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Il rifugiato di serie B che non piaceva alla Boldrini & Co.

Carlos Carallero, scrittore cubano riparato a Milano, si è rivolto all'Unhcr, l'organizzazione di cui era portavoce la presidente della Camera, ma la sua pratica è stata insabbiata. Non piaceva che scappasse da Castro...

cuba«Lavoriamo perché l’Europa torni ad essere un grande sogno, un crocevia di popoli e di culture, un approdo certo per i diritti delle persone, un luogo della libertà, della fraternità e della pace». Così parlò Laura Boldrini, già rappresentante per l’Italia all’Unhcr, l’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera dei Deputati.

Eppure ci sono rifugiati di serie A e di serie B. Dipende dal regime da cui scappano. A Milano ci sono fior di esempi. Carlos Carallero, biologo e scrittore cubano, è uno di questi. Dal 1995 vive a Milano con la sua famiglia, ma ha dovuto passare sotto le forche caudine di una burocrazia quantomeno disattenta e di un Unhcr che, per il suo caso, faceva orecchie da mercante. «Sono stato arrestato più di una volta dai servizi segreti. Se non avessi abbandonato il Paese sarei finito in carcere per almeno 10 anni». Fra l’altro, ricorda, «Dopo essere stato licenziato dal mio posto di lavoro, quando dovevo guadagnarmi da vivere facendo la guida turistica, sono stato denunciato per anti-castrismo anche da una cittadina italiana, membro dell’Associazione Italia-Cuba». E, giunto a Milano, per vedersi riconoscere lo status di rifugiato politico ha dovuto attendere 7 mesi «…ed è solo perché il funzionario del Ministero degli Interni, che si stava occupando del mio caso, è morto in un incidente stradale. Altrimenti era già stato deciso che la pratica che mi riguardava fosse rimandata alle “calende greche”. Ci sono cubani che ottengono il permesso di soggiorno pur non avendo documenti. Io avevo portato uno scatolone intero di carte originali, fatte arrivare attraverso Paesi terzi, che attestavano la mia condizione di perseguitato politico. Ma proprio perché ero un vero dissidente, sono finito in un limbo da cui non sarei mai uscito, nonostante l’impegno personale preso da Laura Gonzalez (allora presidente del Comitato per i Diritti Umani a Cuba, ndr). Ero già pronto ad una protesta pubblica, allo sciopero della fame. Non fosse stato per una drammatica fatalità, la morte del funzionario che mi stava bloccando, probabilmente non avrei mai ottenuto l’asilo politico».

E l’Unhcr si era occupato del suo caso? «Mi sono rivolto all’Alto Commissariato, ma l’unico parere che hanno espresso è stato: “deve avere pazienza”. Le loro risposte erano talmente evasive che alla fine ho smesso anche di chiamare. Tutte le volte mi hanno fatto capire che non si sarebbero mossi per aiutarmi». Ma il peggio è arrivato quando Carlos Carralero ha chiesto il ricongiungimento con la famiglia, nel 1997. «Il Consolato cubano a Milano mi stava bloccando con il pretesto che una firma del funzionario del Ministero degli Esteri “fosse illeggibile”. A questo punto mi sono rivolto ancora all’Unhcr. Ma l’Alto Commissariato, invece di chiedere spiegazioni a Roma, o al Consolato di Milano, ha passato la pratica al suo rappresentante per l’America Latina. In Messico! Che a sua volta ha scaricato il tutto sul rappresentante dell’Unhcr a Cuba. Facendo una piccola indagine personale, ho capito che fosse una trappola, un modo per insabbiare il caso. Perché a Cuba non vi sono funzionari indipendenti. E mi risulta che l’uomo dell’Unhcr all’Avana fosse un ufficiale dei servizi segreti di Castro».FILES-CUBA-CASTRO-OPINION

Alla fine, la famiglia Carallero è riuscita comunque ad arrivare a Milano, «ma solo grazie all’iniziativa di un parlamentare di Forza Italia, Gianni Pilo, che ha rivolto un appello all’allora ministro degli Esteri Lamberto Dini, per risolvere il mio problema». Dopo questa esperienza «in ogni forum disponibile, ho sempre denunciato la mala fede dell’Unhcr». Per questi rifugiati di serie B, politicamente scorretti, ci spiega Carlos: «C’è un pregiudizio filo-castrista, condiviso da buona parte della sinistra, che tuttora ci fa molto male».

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di on 19 marzo 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

32 commenti a Il rifugiato di serie B che non piaceva alla Boldrini & Co.

  1. guido de zolt Rispondi

    19 marzo 2013 at 12:51

    …e, per fortuna, è caduto il muro di Berlino sbriciolando l’URSS, altrimenti avremmo altri eclatanti casi simili…!

  2. Giuseppe Fiorentino Rispondi

    19 marzo 2013 at 13:09

    da cosa dovrà mai rifugiarsi una persona che vive in uno degli ultimi paradisi del comunismo, e poi viene a rifugiarsi proprio in un paese schifoso e fascista come il nostro, visto che l’Italia fa così schifo la Boldrini perchè, invece di fare la presidente della camera, non chiede asilo politico alla Corea del Nord così quando l’America (nuova mecca dei comunisti de’ noi artri) la trasformerà in un campo di golf avremo preso due piccioni con una fava
    P.S. piacerebbe tanto anche a me essere comunista, purtroppo non posso permettermelo, io devo lavorare per vivere

  3. marcopagliarino Rispondi

    19 marzo 2013 at 13:54

    lo schifo della sinistra non ha equali ha nessuno

  4. hellas Rispondi

    19 marzo 2013 at 13:57

    La Boldrini … ma cosa volete che gliene importi di un dissidente cubano anticastrista, sarà certamente uno sporco provocatore, pagato dagli amerikani, dalla Cia o da Berlusconi … Con la Boldrini Presidente della Camera le istituzioni hanno ragiunto il massimo del discredito, questa può al massimo presiedere qualche bel forum al Centro sociale Askatasuna !! Poveri noi!

  5. Marco Bianchi Rispondi

    19 marzo 2013 at 14:07

    Quoto Giuseppe. Queste persone sono sempre in giro a predicare paradisi socialisti ma poi vivono in Italia a botte di dieci mila euro al mese. Vadano a vedere cosa accade a Cuba…

  6. Lino1234 Rispondi

    19 marzo 2013 at 15:29

    Hanno trovato il modo di far diventare più poveri i poveri. La Boldrini è la classica rappresentante di quel “buonismo” che con il compromesso storico : incontro fra PCI e DC, ora PD, ha rovesciato sull’Italia intera la popolazione più povera e misera di mezzo mondo, collocandola sulle spalle dei più poveri, abbassandone ulteriormente il loro misero tenore di vita. In più ha regalato all’Italia un aumento di criminalità spaventosa. Il tutto per soddisfare il misero desiderio di VIP, più o meno famosi, di apparire buoni ma che buoni non sono affatto. Osservate i risultati ottenuti dal buonismo: aumento della povertà; aumento della criminalità, disastro dell’economia. Non basta ? Dobbiamo ripartire da capo ? Sperto tanto di no.Saluti. Lino

  7. Jacopo82 Rispondi

    19 marzo 2013 at 15:34

    Ma la Boldrini è stata portavoce (portavoce!) dell’UNHCR dal 1998. Giornale diverso, figure da cioccolatai uguali.

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      19 marzo 2013 at 15:53

      Appunto. Noi diciamo “la Boldrini & Co.”. È lo stesso milieu politico-culturale, sono gli stessi ambienti di sinistra che si affannano per tutti i perseguitati, tranne quelli dei regimi di sinistra. È lo stesso ambiente dell’Associazione Italia-Cuba, vicinissimo a Vendola e Sel, che addirittura ha denunciato Carallero ai servizi segreti cubani, e solo questo dovrebbe suscitare nausea in ogni coscienza democratica. Peraltro, Carallero denuncia che l’Unhrc non lo ha mai sostenuto, nemmeno dopo, nemmeno a Boldrini regnante. Una vita da perseguitato negata. Per ideologia. Punto

      • Jacopo82 Rispondi

        19 marzo 2013 at 17:01

        Dite che “è stato ignorato anche in era Boldrini”, ma scrivete “Alla fine, la famiglia Carallero è riuscita comunque ad arrivare a Milano”. Di sicuro ha ottenuto lo status di rifugiato quando la Boldrini non era in UNHCR (1997), per qualche motivo non dite quando la famiglia ha potuto raggiungerlo quindi non c’è modo alcuno di capire se l’insediamento della Boldrini come portavoce (1998) abbia avuto effetti e se sì in che direzione.

