Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Niente auto a Milano: Pisapia ci vuole “rieducare”

Arriva la DomenicaAspasso, capolavoro radical-chic: non serve all'ambiente, in compenso mira a una collettivizzazione forzata dei valori e dei comportamenti

spassoIl 17 marzo, tutti a piedi. Parte una nuova serie di domeniche senza auto, la DomenicAspasso fortemente voluta dalla giunta Pisapia giunge alla sua terza edizione.

A Milano l’automobile serve, non è un lusso. Serve anche la domenica perché, in una società contemporanea, molti lavorano anche nel giorno di “riposo”. A tutti coloro a cui l’automobile serve i blocchi del traffico piombano sulla testa come una maledizione. È sempre stato così, indipendentemente dalle giunte che si sono succedute a Palazzo Marino. Si alzano gli occhi al cielo e si maledicono le Pm10 e le Pm2,5, le cosiddette “particelle sottili”. La legge pone dei vincoli precisi: 40 mg per metro cubo per le Pm10 e 27 per le Pm2,5. Oltre questi limiti, il livello di inquinamento va fuori legge. Ma le domeniche a piedi… servono a ridurle? Incuriosisce il fatto che sia già stato fissato un calendario per tutte le domeniche a spasso di questo 2013. E che tutte coincidano con eventi ludici: il 7 aprile (Milano City Marathon), il 12 maggio (Giornata della bicicletta), 9 giugno (Festa scuole), 14 luglio (Arte di strada), 8 settembre (Mobilità sostenibile), 13 ottobre (Maratona Deejay) e 17 novembre (Nati per camminare). Come si fa a sapere, oggi, quando si verificherà un’emergenza inquinamento, quando la presenza di polveri sottili passerà le soglie di allarme nei prossimi 12 mesi? Una previsione simile è impossibile. Incuriosisce allo stesso modo la motivazione con cui era stata annullata la DomenicAspasso dello scorso 18 novembre 2012: il 16 c’era appena stato lo sciopero dei mezzi pubblici e inoltre sarebbe caduta in concomitanza con eventi quali Book City e l’Esposizione Internazionale del Ciclo e Motociclo 2012. Ma se c’è un’emergenza inquinamento, si può rimandare un blocco del traffico con così tanta leggerezza, per motivi che tutto erano fuorché ambientali?

Quindi: la DomenicAspasso serve a ridurre la presenza nell’aria di Pm10 e Pm2,5? L’Amat, Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio, rileva che i valori del 2011 e del 2012 (i primi due anni della giunta Pisapia) siano peggiori rispetto a quelli del 2010 (quando c’era ancora la giunta Moratti). Guardando alla serie storica pubblicata dall’Amat sulle Pm10, vediamo che il tasso era di 40 mg/m3 (entro i limiti di legge) nel 2010, per poi salire a 49 mg/m3 nel 2011 e scendere a 43 mg/m3 (ancora fuori i limiti) nel 2012. Guardando alla serie storica sulle Pm2,5 vediamo che dopo i 25 mg/m3 registrati nel 2010 (entro i limiti di legge), seguono i 33 mg/m3 nel 2011 e i 31 mg/m3 (ancora fuori dai limiti) nel 2012. A questo è servito il primo anno e mezzo di DomenicAspasso. Nel novembre del 2011, la risposta giusta l’aveva data l’assessore a Mobilità e Ambiente, Pierfrancesco Maran: «Le domeniche a piedi? Contro l’inquinamento non servono a nulla, ma le facciamo lo stesso per educare (sic!) i cittadini».

Educare a cosa, se è lecito chiederlo? Come spiegava lo stesso Maran lo scorso ottobre (in occasione del rinvio della DomenicAspasso del 18 novembre 2012): «Quel che è certo, è che le piazze degli artisti di strada, l’apertura di Palazzo Marino, il biglietto unico per i mezzi pubblici, il bike sharing e i musei gratuiti rimarranno una costante di tutte le “DomenicAspasso”». Si penalizza l’uso individuale dell’auto per incoraggiare tutte attività collettive: spettacoli pubblici, accesso alle istituzioni pubbliche, mezzi pubblici, condivisione di bici pubbliche e pubblici musei. Finché il cittadino non sarà ri-educato.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 18 marzo 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Niente auto a Milano: Pisapia ci vuole “rieducare”

  1. Filippo Riccio Rispondi

    16 marzo 2013 at 11:29

    Questi non vogliono capire che sono i nostri rappresentanti e non i nostri educatori. Del resto la maggioranza è d’accordo nel voler “educare” quelli che non la pensano come loro….

  2. Guglielmo Rispondi

    16 marzo 2013 at 19:12

    Guardate che non capite lo spirito. E’ perchè quelli dei centri sociali spacchino meglio le vetrine delle bancacce senza il pericolo di venire travolti. Cultura: “Hic est ratio”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *