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A Milano c’è una mostra sul comunismo difensore di “libertà”

A Palazzo Reale c'è una bella esposizione sulla Guerra fredda. Peccato che nel catalogo si dica che anche l'Urss patrocinò la «libertà» e i «diritti dell'uomo». Comune e Museo han qualcosa da dire?

urssDelirio in scena a Palazzo Reale, Milano, tra una tartina e una visita guidata. “The desire of freedom”, è il titolo della mostra visitabile fino al 2 giugno, che raccoglie testimonianze artistiche dell’Europa dal 1945 al 1989, dell’Europa marchiata dalla Guerra Fredda e dalla contrapposizione tra quelli che semplifichiamo come due “blocchi”, ma erano due visioni del mondo, e soprattutto dell’uomo. Esposizione acuta e necessaria, su quel che siamo appena stati, o che a volte siamo ancora (per una ricognizione esaustiva, s’impone il pezzo di Matteo Sacchi su Il Giornale). Il delirio, invece, sta tutto nel catalogo e nel racconto che cuce il viaggio attraverso le opere, partoriti dalla curatrice Monika Flacke. Talmente preoccupata che la mostra avesse «enfatizzato eccessivamente la contrapposizione tra Est e Ovest» (a Washington si stava come a Mosca, egregia signora, nel gulag come a Manhattan?), da scodellare una bestemmia storica e fin esistenziale, visto che in questo caso il gioco effimero dell’opinione danza in bilico su mucchi di cadaveri. Eccola: «Le “sorelle nemiche”, ovvero le democrazie parlamentari del blocco occidentale e le democrazie popolari del blocco socialista, sono entrambe figlie dell’illuminismo… entrambi i sistemi hanno proclamato e patrocinato l’illuminismo, la libertà e l’uguaglianza, i diritti dell’uomo e il progresso tecnico e sociale, per poter offrire ai cittadini il felice perfezionamento del genere umano». Lasciamo stare la grande balla filosofica della filiazione condivisa dall’Illuminismo, un vero e proprio tormentone su cui batte da sempre l’intellighenzia abituata ad infierire sull’Occidente godendo di tutti i confort occidentali, a partire da Horkheimer e Adorno, giù giù fino a Massimo Fini. Chi volesse, può trovare la smentita definitiva in Popper, e nella sua distinzione chiave tra società chiuse, di derivazione hegelo-marxista (e platonica, alla radice) , e società aperte, possibili solo là dove si ammetta la priorità ontologica del libero individuo.

gulag

Alexander Solzhenitsyn nel gulag

Andiamo alle bestialità palesi, e offensive. Nessuna “sorella” né “cugina” né parente di di quinto grado, la democrazia liberale e il totalitarismo non hanno un grammo di sangue in comune, negarlo è negare l’intera storia del Novecento, la guerra calda con i nazisti e quella fredda con i comunisti, totalitarismi di segno opposto ma edificati su strutture identiche, il Partito-Stato, la morsa pervasiva su ogni spicchio della vita civile e personale, la massa collettivizzata da un mito (la Razza, o la Classe) contro l’autonomia individuale, la persecuzione militare che si fa sterminio. Il lager e il gulag. “Sorella” di tutto questo sarà la signora Flacke, non certo noi, né i milanesi. Avanti, ancora peggio. Entrambi i sistemi avrebbero patrocinato «la libertà e l’uguaglianza». Troppo ovvio dire che uno ha maciullato la libertà in nome di un’uguaglianza impossibile, mentre l’altro ha la libertà come causa prima, e l’uguaglianza sana, quella civile in partenza, non quella economico-sociale all’arrivo, come conseguenza. Piuttosto: parli a loro, di libertà. Parli ai massacrati nel gulag, parli agli uomini torturati in nome del Popolo, parli ai denunciati, ai sequestrati, agli spiati, ai fuggitivi verso l’Occidente, a chi scappava dall’uguaglianza di Stato, verso la libertà. Legga Arcipelago gulag e I racconti della Kolyma, guardi la foto di Solzhenitsyn rattrappito in Siberia, ascolti le urla dalla miniera di Salamov, riguardi Jan Palach che si cosparge di benzina per tutte le Praga del mondo, e provi a nominare ancora la libertà.