        Notevole comunque come il singolo caso di uno che comunque ha potuto fermarsi in Italia e ha ottenuto lo status di rifugiato politico in 7 mesi (sette mesi!) faccia più scalpore delle migliaia di persone in fuga da ogni genere di regimi di ogni tipo di sud del mondo, abbandonate per anni nei CIE senza speranza nè notizie in condizioni terrificanti quando non direttamente morti in mare o abbandonati nei deserti dell’Africa del nord nelle mani dell’amichevole regime libico…

        Articolo un filino filino fazioso, forse? Ma forse eh.

  8. Giuseppe Fiorentino Rispondi

    19 marzo 2013 at 16:17

    Jacopo82 appunto pagata sontuosamente con i soldi del contribuente per non fare alcunchè, se quei soldi si usavano per i veri perseguitati almeno si giustificava la spesa

  9. Lino Rispondi

    19 marzo 2013 at 16:32

    Quoto un commento davvero azzeccat: anche a me piacerebbe fare il comunista,purtroppo devo lavorare…
    Bellissima e verissima.

  10. Guglielmo Rispondi

    19 marzo 2013 at 16:41

    Ce lo meritiamo, ce la meritiamo a Santa in parlamento. Dovevamo andarcene profughi “noiartri der norde” quando lo stato ha nazionalizzato la rendita ambrosiana nel 61.

  11. Nicola Rispondi

    19 marzo 2013 at 16:44

    LA FORESTA ITALIA TANTI ALBERI MA TANTA GRAMIGNA.

  12. Nicola Rispondi

    19 marzo 2013 at 16:49

    LA FORESTA ITALIA TANTI ALBERI MA TANTI senza LINFA.
    LA BOLDRINI E’ UNA DI QUESTI.

  13. maurizio Rispondi

    19 marzo 2013 at 17:16

    Presidente della Camera e dei proclami che lasciano completamente il tempo che trovano, tra l’altro, nel Parlamento mi pare in buona compagnia, insomma a chiacchiere, tra tutti quanti, non scherzano. Europa un sogno, e per chi? E perché? Cosa vi sarà mai da sognare! Crocevia di che? Una che è stata a bottega per anni nell’ ONU non sa ancora che il baricentro della potenzialità mondiale, anche culturale, si colloca ormai tra America settentrionale e Asia Orientale, in Europa sono rimasti tanti musei e tanti debiti, ormai. Ma legga un po’ di geo-strategia, così magari pensa di meno ai rifugiati politici e strizza meno l’occhio ai tanti compagni che hanno prodotto, loro sì, larga parte di tali rifugiati. Si vada alla fonte dei problemi, si sveglino all’ ONU, massa di dilettanti, che ancora oggi dopo più di 60 anni non ha saputo risolvere gli esiti sciagurati della guerra di Corea, dei confini medio orientali, delle etnie del Centro Africa e potrei continuare …. Sfido chiunque a indicarmi un conflitto o una situazione di crisi che l’ ONU abbia risolto bene!

  14. ro.di.mento Rispondi

    19 marzo 2013 at 17:22

    questa “grande donna” quando era in iraq e sentenziava sul governo per aver o non aver liberato gli ostaggi di turno (ma che ci vanno a fare quando c’è una guerra visto che poi paghiamo noi?) per conto dell’inutile onu non è mai riuscita a togliere un ragno dal buco. perchè parla ovvero la lasciamo parlare?

  15. Paoloribelle61 Rispondi

    19 marzo 2013 at 17:32

    Come insegna Orwell… ci sono animali più uguali…

  16. El Prince Rispondi

    19 marzo 2013 at 18:02

    Titolo falso in quanto la Boldrini è portavoce UNHCR dal 1998…credo che vi querelerà e farà bene a farlo per aver associato il suo nome ad un caso in cui lei non c’entra…che poi l’UNHCR possa aver sbagliato lo posso anche condannare ma credo che dalla vostra parte politica (che credo di intendere quale possa essere) non ci siano mai stati tutte queste braccia aperte di accoglienza nei confronti di chi fuggiva da altri stati per ragioni politiche o per fame…perchè adesso pubblicate solo questo caso?

