Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Diretta di una (non) bambola dedicata a Bersani

Una cronista Intraprendente all'adunata dell'orgoglio femminile e liberale

BersaniSono una di quelle donne mica tanto buone a stare zitte, io. Mannaggia a me e alla bocca petulante che mi ritrovo. Mi è capitato una volta di essere minacciata da un nazi-fascista, divergenze di opinioni, le chiamerei. Un’altra, in gioventù, mi ero convinta di poter avere un dibattito con un tizio che allora si definiva comunista. Non è andata come pensavo, non è stato edificante, è mancata la predisposizione all’ascolto. Una manciata di mesi fa un collega mi ha ammonita: «Stai zitta». È finita peggio: «Non ti metto le mani addosso perché sei una femminuccia». Una delle cose che mi è successa più spesso è però l’essere stata classificata per le mie presunte convinzioni politiche (di solito non ci azzeccano mai, per altro). Generalmente lo fanno i detentori del sapere, coloro che sono certi di maneggiare Cultura e giustezza. I sinistrorsi. Molti miei amici lo sono, lo dico in via preventiva, qui non si vuol generalizzare. Dici una cosa che ha a che fare con lo spirito liberale, magari a ribadire che non tutti gli imprenditori sono sadici sfruttatori, e il loro guardo si fa snob, il disprezzo glielo leggi in volto: «Ah, sei di destra». Cerchi di spiegarti, di spiegare che la questione non ha a che fare con i colori politici, che si tratta di roba un po’ filosofica, un po’ economica, un po’ politica e parecchio esistenziale. Nulla, detta alla Bersani, devi essere per forza una «bambolina». Caro Pier, «bambolina» non mi è mai riuscito di essere, anche se mi sarebbe forse risultato tutto più facile. E oggi vado a buttar il naso in “Sono una donna, non sono una bambola”, evento organizzato da donne schierate col PdL che, appunto, non si sentono presenze ornamentali. Da lì, a suon di tweet, ti faccio sapere….

da @intraprenSocial

14.57 Aspettando “Sono una donna, non sono una bambola”  viene in mente quella storia dei generi, della parità che fa tanto sinistra. Mah.

15.06 Per gradire, tra le altre, fan capolino (non) “bambole” come Daniela Santanchè e Mariastella Gelmini. Fossero bambole (mute) a qualcuno farebbe comodo

15.08 Santanchè: «Non siamo mica qua a pettinar le bambole», noi bambole non ne abbiamo

15.10 E se le quote rosa tengon banco, le quote rosa c’é chi dice se le vuol prendere. Vedi le «artigiane negli anni di crisi»

15.14 Mi chiedevo se le donne di sinistra siano più libere o virtuose

15.17 Dici bambola e ti ritrovi tigri: riforma fiscale, liberatà di autodeterminazione, welfare per l’infanzia, conciliazione dei tempi, occupazione femminile. Metti tutto in una scatola

15.19 La condizione della donna é al centro del programma pidiellino per la Gelmini, per ovviar alla cura dellla sinistra che seguirebbe quella dei tecnici

15.20 Metti tante donne in una stanza e goditi il profumo

15.22 Va in scena l’incubo di ogni maschio latino: una sala zeppa solo di fard e mascara. Signori in certi posti butta male

15. 25 E ti viene in mente che le quote rosa in fondo sanno di beffa, che poi è meglio un uomo valido che una donna cretina. E pure viceversa

15.35 Burocrazia zero per gli asili (magari condominiali), rette detraibili, bonus bebé. Snocciola programmi, Santanchè

15.39 E se le donne non sanno fare branco, cambiamo atteggiamento. Perché oggi c’è un primato rosa: non c’é una donna indagata

15.41 E iniziamo dalle scarpe. Bambole per bambolissime, neve per neve, il tacco 12 resiste, da queste parti

15.51 «Da queste parti non si giudica. La superiorità la vantano quelli di sinistra. Lei, ad esempio, fa battute solo alle donne sul mercato. Sta alle donne sceglier se esser sul mercato o meno». Santanchè al Fatto, sulle donne e il Cav.

15.52 La polemica si solleva e c’è chi racconta di file di pensionati in attesa della restituzione dell’Imu, a provocazione. Ma a nessuno sembra un chiaro segnale da parte dei cittadini?

15.54 La Gelmini ricorda che Ambrosoli vuole mondare la Lombardia. Bisogna ricordarsi una cosa chiamata garantismo e anche che la Lombardia non è esattamente un peso per il Paese

15.55 «Nella vicenda Merkel c’é la bugia di Monti e pure il fatto grave di ritener più importante il giudizio terzo piuttosto che quello degli italiani» Gelmini

15.56 Santanchè ricorda «l’orgoglio di appartenenza. La nostra sanità non è in deficit. La Lombardia non è da rifare, qui si dà per scontato quel che si ha, come la libertà»

16.02 Retorica quote rosa a sinistra. Ma in tv le sinistrorse chi le vede? Le (non) bambole la buttano lì

16.07 Di brutti e di cattivi. «Uno stupro ogni  due giorni», dice Santanchè. Chi strizza l’occhio al modello Pisapia?

16.09 Donna per donna, sole non ci possiamo bastare. L’appello al voto è fatto ma la sala è calda come poche volte

16.10 Le signore difendono le candidate, poi dici che la forza è maschia

16.13 Sintesi di un incontro carico e caotico: ci sono donne e leonesse. Quando le due cose coincidono di solito c’è da imparare

16.14 Vuoi soldati pronti a battagliare, sceglili in gonnella

16.15 Ufficiale: le pidielline a star buone non sono avvezze. Cercasi guardia del corpo per giornalisti di Fatto e Repubblica

16.18 La battaglia di libertà sta nel far accettare l’idea che ogni donna abbia il diritto di scegliere per sé. Sì, sa di liberale

16.28 L’incontro è finito. Bersani faccia un giro qui, prima di parlar di bambole

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 21 febbraio 2013. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Diretta di una (non) bambola dedicata a Bersani

  1. laura S. Rispondi

    21 febbraio 2013 at 15:08

    Come la capisco, dura la vita di noi difficilmente classificabili:) sarà perche la media si scompensa se non ha salde categorie cui appigliarsi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *