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Bersani appende il Nord a Saviano, Don Ciotti e Wwf. Fermatelo

Non è uno scherzo, sono tra i soggetti "consultati" dal segretario Pd prima di PdL e Lega. Sarebbe anche divertente, se famiglie e imprese non fossero sul baratro

bersaniNon è nato a Bettola, Pierluigi Bersani. Dev’essere nato direttamente a Sbronza, o qualcosa del genere. Perché quest’uomo, già ligio e pratico dirigente del Pci emiliano, già ministro blandamente riformista nel deserto dell’era-Prodi, già uomo legato a consumate liturgie tardocomuniste, ma non infettato dal virus del giustizialismo acefalo, da quando si è convinto di aver vinto delle elezioni che ha malamente pareggiato, ha perso palesemente il controllo. Non solo deve installarsi autonomamente a Palazzo Chigi contro ogni logica, e fin contro ogni aritmetica, contro il consenso del Paese e pure quello del Parlamento. Sarebbe già abbastanza, in una contingenza tragica e “cipriota”, che invoca governi il più larghi ed efficienti possibili.

No, l’involuzione di Pierluigi da Bettola è approdata a uno stadio ulteriore, si è fatta arte, piroetta circense di fronte a uno spettatore, sempre il Paese, sempre noi, che non ha nessuna voglia di ridere, adesso. E lui, ormai talmente in là, sulla via del teatro dell’assurdo, da aver pensionato la sua imitazione firmata Crozza, ci sta appendendo, sta appendendo il futuro del Nord, dell’impresa boccheggiante, delle famiglie allo stremo, ai seguenti soggetti (l’ordine è casuale, come del resto tutto quello che riguarda Bersani oggi). Il Wwf, Saviano, Don Ciotti. Lo so, anche a me viene da ridere, ma dovete fare uno sforzo, riprendere il controllo di voi stessi, non è una battuta. È la semplice cronaca delle “consultazioni” che sta svolgendo l’incaricato segretario del Pd, evidentemente ormai in corsia di sorpasso, quanto a talento comico, sul Grillo parlante. Ha visto Saviano, il bettolese (ammesso si dica così), mentre ha in mano un incarico che è una miccia accesa, mentre il Paese è vicino alla fine (Giorgio Squinzi dixit, ma chissenefrega, mica scrive su Repubblica), mentre Napolitano non sa più come riportarlo alla lucidità, senza uscire dal burocratese istituzionale, lui vede Saviano. «Un incontro prezioso e illuminante», massì, una piacevole disquisizione tra un politico e uno scrittore, sulle macerie dell’Italia. Dopo tal confronto di cervelli, l’esito è che nel nostro Paese «serve un piano contro le mafie», ma pensa te. Poi, non prima di una capatina nella sua birreria preferita della capitale, Bersani ha proseguito le sue consultazioni. Con don Ciotti. Il quale (non si sa quante birre precedano il virgolettato) «ci ha dato un contributo con il suo sguardo acuto e sempre pertinente». Nessun dubbio sull’acutezza visiva di don Ciotti, ma il Paese, Pierluigi, il Paese, quei due terzi degli italiani che non hanno votato per te, quel partito che si dichiara disponibile a sondare percorsi comuni e che rappresenta ancora le ragioni delle zone produttive, insomma il PdL, uno straccio di dialogo, un minimum di confronto fuori da questo sovietismo mentale, tra un Saviano e un don Ciotti? Niente, si passa al Wwf,a Greenpeace, al Club Alpino Italiano e al Touring Club. Imploro i colleghi di non portarmi via in camicia di forza, è tutto vero, sono queste, le consultazioni che sta svolgendo il leader Pd, e sono gli stessi consultati che non ci credono: «È la prima volta che le associazioni ambientaliste vengono consultate nel processo di consultazione per il nuovo governo», e te credo, in genere si fa politica, non intrattenimento da Bettola, specie se il Paese è adagiato sull’orlo del precipizio, anche per responsabilità di Bersani & compagni.

Non sappiamo dove voglia andare a parare, il capo di quello che dovrebbe essere un grande partito della sinistra occidentale, né ci interessa, i percorsi umani sono faccenda del singolo. Qui, però, c’è una gigantesca questione economico-sociale, e non abbiamo nessuna voglia di perdere tempo con bestselleristi, preti da strada, alpini e protettori dei Panda. Qui arriva la mazzata fiscale d’estate, ultimo regalo del folle governo Monti, qui si violenta il segreto bancario, con segnali da Stato orwelliano, qui s’affacciano ipotesi di prelievi forzati anche sui conti italiani… Per cui, se c’è ancora qualcuno lucido intorno a Pierlugi da Bettola, agisca per il suo bene. E soprattutto per il nostro.

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di on 25 marzo 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Bersani appende il Nord a Saviano, Don Ciotti e Wwf. Fermatelo

  1. maurizio Rispondi

    25 marzo 2013 at 20:34

    Chi l’avrebbe mai detto, Bersani come Badoglio. Ma sì, il Badoglio di Caporetto, il Comandante del 27º Corpo d’armata. Come racconta nei suoi diari il Col. Gatti, storico dello SM, quel Badoglio che dopo lo sfondamento della fronte italiana sull’Isonzo, mentre i tedeschi dilagavano nella pianura friulana, puntando su Udine, si era eclissato dal campo di battaglia e intratteneva il suo SM con dotte elucubrazioni sulla botanica, di cui era un fervente studioso, bevendo birra. I TEDESCHI stavano facendo a pezzi l’esercito italiano e lui conversava di botanica, bevendo birra… roba da pazzi!

  2. VINCENZO TAM Rispondi

    26 marzo 2013 at 12:27

    Cose da fare accapponare la pelle.
    Non dobbiamo dimenticare che Bersani al posto del cervello ha un barattolo di vernice rossa, come ce l’hanno tutti i comunisti.
    Non si rendono conto di niente. Hanno dato il loro cervello all’ammasso di quella grande porcata che è il comunismo.
    Ergo, il comportamento del bettolano.

  3. franco C. Rispondi

    26 marzo 2013 at 13:12

    bersani?
    E’ pur vero che a sinistra non hanno molto da scegliere, però, affidare il partito a questo individuo !

  4. Lino Rispondi

    26 marzo 2013 at 16:52

    Stiamo parlando di un politico di lungo corso che nemmeno nella sua citta’ e’ stato votato…nemmeno profeta in patria,che volete?

  5. cristiano Rispondi

    1 aprile 2013 at 17:33

    SI,SI,CI MANCA IL WWF E IL SIG.SAVIANO….cosi siamo a cavallo …di una piattola!vediamo di fare qualcosa di concreto(tipo sciopero fiscale)per far capire a roma parassita che la mucca del nord è senza latte…FINITO!!!e se ci fermiamo noi non c’è ne più per nessuno.

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