  17. Joe Rispondi

    19 marzo 2013 at 18:02

    Il suo ruolo principale del Presidente della Camera è quello di provvedere al corretto funzionamento della Camera dei Deputati, garantendo l’applicazione del regolamento e prendendo opportune misure per il buon andamento delle strutture amministrative della stessa. Egli rappresenta la Camera e, in aula, giudica della ricevibilità dei testi, mantiene l’ordine e dirige la discussione. Al Presidente spetta la scelta della Commissione permanente cui far esaminare i progetti di legge presentati alla Camera (salva opposizione di un capogruppo o di un decimo dei deputati, che rimette all’Aula la decisione). Premesso tutto questo: perchè ha fatto quel discorso al momento dell’insediamento, senza tener conto delle sue funzioni?

  18. Sersemuie Rispondi

    19 marzo 2013 at 19:00

    X Joe, perché non lo sapeva. Bisogna darci il tempo di imparare no!

  19. MARIO Rispondi

    19 marzo 2013 at 19:41

    L’Unhcr che scarica all’ufficio dell’Havana la pratica per un rifugiato politico cubano e’ impagabile…sarebbe una barzelletta se non fosse vera. Stessa roba in Brasile ,un rifugiato politico cubano rimpatriato in due e due quattro ,Battisti se lo sono tenuto,adducendo pretesti ridicoli. Sono comunisti ,che altro dire?

  20. Giò Rispondi

    19 marzo 2013 at 20:36

    Gentaglia da salotto, che pensano che la loro merda profumi. L’hanno eletta alla presidenza della Camera, emblema dello sfascio dello Stato Italiano !

  21. anna Rispondi

    19 marzo 2013 at 20:38

    come faceva a sapere di essere eletta?aveva gia’ pronto il discorso’ cosi come Grasso.in casa PD erano tutti sorpresi,scusate ma non so come funziona….in ogni caso il suo discorso e’ stato il discorso che una Madre Teresa di Calcutta avrebbe fatto di fronte ad una ONLUS
    E NON IN PARLAMENTO e, e speriamo che non vada in giro a fare Charity invece di preoccuparsi del buon andamento della Camera.

  22. vincenzo 48 Rispondi

    19 marzo 2013 at 21:33

    con i compagni si divide tutto, ma non quello che è mio
    Siamo messi male

  23. hellas Rispondi

    19 marzo 2013 at 21:33

    El Prince ( ? ) e Jacopo 82 fanno i professorini precisando che la Boldrini, già Santa , all’epoca non era Portavoce Onu per i Rifugiati … e allora ? Non hanno naturalmente capito lo spirito del titolo, nè dell’articolo. L’ambiente ONU è sempre il medesimo, che ci sia o no Santa Boldrini : dei dissidenti anti castristi non gliene frega nulla!! L’alto commissariato ONU per i rifugiati, ma direi l’intero baraccone ONU, è malato di antioccidentalismo, da sempre, ed è una splendida vetrina per ottenere visibilità per i personaggi come la signora Boldrini, piaccia o no agli amici comnpagni.

  24. vincenzo 48 Rispondi

    19 marzo 2013 at 21:37

    i sigg. sinistroidi continuano a chiedere il perchè Silvio non si fa giudicare.
    Semplice 1 perchè ama la libertà; 2 perchè non puoi difenderti da una condanna già scritta.

    Tenga duro CAV. non conosco uomo che ha pagato un avvocato per andare in galera, questo è il grande valore della libertà

  25. Ovidio Gentiloni Rispondi

    19 marzo 2013 at 21:49

    Brava boldrina, se sono perseguitati per davvero, ma dai carnefici sbagliati te ne fotti?
    Fai schifo come tutti i komunisti!

