Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Viaggio a Bettola, il paese dello smacchiatore fallito. Dove ti dicono: non è il suo mestiere

Giornata Intraprendente nella terra emiliana dove è nato Bersani, tra la piazza e le osterie. «È ossessionato da Berlusconi», «non è un leader», «dovevano lanciare Renzi». E anche chi lo sostiene...

bersaniNon tutte le strade portano a Bettola. A Bettola ci arrivi tagliando a metà i campi, tuffandoti di testa in viali incorniciati d’alberi e in quelle vie che sono semplicemente vie di asfalto, per niente buone a nascondere storie e segreti. Qui, in quest’angolo di Emilia, ci arrivi chinando il capo alla tradizione contadina e a un accento capace di non farti capire nulla di quel che ti viene detto mentre ti innamori di una cantilena. E ci arrivi, qui, mentre piove abbastanza da farti intuire che non ha intenzione di smettere, dopo trenta minuti di irresistibile viaggio in cui c’eravate tu, la tua monovolume e Dio, ammesso ce ne sia uno. Per scoprire che lo smacchiatore fallito sta tutto nella giostra immobile, ferma, in pausa da se stessa, sistemata nella piazza del paese che gli ha dato in natali. Statica, in attesa che il cielo smetta di pianger acqua, nel fine settimana che i ristoratori aspettavano da tanto e che, invece, ha riservato loro l’amara sorpresa di incassi deboli, troppo deboli. Il meteo non li ha aiutati, dicono sospirando. Pier Luigi Bersani per il suo incasso debole, o sconfortante che dir si voglia, non può nascondersi dietro un temporale. La sua caduta libera non ha preso il via con una tempesta, bensì con piccoli e continui smottamenti iniziati una quindicina di anni fa, quelli che corrispondono alla crisi da cui la sinistra non riesce a uscire e al Pier incapace di governare (la nazione come il partito) e pure di lasciare. Le strade sono deserte, a Bettola. Nel primo bar in cui inciampiamo la politica non è ben accetta, l’umore è fiacco e di discussioni e nostalgie non ha voglia nessuno. Nessuno tra i tre clienti aggrappati al bancone. Poco più in là è tutta un’altra storia. Un omone di quasi due metri varca la soglia all’urlo di «vuoi vedere che Napolitano si dimette». L’ha detto in dialetto, chi può immagini il suono che non sappiamo riportarvi. Eccola, la partita è sul piatto, eccoli i bettolesi intorno allo stesso tavolo eppure divisi, affettati, dalle opinioni. L’aria è quella dei villaggi antichi, quelli che il fascino è immaginare chi ci vive da sempre, che la senti quasi fosse tangibile, la conoscenza reciproca e profonda di chi popola le case. Uno di loro ha votato PdL, lo ha fatto perché di «sinistra non lo è buona parte del Comune. Ora poi non ha capito quali sono le priorità italiane, Bersani. Ancora a parlare di conflitto di interessi, lo sappiamo tutti che non gli piace Berlusconi. Che faccia tutte le leggi che vuole in merito, ma dopo aver affrontato i guai seri». bersani

Bettola parla e la voglia di parlare è di parecchio superiore alle aspettative: meno di dieci minuti e il nostro tavolo è diventato anche quello di un pensionato, del proprietario del locale e di due avventori. Scherzano e si rispettano. Chi ha votato lo smacchiatore c’è. Snocciola amarezza e delusione, individuando l’errore: «Non ha detto le cose giuste, neppur una. La verità è che avrebbe dovuto tirar fuori una forza, un’aggressività, che in realtà non ha, questione di carattere». Ci tiene a sottolinearlo, che per lui «è il più onesto lì dentro, solo che non è il suo mestiere, non è un leader. Tanto che l’altro giorno suo cognato diceva che alla nuova consultazione con Napolitano non c’è mica tornato lui, ci ha mandato un altro». Al suono onestà c’è chi alza le mani. Lui, che chiarisce di non essere un «compagno», è uno di quelli grandi abbastanza da averlo visto «nascere. Io alzo le mani perché non ci giurerei, né in senso negativo né in positivo. Quando era candidato sindaco io l’ho votato. Alle primarie dovevano lanciare Matteo Renzi».

Tutti concordi su un punto: quando era al governo per Bettola non ha fatto nulla. Insomma, da queste parti, parti in cui alle ultime politiche ha trionfato il Cav., al Pier non viene perdonato quel che non gli perdona mezza Italia e pressoché tutto il Nord: l’aver avuto la possibilità di fare, di mutare se stesso, le cose e i democratici, e non averla sfruttata. Bettola è un posto carino, attraversato da un fiume. È uno di quei posti che un paio di giorni d’estate ti riprometti di tornarci, anche se poi non lo fai. Bettola è il luogo dello sconforto di chi ha smesso di credere. Ché qui allo smacchiatore (fallito) non crede più nessuno. Perché quello che ci crede di più è lo stesso che ti dice semplicemente che «non è il suo mestiere».

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 30 marzo 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

43 commenti a Viaggio a Bettola, il paese dello smacchiatore fallito. Dove ti dicono: non è il suo mestiere

  1. alberto scaccia Rispondi

    30 marzo 2013 at 18:18

    Bersani a Bettola è un uovo fuori dal cestino, una mosca nel bicchiere del latte, una c…a di cane sotto alle scarpe perchè quello è un paese che ha sempre votato a destra. Chi dice che lo ha votato lo ha fatto per compassione…

  2. LAMBRO Rispondi

    30 marzo 2013 at 18:35

    L’HO SEMPRE SCRITTO!! CHE L’OSSESSIONE DI EGEMONIA DEL PD LO INDUCE HA FARE DELLE SCELTE INFELICI.
    ERRORI MASTODONTICI CON OCCHETTO, CON PRODI e CON BERSANI.
    NON VOGLIONO ABBANDONARE LA LINEA GRAMSCIANA DELLE TESI DI LIONE 1926 E VANNO REGOLARMENTE A SBATTERE PERCHE’ PENSANO DI ESSERE I DEPOSITARI DEL VERBO E DELLA VERITA’ASSOLUTA.
    I LORO FUNZIONARI E DIRIGENTI DI APPARATO FANNO QUELLO CHE SANNO E QUELLO CHE SANNO E’ LA RIGIDA GERARCHIA DEL PARTITO IMPRONTATA ALLE TESI EGEMONICHE DELLA BOLSCEVIZZAZIONE.
    HANNO PAURA DEL NUOVO VENTO CHE SPIRA NELLE LORO FILE E COSI’ SI FANNO SCAVALCARE A SINISTRA DA UN CABARETTISTA BRAVO.
    A CAMBIARE IL MONDO CI HANNO GIA’ PROVATO ATTORI BEN PIU’ ATTREZZATI DI LORO MA HANNO FALLITO : SI RASSEGNINO “””O CAMBIARE O SPARIRE”” BUONA PASQUA!!

  3. john primo Rispondi

    30 marzo 2013 at 18:41

    Millenni fa Coufucio sentenzio’ “Se non sai sorridere, non aprire bottega” e naturalmente che ci faceva quel povero diavolo di Bersani lassu’ a capo di un partito e di una responsabilita’ ben piu’grande dell’omino che si è dimostrato, parlando ancora di conflitto d’interessi, con la gente esasperata, che voleva risposte immediate e concrete ai loro problemi immediati, di un paese economicamente messo in ginocchio in poco piu’ di un anno da gente, che non avevano una minima idea del danno tremendo che stavano causando al paese. Che statista si sarebbe dimostrato se solo avesse messo il suo odio incosciente verso quel vero leader di Berlusconi, incontrandolo per dirli: al diavolo la politica, mettiamoci insieme per ridare fiducia al nostro paese in pezzi. Berlusconi il leader immediatamente si apri’ a tale eventualita’. Bersani? Poveraccio senza coraggio ed intelligenza politica, come faceva?

  4. woman Rispondi

    30 marzo 2013 at 18:53

    Scritto molto bene l’articolo, bella la foto del Bersani in solitudine esistenziale: sembra un quadro di Edward Hopper.

