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La strana storia del nero leghista che stravede per Miglio

Toni Iwobi e Maroni«Nella Lega mi sono trovato come in una grande famiglia e – si sa – in ogni grande famiglia c’è sempre una pecora nera». Toni Iwobi usa l’arma dell’ironia per dissipare quel senso di straniamento che si crea nel vedere un africano (ma italiano a tutti gli effetti, da almeno un quarto di secolo) candidato alle regionali sotto l’egida del Carroccio. Già perché quella di Toni è una storia, a suo modo incredibile, di successo e integrazione. Nato in Nigeria 57 anni fa, Toni, dopo essersi laureato in informatica negli Stati Uniti, è arrivato in Italia, nella bergamasca dove ha vissuto per il resto della vita diventando, a tutti gli effetti, «un bergamasco».

A Spirano si è sposato con una ragazza del luogo e ha iniziato a lavorare come manovale edile ottenendo, dopo 11 anni, la cittadinanza italiana. Poi il lavoro all’Amsa dove ha potuto realizzare il suo sogno professionale (cercavano un tecnico informatico) e ha conosciuto il secondo “amore” della sua vita: la Lega Nord. Già perché Toni è un leghista della prima ora, di quelli del ’93, che, fin dall’inizio, non si è fatto spaventare da un movimento da molti giudicato razzista e xenofobo. «Personalmente – mi dice – non ho mai subito alcuna forma di razzismo, né all’interno della Lega né nell’ambiente in cui vivo». Che Toni sia benvoluto lo dimostra il fatto che i suoi concittadini lo hanno voluto per ben tre volte in consiglio comunale: come primo degli eletti è stato prima capogruppo lumbard e, di recente, assessore ai servizi sociali. «Come presidente della commissione cultura – mi dice il sindaco di Spirano Giovanni Malanchini, che sta entusiasticamente facendo campagna elettorale per lui – Toni ha sempre mostrato un’incredibile sensibilità per le tradizioni locali, organizzando corsi di bergamasco e toponomastica storica, oltre alla segreteria telefonica del Comune in dialetto. Ora, nel suo programma elettorale, promuove una legge per proporre la tutela della tradizione locale a scuola».

Quando gli chiedo il motivo che l’ha spinto alla sua passione per il Carroccio, Toni non ha dubbi. «Per il federalismo, un sistema che il mio Paese d’origine, la Nigeria (il più popoloso d’Africa, 158 milioni di abitanti, e uno dei più estesi ndr) ha applicato risolvendo il 90% dei propri problemi». Quando gli chiedo se le sue idee politiche sono ispirate a Gianfranco Miglio si emoziona e, con un accento che tradisce ancora l’origine straniera mi risponde: «Esattamente, bravissimo. È stato davvero un grande». Allora mi sorge un dubbio: non sarà deluso dal fatto che la Lega Nord non sia riuscita a trasformare l’Italia in Stato federale risponde: «Certamente ma non è colpa della Lega che l’ha proposto più volte. Purtroppo l’Italia è ancorata a un sistema clientelare che ha impedito qualsiasi cambiamento. Per questo la Lega ha deciso di ripartire dal Nord, col grande progetto della Macroregione. In questi ultimi 15 anni la gente ha perso la voglia di sentir parlare di politica ma quando sentono progetti concreti, come quello di trattenere il 75% delle tasse, si risvegliano».

Con la sua sorprendente storia Toni ha sfatato una serie di luoghi comuni: il pregiudizio dei bergamaschi (specie se leghisti) nei confronti degli stranieri e la mancanza di possibilità per chi parte da zero (Toni è ora proprietario di una piccola azienda del campo informatico, con otto dipendenti). Eppure non è l’unico amministratore leghista di colore: un’altra è Sandy Cane, sindachessa di Viggiù (Varese).

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di on 18 febbraio 2013. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a La strana storia del nero leghista che stravede per Miglio

  1. guido de zolt Rispondi

    18 febbraio 2013 at 14:55

    Ho conosciuto l’On.Miglio a Cortina d’Ampezzo, negli anni ’80, quando tenevo una roulotte nel camping ai piedi del Pomagagnon, ero uno dei 3.000 saccopelisti di Cortina, e incontravo spesso l’On.Miglio ai bagni per la rasatura giornaliera..e l’ho giudicato una persona squisita, senza pregiudizi, semplice e molto alla mano e passava le sue vacanze in un Camping! Ne ho un buon ricordo, veramente!

  2. GeertWilders4president Rispondi

    12 agosto 2013 at 14:19

    Io resto stranita quando vedo la kyenge(indipendentemente dal colore della pelle) che dice cazzate, proponendo leggi, usi e costumi lontani anni luce da quelli occidentali (e anche da quelli italiani). O quando vedo Grillo e i suoi adepti complottisti, proporre leggi al limite della fantapolitica.
    Un nero ormai integrato nella nostra società, mi passa inosservato, a meno che non lo conosco di persona. Poi mi diventa una persona come un’altra, a meno che non diventa mio amico. In tal caso mi diverrà un amico come un altro, posto che non diventi il mio miglire amico. In tal caso diventa il mio migliuor amico.
    Per quanto riguarda i nigeriani, leggendo in giro circa le culture degli altri paesi, ho avuto l’impressione che sono persone che danno molta importanza allo studio, e puntano su questo per lo sviluppo del loro paese.

    “Già perché Toni è un leghista della prima ora, di quelli del ’93, che, fin dall’inizio, non si è fatto spaventare da un movimento da molti giudicato razzista e xenofobo. «Personalmente – mi dice – non ho mai subito alcuna forma di razzismo, né all’interno della Lega né nell’ambiente in cui vivo». ”
    In questo aspetto Toni mi somiglia. Quando c’è un partito che penso abbia delle idee valide, lo studio a fondo e mi informo su quello che dice per capire se posso seguirlo o meno. Lo stesso l’ho fatto con partiti stranieri che stimo (come il FrP norvegese).

    “Toni ha sempre mostrato un’incredibile sensibilità per le tradizioni locali, organizzando corsi di bergamasco e toponomastica storica, oltre alla segreteria telefonica del Comune in dialetto. Ora, nel suo programma elettorale, promuove una legge per proporre la tutela della tradizione locale a scuola».”
    Stima! Così dobbiamo fare tutti. Rispettare sempre gli usi ed i costumi dei paesi in cui si va a vivere.

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