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Masseroli, ovvero il lato disinteressato di Cl

MasseroliQuando si pensa a Cl vengono, inevitabilmente, immagini da sottobosco di potere: gli appalti della Sanità, le società partecipate, le aziende legate alla Compagnia delle opere e così via. Un insieme di nomine, amicizie, favoritismi che trae origine da una realtà oggettiva ma anche da una serie di luoghi comuni generati dalle ultime inchieste su Regione Lombardia.

Eppure, proprio in questi giorni, Carlo Masseroli ci ha fornito l’esempio di un’altra «Comunione e liberazione». Classe 1967, ciellino doc (ai cronisti ha sempre detto: «non scrivete che sono vicino a Cl. Io sono di Cl!»), Masseroli si è dimesso da consigliere lasciando anche il suo ruolo di capogruppo PdL dopo dodici anni di permanenza a Palazzo Marino. Prima come consigliere di maggioranza (2001-2006), poi come assessore allo Sviluppo del territorio nella seconda giunta Moratti (2006-2011) poi come capo dell’opposizione per due anni. Un lungo percorso alla fine del quale ha detto basta: «Torno ad un ruolo non pubblico perché oggi credo di essere più utile al bene comune con un’attività professionale privata». «Non è che chi fa politica lo debba fare per sempre – ha aggiunto Masseroli – non è un incarico a vita e voglio provare a fare dall’altra parte ciò che ho fatto da assessore». Una frecciatina lanciata a molti dei suoi colleghi, dei banchi della maggioranza e dell’opposizione, che di lasciare non ci pensano proprio.

Scelta sincera? Pare proprio di sì. Dopo la mancata candidatura alle regionali, in cui l’ex capogruppo ha pagato l’iniziale appoggio alla lista Albertini (Mario Mauro, illustre ciellino, è ora senatore per la lista Monti), Masseroli non ha preteso altri incarichi o compensazioni forse proprio in attesa delle dimissioni non date prima per non destabilizzare il partito in un momento elettorale. Si potrebbe pensare, al contrario, che il suo ritiro dalla vita politica sia dovuto a una serie di accordi di equilibrio fra le varie componenti del PdL. Eppure anche questa idea sembra sbagliata. Non solo Cl, lasciata alla porta del Pirellone, avrebbe potuto tranquillamente mantenere il proprio avamposto strategico in Comune. C’è di più. Le dimissioni di Masseroli portano in consiglio comunale un esponente inviso alla maggior parte del PdL: parliamo di Marcovalerio Bove, pupillo di Podestà di cui è stato, per parecchi anni, assistente personale. Nell’eterno scontro Mantovani-Podestà di cui abbiamo parlato sta prevalendo, negli ultimi tempi, nettamente il primo, ormai futuro prossimo vicepresidente regionale e assessore alla Sanità. Podestà invece pare confinato nel suo ruolo di presidente della Provincia fino a fine mandato (inizio 2014).

L’addio di Masseroli, quindi, pare sincero. Una scelta rara nella politica di oggi.

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di on 14 marzo 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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