  5. mariapia Rispondi

    30 marzo 2013 at 18:53

    Bersani aveva già fatto la lista dei ministri.. , tutto pianificato.. si voleva alleare con m5s solo per il conflitto d’interessi e l’ineggibilità di Berlusconi altro non gli frega nulla, voleva fare il pavone con l’ Europa per dire che lui aveva distrutto Berlusconi

  6. Dario Maggiulli Rispondi

    30 marzo 2013 at 18:55

    Ricopiare qui questa mia lettera aperta a Bersani dell’agosto 2011, ha lo scopo di confermare quanto profetizzato, quanto previsto e quanto ardentemente tentato di scongiurare.————————Dario Maggiulli scritto il: 10.8.2011 alle 00:10
    Busso alla porta di Pierluigi BERSANI. Voglio omaggiarlo, veritieramente. Del riconoscimento d’essere l’unico concorrente in lizza, e l’unico di rango, in possesso delle qualità adatte per cooperare alla salvezza del Paese. Ma, obbligatoriamente, prendendo le distanze, severissime, da tutta la cialtroneria dei suoi ‘stati satelliti’. Instaurando inoltre un profilo curiale, di sapore antico, fondato sul fiancheggiamento dell’attuale esecutivo, unica via di salvezza per tutti. Fiducioso di maturare, in tal modo, delle spendibilissime Royalties in un (non ipotetico) certissimo prossimo futuro. Credo, lui, debba guardare più di tutti, al ‘dopoqualcosa’. Provo ad ampliare questa sofferta sintesi. Gli Italiani sono osservatori attenti dell’uomo politico in genere. Anche quelli come me che hanno in Silvio Berlusconi il loro eroe. Nell’ipotesi obbligatoria da fare di una scelta nuova, io come quelli come me, ci troveremmo veramente sperduti nel cuore del più grande deserto, senza speranza alcuna di salvezza. Soltanto Pierluigi Bersani ci potrebbe salvare. Soltanto se riuscisse a far emergere quell’intelligenza che al momento comprime angosciosamente dentro di sè. Deve tirarla fuori, usando tutta la forza. Abbandoni quegli atteggiamenti periferici dei suoi compagni di merende. Faccia lo Statista. Ne ha la forza, le qualità. Si sottragga alle interviste/contro. Riveli di possedere quello spirito di giustizia, che si identifica oggi nel riconoscere l’attuale stato delle cose, che non si può assolutamente fronteggiare con i logori degradanti spot sfascisti e stregoneschi. Se trovasse la forza di inchinarsi alla grandezza di Silvio Berlusconi, rivelerebbe poi di possedere una mente eccezionale, che gli farebbe guadagnare una stima certa in tutte le direzioni. Alla prima occasione, sarebbe lui osannato. E, cosa più importante, il Paese sarebbe salvo.

  7. ammazzalupi Rispondi

    30 marzo 2013 at 20:10

    Povero SMACCHIATORE di Bettola! Confronto a lui, quel bicchiere di birra, sembra la diga di Assuan.

  8. marcopagliarino Rispondi

    30 marzo 2013 at 20:31

    la cacca di cane che s’attacca alla scarpa e che ti fa’solo CRISTONARE

  9. Scurnacchiato Rispondi

    30 marzo 2013 at 21:43

    Non è servita a nulla l’attività frenetica dell’esploratore Bersani. Testardo più che cocciuto,e cocciuto più che testardo,si è incaponito,convinto di riuscire ad ammaliare quelli del Movimento 5 Stelle,e ha fatto il classico buco nell’acqua,anche se non vuol darsi per vinto e si illude di essere ancora della partita. Quando sarebbe stato saggio fare un accordo col centrodestra,finalmente governare,pur col pungolo perenne di Grillo che li avrebbe tenuti tutti svegli,PD e PdL uniti. Adesso la Commissione dei dieci Saggi cosa potrà mai fare ? Indicare,consigliare,formulare un programma ? Sarebbe stato meglio interpellare un luminare del cervello umano,che magari con qualche elettrica scoppola (oggi le vie dei rimedi elettroenfalici sono infinite…) riuscisse a far rigirare dall’altra parte i bersaniani neuroni.