praga

carri armati a Praga nel 1969

Ha il coraggio di citare anche «i diritti dell’uomo», la signora curatrice. Entrambi i sistemi hanno «patrocinato» i diritti dell’uomo. Non si riesce ad andare oltre, la tastiera s’ingrippa e il cervello anche, vorresti contrastare l’enormità, ma come fai? Come fai a rispondere seriamente a un catalogo dove sta scritto, è vergato, non ritrattabile, che il comunismo reale ha patrocinato i diritti dell’uomo? Come fai a rendere giustizia ai quei milioni, agli sparati, gli impiccati, gli assiderati, all’ammasso di corpi accatastati sopra la chimera perversa, l’idea assassina? Che poi era esattamente il «perfezionamento del genere umano», per riprendere le parole del delirio, l’obbrobrio della purezza della razza esteso all’intero genere, che andava raddrizzato, ricostruito, globalmente parificato. L’Occidente e la terra in cui ancora è rimasto vitale, gli Stati Uniti d’America, non hanno perseguito nessun “perfezionamento del genere umano”, anzi, esattamente all’opposto, hanno presidiato la ricerca libera e varia della felicità individuale dall’intromissione di qualunque mito marcio di qualunque Perfezione assoluta, inumana, totalitaria. Ed è perfino imbarazzante, ricordarlo a chi in Occidente ci vive e ci costruisce carriere. Ma a noi di Monika Flacke importa nulla, a noi importa che Palazzo Reale, il Comune di Milano che ne è proprietario, il suo direttore Domenico Pirania, rimuovano un catalogo che associa il comunismo alla libertà e ai diritti dell’uomo. Non oggi, non nella Milano del 2013.

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di on 29 marzo 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a A Milano c’è una mostra sul comunismo difensore di “libertà”

  1. gaia r Rispondi

    27 marzo 2013 at 16:29

    L’ Italia va a rotoli, c’è marcio scandali e disperazione ovunque e la cosa piu importante per Voi è questa questione? Solo a me sembrate fuori dal mondo?

    • Alessandro Rispondi

      27 marzo 2013 at 18:29

      Gaia, l’Italia ha tanti problemi è vero. Ma primo tra tutti il problema che riguarda la loibertà. Libertà economica, difesa della proprietà privata, libertà individuale. E’ per mancanza di libertà che il paese va a rotoli ed i politici si sono ingrassati beandosi di sproloquirae sulla libertà, e l’hanno fatto TUTTI, illudendo il popolo con la favola dello stato benevolo e dei principi egualitari sul bene comune. Questo modo di presentare e rivisitare la storia è figlio proprio di quella bugia, di quella illusione di libertà che ci hanno venduto negli ultimi 50 anni. L’economia è importante, il lavoro, la crisi ma se non sappiamo nemmeno riconoscere una stronata colossale come questa di Palazzo reale, se non abbiamo il coraggio di denunciare queste porcherie deliranti come possiamo avere la pretesa di capire il presente e guardare verso il futuro? Su questa testata ci sono tanti articoli sui “problemi italiani” ed è un bene che si parli senza paura e con grande incisicità anche di questi temi. La storia la lasciamo agli storici, la spazzatura la si porta in discarica non la si espone a Palazzo Reale. Cominciamo a non farci prendere per vil culo almeno sulle cose ovvie ed evidenti e forse sarà più difficile continuare a venderci illusioni che non fanno altro che guidarci al macello.

    • Isa Rispondi

      27 marzo 2013 at 19:27

      Il marcio c’è sempre stato, ma prima era tenuto
      nascosto. i disperati sono aumentati, grazie alla sinistra che ha spalancato le porte agli extracomunitari, ma ora si sono aggiunti quelli che, disperatamente cercano di avere più di ciò che possono permettersi, perchè ce l’ha anche il B. Quanti cellulari hai, Gaia? Vendine uno e dai il ricavato a chi ha fame, anzi . vendi anche il pc e comprati un panino, mangiatelo mentre ti leggi il tuo fatto quotidiano, che quelli come te hanno scassato abbastanza…, te capì!

