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Perché Nicole Minetti è meglio di don Gallo

nicole minettiDopo Grillo, Gallo. Come il leader del Movimento Cinque Stelle, anche il suo concittadino don Andrea Gallo ha espresso un anatema contro le sale gioco. Ma stavolta il bersaglio non è generico. Riguarda la ex consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti, chiamata come testimonial per inaugurare la ludoteca Slot house nel quartiere genovese di Pegli. Subito il parroco, fondatore della comunità di San Benedetto al Porto, ha lanciato i suoi strali contro l’iniziativa: «È uno scempio da fermare, uno schiaffo alla povertà, che offende la dignità di molte persone». Peccato che la struttura sia legale e che la stessa Minetti abbia dato uno schiaffo simbolico al prete militante, rispondendogli: «Don Gallo, chi?».

C’è infatti da chiedersi chi sia don Gallo, per capire come si tratti della persona meno indicata a parlare di emergenze sociali. Proprio il sacerdote malvisto dalla curia per le sue tendenze comuniste, si è più volte impegnato per la legalizzazione delle droghe leggere. E ora viene a fare la morale sulle sale giochi? E la droga invece, secondo lui, non è una piaga sociale da estirpare? È facile immaginare che le proteste del prete di strada siano dovute anche alla presenza, ingombrante in tutti i sensi, di una madrina come la Minetti. Dall’alto del suo pulpito, lui avrà sicuramente visto qualcosa di immorale, di trasgressivo, di offensivo per il pudore, nella sua partecipazione. Sarebbe bene ricordare, tuttavia, che lo stesso don Gallo ha presentato qualche tempo fa il primo calendario trans della storia italiana ed è stato eletto come personaggio gay dell’anno dal sito gay.it. Non si indignerà certo, quindi, se una donna procace e bella viene invitata per richiamare più persone all’inaugurazione di un nuovo locale. Dov’è lo scandalo, d’altronde? Essere dotate di doti fisiche eccellenti è per caso una colpa? Il moralismo d’accatto del pretucolo genovese fa capo piuttosto a categorie che nulla hanno a che fare con la carità cristiana. Le sue parole, ormai da tempo, si rifanno a concetti laici come democrazia, diritto, legalità, in cui manca qualsiasi riferimento trascendente ed è scomparsa ogni traccia di sacro. Come ricordava la grande filosofa Simone Weil, espressioni quali diritto e attenzione al sociale «non hanno il luogo d’origine nel cielo e per questo sono incapaci di incidere sulla terra». Don Gallo invece le cita continuamente, dimentico che il suo compito sarebbe parlare di Cristo, di Verità, ed esercitare il suo ministero nella chiesa e non in piazza o davanti a una sala giochi.

resizeI preti tornino dunque a fare i preti, parlando all’anima, e le showgirl come la Minetti vengano lasciate libere di fare le showgirl, mostrando il corpo. A ognuno il suo. In un’ottica di valori, poi, la seconda è dotata di Bellezza; il primo, invece, non ha neppure la Carità. Alla Minetti si può anche dire, come suggeriva Sartre: «Sii bella e taci». Gallo, invece, ogni volta che parla, rinnega Dio almeno tre volte.

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di on 2 marzo 2013. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Perché Nicole Minetti è meglio di don Gallo

  1. alberto gozio Rispondi

    2 marzo 2013 at 17:30

    Perché sprecate tempo e spazio per costui?

  2. sandro Rispondi

    4 marzo 2013 at 10:34

    vedendo il gallo don…. sono contento di essere ateo

  3. Martina Rispondi

    11 marzo 2013 at 21:08

    Ma vergognatevi. Non sapete neanche chi è, non sapete cosa fa ne cosa predica.

    Costui è l’ultimo vero cristiano nella chiesa. Aprite gli occhi.

  4. alberto gozio Rispondi

    25 marzo 2013 at 20:47

    Cara Martina, ma dove vivi e cosa leggi?

  5. tommaso Rispondi

    17 aprile 2013 at 11:41

    Martina è l’unica che has critto qualcosa di sensato.

    Poveri qualunquisti che non siete altro. Don Gallo è un baluardo del libero pensiero e della vera fede, che si discosta da tutte quelle porcherie che la chiesa fa.

    VOi dove vivete e VOI cosa leggete.

    Moralisti fasulli.

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