  10. mortimermouse Rispondi

    30 marzo 2013 at 21:58

    i paesani di bersani ormai hanno capito che gente sono quelli che vengono eletti a sinistra. una volta eletti, se ne fottono proprio alla grande dei loro compaesani, si fanno una certa idea, che è poi quella di distruggere berlusconi con le cazzate.

    ora la rossissima terra emiliana si deve ficcare bene in testa che è FINITA l’ideologia degli anni ’20! bisogna cambiare per stare al passo con i tempi! è di questo che deve affrontare la sinistra.

    invece no! l’imperativo categorico è: far fuori berlusconi a qualunque costo!
    BUFFONI! BUFFONI! RIDICOLI CRETINI!

  11. guido de zolt Rispondi

    30 marzo 2013 at 22:20

    E’ una lumaca senza guscio, i suoi compaesani e frequentatori del bar lo conoscono e possono affermare quello che il 90% degli Italiani ha capito da un pezzo: manca la materia grigia per fare quello che vorrebbe e, quindi, troppo piccolo per le sue ambizioni. Più adatto alla gestione del bar … forse!

  12. Giulia Rispondi

    30 marzo 2013 at 22:38

    Pover uomo! Incapace sicuramente d’intendere e fors’anche di volere, ma non matto di natura. Insomma una di quelle persone che possono arrecare assai danno al prossimo. Peccato che quel prossimo sia l’Italia intera. Comunque, w i “bettolesi” se così si chiamano e complimenti alla cronista!

  13. Attila Rispondi

    30 marzo 2013 at 22:43

    A Bettola Gargamella non viene affatto. Ha iniziato la campagna elettorale con 20 persone ad ascoltarlo e 400 giornalisti al seguito per far ” del fumo”. Per il paese non ha fatto nulla tanto meno prodigarsi per far ricostruire il ponte sul Nure caduto per una piena. È giusto quel che si dice” non è il suo mestiere” Eletto con una gabola nella Comunità Montana si evidenziatore una cosa ” la boria della moglie” e la pochezza del suo carisma. È un vecchio comunista invidioso nato e cresciuto in un paese ” fascista ” fino al midollo tanto che un vecchio fascista piacentino Carlo Tassi quando veniva veniva osannato . Parere di un bettolese a cui Bersani e sempre sotto sui “maroni” sin dai tempi in cui servivamo messa assieme.

  14. Tarcisio Rispondi

    30 marzo 2013 at 22:48

    A Piacenza e non a Bettola e ‘ stato visto un coniglio aggirarsi tra viale Saliceto e via Camperio. Sembra sia scappato da Roma dal cappello di un saltimbanco comunista.

  15. John Drekwiz Rispondi

    30 marzo 2013 at 23:52

    Povero Pier avev

  16. John Drekwiz Rispondi

    31 marzo 2013 at 00:02

    Povero Pier, aveva già scelto il colore della tappezzeria per Palazzo Chigi… Non gli sembra vero dopo le amene ballate sulla terrazza di Largo del Nazareno! È riuscito a fare peggio di Achille…
    È proprio il P.D.T. Partito di Tafazzi.

  17. gianclaudio Rispondi

    31 marzo 2013 at 00:28

    E vero,vive ossessionato da Berlusconi, come lo sono tutti quelli di sinistra. Sinistroidi che non sanno cosa significa la vera Politica ma solo cosa fa il Partito e i suoi Bolchevichi-Giudici giustizieri per far sparire il Berlusca.
    Essendo mentalmentre ritardati non sanno che il Berlusca e’ l’uomo non politico piu’ amato dagli italiani e per questo che sono felici cosi come cagnolini appresso ai loro dirigenti anche se loro si riempiono le tasche mentre i cagnolini si nutrono delle loro coglionerie.Io che vivo da anni in Sud America Vi posso assicurare che i sinistroidi sono quelli che fanno i veri danni a Paesi ricchissimi e sempre piu’ poverissimi.

  18. cesare berrini Rispondi

    31 marzo 2013 at 00:43

    Adesso che i nodi sono venuti al pettine e il “leader” ha dimostrato quanto poco era adatto all’incarico di governare, fanno il “mea culpa”. Viene allora da chiedersi come mai l’hanno votato in modo quasi plebiscitario ed hanno fatto di tutto per tagliare le gambe a Renzi. Non è che la sinistra è ormai cotta e va avanti solo per la spinta dei comici e del zerbinaggio dei vari giornalisti?

  19. Antonio Valenti Rispondi

    31 marzo 2013 at 07:56

    Okay, Bersani ha perso, ma chi ha vinto?
    Non certo noi italiani rimasti senza un governo politico e costretti ancora a subire un disastroso e disastrato governo Monti e non certo Berlusconi e Grillo costretti a subire un governo “del Presidente” di cui si ignora tutto.

    Invece di dedicarvi al de profundis del presunto perdente, perchè non fate l’elogio del vincitore?

    Sarebbe più divertente.

  20. LUIGI TAURO Rispondi

    31 marzo 2013 at 08:23

    MA E’ DA ANNI CHE ORAMAI, OGNI GIORNO, LASCIO IL MIO COMMENTO SU QUELLA PERSONA CHE E’ MANCATA ALL’AGRICOLTURA CON LA SPECIALIZZAZIONE DELLA COLTURA DI “CIME DI RAPE” CIBO MOLTO CARO E APPREZZATO DA NOI “PUGLIESI” ED ORA CI HA FATTO ANCHE SAPERE CHE E’ FIGLIO DI ……….
    MECCANICO NIENTEPOPODIMENO. MA LA SUA TESTA E’ TANTO DURA E COCCIUTA CHE ANCORA NON RIESCE A CAPIRE CHE E’ UNO “SGORBIO” DELLA POLITICA. ANCHE NEL SUO PAESE PARE SI SIANO ACCORTI DI QUESTO ED E’ GIA’ UN BEL PASSO AVANTI PER LORO. MA CHE ASPETTANO, ALLORA, CHE DISTRUGGA DEFINITIVAMENTE IL PD? NON GLIELO PERMETTETE PERCHE’ E’ NECESSARIO PER AVERE UN PAESE COMPIUTAMENTE DEMOCRATICO E QUINDI CI VUOLE IL PARTITO CONTRARIO AL PDL. SVEGLIA “BAMBOCCIONI”.

  21. LUIGI TAURO Rispondi

    31 marzo 2013 at 08:25

    ANCORA. QUELLO DI CUI SOPRA NON E’ SUFFICIENTE???

  22. vittorino Rispondi

    31 marzo 2013 at 08:29

    muri di argilla contro uno di cemento armato. Ochetto, Prodi,Dalema,bertinotti,Fassino,diliberto,Veltroni,FIni,Casini,Follini,ecc..ecc..la lista sarebbe troppo lunga.tutti spazzati via dalla furia del vento Berlusconi.E il bello è che non stanno ancora capiti.come diceva il grande TOTO,:MA MI FACCI IL PIACERE.

  23. Guido Mattioni Rispondi

    31 marzo 2013 at 10:07

    Brava Federica. Detto da un “vecio” del mestiere: articolo molto ben scritto! Divertente e scorrevole
    Guido Mattioni

  24. woman Rispondi

    31 marzo 2013 at 10:26

    Chissà se finalmente i comunisti capiranno che la politica NON E’ la denigrazione sistematica e la persecuzione giudiziaria degli avversari, ma la capacità di formulare e realizzare programmi per il buon funzionamento della società.

  25. vento nuovo Rispondi

    31 marzo 2013 at 10:31

    Questi ca….ni di comunisti sono 60 anni che non fanno altro che affossare l’Italia creando una sorta di guerra civile mediatica nei confronti di chi non la pensa come loro.
    Hanno reso buona parte degli italiani degli idioti servi della loro cultura.
    Grazie a una “cultura” propagandata da pseudo artisti e da personaggi a dir poco disgustevoli (vedasi i vari Fo, d’arcais,e cacche di cantautori tra i quali vecchioni (con la v minuscola),sono entrati nelle menti non solo ma sopratutto dei giovani.
    A Berlusconi devo solo rimproverare che negli anni passati avrebbe dovuto fare controinformazione e trovare personaggi della cultura e dello spettacolo che lo certificassero come BUONA COSA.
    Ma che gli italiani possano rinsavire,purtroppo, non ci credo proprio.
    Il caro Benito aveva ragione:non èoltanto impossibile governare gli italiani,ma é inutile.

