere.
    Ti rintraccerò . Ma per il momento posso dirti che puoi fare quelli che vuoi per aiutare i tuoi e i miei compagni di ventura( o di sventura), ma c’è bisogno della legge.
    In attesa di un ordinamento giuridico da paese civile che con questa classe politica non arriverà mai, fai una cosa prendi l’iniziativa per la raccolta delle firme per la responsabilità civile del giudice . Altra cosa da fare sensibilizzare l’Unione Europea a creare midi agevoli di accesso alla giurisdizione di Strasburgo dei cittadini per sottrarci a questo stato di cose.

  9. saro Rispondi

    6 aprile 2013 at 00:24

    Egr. CARLO Carpi mi contatti su smithjosef@libero.it . Sono una vittima come lei, rovinato dalle amministrazioni: comunale di Taormina, marittima di Messina, regionale di Palermo ed infine dal TAR di Catania e dal CGA di Palermo. Ho una documentazione impressionante per poter dimostrare come tutti questi enti e tribunali fanno sfacciatamente quello che vogliono, rovinando floride aziende per favorire i loro protetti.

  10. bruno falzea Rispondi

    7 aprile 2013 at 01:15

    Desidero congratularmi per la pubblicazione dell’eccellente articolo con la Giornalista Dott.ssa Laura Marinaro e con la Redazione del giornale de “L’Intraprendente”. Un ringraziamento particolare desidero manifestarlo al nostro Eroico Carlo Carpi, al quale esprimo tutta la mia solidarietà e mi onore di condividere l’Amicizia. Proporrei un’aggregazioni di tutti i movimenti che cercano di difendersi dalla malagiustizia, per creare sinergia al fine portare a galla tutta questa melma in cui si è immersa gran parte della magistratura-avvocatura e contorni! Considerato che l’Amico Carlo Carpi dispone di risorse economiche, proporrei inoltre di organizzare, prima possibile, un incontro fra tutti i movimenti che lottano contro la malagiustizia per valutare le iniziative da intraprendere.

  11. Eva Polak Rispondi

    7 aprile 2013 at 05:54

    Sono Eva Polak di Montecatini Terme, cittadina italiana da 34 anni, laureata in Economia e Commercio (a Firenze), già agente della GdF (in Ungheria), eletta scrutatrice nei seggi elettoriali fino al 2008, inserita nella lista dei giudiic popolari presso la Corte d’Assise di Firenze. Ho subito tre truffe colossiali da influenti personaggi (tutti indagati per altre vicende, chi pluri-pregiudiciato, pluri-arrestato), ma per le mie vicende erano tutti “santi”. Ho denunciato i magistrati i quali si erano prestati ad aggiustare i processi, tutte denunce rigorosamente insabbiate a Genova, Torino, Milano, Brescia, Bologna, Ancona, L’Aquila, Perugia, Roma (A Bologna hanno iscritto 4 magistrati a registro per la prima truffa aggiustata, ma dopo 10, nel 2008, anni l’avevano archiviato). Nel 2009, mi hanno sottomessa ad un processo farsa per il reato di diffamazione semplice (dopo aver presentato e grosse denunce contro i magistrati), nel quale i magistrati “offesi” non si sono costituiti parti offese, invece il mio truffatore e suo avvocato sì. Mi hanno vietato di partecipare al processo con Foglio di via da Pistoia per pericolosità sociale, a fedina penale pulita, accusandomi di reati mai commessi (anche di spionaggio politico e militare), arrivando ad arrestarmi quando mi ero presentata ad una udienza pur avendo il permesso del Questore. Ho subito vari tentativi di TSO. Il giudice di pace di Pistoia ha ordinato una visita psichiatrica senza visita e mi ha dichiarata “totalmente incapace di intendere e volere con pericolosità sociale” ordinando il mio ricovero in Ospedale psichiatrico giudiziario. Mi sono nascosta per mesi. Scaduti i tre anni, il giudice tutelare mi ha nominato due amministratore di sostegno, senza notificare gli atti, senza contraddittorio, vietandomi di rivolgere a tutta la Pubblica Amministrazione, in tutta l’Italia, fare denunce e difendermi nei processi. Questo su istanza di uno dei miei truffatori su cui 10 immobili ho un pignoramento giudiziario per i quali è in corso la procedura esecutiva. L’istanza è stata accolta dal magistrato della Procura che mi ha fatto una denuncia di falso contenuto per la quale sono processata. 10 magistrati di Pistoia sono parti offese a Genova, tra i quali anche il giudice esecutivo. Quindi, loro devono ottenere il risarcimento danni da questi immobili perché io vivo con quello che mi passa la Caritas non avendo un solo euro di entrata, da 5 anni. Con la loro mossa, non posso difendermi dalle denunce calunniose a Genova, a Torino. Dopo 7 anni, il Consiglio d’Europa ha dichiarato inammissibili i miei ricorsi per i quali ha aperto 12 procedure contro l’Italia dichiarando prima ammissibili i miei ricorsi. Sono stata completamente estromessa dalla società, privata di ogni diritto di legge, senza che avessero una sola prova oggettiva sulla mia sedicente “patologia mentale”. I giudici tutelari hanno ordine di non fare nulla, di non difendermi nei processi. Ho subito fino ad oggi 70 procedimenti penali, ma ho ancora la fedina penale pulita. Cosa è questo se non stalking, riduzione in schiavitù?

