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Perché questo è il peggior Parlamento possibile per il Nord

Tra centrosinistra e grillini, due terzi delle Camere sono imbevuti di cultura assistenziale. Serve un rilancio dei liberali

 burocrazia_autoCut_664x230Di fronte allo choc conseguente all’irruzione massiccia del Movimento Cinque Stelle nella politica romana, la maggior parte dell’attenzione è stata – né poteva essere diversamente – per gli equilibri politici da reinventare e per le (difficili) prospettive di governo. Nel momento in cui si scopre che dalle urne esce un risultato che impedisce una qualsivoglia maggioranza, ogni altro elemento passa in second’ordine. Nella migliore delle ipotesi, qualche analista si è preso la briga d’indagare i flussi del voto “grillino”, rilevando come una parte significativa di quell’elettorato provenga dai delusi del centro-destra e della Lega. Pochi hanno sottolineato un altro elemento: e cioè che in ragione di questa nuova e strana creatura politica, che si presenta come alternativa alla destra e alla sinistra tradizionali, oggi abbiamo un Parlamento dominato per due terzi almeno da post-marxisti, ecologisti radicali e fanatici della redistribuzione. Non è certo un caso che il tema cruciale su cui ora Grillo e i suoi stanno richiamando l’attenzione generale sia il “reddito di cittadinanza”, e quindi l’idea di regalare mille euro al mese a chiunque.

Questa situazione rappresenta un rischio primario per il Nord e per la parte produttiva della società. È vero che Grillo ha preso molti voti anche nelle regioni settentrionali (in Veneto, ad esempio), ma si è trattato dell’opzione disperata e vendicativa di una società che chiede una netta discontinuità con le logiche che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. Il guaio è che l’interprete di questa ribellione sia un insieme di soggetti – i deputati e senatori dell’M5S – che sono imbevuti di cultura burocratica e miti ambientalisti. Larga parte del mondo imprenditoriale veneto e lombardo si è trovata insomma a sfogare la propria rabbia investendo di potere una forza politica che ambisce a cancellare larga parte del sistema industriale e sogna una specie di Nuova Arcadia, con piccole imprese biologiche e aziende high-tech, senza trasporto privato e con wi-fi gratuito ovunque.

Come si può uscire da questa situazione? Qualcuno sta iniziando a immaginare a un radicalismo di segno opposto. In taluni ambienti, cresce la convinzione che sia più tempo di camomille, promesse risibili e politiche democristiane riverniciate. Il successo anche al Nord della banda Grillo-Casaleggio lascia intendere che esista una parte rilevante della società per nulla disposta a subire il declino senza reagire. Ha votato i grillini per disperazione, ma potrebbe sposare un altro progetto ancora più dirompente, se solo emergesse un attore politico qualificato. In particolare, in alcuni ambienti è sempre più chiaro che la situazione anagrafica di Silvio Berlusconi e la fragilità elettorale della Lega impongono alle forze liberali del Nord di ripensare la propria strategia. Perché o trovano un tema forte – ad esempio facendo uscire dalla nebulosa in cui ora si trovano le rivendicazioni nordiste, puntando su un processo “catalano” – oppure non sapranno reggere di fronte all’onda d’urto che tra sei mesi, in caso di nuove elezioni, Grillo saprà esprimere.

Si ha insomma la sensazione che le classi dirigenti settentrionali stiano prendendo atto che, nel momento in cui l’ecologismo radicale e il post-marxismo sono il senso comune di “nuovi barbari” lanciati alla conquista del potere romano, la vera alternativa sia individuata nel rilancio delle parole d’ordine di un indipendentismo che nulla abbia a che fare con razzismo, antimeridionalismo, chiusura culturale o economica. Può darsi che non sia troppo tardi e che ci sia ancora spazio per una risposta al trionfo di chi rischia di condurre l’intera Italia entro logiche peroniste. Però quanti intendono agire in tal senso non hanno molto tempo. Ritardare significherebbe prendere atto che un certo tipo di società ed economia appartengono al passato.

