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Ragazzi che vita!

2wm4eqdRagazzi che vita! Signori che vita. Il sapore dei viaggi, del sole che in pausa pranzo ti bacia il viso mentre sgambetti scalza sull’erba di un parco a un passo dalla redazione. Ragazzi che film il drink a fine giornata, quello che pare esserci anche la colonna sonora. Eddai il rosso sta bene su tutto, specie nel bicchiere e sul sorriso dell’amica che ti regala la chiacchiera in più.

Respiri poi lo schermo di un cinema, immenso classico capace di fermare il tempo, e pure l’abbraccio di un attore che da un palcoscenico vomita l’anima sul pubblico. Vuoi dare un prezzo al mattino? Lascia ti sveglino dei cuccioli d’uomo ancora profumati di latte e rassegnati alla meraviglia. E la leggerezza di digerire la politica la impari con l’esperienza mentre i miracoli li vedi nell’altruismo del vicino di casa che ti riempie di cortesie. Milano, infine, è un forziere carico di sorprese. Ogni notte un posto nuovo, una bettola pregna d’esistenze irrinunciabili. Tutto scorre, le lenzuola all’ammorbidente in cui ti sdrai ti cullano come fossi un bimbo per otto ore. Qualche corsa e l’allegria di aver il tempo di godertela, aspettando la luna. Ragazzi che vita, avevo.

Prima di innamorarmi di una tastiera, di diventare un topo da carta e parole e online. Ragazzi che vita, ricordo di aver avuto. Il sole si ostina a celarsi dietro lo smog prepotente, le mie lenzuola non mi vedono per più di quattro ore a notte e profumano (chiunque abbia inventato la lavatrice merita la santità) ma sono un ammasso spiegazzato. Stirare è ufficialmente uno spreco di tempo. Prima la decenza mi portava a far incontrare ferro e camice. Non accade da tempo neppure questo e sì, si vede. Al cinema non vado da circa un mese e il teatro (coccola dolcissima) ho scordato com’è fatto. Le mie amiche di rosso indossano solo il vino che regolarmente finiamo per rovesciare, ché il rossetto per metterlo servono energie da preservare. E i viaggi, lasciamo perdere. Le ultime estati ho sfidato al canicola lottando con il nulla dell’unico notiziario possibile: “Allarme caldo. Anziani, bevete per carità”. Di figli non ne ho (fortunatamente più per loro che per me) e i miei vicini di casa non li ho mai visti. Il mondo prima delle dieci è un posto orrendo e la politica ancora mi causa bruciori di stomaco e conati di vomito. La sera esco, vado in due locali in cui generalmente trovo umanità indubbiamente irrinunciabili (saluto i colleghi che lì mi pare vivano). Il drink me lo faccio, non ci fosse lui sarebbe una tragedia e un tempo ho avuto una vita vagamente normale. Ma poi cos’è normale? Ragazzi che vita!

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di on 9 marzo 2013. Filed under Blog. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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