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Cronache di ordinaria arretratezza italica

amianto-inpsOrdinaria arretratezza. Nel 2013, il nuovo millennio votato alla tecnologia, a Savona (questa volta, ma in molti altri posti accade e accadrà) i computer dell’Inps vanno in tilt. Inutile stare in coda, imprecare contro i dipendenti. Succede perciò che la folla si sposti dove crede di poter trovare una soluzione, ed eccoli tutti al Caaf per acchiappare quel certificato utile a pagare le tasse. Perché poi se non ce l’hai e paghi in ritardo non solo cresce l’importo ma può essere che ti mandi una lettera Equitalia e tu, che sei anziano, l’idea non la sopporti. La faccenda era prevedibile: i Cud hanno tentato di digitalizzarli. Qualcuno ha anche provato a dire che forse a qualche intoppo bisognava essere preparati, e i fatti dicono che il sito è ufficialmente andato il palla. Troppe richieste, pare.

E tu ti lasci andare, chiudi gli occhi e rifletti sul fatto che in America votano online. Quelli la matita e le cabine elettorali le hanno per tradizione, ché loro, gli U.S.A., il diritto di voto lo esercitano così, col web. Pensa gli finisse com’è finita all’Inps ligure. No, va beh, a loro non succede, lo sappiamo. In Italia invece per votare, se sei in vacanza al Sud devi tornare al Nord. E se sei domiciliato al Nord devi tornare al Sud. Lo Stato però ti rimborsa parte delle spese per il trasporto. L’efficienza nostrana è tanta, non come quella d’oltre Oceano. Esagerano lì, ché uno adesso non avrà mica il diritto di esprimere la propria preferenza sempre e ovunque.

In fondo siamo la Nazione che ancora non si è abituata del tutto al Telepass: a luglio tutti in coda al casello per cinque o sei ore. L’autocertificazione è tanto i voga ma comunque le trafile burocratiche sono inesauribili. Gli uffici pubblici di te potrebbero sapere tutto con due clic ma ti costringono a scartoffie, pile di carte, perdite di tempo imbarazzanti, il tutto condito da moduli in cui ripetere in modo quasi morboso chi sei, da dove vieni, che giorno sei nato, il codice fiscale e via dicendo. Ordinaria arretratezza. E pensi alle imprese, a come sia difficile per loro anche solo pensare di assumere qualcuno. A quelle che devono aprire poi, non solo tocca pescare il coraggio di sfidare i tempi ma anche affrontare la dura, infinita, battaglia di cavilli. Ma, si sa, esagerano in America, che poi hanno tanti difetti da quelle parti lì. Noi, invece, stiamo proprio bene così. Abbracciati in fila davanti all’Inps. D’altro canto “tu si nato in Italy” e non ci sta niente da fare.

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di on 5 marzo 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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