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di on 4 marzo 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a Perché questo è il peggior Parlamento possibile per il Nord

  1. Federico Cazzaniga Rispondi

    4 marzo 2013 at 12:41

    Vedremo… vedremo cosa sapranno fare gli orfani di monti e berlusconi. Basterà vedere cosa scrivono il Corsera e il Giornale: se si accodano anche loro ai nuovi signori (alla coppia Grillo + Casaleggio) oppure se vogliono provare a difendere il sistema produttivo del Nord, quello che ne rimane in vita, anche a costo di dare un voto “catalano” ai veneti, prima, e poi agli altri. Maroni sembra una pappamolla: non credo che ci si possa aspettare molto da lui. Ma forse potranno prendere l’iniziativa certi imprenditori veneti ruspanti o certi lombardi alla Caprotti… Chissà.

    • Khali Rispondi

      4 marzo 2013 at 17:50

      Che cosa vuol dire voto “catalano” ai veneti? Mi pare che la maggioranza dei veneti non voglia l’indipendenza e preferisca Grillo.

      • lucas Rispondi

        5 marzo 2013 at 14:15

        …e’ qui che sbagli…. La maggioranza dei veneti vuole l indipendenza, il fatto che grillo abbia preso consensi significa solo che c’e’ tanta gente incazzata… Tutto qua… Appena grillo ed i suoi verranno fagocitati dallo stato romano si esauriranno in fretta… Allora finalmente… L AUTODETERMINAZIONE

  2. Khali Rispondi

    4 marzo 2013 at 17:48

    Ma che cosa si intende adesso per “liberale”? Difendere il sistema produttivo del Nord o occuparsi dei “diritti umani”, cioe’ dell’accoglienza a tutti gli immigrati, del matrimonio omosessuale ecc., e privare imvece di tutti i diritti i lavoratori del Nord? Perche’ ormai la confusione e’ enorme.

  3. magolino Rispondi

    5 marzo 2013 at 01:12

    Il “Grillismo” è una Corrente di Pensiero Protestatario Costituzionale e non una ideologia politica.Questa Corrente di Pensiero ha manifestato la propria presenza nella condizione di forte messaggio dei cittadini a tutta la Politica Italiana presente nei “loculi” delle Camere. Pertanto non la si può contattare come un fattore Politico, non avendone oggettivamente la caratura. Quindi divenendo assolutamente impossibile immaginare una sua locazione all’interno del nostro attuale sistema Costituzionale risulterebbe impossibile o quantomeno difficile ogni contatto. Come solo Corrente di Pensiero, potrebbe esaurirsi naturalmente come si scioglie la neve al sole disperdersi in tanti rivoli tracimanti in coalizioni politiche esistenti e consolidate. Non avendo inoltre un forte base ideologica politicizzata e vivendo unicamente in forza di un astrattismo, potrebbe concretizzarsi se si desse una impronta politica.
    Ke Linse

  4. magolino Rispondi

    5 marzo 2013 at 11:23

    …vorrei continuare il mio concetto. Andrei a paragonare il Grillismo, visto gli aspetti esteriori di insofferenza generalizzata contro tutto e tutti, a 2 similari recenti precedenti. Il 1°/ fù un Sig. Giannini che sperimentò un suo modo di agire già dal 1944 con l’edizione di un Giornale che chiamò: l’Uomo Qualunque. Dove il logo era una pressa a mano(le antisignane delle fotocopiatrici) che schiacciava un individuo, Chiaramente indicante l’oppressione che i cittadini avevano da parte delle Istituzioni/Politica. Giannini poi, per poter concorrere, tramutò questa Corrente di Pensiero in un partito politico ed ancora in Francia dove, il Sig, Pjuade , arringò nel anni 50/ i Francesi contro tutto e tutti. Quest’ultimo, con il suo Pujadismo. ottenne una vittoria politica schiacciante e determinante per il governo della Francia. Il Giannini, sparì quasi ancora prima di nascere politicamente e Pujade fece la stessa fine, dopo ca. 2 anni.
    Ke Linse

  5. ruggero Rispondi

    5 marzo 2013 at 13:16

    Il vero problema è che Grillo ha ragione sul reddito di cittadinanza, ma non sul fatto di estenderlo a tutto lo stato italiano. Il Veneto ad esempio potrebbe applicarlo se le risorse che roma ruba rimanessero nel suo Territorio, si apriranno quindi ancora di più le contraddizioni di questo NON-stato, quindi W Grillo, sarà l’ariete involontario di tutta la proposta Indipendentista, un prezioso alleato.

    • Khali Rispondi

      6 marzo 2013 at 05:17

      A me sembra che Roma (nel senso della casta politica e del Sud Italia) rubi non solo al Veneto, ma anche a Piemonte e Lombardia.

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