  26. El Prince Rispondi

    20 marzo 2013 at 00:32

    @hellas : legga il titolo…se sa leggere l’italiano, è come dire :”Matteotti, l’uomo che non piaceva a Storace & Co.”…comunque, come al solito, anche l’ONU è comunista…che vi manca alla lista?ah, si, papa Francesco, che etichetterete di comunismo quando comincerà a parlare di aiutare i poveri e diseredati nel mondo…per fortuna che siete una specie in via di estinzione…

  27. Bartuldin Rispondi

    20 marzo 2013 at 01:47

    Mica si danno la zappa sul piede da soli. Se fosse stato un terrorista arabo che avesse chiesto asilo perché perseguitato in Israele non avrebbero perso un attimo. Ma qui si tratta di un povero cubano, dissidente di quel regime di ca…ca che é retto da un satrapo segretario di u n partito che si chiama comunista, che loro esaltano e lo additano a esempio, giammai si sarebbero sputtanati. La loro é democrazia a senso unico: se sei daccordo con me ti faccio ponti d’oro. Altrimenti calci nei denti.

  28. Jacopo82 Rispondi

    20 marzo 2013 at 11:05

    Si continua a perdere di vista anche il fatto che sette mesi, in Italia, per una pratica di asilo politico sono un tempo sorprendentemente breve. E’ un articolo privo di senso alcuno, che va a riprendere una non-notizia di vent’anni fa allo scopo di buttare fango indiretto sulla Boldrini, l’intento è evidente.

    Se si volesse seriamente parlare male dell’ONU ci sono quantità smisurate di casi da raccontare. Il fatto che si vada a rivangare la storia di un rifugiato cubano che ha ottenuto l’asilo politico in tempi perfettamente ragionevoli è solo sintomo dell’assoluta faziosità di questo foglietto. Se si fossero presi ad esempio i casi ben più drammatici dei rifugiati chiusi per anni nei CIE probabilmente gli astuti commentatori avrebbero detto che li trattiamo fin troppo bene e che anzi avremmo dovuto affogarli in mare o abbandonarli nel deserto. E lo scopo di adombrare la figura della Boldrini non sarebbe stato raggiunto.

  29. silvia Rispondi

    22 marzo 2013 at 18:22

    Quoto Jacopo 82 in tutto e per tutto. Premetto – appunto- che 7 mesi per una richiesta di protezione internazionale è un tempo assai breve. E lo so bene, dato che il mio fidanzato sta facendo la pratica.
    Ora, questo articolo fa veramente sorridere perchè è evidente che dovevate trovare un pretesto per gettare m. sulla Boldrini. E ne avete trovato uno veramente veramente assai stupido, se mi permettete. Ma la cosa divertente è che chi la pensa secondo la linea di questo “giornale” non farà altro che infervorirsi ancora di più contro la Boldrini e co. come dite voi, ed in generale contro la sinistra ( a prova di quanto chi vi appoggia lo fa alla cieca, senza nemmeno capire di che si stia parlando). Apprezzerei invece l’intervento di qualcuno che segua la vostra linea politica ma che sappia giudicare in maniera intelligente ciò che avete scritto qui sopra. Ognuno è libero di avere le proprie idee politiche, benvenga il pluralismo, ma per favore: che abbia per lo meno un senso logico!

    Per non parlare poi di quanto sia ridicolo diventare improvvisamente “paladini dei rifugiati” quando vi torna utile, dimenticando ovviamente tutti gli altri. E mi riferisco a quelli che stanno nei cie appunto, vere e proprie carceri dove gente che non ha commesso assolutamente nessun reato si vede trattare da criminale, dove il rispetto della dignità umana (tanto più che si tratta di gente che sfugge da situazioni di violenza vera che voi qui manco sapete cosa siano), viene automaticamente buttato nel gabinetto.
    Senza dimenticarci poi di quelli che muoiono nel Mediterraneo, come ricordava appunto la Boldrini, poichè respinti.
    Ma io mi chiedo – e qui entra in gioco la nostra umanità- ma se foste voi quelli che un giorno vi troverete a scappare dal vostro paese poichè è in corso una guerra civile per es., e arrivando alle coste di un altro paese in cui potreste almeno – e dico almeno!- essere al sicuro, venite brutalmente respinti??O se invece riuscite a entrarci in quel paese e a fare domanda di asilo, e intanto magari vi trovate a passare mesi in un Cie?? Come vi sentireste? Certamente non bene. Ma forse è proprio difficile per voi capirlo…

    • Fausto Rispondi

      18 luglio 2016 at 12:19

      Prova a parlarne vi i giovani cubani morti ammazzati in come soldati in Angola da Castro.

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