  12. Eva Polak Rispondi

    7 aprile 2013 at 06:12

    Già, io NON ho la possibilità di difendermi come Carlo Carpi e mi negano pure l’ammissione al gratuito patrocinio, con reddito zero. Addirittura, sono sotto processo anche per falsa attestazione di reddito, nonostante la Guardia di Finanza avesse verificato che non avevo percepito quel reddito del quale mi accusano di aver percepito (€ 17.000 per tre mesi e mezzo di lavoro, con contratto di progetto, come una semplice impiegata, nel 2006). Possiedo però una grossa cifra rappresentata da vari assegni bancari falsi, falsità verificata dalla Guardia di Finanza, ciò nonostante il mio truffatore è stato assolto con la formula piena dal reato di truffa e non doveva rispondere per le sue querele calunniose per le quali ero processata e assolta con la formula piena, nel 2005, essendo stata denunciata di aver rubato detti assegni. Il mio acccusatore, giudice tributario, perito del tribunale di Pistoia, pluri-arrestato e pluri-pregiudicato aveva richiesto e ottenuto la nomina dell’amministratore di sostegno dai suoi amici magistrati. Nonostante le sue reiterate condanne, lui in galera non ci va e continua esercitare come dottor commercialista, mai laureatosi (era il mio secondo capo d’imputazione nel processo di diffamazione “falso “dottore”, il primo era “avvocati delinquenti, subdoli, melliflui”, per i quali avrei dovuto essere ricoverata in OPG dove vanno a finire i terroristi, gli assassini, nonostante il giudice di pace non abbia la competenza né di applicare la misura restrittiva, né di dichiararmi “totalmente inferma mentale”). Questa gente ridicolizza tutta la magistratura con la “sorveglianza” delle Istituzioni di sorveglianza.

  13. peter46 Rispondi

    7 aprile 2013 at 09:36

    Se “Orgoglio Nazionale”è attivo in Liguria ha una sede,un recapito.Prego pubblicare.

  14. Francesco Di Lorenzo Rispondi

    7 aprile 2013 at 23:49

    Rimango esterrefatto di ciò che ho letto. Tuttavia le storie che affliggono tutti noi vittime di una giustizia ormai inesistente anzi orientato sempre più a condannare gli indifesi o chi gli pesta qualche callo come m i sembra di aver capito sia in parte il tuo caso. Io sono stato fatto oggetto assieme alla mia famiglia di un pollo da spennare, nonostante di penne ne avessi anche poche. Un o di quei casi in cui la pervicacia prende il sopravvento sulla ragione e quindi scatta quella crudele e criminale volontà di colpire anche chi non dovrebbe esserlo visto che si tratta di un pollo con poche piume. Ma se ti azzardi a reclamare perché se la stanno prendendo comoda e lo scrivi ad un giornale che pubblicherà le tue giuste critiche, allora per te è finita poiché finisci inevitabilmente nel tritacarne e ciò può causare un male infinito che ti distruggerà di sana pianta assieme alla tua famiglia. E visto che non puoi difenderti perché vivi di stipendio con la tua famiglia completamente a carico e non puoi sostenere la lotta. La mia storia quasi trentennale nasce da un nonnulla e si trasforma in una guerra infinita che stravolge la vita di 4 persone:la mia famiglia. Quello che è successo è da romanzo del terrore e le colpe sapientemente nascoste sono cose che fanno rabbrividire. Il solo pensiero che degli uomini possono mettere in campo ciò che è stato e continua ad essere, causa malessere anche a uno stomaco forte. Tutto quello che è pubblicato sul mio profilo, nelle mie numerosissime note(quasi 100) rappresenta ciò che ho passato in questi lunghi anni a causa della malagiustizia. Tutta la vicenda è colma di episodi nei quali giudici e avvocati si sottopongono a figuracce pur di tentare di prevalere nelle varie fasi della lite. Ma ho capito ormai che a loro poco importa di fare figuracce nelle quali emerge chiara la loro insipienza. Vorrei farti conoscere meglio la mia storia ma non so se riuscirò ancora ad essere in grado di essere chiaro sulla grave e complicata vicenda. Il problema principale sono i miei handicap fisici riportati a seguito del grave intervento subito alla testa che benché siano trascorsi molti anni gli esiti sono stati invalidanti e la mia età ormai di un 75enne non agevola. Entrando più in confidenza man mano potrei spiegarti meglio per farti capire. Ricevi un caro saluto da
    Francesco Di Lorenzo.

    • Carlo Carpi Rispondi

      8 aprile 2013 at 10:25

      Buongiorno,

      comprendo molto bene la SUa vicenza così come quella dell’imprenditore uscito completamente “rapinato” dai tribunali italiani.

      Il meccanismo è sempre lo stesso:

      – Il giudice non vede il clamoroso “fuorigioco” di commercialisti, avvocati e istituti vendite giudiziarie nonostante sia tutto documentato o documentabile.

      – La vittima entra in tribunale con un piccolo debito, cosa che può succedere a chiunque, e si ritrova completamente spolpato.

      Se poi il giudice dei fallimenti organizza festini ai quali invita gip, ospitati (ancora da dimostrare se con regolare contratto di locazione) da pubblici ministeri (che gestiscono il 10% degli esposti) il gioco è presto fatto.

      Mi contatti su facebook “carlo carpi” o via mail carlocarpi@libero.it, sarà mia cura aiutarLa secondo le mie possibilità.

  15. albert Rispondi

    12 aprile 2013 at 10:46

    Per mia fortuna nel 2006, dopo avere visto come Prodi vinse le elezioni brogliando, decisi che l’Italia era troppo piccola, per contenere me e la strabordante banda del governo prodiano dilagante, e me ne sono andato a vivere dall’altra parte del mondo, dove ho ritrovato il piacere di vivere, lavorare, guadagnare onestamente e avere sempre una giustizia non mafiosa o orientata.
    Nel 2005 la mia ex moglie mi restituì parte di una cifra che io avevo lasciato dentro l’azienda, di cui eravamo titolari assieme, quando mi dimisi, causa il divorzio. Alcune centinaia di migliaia di euro.
    Non so come lo venne a sapere un altra persona, che aveva con me un legame di parentela acquisita, e grazie ad un avvocato legato, politicamente di sinistra, con un magistrato, quel denaro mi venne bloccato, messo in un libretto infruttifero e da quel giorno giace in una cassaforte di un tribunale. Ho dimostrato, al di la di ogni possibile dubbio, che quella persona non aveva alcun diritto su quel denaro, ma ora occorrerebbe una udienza di convalida per restituirmi i miei soldi, ma l’udienza è legata alla fissazione della data, che viene costantemente rimandata, una volta per una opposizione del solito avveocato di sinistra, l’altra volta perchè il magistrato non aveva tempo, l’altra perchè la moglie di non so chi doveva partorire, l’altra perchè una raccomandata non era stata spedita ecc. ecc, tutte scusanti allucinanti pur di rimandare la data dell’udienza, e nel frattempo la fotocopia, LA FOTOCOPIA !!!, di quel libretto infruttifero è stata usata per domandare un prestito ad una banca, regolarmente concesso al mio ex parente acquisito (?!?!?!?) – ed il Presidente di quel tribunale, informato del tutto, si trincera dietro la facile scusante che non può dare ordini al magistrato E CHE LE INDAGINI INTERNE NON HANNO FATTO SCOPRIRE CHI HA MATERIALMENTE FATTA LA FOTOCOPIA!!!
    Storie di ordinaria follia nei tribunali italiani.
    Un mio vecchio amico venne imputato di truffa nei confronti di una coop bolognese, che non gli aveva pagato una serie di fatture per svariati milioni di lire (venne imputato che quelle fatture erano false, accusa poi caduta a fronte di prove inoppugnabili).
    Durante una festa parrocchiale venne presentato ad un giudice di assise di Bologna. Questo mio amico tese la mano, come si fa fra persone civili, a questo giudice, che rifiutò la stretta dicendogli, in presenza di varie altre persone, che un giudice non stringe mai la mano ad un pregiudicato.
    L’accusa di truffa era già stata dichiarata decaduta da oltre due anni e trascritta nella cancelleria penale come accusa infondata, ma il giudice si permise quella infelicissima frase e il mio amico decise di citarlo per diffamazione, ma venne preso in separata sede da alcuni amici, fra cui un notissimo avvocato di Bologna, che lo consigliarono a lasciare perdere perchè il giudice era un componente politicizzato di un noto organismo della magistratura italiana, che significava che quel mio amico, imprenditore con giri di lavoro in tutta Italia e all’estero, sarebbe diventato la vittima di innumerevoli denunce e citazioni giudiziarie, create ad hoc, soprattutto nel meridione da cui quel giudice proveniva.

    • Carlo Carpi Rispondi

      12 aprile 2013 at 19:56

      Buonasera Albert,

      richiedimi l’amicizia su facebook e rimaniamo in contatto.

      Con molto piacere ho notato che il mio articolo è il più commentato tra quelli pubblicati sull’Intrapredente.

      Moltissime persone mi hanno scritto via mail o vai facebook, stanno nascendo molti movimenti contro i magistrati di carriera così come contro i questori e i prefetti.

      Questo sistema di carriera non è più sostenibile e si deve passare ad un approccio americano.

      A breve scoppierà magistropoli, il più grande scandalo della storia italiana.

      A presto

  16. albert Rispondi

    12 aprile 2013 at 22:09

    Caro Carlo
    Io ero in Facebook, perchè mi ci ero registrato inizialmente, ma fidandomi poco, poi il figlio di un amico, collega di università dell’inventore di Facebook, mi ha suggerito di cancellare l’iscrizione, insistendo perchè avvenisse, avvertendomi che quel social network è più bucato di un pneumatico passato su chiodi a tre punte, e quindi violabile per i dati sensibili.
    Mi puoi trovare quì: agz_montana@yahoo.com.

    Spero che magistropoli scoppi al più presto, ma temo che per ora non succeda nulla, perchè tutto in italia è nelle mani dei poteri forti, che fanno i cavoli loro sulla pelle dei cittadini.
    Ciao

  17. Carlo Carpi Rispondi

    13 aprile 2013 at 20:45

    Buonasera,

    noto con grande piacere ed entusiasmo che il mio articolo è il più commentanto dell’Intraprendente.

    Mi sembra normale che qualunque dato in Internet sia di dominio pubblico e che ognuno di noi deve essere consapevole che pubblicare un dato, una foto un pensiero non possa essere sottoposto a vincoli.

    Questa riflessione è anche da intendersi in senso buono perchè su internet e facebook ho trovato foto di festini di magistrati che in maniera reiterata organizzano feste oscene e con presenza di droga, ho trovato i redditi dei magistrati e così via.

    Io personalmente non ho mai avuto nulla da nascondere per cui i miei dati sono super trasparenti e pubblici anzi è meglio che tutti sappiano chi sono, per incominciare a tremare fin da subito.

    Io sono il potere forte per eccellenza, chi legge la mia storia dovrebbe capirlo

    Buon Divertimento, Magistropoli sta per cominciare

  18. Carlo Carpi Rispondi

    18 aprile 2013 at 20:58

    Buonasera,

    ho pubblicato sul mio profilo facebook le fotografie dei festini dei magistrati.

    Pubblicherò i documenti che dimostrano le violazioni dei segreti d’ufficio da parte dei magistrati.

    Pubblicherò le sentenze con motivazione falsa.

    Seguitemi.

  19. EMILIO TEDOLDI Rispondi

    30 aprile 2013 at 08:08

    tienimi informato e grazie

  20. Massone Carlo Rispondi

    20 agosto 2013 at 15:49

    Scusate il Disturbo !! Perche’ non Formate una Raccolta di Testimonianze di MalaGiustizia !! Acquistando Consensi Politici ?? Vedi su GUGOLL con Impegno ((( Carlo Massone 1951 P.Iva Denuncia a Napolitano CollaudoPOLI ! TimbroPOLI ! Veicoli Industriali PESANTI da 30 anni )) Tutto Insabbiato !! Korruzione Estrema Alti Vertici ! Certi di Restare Impunibili Tombale !! Spregio a http://www.vittimestrada.org. Nazionale Storica !massone.carlo@libero.it P.Iva Over 60 ! Truffato da 30 anni !! Senza Lavoro ! Redito in Perdita Braccato da Equitalia Evasore di Sole Tasse !! Costretto al KamiKazzer di korrotti Asassini di Suicidi Lasciati soli come me’ !Grazie Saluti! Massone Carlo.

  21. carlo carpi Rispondi

    25 agosto 2013 at 05:48

    Caro Carlo Massone,

    seguo con interesse Le Sue segnalazioni.

    Purtroppo la cosa non mi stupisce: La inviot solo a vedere come viene gestito il “caso Messina” a Genova riguardo la nave che ha speronato in porto la torre piloti provocando la morte di numerose persone, a oggi niente!

    I Messina sono protetti dalla Procura di Genova in quanto finanziano la giunta Burlando da anni.