  2. Alessandro Rispondi

    27 marzo 2013 at 17:27

    caro mio l’italia và a rotoli perché ci sono troppi italiani ignoranti che non hanno sviluppato un senso critico e non riescono a pensare per più di 10 minuti. sono queste le persone che votano e danno il voto a chi li seduce o con l’odio grillo e sinistra o la simpatia di berlusconi. voti pensati c’é ne sono pochi cosi arriviamo all’assurdo di questa mostra dove la mia indignazione è tanta che gli darei 30 anni di carcere a tutti partendo dal sindaco. questo è più grave di rubare; è la menzogna di stato.

  3. Matteo Borghi Rispondi

    27 marzo 2013 at 19:57

    Quoto Alessandro. è proprio la sinistra la prima a non vedere i veri problemi dell’Italia: la mancanza di lavoro che è legata al fatto che ci sono troppe tasse. Per loro contano solo le nozze gay, l’ambiente (che poi è opposizione a treni, autostrade e tutto ciò che rappresenta il progresso) e la riabilitazione di tutto quel ciarpame comunista che ha fatto decine di milioni di morti

  4. franco C. Rispondi

    27 marzo 2013 at 20:07

    gaia tu sei la rappresentante di come intendete la libertà voi di sinistra. La vostra libertà è quella di parlare solo di ciò che fa comodo a voi e alla vostra ideologia. Delle faccende a voi scomode non si deve parlare perché, voi dite, ci sono altri argomenti più importanti.
    La solita vostra ipocrisia !
    Infatti su questo giornale si possono leggere tanti articoli che trattano di temi e argomenti vari e non è che informare di questa mostra sul ” comunismo difensore della libertà” li nasconde.
    Che poi, già il titolo di questa mostra è una farsa. Vallo a dire a tutti quelli che hanno passato le loro “vacanze” nei gulag della Siberia o nei manicomi. Vallo a dire ai cento milioni di morti causati nel mondo da questa bella idea di libertà e paradiso sulla terra per i lavoratori…..

    • Khali Rispondi

      28 marzo 2013 at 07:18

      Non ho visto la mostra e puo’ darsi che sia orribile. Pero’ anche il capitalismo selvaggio come lo si intende adesso non e’ che ci lasci molta liberta’.

  5. albert Rispondi

    5 aprile 2013 at 10:28

    No, egregia gaia r, è lei che è fuori dal mondo, perchè se l’Italia oggi va a rotoli, lo deve proprio a questa sinistra comunista, che non si è mai mossa dalla ideologia marxista leninista che fa vedere nel partito/stato e nella infallibilità del segretario generale del comitato centrale la sola verità e la sola guida.

    Si vergogni, lei, Pisapia e la curatrice della mostra

  6. albert Rispondi

    5 aprile 2013 at 10:43

    Sig. Khali.

    Lei ha una pallida idea di chi sia che capeggia il capitalismo selvaggio?

    Alcuni nomi? Rockefeller, Rothshild, Bilderberg, Trilateral, Aspen Istitute, Comunità Europea, Mario Monti, Soros, Putin, che controlla tutte le risorse naturali russe, gli oligarchi russi, tutti ex gerarchi politici URSS, i ricchissimi padroni del petrolio arabi, tutti islamisti che finanziano l’estremismo terrorista, la stassa Angela Merkel ecc. tutti espressioni del denaro, anche quello virtuale, che oggi affossano ne economie in nome dell’egoismo dei pochi che vogliono controllare ogni singola anima vivente.

    Tutte istituzioni e persone che hanno sempre collaborato con la sinistra internazionale che aspira ad assoggettare il libero cittadino e la democrazia al concetto di un unico governo mondiale basato sullo strapotere del denaro.

    Si vada a rileggere il significato dei discorsi di Reagan, si vada ad ascoltare ciò che disse Kennedy in un suo famoso intervento ad una cena della stampa americana, sei mesi prima d’essere assassinato a Dallas, vada a riflettere sulla famosa frase di Winton Churchill “la democrazia non è il meglio che ci sia, ma è il meno peggio sistema di governo”, si vada a leggere il discorso di De Gasperi quando salvò l’Italia che Togliatti intendeva fare fagocitare dall’Unione Sovietica.

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