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Grillino sarà lei! Nessuno ha votato Beppe, come nessuno votava Dc

VOTO_620x448Ai tempi della Democrazia cristiana avveniva il singolare fenomeno per cui alla caterva di voti non corrispondesse quasi mai un volto. Insomma, molti la votavano ma se ne vergognavano. Nei viottoli del centro (un centro qualsiasi) era raro che qualcuno gonfiasse il petto ammettendo la propria preferenza. Con Beppe Grillo è andata diversamente. Prima delle elezioni gli inferociti votanti del Nord dichiaravano con atteggiamento deciso che avrebbero concesso la propria “x” ai grillini. Buona parte di quest’ultimi ammetteva di non essere mossa da convinzione profonda bensì da spossatezza acuta. Esausti, avevano uno scopo preciso: terrorizzare la politica, inculcarle una volta per tutte che o si cambiano da soli o a cambiarli ci avrebbero pensato loro, il Paese. Sempre prima delle elezioni, mi ero trovata almeno un paio di volte a segnalare che la faccenda potesse essere un pizzico più complicata di così, poiché ai voti spesso corrispondono le poltrone e qualcuno in Parlamento ce lo avrebbero anche spedito, a suon di protesta. Mi veniva risposto che rispetto a certi elementi di partito cadere peggio era cosa impossibile, così tanto valeva andare sereni. È ufficiale: la questione era nettamente più complicata di come la spacciavano.

E ora accade che, udite, molti meno paiono aver votato Grillo. Ti muovi tra i tavoli del bar, lo stesso bar in cui fino a quattro settimane fa il Beppe pareva leader indiscusso per levatura morale (mah?!) e di colpo quasi nessuno ne parla. E tu sei sicuro che quello lì, quello che ora parla del meteo, fosse tanto appassionato di elezioni. Lui, te lo rammenti bene, l’aveva dichiarato il voto antipolitico, di protesta e anche di sostanza. E glielo chiedi: «Alla fine su chi sei caduto?» «Ma, niente, Grillo. Non che sia diverso dagli altri, l’ho sempre detto che delle cose da chiarire lì c’erano. Perlomeno abbiamo dato una sveglia ai partiti tradizionali». 335572-uomo-d-39-affari-di-nascondersi-dietro-la-sua-sediaSì, ecco. I mugugni lasciano intendere la tensione (mal) celata. Meglio lasciare perdere, aria, è tempo d’aria. Aria per aria al Nord questo è un fenomeno sempre più dilagante. Il fenomeno 5 Stelle non è destinato a perire presto, anzi. Di danni in giro è destinato a farne parecchi, ciò nonostante inizia a scemare. Chi ha concesso loro l’“obolo” comincia a entrare nella fase della coscienza, quella che li obbliga a prendere le distanze dal comico. Perché l’incompetenza è un discorso, la negatività è accettabile, fa parte dello show, l’assenza di proposte concrete anche, ma i microchip, le chiacchiere seguite dai pasti al ristorante con il resto dei parlamentari, le gaffes su Napolitano, il gruppo spaccato un’ora dopo aver messo piede a Palazzo, questo probabilmente è troppo. Il Nord è salpato dall’isola Grillo e pare difficile di ritorni. I guai restano, il Movimento ancora per un po’ farà incetta di voti e quel po’ di tempo le imprese proprio non lo hanno. Questa è la zona in cui nessuno ha votato il Beppe anche quando lo ha votato. Sicuri che la storia sia molto diversa da quella Dc, in ogni senso possibili.

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di on 27 marzo 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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