    Stiamo parlando di rapporti tra magistratura e mebmri del ex PCI? Strano vero?

    A presto e continuate a scrivermi acnhe su facebook

  22. Massone Carlo Rispondi

    21 gennaio 2014 at 01:50

    Carlo Campi , sei di Parola Come “L’Asino di Nicola “!! Vecchio Proverbio !! Vedi con Impegno e Diligenza una Testimognanza di MalaGIUSTIZIA !MalaPOLITICA !KASTA’!DA 30 ANNI!Spregio ALLA legalitaaa e DIRITTI UMANI !!su GUGOLL (( Carlo Massone 1951 P.Iva Denuncia a Napolitano CollaudoPOLI TimbroPOLI Veicoli Industriali PESANTRI da 30 anni )) Tutto INSABBIAITOOO !! Spregio a http://www.vittimestrada.org !! Nazionale Storica !! incidenti Stragi Contunue Asassine DOLOSEE !!CERTI DI RESTARE IMPUNIBILIII !! MAIL..massone.carlo@libero.it, P.Iva over 60 !! Forzato KamiKazzer di KORROTTI !! dopo 30 anni !! dopo forse saro’ CONSIDERATO !! SALUTI

  23. Carlo Carpi Rispondi

    9 febbraio 2014 at 20:25

    Scusate, io non ho mai sentito il detto “sei come l’asino di Nicola”, mi è venuto spontaneo sorridere.

    Io tutto quello che ho detto ho sempre fatto e mantenuto.

    Sto andando in molte TV regionali a raccontare tutto quello che mi scrivete: ora speriamo di andare sul nazionale

  24. Pasquale Rispondi

    11 gennaio 2015 at 07:38

    Hai pianamente ragione io sto attraversando il medesimo calvario giudiziario non mi danno,per cavilli inesistenti,nessuna possibilità di difesa e le mie denunce regolarmente,nonostante dati di fatto,vanno in prescrizione o non mi viene data comunicazione alcuna.Un vero e proprio calvario giudiziario pilotato ad arte.