  26. Gennaro Rispondi

    31 marzo 2013 at 10:59

    Tutto quanto di negativo si dice di Bersani (tutto sacrosantemente vero!) era sicuramente ben noto al Presidente Napolitano! E allora perche’ il Presidente lo ha investito di cotanta responsabilita’? Non e’ Esso stesso, il Presidente, corresponsabile delle conseguenze di questa perniciosa perdita di tempo?

  27. fausto Rispondi

    31 marzo 2013 at 11:07

    Bersani non è poi così male come lo si dipinge ( peraltro autore di forse l’ unica semplificazione a favore dei cittadini degli ultimi cento anni: la cancellazione delle iscrizioni ipotecarie a mutuo finito ,gratuitamente e in forma automatica).
    tuttavia pensare di diventare presidente del consiglio con delle primarie farsa ( le avrebbe vinte anche il mio pesce rosso- e ha rischiato di perderle)facendosi poi rappresentare in tv spesso e volentieri da qualche bella signora a tacco 12…mi sembra troppo.

  28. amarcord Rispondi

    31 marzo 2013 at 11:10

    Andrà ha sbattere, ha sbattuto.

  29. marcello marilli Rispondi

    31 marzo 2013 at 11:15

    leggo molta verità nei vari commenti sopra citati, il mininmo comune multiplo è che gargamella è inadatto , incapace,oltre che sciocco nell’agone politico nazionale. Forse andava bene come presidente della regione Emilia Romagna, ma troppo facile farlo in una regione dove il pci (perchè lo è ancora)ha o aveva la maggioranza assoluta. Per inciso , ma qualcuno ricorda che la suddetta regione assieme alla Toscana ed all’Umbria erano nel ventennio le più nere e dopo la guerra sono diventate le più rosse ? Meditate gente. Tornando a gargamella ed ai suoi bisogna dire che sono talmente ossessionati dal Berlusconi che non vedono quali sono i veri problemi del paese se non quello di farlo fuori con una legge “ad personam” specifica e definitiva. Sono 20 anni che lo hanno sul gozzo e non lo digeriscono,sono intellettualmente arroganti e giacobini da non ammettere che ci può essere qualcuno più bravo e più capace di interpretare le necessitrà di una nazione. Oltre tutto interpreta le intenzioni con realismo e capacità: forse è questo che manca ai gargamellati italiani. Lo avevano uno almeno simpatico e moderno, ma hanno preferito uno arcaico e stalinista fautore del centralismo democrastico che lo ha portato a sbattere in maniera brutale . Buona fortunba all’ Italia

  30. Palma Rispondi

    31 marzo 2013 at 11:33

    Anche se non sono di sinistra e non lo sarò mai, pensavo anzi speravo che Bersani fosse almeno intelligente oltre che ossessionato da Berlusconi, ma purtroppo oltre al carisma gli manca anche l’intelligenza. Piuttosto che fare allenza con Berlusconi fa andare gli Italiani tutti in cacca. Spero che la gente capisca che la persona è un pusillanime e anche, perchè no molto borioso. Chi non sa quali sono i propri limiti, meglio eviti di metterli in evidenza. Doveva laciare il posto a Renzi il quale almeno ha una sua personalità e senz’altro avrebbe fatto allenaza con Berlusconi piuttosto di essere l’artefice di questo sfacelo. Povera Italia e poveri italiani che hanno solo quello che si meritano. Andiamo avanti con i tecnici dai quali meglio sarebbe che Dio ci salvi e liberi. Buona Pasqua a tutti e se gli italiani non si svegliano, non hanno neppure il diritto di lamentarsi. Votate Grillo per protesta, tanto saremo solo noi che pagheremo i loro voti.

  31. angelo Rispondi

    31 marzo 2013 at 11:38

    Un politico che si presenta con sigaro in bocca e in maniche di camicia, arrampicandosi sui tetti, copiando un gruppo di operai, per dire alla gente che il suo odiato nemico deve dimettersi (frasi ripetute fino alla nausea) non l’ha reso più simpatico. Da mediocre politico, è divenuto mediocre personaggio e penso che questi ultimi avvenimenti lo abbiano tagliato fuori dall’alta nomenclatura del PD.

  32. cesare Rispondi

    31 marzo 2013 at 11:39

    Che commenti poveri di idee e di spirito.
    Tutti uguali,prima l’offesa diretta poi il dileggio,poi il leccaggio al capo papisilvio e poi un tentativo di concludere il commento spiritosamente ma qua la scarsa cultura,la ristrettezza di idee e l’intolleranza agli altri fanno si che non se ne possa leggere uno che sia uno con un minimo di interesse.
    Rileggendovi lo capite da soli vero perche agli altri due terzi d’Italia fate letteralmente ribrezzo e nessuno vuole avere a che fare con voi?

  33. Massimo.G Rispondi

    31 marzo 2013 at 11:56

    Loro sono fatti così,vogliono tutto il potere,non vogliono dividerlo con nessuno,intanto l’Italia e gli italiani vanno a puttane,muoia Sansone con tutti i filistei,Mavaff…….o. Bersani.

  34. Alessandro Satta Rispondi

    31 marzo 2013 at 12:26

    La sinistra, almeno adesso ,faccia un paso avanti ,la smetta di urlare contro Berlusconi e si confronti sulle idee .
    Forse non avete capito una cosa …. L ‘Italia vuole crescere ed essere apprezzata per le sue potenzialità’.
    Ciao Sandro

  35. Alessandro Satta Rispondi

    31 marzo 2013 at 12:29

    Il mio papi ha ragione da vendere…..
    Ciao Alessia

  36. Peo Rispondi

    31 marzo 2013 at 13:09

    Tutto giusto. Tutto vero. Con Renzi la musica cambierebbe, ma il PD diverrebbe allora l’odiato “partito socialdemocratico” e l’intero palco bolscevico crollerebbe. E chi la salverebbe più la vecchia nomenklatura incartapecorita? Un se po’ ffà!

  37. angelo Rispondi

    31 marzo 2013 at 13:19

    Il primo é andato perso. Rimando e auguro buona Pasqua.

    Un politico che si presenta con sigaro in bocca e in maniche di camicia, arrampicandosi sui tetti, copiando un gruppo di operai, per dire alla gente che il suo odiato nemico deve dimettersi (frasi ripetute fino alla nausea) non l’ha reso più simpatico. Da mediocre politico, è divenuto mediocre personaggio e penso che questi ultimi avvenimenti lo abbiano tagliato fuori dall’alta nomenclatura del PD.

  38. angelo Rispondi

    31 marzo 2013 at 15:59

    Cesare, non ti piacciono i nostri commenti? Non leggerli e in quanto a offese, abbiamo imparato dai sinistri e ora non ammettete neanche questo. Cesare, quanti anni hai? Non ti viene in mente, quanto siete educati quando ve la prendete con quelli che hanno le idee diverse dalle vostre. Il fatto é che quando vi misurate pari pari agli altri non valete una fava, e allora cominciate a perdere la pazienza e finite con lo sproloquiare. Abbi ugualmente una buona Pasqua e su con il morale.

  39. angelo Rispondi

    31 marzo 2013 at 21:32

    Per Cesare. Il suo erudito commento contro la maleducazione della destra.
    Che commenti poveri di idee e di spirito.
    Tutti uguali,prima l’offesa diretta poi il dileggio,poi il leccaggio al capo papisilvio e poi un tentativo di concludere il commento spiritosamente ma qua la scarsa cultura,la ristrettezza di idee e l’intolleranza agli altri fanno si che non se ne possa leggere uno che sia uno con un minimo di interesse.
    Rileggendovi lo capite da soli vero perche agli altri due terzi d’Italia fate letteralmente ribrezzo e nessuno vuole avere a che fare con voi?
    +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
    Questo E il commento di Cesare che ci insulta chiamandoci lecchini. Con quale diritto. Noi non siamo comunisti, i quali, hanno speso tre quarti della loro vita “ lappando” le chiappe ai dirigenti del partito comunista italiano. Quel partito che fu, e lo è tuttora, l’espressione più lugubre per aver fatto perpetrare, i più ignobili omicidi di massa (vedesi Foibe) avallati con silenzioso assenso, dal MIGLIORE del PCI. PDS. PD, che storia italiana ricordi. Oggi, sebbene la gravità delle cose, non rasenti i fatti accaduti in quel triste periodo, ci troviamo ad affrontare un’altra ingiustizia. Noi abbiamo una Costituzione, che è continuamente vilipesa. S’interpreta, secondo i propri punti di vista. Il garante di questa costituzione dovrebbe essere, il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ebbene, per ciò che sta accadendo, in questi ultimi tempi, la nostra costituzione, che il nostro vetusto custode, ha l’obbligo di garantire, la fa assomigliare a un pezzo di carta per avvolgere cento grammi di mortadella. Egli la offende, non la consulta, la violenta con vergognosa determinazione, la interpreta secondo bisogni personali e di partito, fregando e aggirando il volere di milioni di elettori che hanno con il loro voto indicato la composizione del Governo. Aggirare il popolo sovrano, è un vizio della sinistra. Un fattore endemico che può essere estirpato soltanto se si bandisce, mettendolo alla stregua del nazismo.

    Cesare! Questa è la risposta al tuo commento. Giudica come ti pare e ti piace, offendi, ingiuria, come un vero comunista, se ti fa piacere. Abbi cura della tua salute. cordiali saluti. Angelo-

  40. marialuisa Rispondi

    1 aprile 2013 at 01:36

    il vero colpevole è Napolitano,prima ha messo sul trono Monti e adesso ce lo impone ancora sine die,ma del resto da un comunista non si poteva aspettare altro col risultato di cacciare l’Italia in un mare di guai. .Cipro si avvicina

  41. John Drekwiz Rispondi

    1 aprile 2013 at 11:08

    L’Italia è ancora una repubblica immatura per potersi permettere un sistema bipartitico, per diventare una federazione compiuta, o virare verso un presidenzialismo alla francese. Dobbiamo fare ancora molta strada…servirebbe una notevole accelerazione. Intanto godiamoci la sinistra di Bersani e Vendola, il Giaguaro e il Comico…

  42. Franco.C Rispondi

    9 aprile 2013 at 13:08

    Cesare deve essere proprio la mela spaccata di quel tale bersani, e per questo si è scocciato dei commenti. Comunque può sempre tornare a leggersi i suoi giornali di sinistra se non gli piace questo. Personalmente gliene sarò grato. Addio.

  43. timberland boots Rispondi

    23 giugno 2014 at 18:32

    Il perchè svendere l’Italia è così importante per Monti? Perchè l’artigianato e la piccola/media industria italiana non hanno uguali, come qualità e innovazione, nel mondo, e questo non sta bene in primis alla Germania, all’Inghilterra e all’America di Obama, come paesi industriali. Il resto del mondo economico di oggi li si può suddividere così: Giappone e Corea del Sud sono ormai potenze industriali ben consolidate nel mondo, capaci di concepire e produrre prodotti originali. Cina Rossa, India e i paesi dalla mano d’opera bassissima del sud est asiatico sono soprattutto dei copymakers, cioè copiano i prodotti occidentali e li producono a prezzi da fame insidiando le vere economie industrializzate (Italia in primis). Infine ci sono le due economie che vengono dette emergenti, Brasile e Argentina, dove si replica quanto accade in Cina Rossa con la mano d’opera a basso prezzo e le grandi ricchezze di risorse naturali che fanno da base al loro sviluppo, che sono sempre a rischio di cadute improvvise date le situazioni politiche alla sud americana, vamos a far la revolucion.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *