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Italia 1, i giovani e quel legame da ritrovare

Nonostante oggi sembri impensabile, c’è stato un periodo in cui anche la tv dei ragazzi forniva valori: erano i tempi di Alessandra Valeri Manera. Era il 1980 e una giornalista, dell’allora Fininvest, pose le basi di quella che diventerà, fra le reti del “biscione”, la tv dei ragazzi. Nello stesso anno, all’età di ventitrè anni, la giovane Alessandra diventò responsabile della programmazione per ragazzi delle reti del Cav. Gli storici programmi-contenitore “Bim Bum Bam” e “Ciao Ciao” nascono dalla sua mente, e sono curati da lei fino al 2000, quando scompaiono dagli schermi televisivi. Il suo nome rimane professionalmente associato in modo indissolubile a quello di Cristina D’Avena, per le 700 sigle realizzate insieme, da cui scaturiscono un disco d’oro, quattro dischi di platino, oltre alla felicità di milioni di bambini e ragazzi. Tra le perle del rapporto Valeri-Manera-D’avena ricordiamo i telefilm della serie Licia e Cristina, interpretati dalla stessa D’avena, col compito di rinforzare ancora di più Italia1 nel target adolescenziale. Per la rete giovane di Cologno, gli anni novanta trascorrono tra cartoni a go go e nuovi programmi; in contemporanea, spuntano nel palinsesto telefilm come Beverly Hills 90210, Melrose Place, Dawson’s Creek e Buffy, che portano davanti allo schermo milioni e milioni di adolescenti e giovani, additando Italia1 come rete cadetta per eccellenza.

Nel 2001 Alessandra Valeri Manera lasciò il posto di capo struttura della fascia ragazzi Mediaset. Il drastico ridimensionamento dei piani alti dell’azienda, fu un duro colpo per lei eITALIA 1 per la stessa rete. La scelta, poi, di acquistare telefilm di seconda scelta da inserire nel pomeriggio di Italia uno, ha dato il colpo di grazia a quello che fino ai primi anni 2000 era l’inossidabile presidio della seconda rete Mediaset. Prerogativa della tv dei ragazzi della signora Valeri Manera fu sempre quella di offrire cartoni animati dal target vario che rispondessero ai gusti e alle esigenze del vasto pubblico.

In questi anni dal suo abbandono sono cambiate molte cose e, purtroppo, non in positivo: i programmi che accompagnavano il bambino durante la sua crescita sono scomparsi lasciando spazio ad un mix di cartoni e pubblicità. Da qui è iniziato uno sbandamento verso una deriva ignota per il target di riferimento di Italia1. I bambini si stufavano e hanno progressivamente abbandonato la rete: Mediaset ha fatto così morire piano piano venti importanti anni della sua storia. Ma il telefilm che alle 16 fa un pessimo 5% di share, siamo sicuri che sia migliore di un programma dedicato ai ragazzi? La risposta è no, ovviamente. I tempi sono cambiati, l’infanzia come la gioventù anche, ma i programmi per i nostri figli e per le new generations devono tornare. I quiz, i varietà, i Tg sono sempre presenti, ma nelle grandi reti generaliste non si vede nulla di costruttivo per l’infanzia e per l’adolescenza, seppur di nuovo pelo.

Con l’arrivo di Piersilvio Berlusconi al vertice dell’azienda, e di Luca Tiraboschi alla guida di Italia1, si è voluto dare un drastico taglio al passato, puntando forzatamente al futuro, e troppo in fretta. Mediaset è un broadcaster giovane e non si vedeva la necessità stravolgere contenitori, cambiare strutture e rompere gli schemi. Se si voleva fare un passo avanti, non c’era che da migliorare quello che già funzionava: ricordiamo che alla fine degli anni ‘90 e inizi 2000, Mediaset era al vertice degli ascolti, con un apparato dinamico invidiato in tutta Europa e non solo. Da qui, abbiamo visto Italia1 perdere sempre più appeal sui giovani vuoi per il moltiplicarsi di nuovi canali tematici sul digitale, vuoi per i discutibili accordi e vetiDe Filippici” (che non vogliono una fascia ragazzi al pomeriggio in contemporanea ai programmi di Maria “la sanguinaria”), vuoi per i diktat dei manager.

Sembra però che un qualcosa si stia muovendo: da un paio di settimane si è affacciato alla porta di Italia1 un telefilm in prima tv assoluta, Arrow, che ha dato dei risultati notevoli. Anche sul fronte ragazzi sembra esserci una ventata: Boing, il canale per ragazzi Mediaset, ha dato di nuovo smalto a cartoni datati.

Questo pezzo non vuole essere solo una critica, ma anche uno sprono a produrre programmi nuovi, seppur low budget, che strizzino di nuovo l’occhio a quel target che ha fame di programmi nuovi e conduttori seri, che sappiano reggere un programma, e non messi lì per caso. Vogliamo essere fiduciosi, perché Mediaset è una realtà giovane, e le nuove ventate, dopo questa crisi editoriale, sicuramente non mancheranno.

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di on 28 marzo 2013. Filed under Spettacoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a Italia 1, i giovani e quel legame da ritrovare

  1. Palma Rispondi

    28 marzo 2013 at 12:13

    Veramente un bell’articolo, concordo con Stefano Bini, la tv per ragazzi di oggi è inesistente … quanto era bella la fascia ragazzi degli anni 80/90

  2. marco Rispondi

    28 marzo 2013 at 12:18

    ci sono trasmissioni tv per ragazzi come http://www.contactoons.it secondo me bisogna guardare al futuro il passato è passato ci sono nuove realtà nuovi canali e progetti quindi la tv dei ragazzi esiste non esiste solo Mediaset al mondo

  3. Gianluca Rispondi

    28 marzo 2013 at 12:38

    Ci sono molti canali dedicati ai bambini e ai ragazzi, è vero. Ma il fatto che Mediaset, nelle sue tre reti generaliste, non dia spazio alla tv dei ragazzi, è un fatto agghiacciante. E’ conclamato che con i vecchi cartoni che hanno fatto la storia di Mediaset, e con nuovi cartoni AZZECCATI e STUDIATI BENE per il target di Italia1, si possano ottenere discreti risultati. Sono per un ritorno di Alessandra Valeri Manera…

  4. Roberta Rispondi

    28 marzo 2013 at 13:00

    Bell’articolo Stefano. Hai riassunto perfettamente il pensiero comune di noi ex bambini/adolescenti degli anni 80/90. Ringrazio di aver fatto parte di quella generazione e di essere cresciuta con la FASCIA RAGAZZI di quell’epoca; c’erano idee, valori, cartoni animati e programmi creati apposta per accompagnarci nella crescita e nel divertimento. Alessandra Valeri Manera non sarà mai abbastanza rimpianta, ha lasciato un segno indelebile nella TV di quegli anni e ancor più tangibile è constatare come le cose siano andate degenerando da quando non lavora più alle reti mediaset. Visti i tempi attuali temo che una nuova fascia ragazzi non sia più realizzabile, oggi tutto è basato sullo Share e sugli introiti ma soprattutto mancano persone in grado di ricreare quello spazio televisivo per i più piccoli, dove si sognava e si imparava accompagnati da storie meravigliose.

  5. FDv88 Rispondi

    28 marzo 2013 at 14:25

    Per un fattore nostalgico, anche io rivorrei i cartoni nel pomeriggio di Italia1 o su Rete4 e Canale5 e rimpiango tutto ciò che mi riporti quei ricordi. Ma è un discorso affettivo, altrimenti il pomeriggio di Boing è valido (ci sono Rossana, Doraemon)… Qualcosa di quella Tv dei ragazzi, in giro, esiste ancora e cresce i bambini di oggi… Già questo, di per se, è positivo.

  6. FDv88 Rispondi

    28 marzo 2013 at 14:29

    Tenete conto che anche nei nostri anni le programmazioni si basavano molto sullo share (è per questo motivo che spesso Ciao Ciao veniva rimbalzato da Rete4 a Italia1, da Italia1 a rete4 e ancor viceversa o il motivo dello spostamento della fascia delle 20.00 da Italia1 a Rete4 con la trasmissione “I Cartonissimi” e successiva cancellazione per anni). Forse, oggi, ha avuto una rilevanza ancor maggiore visto che prima, quando capitavano share bassi, non sempre si spostava e cancellava ma si “sopportav” un po’ di più :)

  7. Matilde Rispondi

    28 marzo 2013 at 14:50

    Rabbia e nostalgia scaturiscono pensando alla genuinità dei programmi citati in questo incisivo articolo ed alle egregie figure professionali che hanno dato cuore e voce nella realizzazione di tali progetti irripetibili. Quella sana TV ha accompagnato i nostri pomeriggi d’infanzia indimenticabili e spero che veramente qualcosa possa “muoversi” riguardo interessanti e concrete proposte.

  8. ylenia Rispondi

    2 aprile 2013 at 13:40

    Stefano ho letto l’articolo e devo dire che la tv di una volta non esiste più bim bum bam ciao ciao etc io non mi perdevo nemmeno una puntata per non parlare dei telefilm di Cristina d’avena baci primi baci beverly Hills 90210, bayside scool, baby sitter, happy days io sono cresciuta cosi con questi bellissimi telefilm cartoni animati dolce candy kiss me licia invece la tv di adesso non mi piace per niente guardo solo storie vere con Savino Zaba e Georgia e tempesta d’amore comunque la tv di una volta era la migliore io la penso cosi

  9. Mimma Rispondi

    4 aprile 2013 at 20:23

    Eh giá, parole sante! Io amavo anzi amo ancora i vecchi cartoni…come dimenticare le sigle di Cristina d’Avena?? In realtá non solo su Mediaset ma anche in Rai si sono persi i bellissimi programmi dedicati ai bambini… Tanti cartoni t’ insegnavano il valore dell’amicizia, dell’amore alcuni ti invogliavano a fare sport… Chi non ha mai visto Mila e shiro , Holly e Benji …altri tempi!!! Per non parlare della fantastica sailor moon…la mia preferita!
    Per noi poveri nostalgici non ci resta che riguardali su youtube, magari in compagnia dei nipotini^_^

  10. fabio89 Rispondi

    27 aprile 2013 at 16:52

    Italia 1 una volta era ai vertici del gruppo mediaset e i cartoni era i più apprezzati della vecchia generazione. Oggi la televisione ha cambiato per 5 cause: Crisi economica appunto per migliorare ci vuole investimento, I politici che magnano i soldi su tutte le tasche il digitale terreste che ha devastato con i nuovi canali interattivi e di conseguenza lo hanno spostato e per finire la politica che oggi ci ha distrutto in questi anni di piena crisi economica e che quasi tutte le reti tv si parla sempre di politica h 24 e per finire ancora internet questo la più devastante della generazione.
    Io vi dico una cosa era meglio quando ci trovammo in peggio e erano gli anni migliori e vi parlo di 10 anni fa.

  11. cristiano Rispondi

    31 maggio 2013 at 23:09

    Trovo -italia 1- un pessimo canale ,diseducativo e infettato da programmi scadenti e poco intelligenti.purtroppo Mediaset pecca spesso di quel retrogusto da spettacolo morboso e sensazionalistico che non porta a nulla. se avessi un figlio piccolo non sarei contento di sapere che segue un canale cosi commerciale e povero di contenuti.preferirei che giocasse in giardino senza assurdi condizionamenti pubblicitari e stupidi messaggi consumistici.

  12. Josh Rispondi

    25 febbraio 2014 at 16:14

    Boing è un buon canale, ma con delle qualità mal sfruttate. Infatti, per ora, è solo una confusione di cartoni, non tutti di qualità, e mixati male; senza manco un contenitore per ridurne la pubblicità con qualche trucchetto.
    Potrebbero trasmettervi telefilm e cartoni nuovi, ma con maggior qualità (gumble, il gatto scemo fa schifo) uniti a cartoni 80 e 90 che hanno fatto storia. Magari mettere in piedi un contenitore che gli trasmetta, un qualcosa tra bim bum bam, ciao ciao e game boat, con qualche scenetta, giochi e, per ridurre la pubblicità, qualche televendita o espedienti. Insomma, non una sola macchina del tempo, ma un canale dove si parte dal passato, per migliorare il presente e costruire un ottimo futuro. Questo vorrei da boing, dal momento che mio fratello di 8 anni lo guarda. E anche io di 24 vorrei qualcosa di più stimolante che incolli bimbi, ragazzi e adulti insieme.

  13. Josh Rispondi

    25 febbraio 2014 at 16:19

    Comunque non so quando abbiate scritto i commenti precedenti, ma su boing al momento, a parte qualcosa di anni 80 e doreamon, fanno roba di poca qualità. si certo, per bambini, ma roba un poco stupida, come se per loro essere bambini significasse essere stupidi. e di rossana e quei cartoni manco l’ombra.

  14. Hera Rispondi

    11 novembre 2015 at 14:55

    Io sono convinta che se Alessandra Valeri Manera tornasse ad avere a piene mani la gestione di un contenuto per ragazzi, Italia 1 rifiorirebbe. Sono sempre stata dalla sua parte, anche se è stata criticata per svariati motivi, è stata lei ad aver deliziato una generazione intera con sigle che ancora oggi cantiamo. Per quanto riguarda la storia delle “stroppiature” nei nomi giapponesi, mi spiace per gli amanti degli originali, ma io preferisco un adattamento con nomi italiani. Anche perché quelli giapponiesi non li ricordo mai. Per non parlare delle sigle originali: ci sono persone che adorano le sigle giapponesi ma poi si mettono il sottotilo in italiano per capire cosa dicano. Non ha molto senso!

  15. Hera Rispondi

    11 novembre 2015 at 15:01

    Sono dell’idea che se tornasse Alessandra Valeri Manera a gestire una fascia per ragazzi, Italia 1 risolleverebbe i suoi ascolti. Non importa quante critiche le siano state fatte, il suo operato ha fatto crescere una generazione intera di bambini che, oggi adulti, cantano ancora le canzoni scritte da lei. Per quanto riguarda le stroppiature fatte da lei… Non ci vedo niente di male nell’italianizzare i nomi giapponesi. Creare sigle dei cartoni è un’arte, non come i giapponesi che fanno “copia e incolla”.

  16. Angelo Rispondi

    11 aprile 2016 at 02:46

    Io, da umile quarantenne che si nutriva di Italia 1 negli anni 80 e 90, credo che Alessandra Valeri Manera possa essere tranquillamente considerata una delle più grandi donne contemporanee per l’infanzia e l’adolescenza.
    Ha sempre guardato al futuro facendo acquisti audaci ma anche per bambini più piccoli.
    Saprebbe benissimo cosa fare anche ai nostri giorni.
    Ma non credo che la signora De Filippi in Costanzo sia interessata a cedere il suo dominio.
    Sì perché se contro Alessandra non ci si andava per scarsità di idee da parte dei concorrenti, contro Maria non si va per dogmi dei piani alti Mediaset. Infatti è Maria la sanguinaria, perdonatemi l’ironia ma rimpiango molto Alessandra Vietato ai Minori.

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