  25. SEVERINO Pellegrino Rispondi

    15 febbraio 2015 at 22:28

    SEVERINO PELLEGRINO/PROCURA DI FERMO

    Mi chiamo SEVERINO Pellegrino ( geometra imprenditore edile ) nato a Napoli e risiedo nel Comune di Fermo dal 1997,dove mi sono affermato con la mia attività rapidamente fino al raggiungimento di una squadra composta da ben 45 operatori,tutti inquadrati alle proprie dipendenze,anche grazie alla mia ottima esperienza lavorativa in quanto imprenditore edile dal 1989.
    Preciso che non ho mai avuto contestazioni per tutti i lavori edili eseguiti nelle Marche ed ogni mio preventivo effettuato veniva accettato senza alcun riscontro con concorrenze.
    NeLla zona ero ben voluto e rispettato da tutti per la mia onestà, corret_ tezza e rispetto per il lavoro.
    La mia triste e umiliante vicenda inizia proprio nell’anno 2001,quando eb bi a che fare con un Amministratore Condominiale,avvocato del foro di Fermo,per la quale ho eseguito dei lavori edili,con la mia azienda “Encol Costruzioni del geom.SEVERINO Pellegrino”e come direttore tecnico della SEVEREDIL s.r.l. di SEVERINO Paolo (mio fratello),presso la sua abitazione/mansarda in Porto San Giorgio e presso due Condomini amministrati dalla stessa.
    A lavori ultimati furono effettuate regolari fatture sia dalla mia azienda che dalla SEVERIDL s.r.l. di SEVERINO Paolo regolarmente quietanzate dall’amministratrice con assegni bancari a firma dell’azienda che gestisce condomini amministrata da Lei.
    Dopo circa un anno vengo interpellato da un condomino,in riferimento a questioni legate al terrazzo condominiale di sua proprietà(oggetto di uno dei tre lavori svolti c/o il Condominio in Porto S.Giorgio),il quale mi riferiva che l’amministratrice avrebbe addebitato al Condominio somma maggiore di quelle riportate in fatture e mi venne chiesta la fattura da me emessa,in quanto lui avrebbe dovuto presentare un esposto-denuncia per appropriazione indebita avverso la stessa.
    Nel frattempo il giorno 11 agosto 2003 mi accorgo di un manifesto apposto in bacheca nell’androne condominiale del Residence,tralaltro dove abitavo, a firma dell’amministratrice in veste di avvocato con altro foglio recante fotocopie di assegni bancari intestati a SEVEREDIL s.r.l. poi allegati ai processi seguenti,dove mi si screditava del tutto e gravemente arrecando danni alla mia persona.
    Lo stesso giorno vi fu una Assemblea Condominiale nell’androne lato mare del Condominio,dopo due giorni vengo ravvisato da un Condomino che proprio l’amministratrice,in assemblea condominiale,mi aveva offeso e screditato dandomi del fallito e poco di buono,ravvisando che avessi numerosi precedenti penali e che avevo avuto numerose contestazioni in diversi Condomini ,innanzi a tutti i Condomini presenti e persone estranee.
    Immediatamente sporgo denunzia/querela,vengono interrogati dai c.c. di Porto San Giorgio diversi condomini i quali affermano che la stessa mi avrebbe screditato del tutto davanti a tutti,poi amaramente la stessa querela viene archiviata dal Giudice di Pace Cirondariale in quanto aveva accolto le richieste di archiviazione del PM con la motivazione che la stessa accusatrice avrebbe esercitato il “ diritto di dovere critica”
    Dopo questa vicenda il lavoro,inverosimilmente,calò improvvisamente ed in giro non si parlava altro che io fossi un fallito,e quale napoletano,avessi arrecato danni ad un amministratore condominiale appropriandomi di corrispettivi non dovuti,tale ripercussione avanzò per riflesso anche per la società di mio fratello SEVEREDIL s.r.l.
    Tutto questo mi fece sprofondare in un forte stato di depressione e fui costretto ad assumere psicofarmaci per ansie ed attacchi di panico dall’anno 2003 fino all’anno 2005.
    Mi ritrovo imputato in un processo presso la Procura di Fermo,nr. XXXX/05 R.G.N.R.,poi rinviato a giudizio in riferimento agli artt.110,368c.p,con Parte Offesa la stessa amministratrice,per faccende del tutto estranee a lavori edili,e nonostante tutto in questo processo la stessa,quale teste,mi screditava dandomi del falso su argomenti non pertinenti a quel processo che poi è terminato con la mia assoluzione per non aver commesso il fatto.
    Successivamente mi ritrovo indagato dalla Procura di Fermo, nr. XXXX/06 R.G.N.R, e poi rinviato a giudizio in riferimento agli artt.110,368c.p.per vicende legate a lavori edili svolti dalla SEVEREDIL s.r.l. per lavori eseguiti al Condominio in Porto S.Giorgio,
    Diedero inizio al processo,e preciso e con sentenza del 25.11.13 non si intende procedere per prescrizione del reato.
    Ancora mi ritrovo rinviato a giudizio nel procedimento penale nr. XXXX/06 R.G.N.R.per violazione art.372 c.p. per le stesse problematiche del processo sopracitato, con stessi allegati,stessi assegni e fatture,stessa Parte Offesa soltanto che nel procedimento nr.XXXX/06 mi si da calunnia e nel procedimento nr. XXXX/06 mi si da il falso art.372 c.p.,fino alla mia condanna definitiva.
    Ironizando un attimo sulle anomalie esercitate in Procura di Fermo,affidai tale processo ad altro avvocato del Foro di Fermo,ravvisandola che vi era un processo simile seguito da un altro legale ed io non avevo detto il falso assolutamente.
    Da quel momento tutto tacque,fino al giorno 4 dicembre del 2009 quando i c.c. di Porto San Giorgio mi notificano un decreto che dispone il giudizio per la data 18/01/2010.
    Io all’epoca mi trovavo nel Bellunese per motivi di lavoro e purtroppo una settimana prima di tale processo ebbi una forte influenza e mi attivai subito,a seguito di telefonata intercorsa con il legale di fiducia,ad inviarle a mezzo fax-email e raccomandata A.R. certificati medici autorizzati e vistati dalla ASL di Belluno,ed una mia deposizione fotodocumentata da presentare assolutamente durante l’udienza che con la quale sarebbe tutto risolto.
    Dopo una settimana telefono l’avvocato di fiducia e mi riferiva che le cose proseguivano nel meglio e che nelle prossime udienze avrei dovuto presenziare.
    Da quel giorno non ho avuto più notizie ed alcuna notifica in merito a tale processo,
    La mia vita proseguiva alla grande nel Bellunese affermandomi come valido professionista,fino a quel maledetto giorno del 17 febbraio 2012 quando vengo bloccato all’uscita di un Hotel in Ponte nelle Alpi – BL -da una pattuglia di c.c. i quali mi notificano la sentenza nr.XXX del XX.XX.2011 in riferimento al processo nr.XXXX/06 R.G. dove mi accorgo di essere stato condannato a due anni di reclusione senza alcun beneficio e sospensione della pena.
    Sconvolto da tale persecuzione ,parto immediatamente per Porto Sant’Elpidio recandomi presso l’ufficio dell’avvocato di fiducia chiedendo dovute spiegazioni in merito la quale mi riferì quasi in lacrime che la legge non è uguale per tutti e che tale Parte Offesa (amministratrice e avvocato) aveva maniglie in alto.
    Mi dirigo presso l’avvocato che mi ha difeso nel procedimento “bis in idem” nr. XXXX/06 R.G.N.R per avviare la procedura di Appello e mi riferiva di stare tranquillo che avrei dovuto essere assolto perchè il fatto non sussiste meravigliandosi della sentenza di primo grado.
    Tutto questo mi crea ulteriori notevoli disagi psicofisici,risvegli notturni,ansie ed attacchi di panico,con psicofarmaci che comincio a prendere da gennaio del 2013 ed ancora in periodo attuale.
    Partono le motivazioni per la Corte d’Appello nel frattempo il giorno 28 febbraio 2013 mi viene notificata la Citazione a Giudizio in Corte di Appello,interpellai il legale e mi riferì che era inutile la mia presenza in quanto non mi avrebbero preso nemmeno in considerazione .
    Il giorno 26 ottobre del 2013 mi viene notificata la sentenza della Corte d’Appello nr. XXXX/12 R.G. dove mi confermavano la condanna di 1^ grado,ed il Presidente in riferimento ai benefici si attiene a quello detto dal giudice di primo grado.
    Non resta altro che procedere per la Cassazione e cosi fu fatto.
    Nel frattempo il giorno 2 ottobre 2013 mi perviene al mio indirizzo di residenza con lettera normale un invito per la presentazione di persona informata sui fatti dal Corpo Forestale dello Stato c/o Procura della Repubblica di Fermo su delega del P.M. –
    Mi accingo presso il loro ufficio e mi chiedono se avessi fatto un esposto denuncia ad agosto 2013 su dei lavori abusivi che stavano eseguendo in Porto San Giorgio,lavori legati alla stessa amministratrice,a quel punto subito mi ero accorto che qualcuno legato alla stessa ,il quale rendendosi conto della mia nuova presenza in zona avesse tutti gli interessi di provocarmi una continuità su eventuali dichiarazioni false contro la stessa,non potevo fare altro che deporre le mie giuste dichiarazioni.
    Sporgo regolare denuncia/querela contro ignoti per aver depositato un esposto falso a mio nome e firma in data 28 ottobre 2013 presso la Procura di Fermo,poi lo stesso viene archiviato.
    Nel frattempo chiedo al mio legale notizie riguardo la Cassazione e mi riferisce che mi sarebbe stata notificata.
    Il giorno 9 agosto del 2014 mi viene notificato dai Carabinieri un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti,soltanto allora mi rendo conto che la Cassazione avrebbe confermato la condanna o reso inammissibile il Ricorso.
    Mi reco immediatamente dal legale e mi riferisce che niente si può fare,o il carcere o le misure alternative e poi avrei dovuto essere stato fortunato se me le avrebbero concesse.
    Nulla è servito facendo presente al legale che stesso lui mi stava difendendo su un processo simile sopracitato nr.XXXX/06,mi riferì che me la dovevo prendere con i Giudici e non con lui,che in quarant’anni di attività non gli era mai capitata una storia simile,e mi liquidò a malomodo dal suo ufficio,come se fosse tutto premeditato.
    Soltanto a quel punto mi rendo conto della gravità della situazione in cui mi trovavo,delego un avvocato del foro di Fermo e nel frattempo il giorno 2 settembre 2014 invia alla Procura di Fermo la dichiarazione in riferimento al proc.to n. XXX/2014 SIEP – per la richiesta della concessione di pene alternative.
    Non rassegnandomi sull’accaduto e sulla continua persecuzione alle vicende targate la stessa persona, mi velocizzo ad estrarre tutte le copie riguardo i procedimenti penali a mio carico nr. XXXX/06 e nr.XXXX/05 ,prendendone visione per la prima volta,essendomi sempre fidato dei miei legali che mi difendevano
    Chiedo informazioni alla Cancelleria Penale di Fermo riguardo il fascicolo del procedimento nr.XXXX/06 col quale sono stato condannato e mi dissero che sarei dovuto andare alla ad Ancona in Corte d’Appello.
    Il giorno 01.10.2014 mi reco presso la Cancelleria Penale della Corte d’Appello di Ancona e richiedo di estrarne copie dal fascicolo in qualità di imputato e subito notai con perplessità che all’interno del fascicolo della Procura di Fermo nr XXXX/06 vi erano le stesse copie di assegni e fatture allegate nel processo nr.XXXX/06 R.G.N.R.
    Ancora con perplessità noto che la fonte di prova per cui mi hanno condannato e quella contestata dal Capo di Accusa sarebbe stata una dichiarazione fatta davanti all’ A.G. in un processo civile nr.XXXX/04 dove avrei dichiarato del falso-
    Noto che tale dichiarazione sarebbe stata scritta su fogli diversi ed in tempi diversi,essendo calligrafie diverse,con data corretta e correzioni varie,( basta notare la differenza di ampiezza delle righe dei due fogli )inoltre faccio notare che il Presidente di Sezione mi ha vietato di poter accedere a visionare il formato originale,i verbali di udienza ed eventuali citazioni come teste,riferendo che questo autenticato è solo quello che mi avrebbe riguardato.
    Terminando di effettuare le copie in Corte d’Appello di Ancona,mi accorgo che il CD allegato al fascicolo di 1^ grado è spezzato in due senza che all’interno dello stesso fascicolo ve ne sia traccia di accertamento dell’avvenuto episodio da parte di chi responsabili alla custodia di esso,– tale fenomeno di sabotaggio al fascicolo destò perplessità anche verso i Segretari e così anche se a fatica,ho ottenuto la dovuta attestazione dal Dirigente della Cancelleria Penale.
    A questo punto è evidente che essendoci stata una manomissione illegale nel fascicolo,è da dimostrarsi che in realtà sono stato vittima di tanto accanimento e persecuzione per tutte le vicende legate a questa persona ed altri.
    Il sottoscritto proclamandosi innocente ed in proprio e nelle qualità sopraspiegate,essendo stato condannato in un processo basato su prove false ed inammissibili e non documentate sin dal Rinvio al Giudizio del Capo di Accusa,vissuto con due uniche false testimonianze ed inoltre nel fascicolo vi è il CD di fonoregistrazione che è stato spezzato in due ai soli fini di inquinare prove di un processo falsato,per tale motivo ho sporto – denuncie/querele avverso il giudice di primo grado,il pubblico ministero che mi ha rinviato a giudizio,il m.llo della G.F addetto Procura di Fermo quale teste,la Parte Offesa quale teste e i responsabili Cancellieri della Procura di Fermo e Corte d’Appello di Ancona.
    Il tutto quanto sopra presentato,protocollato e documentato c/o il C.S.M.,il Capo Ispettore del Ministero di Giustizia,il Ministero di Giustizia in persona del legale rappresentante e il Procuratore Capo della Corte di Cassazione,nei quali esposti vi ho incluso anche il magistrato della Corte d,Appello che ha confermato la sentenza,Il giudice ed il P.M. della P.Accusa dell’altro procedimento nr.XXXX/06 RGNR.
    Si ritiene l’episodio grave in quanto è stato esercitato un uso distorto della giustizia considerando il comportamento abnorme dei Magistrati,P.M.,Testimoni e Cancellieri operanti c/o la Procura di Fermo e la Corte di Appello di Ancona che hanno adottato atti giurisdizionali che rappresentavano uno sviamento del potere al fine di favorire la Parte Offesa, i miei Avvocati difensori ed i suoi,i quali presentavano atti palesemente falsi, si avvalevano della falsità dei testimoni tutti complici della Parte Offesa. Il tutto per favorire stessa,Avvocato iscritto al foro di Fermo ed Amministratore Condominiale, persona vicina alla Magistratura e per danneggiare me che dall’anno 2002 sono stato perseguitato da tali vicende fino alla mia condanna definitiva per falsa testimonianza.
    Tutto questo fa soltanto pensare che il sottoscritto doveva essere condannato a tutti i costi pur di non screditare l’ “amministratrice avvocato”in quanto la stessa in riferimento a tale vicenda venne rinviata a giudizio per appropriazione indebita ai danni del Condominio in Porto San Giorgio.
    Già da ora dichiaro che (NON ho mai preteso che la legge sia dalla mia parte, ma sì che pretendo che sia rispettata).

  26. Gianni Alessandrini Rispondi

    8 febbraio 2017 at 04:27

    Un quadro demoniaco. Tutti d’accordo per perseguitarci continuamente, crocifiggerci, dilaniarci psicologicamente e materialmente.
    Aggressioni illegali … È da suicidio. Stanno distruggendoci. Non si sa dove aggrapparsi. E per giunta aggrediti anche dal proprio avvocato difensore che ha agito con illecito patrocinio .. e fra loro tutti d’accordo. Lo dico con la mente lucida. 
    Mi sono anche rivolto a AIVM ma non basta. 
    A chi altro rivolgersi  ??  
    Non può essere che non ci sia ascolto.
    Le leggi usate da dei giudici e avvocati come strumento per gestire e giustificare interessi di parte.

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